"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

VOUS ETES CHARLIE

islamici a Firenze

di Pietro Ferrari

I progressisti prima fanno venire gli islamici dicendo che sono buoni e bravi accusando altri di xenofobìa, poi li provocano in modo volgare e se vengono da loro colpiti, la colpa è ancora della xenofobìa di chi poneva dubbi e preoccupazioni sull’immigrazionismo. In ogni modo i progressisti continuano sia ad offendere il senso del sacro che a promuovere il multiculturalismo anche religioso. Il loro progetto è intrinsecamente suicida ma riguarda purtroppo tutto l’Occidente: ISIS e Femen hanno gli stessi padroni extracomunitari e coloro che hanno portato in Europa cultura gender, aborto ed eutanasìa sono gli stessi che hanno favorito l’invasione islamica e la cessione della sovranità politica e monetaria. I wrestlers del melting pot e del clash of civilizations vogliono il caos generato da un mix plurirazzista inestricabile, quando l’unica trinità venerata a consumo forzato rimane quella ‘laicista-olocaustica-omosessualista’, manettara, dogmatica e vendicativa, mai colpita dai satiri perché spesso di essa sono tremuli chierichetti.

Come dopo il 9/11 oggi si torna a parlare in modo superficiale, della religione islamica. Sappiamo bene che l’Islam sia nella sostanza che nelle modalità operative, ha una concezione della donna, della società, della guerra e del proselitismo diverse da quelle del Cattolicesimo, connotandosi come uno pseudo ‘protestantesimo giudaico’ quasi totalmente privo di sacerdozio e di un’ autorità suprema atta a dettare norme condivise, ancorato a forme legalistiche e formalistiche simili al giudaismo novotestamentario.

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Sappiamo bene però che se la Chiesa tornasse ad essere quella che è stata fino al 1965, sarebbe oggi trattata dall’Occidente non di certo in maniera più lusinghiera di come viene trattato spesso l’Islam, perché quegli argomenti sopra citati, la vedrebbero comunque in ostilità con il cosiddetto ‘zeitgeist’ (spirito del tempo). Cerchiamo di capire perché oggi l’Islam è così osteggiato, ribadendo l’ovvietà che qualsiasi atto terroristico è sempre e comunque deprecabile e da contrastare con ogni mezzo, anche magari smettendola di addestrare, finanziare ed armare proprio gli stessi terroristi.

L’Islam oggi dà fastidio perché intralcia il traffico, perché è cafone, ovviamente terrone, sporco, rumoroso coi suoi minareti urlanti cinque volte al giorno, mentre magari in auto si vorrebbe contemplare in pace la gigantografia erotica di Belen Rodriguez, ascoltando Radio 24. L’Islam puzza di aromi dolciastri e fumosi, di spezie bruciate e carni allo spiedo, mentre hai appena messo spume profumate dal parrucchiere e non vuoi vedere gente nel tuo quartiere, che mai potrebbe entrare così vestita in una discoteca di Briatore. L’Islam è arretrato e medievale, con quei coltellacci arrugginiti e con quelle scimitarre incrostate, troppo distanti dallo charme lucido e tecnologico della ghigliottina e pertanto basta dare spazio ai video dell’ISIS, ma tutti a festeggiare il falso storico del 14 Luglio 1789 (http://radiospada.org/2014/07/14-luglio-gli-eroi-della-bastiglia/).

L’Islam dà fastidio al benpensantismo borghese e progressista, al fighettismo griffato e ridanciano, fatto di nomignoli e di letture noiose, di idolatria della propria cagnetta e dirittigay, di cocaina ed estenuanti ossessioni estetiche, di vanità esibizioniste in pubblico che nascondono frigidità o impotenze sessuali in privato. L’Islam rompe le scatole perché fa proselitismo e concepisce la terra come luogo di conquista in cui la religione va a plasmare la vita sociale. L’Occidente ipocrita chiama alla lotta identitaria, dimenticando che anche la Chiesa Cattolica ha una missione, in questo caso divina, di voler dare gloria a Dio col conquistare le anime di tutti e per la loro salvezza. Certamente la Chiesa concepisce la distinzione tra potere temporale e spirituale, niente affatto la separazione, ma anche il Cattolicesimo prevede che la società temporale sia subordinata alla Chiesa, che se occorre dare a Cesare ciò che è suo e a Dio ciò che è Suo, lo stesso Cesare avrà sempre sopra di sé Dio e il Suo Vicario in terra.

L’Islam è urticante con quei suoi veli, chador, niqab, burqa, quando ormai nell’Occidente pure le suore post-cattoliche vanno al mare in bikini o cantano in tivvù canzonette da adolescenti in tempesta ormonale, dimenticando che la Madonna porta il velo da più di duemila anni. San Paolo, non Bin Laden, aveva prescritto alle donne di coprirsi il capo, di non parlare in assemblea e di essere soggette al marito e le donne cattoliche, prima della follìa conciliare, lo avevano sempre fatto, di indossare il velo in chiesa e di vestirsi decorosamente, anche perché il prete poteva invitarle C.J.C. alla mano, ad uscire dalla chiesa.

L’Islam è odiato dal ‘santanchèpensiero’, che racchiude l’intero circo politicante che va da Salvini a Vendola, non perché è una falsa religione che non riconosce la divinità di NSGC, ma perché non ha vissuto e ancora rifiuta la purificazione illuminista, la riformattazione laicista, il troiettismo femminista e l’idolatrìa del vignettista flaccido ma onnipotente, quello che tira la matita e nasconde la mano nel più classico degli “armiamoci e partite”.

L’Islam è avversato perché parla di blasfemìa e non riconosce alcuna libertà di offendere Maometto, come se per la Chiesa Cattolica fosse invece lecito avere il diritto di bestemmiare Dio e i Santi; come se negli Stati Cattolici non fosse stato sempre un reato la bestemmia, formalmente ancora punita dal nostro codice penale, (ovviamente fascista direbbero gli antifà) e come se nello stato Pontificio del Papa Re fosse stato lecito poter offendere volgarmente gli infedeli.

L’Islam è odiato perché parla di guerra e di guerra addirittura santa, mentre l’Occidente Arcobaleno preferisce massacrare con armi chimiche e bombe sporche milioni di esseri umani, semplicemente con le missioni di peace-enforcing ed embarghi umanitari.

Che retrogradi questi islamici, ancora non capiscono che certi termini sono politicamente scorretti e che il Corano e le sure battagliere scandalizzano i pacifisti e democratici occidentali, quelli che con rivoluzioni, guerre, aborti ed eutanasìa però hanno probabilmente ucciso negli ultimi due secoli più gente di quanta ne era mai stata uccisa nei precedenti trenta.

Il Corano è violento sì in molte parti storiche, come è violento l’Antico Testamento in cui Dio stesso ha storicamente incoraggiato il Suo Popolo a combattere e a sterminare i nemici, per preservarlo dalle contaminazioni pagane e per punire i popoli che avevano tradito gli antichi Patriarchi. La teologante cretineria oggi insegna che ‘il dio dell’Antico Testamento’ era cattivo come se non fosse lo stesso del Vangelo e come se la Chiesa fosse una sorta di Emergency coi pizzi e i merletti mentre ha sempre riconosciuto il diritto alla legittima difesa e alla guerra giusta.Contrappassi giacobini: liberati dal dolce giogo del Vangelo ma costretti a rispettare la Scimitarra.

L’Islam fa paura non perché mena, ma perché non mena per il fuorigioco della Juve o per un parcheggio, né per la Tav o per un pizzo insoluto, ma perché mena per difendere una visione del mondo, una visione del mondo che l’Occidente prima ha accolto con l’immigrazione di massa rimuovendo nel contempo presepii e crocifissi dai luoghi pubblici per un simulato scrupolo di ospitalità, e che oggi pretende di offendere nel modo più vergognoso. Del resto, dopo aver creato tutte le condizioni per un disastro sociale in Europa, non serve altro che trovare l’innesco per scatenare una guerra civile identitaria che ha già la soluzione preconfezionata: innalzare ancora di più l’idolo trinitario ‘laicista-olocaustico-omosessualista’. E così, tra sure e scannatoi, tra illuministi e laicisti, viene liquidato ancora il cattolicesimo, prima svuotato e poi corrotto, nella rinnovata apologia della libertà religiosa come presunto antidoto alla barbarie. Ricordino sempre lor signori, che al di là di tutti i piani umani, in Francia non c’è stato solo Robespierre ma anche l’esempio di Jeanne D’Arc e che l’unico padrone della storia è Dio.

Tratto da Radio Spada

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  1. vincenzo 2 anni fa

    … e dare uno sguardo alle opere di Richard Coudenhove Kalergi, pubblicate – guarda un pò – negli stessi anni in cui il Time di Londra – altra combinazione – spergiurava che i Protocolli dei Savi di Sion erano solo un falso della polizia zarista ?
    leggere attentamente le une e gli altri e farsi venire qualche sospetto, no ?

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    1. Anacronista 2 anni fa
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      1. vincenzo 2 anni fa

        si, lo so

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  2. Piero61 2 anni fa

    salve
    articolo che dice il vero. Tutto quanto scritto è sacrosanto, ancorchè condivisibile al 100%…
    saluti
    Piero e famiglia

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  3. Andrea Di Cesare 6 mesi fa

    Uccidere la Cultura ha avuto il significato di rimuovere i problemi dalla testa delle persone, allontanarle dal contatto con l’Angoscia esistenziale e con la Morte, salvo poi indurre un senso del Divertimento e della Superficialità che, ormai – alimentando il narcisismo patologico di molti – culmina spesso in atti di violenza. La Morte e l’Angoscia, scacciate dalla porta, rientrano però più violentemente dalla finestra. E se in tempi di maggiore cultura c’era un contatto più profondo con la radice angosciata del proprio essere, oggi si è più Angosciati, perché – pur vivendo nell’Impero della Distrazione – non c’è più divertimento, né sincera distrazione, ma solo un’Angoscia senza nome, e senza volto, un’Angoscia che nessuno riconosce più dentro di sé, perché non la sa neppure nominare, in quanto hanno ucciso la cultura, e tolto dal dizionario la parola “Angoscia”. Così va che la gente è sempre più angosciata, e cerca nel dominio della Distrazione e del Divertimento una fuga lontano da sé, perché avverte che quello che ha dentro di sé non ha nome, e dalle cose senza nome, dai nemici senza un volto, si vuole scappare, cose senza nome, perché il nome è stato loro tolto. Qualcuno si è impossessato dello Spirito dei Tempi, imponendogli lo Spirito Borghese. Siamo di fronte a una Società totalmente imborghesita, ingentilita, rammollita, infantilizzata. L’hanno rammollita e infantilizzata inculcando lo Spirito della Distrazione. Una incessante rincorsa a distrarsi, a divertirsi, sta ossessionando le Masse borghesi. Tra queste sono entrare a far parte anche le vecchie Masse Proletarie cui, essendo stato tolto l’Orgoglio di Classe, non rimangono che il Divertimento e la Distrazione per uniformarsi alle Masse Borghesi. La differenza fra Proletariato e Borghesia non si gioca più sul piano della Classe d’appartenenza, la professione, o il livello sociale. Bensì sul piano di appartenenza, o meno, allo Spirito della Distrazione.

    Elaborare lo Spirito della Distrazione è stata la mossa più scaltra dei poteri forti, in quanto essi hanno capito che, su di essa, si sarebbero giocate tutte le possibili sedazioni di malcontenti, rivolte, rivendicazioni di classe.

    Date ai popoli la Distrazione, avrete dato loro una droga più potente della vecchia religione, tacciata dai vetusti marxisti di essere l’oppio dei popoli. Sotto l’influsso e il marchio della Distrazione, ricadono anche i movimenti politici, la Cultura, l’Arte, il Dissenso, gli estremismi. Tutto, può essere Distrazione e tutto, da essa, può essere macinato, e reso innocuo. Trasformato in un Brand. Una linea di Moda, un Pensiero alla Moda, un Trend. L’Impero della Distrazione, infatti, tende ad assegnare un nome, un marchio, una definizione (spesso in linguaggio anglosassone) a tutto, in modo da rendere tutto un Prodotto consumabile, digeribile, acquistabile, e infine, innocuo. L’anima mercantile dell’Impero della Distrazione è la ragione della sua enorme capacità di neutralizzare ogni Dissenso.

    Andrea Di Cesare

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