"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Vertice tra Hollande e la Merkel mentre il turco aspetta di incassare miliardi stanziati dalla UE

di Luciano Lago

Come riferiscono le agenzie, si è svolto oggi a Parigi un vertice tra Angela Merkel ed presidente francese Francois Hollande, nel corso del quale si sono esaminati i temi relativi alla crisi migratoria, al conflitto in Siria ed ai problemi di sicurezza in Europa, di fronte ai rapporti sempre più pressanti delle agenzie di intelligence che segnalano le probabili infiltrazioni di potenziali terroristi mescolati tra i profughi in arrivo dalla Turchia e dalla Libia.
Il vertice risulta preliminare rispetto a quello che si terrà lunedì 7 marzo a Bruxelles tra Unione Europea e Turchia ed i due leaders hanno avuto il tempo di consultarsi (in teleconferenza) con i colleghi Cameron per il Regno Unito e Matteo Renzi per l’Italia, per uno scambio di idee su tali questioni.

Tutti i leaders hanno concordato sulla necessità di trovare un accordo fra i paesi dell’Unione circa le quote di rifugiati da assegnare ad ogni paese ed hanno sottolineato la necessità di controllare le frontiere esterne dell’Unione Europea, in particolare quelle di Grecia e Italia che si trovano in prima linea sul fronte delle ondate migratorie.

Al termine del vertice, il presidente Hollande ha dichiarato fra l’altro che “la Grecia riveste un ruolo essenziale ma lo stesso vale anche per Ankara, che proprio per questo è stata invitata a partecipare al Consiglio Europeo straordinario del 7 marzo”.
Entrambi i leaders europei sottolineano il ruolo chiave della Turchia nella gestione del flusso dei profughi e si augurano che il governo di Ankara possa collaborare nel controllare l’accesso dei profughi nel suo territorio che rappresenta il canale di passaggio verso la Grecia.

Non si sa se Hollande e la Merkel abbiano trovato il tempo, nel corso del vertice, per prendere visione dei filmati e delle foto pubblicate proprio oggi dall’emittente russa RT con cui si dimostra che i terroristi del Fronte Al-Nusra hanno impiantato le loro basi vicino alla frontiera della Turchia e ricevono regolarmente i rifornimenti da questo paese. Vedi: RT Actualidad
Testimoni oculari hanno filmato il passaggio di veicoli carichi di armi e rifornimenti che, proveniendo dalla zona turca, si dirigono verso la città di frontiera di Azaz, parzialmente controllata dal gruppo terrorista di Al Nusra. Lo stesso avviene nella città siriana di Bab al Salam, anche questa controllata da Al Nusra (ramo di Al Qaeda), dove si dirige un flusso ininterrotto di veicoli che provengono dalla parte turca, dove Al Nusra ha stabilito una sua base logistica per gli addestramenti e lo stockaggio dei materiali. Ad occhio nudo si vedono i militari turchi che collaborano con i miliziani di Al Nusra nel carico e nel transito dei veicoli.

Dalla stessa zona partono i colpi dell’artiglieria turca che sparano contro le postazioni curde dell’YPG, cercando di impedire che i combattenti curdi possano impadronirsi delle ultime urbanizzazioni vicine alla frontiera turca. Da questa, come dalle numerose altre prove e documentazioni, risulta evidente la collaborazione e l‘appoggio che la Turchia (paese NATO)fornisce ai gruppi terroristi che operano in Siria.

Nonostante questo la Merkel ed Hollande continuano a sostenere la Turchia come paese chiave per l’Unione Europea, sperando che il governo di Erdogan possa “stabilizzare” la situazione alle frontiere europee. La stessa Unione Europea ha concesso oltre tre miliardi di finanziamento alla Turchia per la gestione dei profughi ed ha promesso l’accelerazione della procedura per la sua ammissione nell’Unione Europea.

Mekel con Erdogan
Mekel con Erdogan

Viene il sospetto che la Turchia stia utilizzando quei fondi non per assistere i profughi ma piuttosto per proseguire nelle sue operazioni militari di attacco delle zone abitate dai curdi  all’interno, con massacri ripetuti della popolazione civile, come con la sua palese ingerenza nel conflitto in Siria, schierandosi a sostegno dei gruppi terroristi come ha sempre fatto nel corso dei 5 anni di guerra nel paese arabo. L’obiettivo di Ankara, neanche troppo nascosto, era quello di annettersi una buona parte della Siria settentrionale e di far diventare Aleppo la 82a provincia turca, come dichiarato dallo stesso Erdogan. La NATO sapeva ed assentiva ai piani di espansione di Ankara, l’importante era rovesciare il governo di Bashar al-Assad a Damasco e favorire l’ascesa dei gruppi ribelli sunniti integralisti, ispirati e finanziati dall’Arabia Saudita.

Tuttavia l’Unione Europea, quando si tratta dei turchi, non sente e non vede e continua ad incensare Erdogan di appellativi graziosi quali “il nostro alleato”, il nostro “valido partner”, ecc. In prima fila la Merkel che si abbraccia sempre più frequentemente con il turco nel corso dei suoi frequenti viaggi ad Ankara, tanto che alcuni osservatori iniziano a chiedersi se sia scoppiato un “improvviso flirt” tra l’attempata tedesca ed il neo sultano turco.

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