"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

War Zone. Già fallita la tregua in Siria: militari russi attaccati dai terroristi

Già fallita la tregua inaugurata da due giorni in Siria: la controprova viene data da un attacco trasmesso in diretta, durante un collegamento tra un gruppo di fanti di marina russi, che sono stati attaccati con un intenso fuoco dei gruppi terroristi ,mentre  questi si trovavano sulla strada del Castello di Aleppo per garantire il “corridoio umanitario” previsto dagli accordi.

I fanti di marina erano in comunicazione con il Ministero russo quando sono stati attaccati da un gruppo di “ribelli” (non si sa se “moderati” o no) posizionati lungo l’Autostrada del Castello. Nessun militare è rimasto ferito ma questo episodio e l’attacco  mette in evidenza l’intransigenza dei gruppi ribelli/terroristi che non accettano alcuna tregua ed alcun cessate il fuoco.
I fanti di marina russi avevano sostituito l’Esercito siriano per il presidio della strada che deve assicurare l’invio dei convogli umanitari dell’ONU ma questo appare molto difficile nelle attuali condizioni di insicurezza.

Lo stesso comando delle forze siriane aveva dato istruzioni alla forza Tigre dell’Esercito di ritirarsi per vari Km. dalla strada del Castello al fine di  permettere l’apertura del corridoio umanitario.
Secondo il corrispondente di “Al Masdar News”, l’Esercito siriano sta pianificando una offensiva nel nord di Aleppo per le prossime sttimane che dovrebbe partire da le fattorie di Al Malaah, per ripulire la zona dai terroristi.

Le forze russe sono state presenti ad Aleppo nelle ultime settimane, come risulta anche da alune foto da cui si vedono militari russi delle forze speciali che aiutavano la conquista degli edifici dell’Accademia Militare nella parte sud di Aleppo, per sloggiare i terroristi del gruppo di Yaish al Fateh, dominato da Al Nusra.
I reparti russi forniscono assistenza militare in affiancamento ai reparti dell’Esercito siriano.

Risulta comunque che gli USA non stanno mantenedo l’impegno di separare i gruppi di quelli da loro denominati “ribelli moderati” dalle formazioni integraliste di Al Nusra/ Yaish al Fateh, al contrario il comando USA tende a coprire questi gruppi che sono stati armati ed addestrati dagli USA e che sono mescolati fra di loro, fra “moderati” ed integralisti.

D’altra parte si è saputo che il comando dell’Arabia Saudita, che controlla buona parte dei gruppi terroristi takfiri, ha dato ordine di non accettare la tregua e proseguire negli attacchi. Si vuole impedire la conquista totale di Aleppo che viene data ormai per imminente dalle forze congiunte siriane, russe e di Hezbollah.

L‘obiettivo comune di USA, sauditi e Turchi è quello di annettersi la parte settentrionale della Siria e costituire un califfato sunnita sotto il protettorato di Rijad, come primo passo per lo smembramento della Siria e per rovesciare il governo di Damasco. Questo spiega il dispiegamento di forze speciali USA in Siria e il continuo stanziamento di fondi per armamento ed addestramento di altri gruppi di mercenari nei campi di addestramento in Giordania.
Nonostante l’accordo fra John Kerry ed il ministro Lavrov per una tregua in Siria, il doppio gioco di Washington continua.

Israele attiva le formazioni di Al Nusra per prolungare il conflitto

Nel frattempo dal Libano arrivano le dichiarazioni dell’ expresidente libanese, Emil Lahud, il quale ha confermato che Israele avrebbe incitato le formazioni terroriste del Fronte Al Nusra (con cui da tempo coopera militarmente) ad attaccare le forze siriane che si trovano nei pressi delle alture del Golan.

Miliziani di Al Nusra sul Golan
Miliziani di Al Nusra sul Golan

Lahud ha aggiunto che “Il regime di Israele, come noto, mantiene una stretta cooperazione con le formazioni terroriste anti governative e si sta adoperando perchè queste riprendano forza sul campo di battaglia, dopo le ultime sconfitte subite ad opera delle forze siriane e russe”.
“Dopo la tregua concordata tra Russia e Stati Uniti per fermare il conflitto in Siria, il regime di Israele ha preso consapevolezza che il conflitto in Siria potrebbe risolversi attraverso una soluzione politica, motivo per cui Israele ha deciso di attivare le formazioni di Al Nusra (che di recente hanno cambiato denominazione in “Fath al-Sham”) controllate da Israele, per attaccare le forze siriane e far fallire la tregua”, ha dichiarato Lahud.

Tuttavia l’abbattimento di un aereo israeliano e di un drone, rivendicato ieri dalle forze siriane, ha fatto riconsiderare ad Israele la strategia degli attacchi della sua aviazione sul territorio siriano nei pressi del Golan, attacchi che hanno la finalità di indebolire le posizioni dell’Esercito siriano e prolungare il conflitto.

Una fonte militare siriana ha comunicato che sono state di recente rinforzate le difese sul confine del Golan a presidio della zona per difendere il territorio dagli attacchi dei terroristi e per contrastare le incursioni delle forze aeree del regime di Tel Aviv.

Fonti: Al Manar

Hispan Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

*

code

  1. Walter 6 mesi fa

    Non credo che questo episodio possa essere considerato come un fallimento della tregua. E’ noto che alcuni dei numerosi gruppi armati in Siria non aderiscono e/o non sono compresi nella tregua e mi sembra probabile che l’attacco ai militari russi (sostanzialmente fallito) sia imputabile a uno di questi gruppi. Certo, l’Arabia saudita e Israele avrebbero interesse a far fallire la tregua ma questo non vale per gli USA, dai quali la tregua é fortemente voluta e richiesta. In generale, agli USA conviene una de-escalation del conflitto in Siria e una cooperazione con la Russia per eliminare alcuni nemici comuni. A mio avviso, il timore degli USA é che una volta eliminati i nemici comuni, la Russia e i suoi alleati (governo di Damasco, Iran e Hezbollah libanesi) vadano avanti da soli per “finire il lavoro”. Per evitare che ciò accada, é probabile che gli USA propongano qualche concessione alla Russia sulla questione Ucraina (per es., riconoscimento dell’annessione della Crimea).

    Rispondi Mi piace Non mi piace