"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ungheria: presto nelle scuole educazione militare e patriottismo

Intervistato da Magyar Idok, il segretario di Stato ungherese per l’istruzione Zoltan Marusza ha lanciato la proposta del governo di Viktor Orban di inserire nelle scuole corsi obbligatori di educazione militare, con tiro al bersaglio e sport difensivi come judo e karate.
La materia in questione non è una novità per il Paese, ma l’intenzione del governo è quella di farne passare l’insegnamento da facoltativo ad obbligatorio.

La proposta però, chiarisce Marusza, non serve ad implementare i ranghi dell’esercito, ma andrebbe a svolgere una “funzione sociale”. L’Ungheria, secondo il segretario, è già ben dotata di professionisti preparati nel settore militare, ma “in ogni società democratica il sistema educativo è essenziale” e Budapest vuole dei cittadini a cui sia insegnato, se necessario, a difendersi.
L’obbiettivo è, inoltre, quello di fornire un’educazione patriottica ai ragazzi, non solo nell’esercizio fisico, ma anche “nella storia, la geografia, la musica e la percezione della vita”.
(Simone De Rosa)
Fonte: Oltre la Linea

Ungheria manifestazione nazionalista

Nota: Mentre nelle scuole italiane si introduce surrettiziamente l’educazione Gender per diseducare i bambini e creare in loro la percezione di un individuo asessuato e indifferenziato, senza identità, distaccato dai valori tradizionali e privato della sua base culturale, in Ungheria si torna ad educare i ragazzi all’attaccamento ai valori tradizionali.

Nell’Europa neoliberista e multiculturale di Bruxelles si cerca di imporre una educazione creata sulla base di una teoria ideologica che vuole scardinare i legami biologici naturali affossando le basi delle relazioni primarie della società, quelle tra uomo e donna, la complementarietà tra i due sessi che, sola, può dare vita a figli. L’obiettivo dell’educazione imposta dalle correnti ideologiche dominanti in Europa è quello di affievolire fino a rendere superflui i legami famigliari dell’individuo.

L’Ungheria si oppone a questa ideologia ed a questo modello di società e ritorna alla tradizionale triade di Dio-Patria-Famiglia. Per gli ideologi di Bruxelles l’Ungheria si appresta ad una “deriva totalitaria”.

Nota di  L.Lago

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  1. animaligebbia 2 mesi fa

    Gli europei dell’est penso saranno i primi a sbattere la porta del postribolo ue.Per loro grande fortuna non hanno avuto il 68.

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    1. Giorgio 2 mesi fa

      No! Hanno avuto il ’17.

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  2. Giorgio 2 mesi fa

    Anche quest’articolo mi conforta sulla mia precedente affermazione e cioè: ci deve essere qualcosa di occulto circa la partecipazione dell’Ungheria alla UE, altrimenti non si giustificherebbero due politiche che si muovono in direzioni opposte.

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  3. Werner 2 mesi fa

    Educazione militare e patriottismo? Fossero introdotte qua in Italia, migliaia di smidollati e fanatici immigrazionisti cosmopoliti scenderebbero in piazza a protestare. Come ha ben evidenziato il primo dei due comenti che precede il mio, in Ungheria e negli altri paesi dell’ex Patto di Varsavia, non hanno avuto per loro fortuna il Sessantotto, per cui diversamente che dalle nostre parti non prevale una mentalità “frocia” e autolesionista.

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  4. Giorgio 2 mesi fa

    L’italiano nuovo: ignorante, solo, inerme

    DI ALCESTE

    alcesteilblog.blogspot.it

    Non è mai stata una questione di soldi.
    Siamo stati poveri, pezzenti e luridi, ma siamo rimasti noi stessi.
    I soldi non sono il problema, l’economia non è il problema. È l’acculturazione coatta il problema, l’indottrinamento. I soldi neanche esistono; se esistono, son solo il mezzo per distorcere l’umanità, sradicarla da ciò che è sempre stata e volgerla in barzelletta.
    L’usura è usata per ridurre il vecchio ordine a un balocco in disuso, altro che ricchezza.
    Dominare culturalmente reca il vero potere, e il potere, eventualmente, i soldi, la parte più evidente e meno importante tanto che i veri potenti i soldi manco se li portano appresso.
    Gianni Agnelli girava (giustamente) senza portafoglio.
    L’economia è il sicario della nuova etica al contrario.

    Non è questione di bene o di male, bensì di sopravvivenza. La morale e l’etica nacquero per conservare, non per giudicare. Essere razzisti, avere costumi razzisti, misogini, antisemiti, omofobi significa essere sopravvissuti come italiani ai millenni. Solo un imbecille può credere che i comportamenti di un popolo obbediscano a moti reazionari o progressisti. Un popolo non è mai crudele invano, o spietato o dolce o babbeo perché, come credono su commissione i Saviano, i Mentana, i Lerner, le Gruber, vi è una sorgente favolosa di retrogradi e sciovinisti in grado di far sgorgare italiani retrogradi e sciovinisti.
    Un italiano odiava certi individui o etnie o comportamenti per istinto; e quell’istinto era istinto di sopravvivenza, consolidato nel tempo.
    Se obbediamo alla nostra natura conserviamo noi stessi; se la rinneghiamo in nome di una nuova etica imposta con l’inganno saremo perduti.

    Questo sradicamento è voluto? Sì.

    Come distruggere l’Italia e l’Europa, l’unico vero baluardo razionale al nulla? Questo fu l’enigma che affascinò i Saviano, i Mentana, i Lerner e le Gruber di ogni tempo. E la risposta fu: inventiamo un mondo al contrario. Abbiamo inventato i soldi, perché non questo?

    Il mondo al contrario l’ho spiegato (Il mondo al contrario), è semplicissimo. Ciò che era ritenuto (a torto o a ragione non importa, come detto) valoroso, degno, pudico, giusto, razionale, bello è ora giudicato privo di valore, indegno, vizioso, ingiusto, irrazionale, brutto.
    E viceversa!
    E viceversa!

    Vladimir Luxuria e Lady Gaga sono progressisti, una donna che non si offre al primo venuto una minorata mentale o una repressa; un uomo che non approfitta di una quattordicenne un eunuco o un omosessuale sotto mentite spoglie. Notate che il termine “omosessuale” applicato al grande Vladimir “col Vitalizio” Luxuria è migliorativo; applicato, invece, a un uomo del vecchio ordine suona peggiorativo e irridente. Miracoli del PolCor, capace di rendere il truffatore Freud un bel Fregoli in fregola.

    Si cominciò a distruggere la morale, la scuola, poi la lingua, poi la terra, i ruoli sessuali.
    Sembrano sciocchezze?
    La scuola è nozionista! Occorre cambiarla, riformare continuamente i programmi, liofilizzarla, renderla sterile e partecipe a tutti, geni e somari. Risultato: un esercito di cretini che non sa compitare il proprio nome, ha notevoli problemi con gli ausiliari e trova le tabelline un astruso enigma.
    Ridateci le stanghette e le cornicette, per carità, il sette in condotta e le bacchettate in classe.

    Il trionfo della tecnica!
    Ricordiamo che la tecnica non è la scienza. La tecnica è buona per gli idioti sapienti. Sanno tutto i tecnici, di economia matematica computer aviogetti. Ignorano tutte le materie profonde che rendono uomini a più dimensioni: storia arte letteratura lingue antiche filosofia. Si intende alla fine questa guerra all’umanesimo? Il latino non serve, la filosofia non serve, occorre sveltire i programmi, togliere anni, mettere in condizione i nostri ragazzi di competere sul mondo del lavoro!
    Si intende finalmente la tagliola?
    Questi maiali parlano sempre con lingua doppia!
    Attenti!
    Gliene frega assai a questa feccia del lavoro, loro che il lavoro l’hanno umiliato e azzerato, costantemente!
    Il lavoro, ma quale lavoro! È lo spessore umano e storico che donava la formazione scolastica il vero bersaglio. Gente con la quinta elementare arrivava a guidare multinazionali, e anche bene. Oggi dei dottorandi non sanno posporre il predicato verbale al soggetto. E i tecnici? Loro sono la crema della società. Loro muovono le fila del mondo! Tecnici che sanno dialogare con un PC, ma non conoscono Carlo Magno e di nascosto compulsano l’oroscopo di Branko.

    Ora siamo diventati tutti dottori. Ignoranti come cipolle lesse, disoccupati, inoccupati, sottoccupati, ma dottori. Ce lo ripetevano: studiate! E adesso? Non sappiamo più fare nulla. Tutto è stato ordito per renderci inetti al lavoro della sopravvivenza: la caccia (di fatto) abolita (quale orrore), il servizio militare abolito (non vorremmo, signori, allevare gente che sa sparare!), l’agricoltura dismessa, i mestieri dileggiati e di fatto aboliti anch’essi.
    Non si sa far nulla: macellare una bestia, coltivare ortaggi, accendere il fuoco, sparare, usare un coltello, una bussola, avviare un automobile, costruire un muro, riparare un tetto. Non si ha più commercio con pietre, legni, metalli, calce, chiodi.
    Hanno tolto agli italiani l’arte di arrangiarsi in proprio.

    La tragedia del cinema e dell’arte. Anche qui il mestiere dell’attore, costruito in anni di apprendistato teatrale, o il mestiere di pittore e scultore, edificati nelle botteghe del maestro, o il semplice artigianato del legno e del ferro che produceva capolavori – tutto si sta perdendo.
    Un tizio come Verdone che, negli anni Sessanta, avrebbe forse fatto l’aiuto di un regista minore oggi s’impalca a generale. Taccio di Sorrentino: lui è stato cooptato direttamente dal direttivo PolCor, come Benigni e Mereghetti.

    Come mai Paolo Mereghetti dona due semplici pallini (su quattro) a Il vedovo, di Dino Risi, con Alberto Sordi e Franca Valeri, considerato un classico della commedia all’italiana? Non lo sapete? Guardate il film e lo scoprirete.

    L’abolizione, di fatto, della scuola ha distrutto la lingua. Ormai si parla un pidgin ristretto e imbastardito di poche parole. Vi ripropongo il consueto sillogismo: meno parole si conoscono, meno realtà si conosce. Ignorare aggettivi e nomi desueti significa ignorare le sfumature di senso e storia di cui quelle stesse parole sono circonfuse. Dire “grande” e usare solo “grande” invece di “largo”, “maestoso”, “cospicuo”, “sterminato”, “interminato”, “imponente”, “esteso” equivale a sopprimere parti del nostro encefalo che, sull’onda di tali suoni, giudica e riconosce in nostra vece, per istinto infallibile.

    Luigi Berlinguer, altro comunista pentito e in vendita a tranci sul mercato PolCor, si compiace: finalmente la scuola con un anno in meno!
    Ma sì, ancora un passetto e la si toglierà di mezzo questa maledetta scuola.
    L’importante è non insegnare nulla, per carità!
    Una sola cosa è sicura: i traditori e i maiali da scannare si riconoscono subito.

    Hanno abolito la comunità, il paese, il partito, l’amicizia sul campo, la solidarietà, il cameratismo, il gineceo, il collegio, i legami con le madri, il rispetto per i padri. Non c’è più neanche la solidarietà fra criminali. Tutto è individuale, distaccato, superficiale, senza rimandi. Gli esseri umani sono soli, sempre. Se ami tua madre, secondo il mondo al contrario, sei un degenerato: cosa ci dicono i Mentana, i Zucconi, le Gruber? In America sono tutti liberi, indipendenti sin da diciotto anni, se ne vanno loro, mica come questi mammoni! Si comincia a capire? I padri, poi, non ne parliamo … l’etica del mondo al contrario si è abbattuta sul patriarcato come una furia … il padre è sempre un despota, un porco incestuoso, un misogino … guardate i film del mondo al contrario sui padri … L’uomo deve essere solo, deve …

    Quanti di noi hanno fatto a pugni da ragazzi, hanno insultato il compagno grasso o effeminato o ricco … sì, perché il ricco era stupido! Un citrullo bleso, un essere inutile, uno che non si sporcava col fango — quanti di noi hanno offeso qualche ragazza, qualche ritardato o ucciso una bestiola … il mondo al contrario ha detto basta: chi uccide una lucertola è uno psicopatico in erba! E allora si castra tutti, magari con le pillole, con lo psicologo in cattedra, con le reprimende PolCor … questi bimbetti sono rincoglioniti già a dieci anni. Ma il carattere non ne guadagna: ignoranti, cupi, traviati, viziosi, arroganti. Ma questo vuole il PolCor, eserciti di evirati e sciocchi devianti.

    L’abolizione della storia dell’arte ha recato un’italianità con un gusto sempre più declinante. Ottusa, passiva, beota. Si può dire, a ragione, che l’intera Italia è ormai estranea agli Italiani.

    Quale conforto da Dio? Nessuno, Dio era il male. Dal passato? Nessuno, il passato era il male.
    I classici? Chi li capisce più! E chi intende, oramai, tali note di Machiavelli che rinveniva la verità in Ovidio e Omero:
    “Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio … [ed] entro nelle antique corti delli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro e domandarli della ragione delle loro azioni; e quelli per loro humanità mi rispondono; e non sento per quattro hore di tempo alcuna noia, sdimentico ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte: tutto mi transferisco in loro”.

    Se chiudessero i supermercati quanti Italiani scanserebbero la morte? Ben pochi.
    L’apocalisse ci coglierebbe da soli, senza amicizie e solidarietà, senza risorse e mezzi intellettuali, stupidi, privi di riferimenti. Ancora pochi anni e al vero potere basterà propalare qualche notizia falsa o chiudere qualche rubinetto per annientare milioni di individui.

    Inetti, inermi, soli: l’uomo europeo è pronto per lo scannatoio.
    Negri e islamici sono fra noi, su commissione.
    I negri senza coscienza e introspezione, spensierati e pimpanti, gli islamici ancora imbevuti di credenze e pronti all’apostolato.
    Entrambi pronti, ma non alla sostituzione!
    Alla distruzione!
    E noi cosa opponiamo?
    Nulla! Alla distruzione, dunque, perché di questo si tratta.

    Quale africano o algerino potrà mai sostituire il mio amore per l’Italia?
    No, qui si vuole sradicare millenni di principio di non contraddizione, bellezza, logica, devozione.
    Sostituito l’ultimo ostacolo con il regno del tam tam e dei bonghi il potere non avrà più freni.
    Gli araldi della dissoluzione non hanno mai suonato trombe più assordanti.

    Alceste

    Fonte: http://alcesteilblog.blogspot.it

    Link: http://alcesteilblog.blogspot.it/2017/08/litaliano-nuovo-ignorante-solo-inerme.html

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