"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Usa: l’ira della Clinton, colpa dell’ FBI se ho perso

Clinton incazzata come una iena

WASHINGTON- I membri dello staff per le elezioni della Clinton ritengono che il direttore dell’FBI James Comie sia stato la causa della loro sconfitta alle elezioni della presidenza USA, comunica il canale Fox News.

L’FBI a luglio ha comunicato la chiusura delle indagini riguardanti lo scandalo delle mail della Clinton. Tuttavia 11 giorni prima delle elezioni il direttore ha riaperto le indagini annunciando che la Clinton aveva rivelato informazioni riservate alla sua domestica. A due giorni dalle elezioni Comie ha annunciato che le nuove mail non hanno cambiato la posizione dell’FBI nei confronti della Clinton, chiudendo il caso contro la Clinton. Il capo dello staff elettorale della Clinton Navin Nayak ha scritto una mail ai rappresentanti dello staff che il secondo annuncio di Comie a pochi giorni prima della campagna elettorale ha aiutato il concorrente, Donald Trump.

“Riteniamo di aver perso le elezioni già una settimana prima che iniziassero le votazioni. L’annuncio di Comie 11 giorni prima delle elezioni ha ridotto significativamente il nostro elettorato ha allontanato il nostro elettorato chiave nelle periferie” dice nella mail Nayak.

Fonte: Pars Today

Nota: Hillary  Clinton rappresenta un caso patologico di megalomania psicotica che viene descritta dagli specialisti come “uno stato psicopatologico caratterizzato da forme maniacali permanenti e da un esorbitante apprezzamento di sé e delle proprie capacità”. La Clinton soffre esattamente di questa patologia che la induce a manifestare di continuo la sua presunta superiorità ed a cercare negli altri conferma delle proprie doti.

Questo spiega la sua accusa all’FBI di essere la causa della sua sconfitta perchè la Clinton, distaccata totalmente dalla realtà,  è incapace di comprendere che il suo stesso comportamento criminale ha profondamente nauseato la maggior parte dei cittadini statunitensi che hanno preferito a lei il candidato Donald Trump.

Il candidato Donald Trump, estraneo all’establishment, nonostante  tutti i suoi difetti e contraddizioni, è stato visto come un outsider  e rappresenta comunque l’America profonda che si sente tradita dall’establisment di Washington e dalle lobby finanziarie di Wall Street, quelle che hanno di fatto impoverito buona parte della classe sociale media e operaia per le loro scelte a favore della globalizzazione e dell’immigrazione aperta.

Il fatto che la Clinton ricevesse illegalmente finanziamenti milionari dai grandi potentati finanziari, dai governi di paesi canaglia quali Arabia Saudita e Qatar, come rivelato dalle sue mail desecretate, e che si sia arricchita con il traffico delle influenze, ha avuto un effetto negativo sulla visione di quella parte sana dell’elettorato statunitense che non è colluso con le strutture dell’establishment e che disprezza i media prostituiti alle centrali di potere dominante che, non a caso, hanno tutti concordemente appoggiato la candidatura della Clinton. Non sono bastate le campagne mediatiche volte a diffondere  bugie e diffamazione gratuita sul conto di Donald Trump, per mettere il personaggio in cattiva luce e renderlo impresentabile agli elettori. I media, coalizzati in questa opera di diffamazione, hanno ottenuto l’effetto contrario e si sono allontanati dalla fiducia della gente.

Questo il vero fatto nuovo: i grandi media USA, dal New York Times al Washington Post, dalla CNN ad ABC News, da Sky News alla NBC, ecc. hanno perso la fiducia del pubblico americano.
Come enunciava già alcuni anni addietro Robert W. Mcchesney: …” un sistema mediatico globale dominato da un numero esiguo di colossi mediatici superpotenti e per la maggioranza statunitensi. E’ un sistema volto a favorire la causa del mercato globale e a promuovere i valori commerciali, globalisti, denigrando quel giornalismo e quella cultura che non contribuiscono ai risultati economici immediati né agli interessi a lungo termine delle multinazionali, delle grandi banche e delle centrali di potere dominanti”.

Il vento sta forse decisamente cambiando e, grazie a fonti alternative e maggiore capacità critica dell’opinione pubblica, meno incolta e rozza di come vogliono  descriverla i globalisti del “pensiero unico” , negli States la Clinton, quale rappresentante dell’establishment, ha ricevuto un sonoro ceffone e con lei tutto l’apparato mediatico di manipolazione. La “madame” deve farsene adesso una ragione, in attesa che qualcuno, prima o poi, la porti davanti ad una corte di giustizia per i suoi crimini.

(Nota di Luciano Lago)

*

code

  1. Eugenio Orso 3 settimane fa

    Luciano Lago ha ragione, in questa sua nota che potrebbe esser titolata “psicopatologia di Killary”.
    Oltre all’aspetto psichiatrico-psicotico, però, in molti hanno valutato il programma di Trump dal punto di vista dei redditi popolari e della difesa dei posti di lavoro, apprezzando la volontà dell’Outsider di: cancellare l’Offshoring Act che consente alle imprese americane di delocalizzare con una certa facilità distruggendo i posti di lavoro nel paese; rinegoziare il Nafta con il Canada, oppure ritirarsi; ritirarsi dal trattato globalista commerciale Trans-Pacific Partnership, lasciando con un palmo di naso gli altri firmatari, fra i quali il Giappone e l’Australia sempre per difendere le produzioni nazionali; approntare un piano per riduzioni e semplificazioni fiscali di cui beneficeranno le classi medie impoverite: eccetera eccetera.
    Tutto ciò, di sicuro, non era nell’agenda della megalomane, egocentrica e psicotica Killary …

    Cari saluti

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Paolo 3 settimane fa

    Chi è pieno di se ha sempre il colpevole pronto. Da mesi chi sapeva, sapeva che Trump le era davanti, ma lei lo sapeva, per cui, queste sono solo giustificazioni artificiose e puerili che servono solo a chi la conosce davvero a pensare che abbiamo corso un serio rischio con questa qui. Io mi vanto umilmente di scrivere che avevo anticipato che solo gli americani ci avrebbero potuto salvare da quei criminali che volevano ancora la Casa Bianca. Qua noi niente possiamo perchè tra bombe d’acqua, siccità e terremoti, stanno distruggendo la nostra terra. I colpevoli sono li, lontani, oltre il mare, e ci penseranno gli americani adesso a regolare anche per noi tutti i conto aperti contro le èlites. Ringraziamoli perchè penso che in italia, operai e i lavoratori che hanno votato Trump, qui non l’avrebbero fatto…sono ancora fermi al PCI o trasferiti ai 5 Stelle che poi sono i loro eredi decisi sempre da QUELLI LA.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Umberto 3 settimane fa

    Decisamente fondato e inattaccabile l’ articolo; quasi del tutto in linea col mio pensiero i commenti sopra esposti. E’ prorpio da quela terra lontana che può arrivare il cambiamento, o per lo meno un cambio di direzione verso più credibili e fattibili politiche. Che in Italia non si veda, almeno per ora, un punto di riferimento, è malauguratamente conclamato. Tuttavia, benché il referendum prossimo possa apparire, o fatto apparire, come inutile, credo che invece rappresenti, in caso di vittoria del “no” come prevedibile, un punto di rottura dal quale potrà nascere qualcosa, nella stessa tendenza di altri Paesi in cui sembrerebbe esistere una base solida sulla quale costruire un rilancio sociale. I padroni non ci stanno e ricorreranno anche alla violenza più cruenta pur di salvaguardare i privilegi assunti negli ultimi lustri e tutti lo sappiamo: in questo istante non ci resta che attendere i prossimi sviluppi nei giorni e nei mesi avvenire.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. giannetto 3 settimane fa

      Un’eventuale vittoria del “no” mi sembra già da ora del tutto ammortizzata. La si sta già lastricando di materassi, nel caso che piova dal cielo.
      … Mannaggia al baffetto velista e all’emiliano bleso che han rimesso in gioco il trionfo del sì, altrimenti scontato!!!…
      E finirebbe nelle solite ciance italiarde. Le stesse di ora. Ma posso “fallare” (come diceva il Tramaglino) e il tempo dirà se ho “fallato” oppure no.
      – Su sto tema del referendum son d’accordo con l’articolo di ieri nel sito di Barnard, il quale è un lunatico che a volte scrive cose indigeribili (almeno per me), a volte invece è assolutamente condivisibile (almeno da me).
      – Sarebbe più produttivo se, invece di tifare per la non-abolizione di un Senato, che si è mostrato fin qui (puro-lui, a-n-vedi!) totalmente servo del Sistema, avessimo anche noi un leader che dicesse, fra le altre cose, che l’avvenire dell’Europa è CON la Russia. Ma non ce l’abbiamo un tal leader, e non tanto per deficienze personali, ma essenzialmente perché gli italioti-pòpppolo non son capaci di esprimerlo.
      -E’ però con le scelte che fa, che la Marine dovrebbe arrivare prima o poi al 50% dei voti… una via lentissima, ma che-c-ce vòi fà?… è utopico pensare, ora, alle barricate. Gli italioti invece cianceranno sempre amabilmente sul pro-e-contra del sì-no al minchionendum. Scolastici da taverna! … Sempre lì con le loro solite frasette “clichettare”, vuoi mainstreamiste, vuoi meanstreamiste. E last but not least, senza mai un minimo di umorismo, sempre con la faccia seriosa come quella dei bràdipi.
      – Ma son finito fuori dal tema Clinton. Mi sembra chiaro che dietro la vittoria di Trump non c’è solo il pòpppolo (che per capita ha votato un po’ di più per la Killary) ma ci sono anche certi “poteri forti” che han fatto lo sgambetto alla demens praecox. L’oligarchia è come l’Olimpo: ci sono dèi che parteggiano per i Greci, altri per i Troiani. Ma l’Olimpo resta saldissimo ugualmente finché non lo minacciano I Titani. Stessa metafora applico ai “massoni progressisti ” di Carpeoro, in competizione con i “massoni reazionari”…. massoni son sempre, e passano alternativamente dal gentlemen’s agreement al regolamento dei conti nella notte dei lunghi coltelli. Ma…. “un popolo e l’altro sul collo vi sta” (Manzoni…. sostituisci, a “popolo”, “loggia”).
      – Ti saluto raramente, sicuro che almeno tu mi hai capito.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Citodacal 3 settimane fa

    Eh sì, certo! In uno dei mitici albi di Asterix (forse Asterix alle Olimpiadi), uno dei Galli si lamenta in modo pretestuoso per non aver vinto la competizione: “Eh… la pista era pesante …i cinghiali avevano mangiato porcherie…!”. Per me è rimasto un paradigma scanzonato per indicare l’assenza di credibilità di molte affermazioni, che invece si ritengono accreditabili: direi che si adatta perfettamente anche alla Clinton (una vera sagoma di cartone, eppure, ahinoi, piuttosto pericolosa).

    Rispondi Mi piace Non mi piace