"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Un’altra “perla” del ministro degli esteri di Sua Maestà Britannica: “e’ imprescindibile che la Russia riconsegni all’Ucraina la Crimea”

Mr Hammond

di Luciano Lago

“La Russia deve riconsegnare la Crimea all’Ucraina”, ha dichiarato “perentoriamente”  mr. Philip  Hammond , cancelliere del regno Unito.
Inoltre il ministro britannico ha aggiunto che “la riunificazione della penisola di Crimea con la Russia è stata illegale ed illegittima ed ha costituito una violazione di tutte le norme internazionali”.

Hammond ha sostenuto che il Regno Unito non riconosce il referendum svoltosi lo scorso anno , lo ha qualificato come “una frode” ed ha avvertito che un “simile comportamento della Russia minaccia la sicurezza internazionale”.
Inoltre il ministro britannico sostiene che, a suo parere, il referendum si è svolto a breve termine e senza la partecipazione degli osservatori dell’OCSE.   (Fonte: Sputinik News )

Da notare che la Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli si sono separate dall’Ucraina e si sono incorporate con la Federazione Russa dopo aver svolto il 16 Marzo un referendum in cui il 96% dei votanti ha avallato questa opzione, in presenza di osservatori internazionali, al contrario di quanto sostiene il ministro britannico. Vedi: 70 osservatori internazionali per il referendum in Crimea.

Queste dichiarazioni perentorie di Mr. Philip Hammond, a cui lo stesso non è nuovo (vedi: Il ministro degli Esteri britannico da lezioni di “legalità internazionale” ), sono considerate una vera e propria “provocazione” dal governo russo, visto che non più tardi di pochi giorni fa, in risposta ad una affermazione simile, fatta dal portavoce del Segretario di Stato USA, Jean Psaki, era arrivata una dura risposta dal rappresentante russo: “Mosca non intende discutere con alcuno la questione della Crimea e tanto meno con gli Stati Uniti”, ha dichiarato il portavoce.

Il Ministero degli Esteri russo aveva così reagito alle parole della Psaki precisando che “non esiste occupazione della Crimea e che la penisola costituisce una regione della Federazione Russa e che la Russia non intende discutere con alcuno circa le proprie regioni”.

Sembra chiaro quindi che il governo Britannico, che notoriamente svolge la parte dell’alleato più fidato di Washington in Europa, stia svolgendo il gioco delle provocazioni, considerando anche le affermazioni fatte in precedenza sulla necessità di fornire ami letali all’Ucraina, evidentemente per riprendere il conflitto in grande stile.

Da notare che fra l’altro, in una dichiarazione rilasciata qualche giorno prima ad un canale televisivo, Putin ha dichiarato che la Russia è stata pronta a mettere in allerta le forze nucleari in previsione di un possibile attacco contro la Crimea.

Putin ha sostenuto, nella stessa intervista, che la Crimea è una regione russa, abitata da russi che fa parte della Russia fin dal 1784, salvo la breve parentesi durante la quale era stata assegnata all’Ucraina da un provvedimento amministrativo preso da Nikita Krusciov nel 1954, ai tempi dell’URSS. La Russia ha tutti i diritti sulla Crimea ed è suo diritto installare forze nucleari su tale regione. La NATO è quindi avvisata che un attacco alla Crimea costituirebbe un attacco alla Russia.

Evidente quindi il “gioco pericoloso” che i britannici stanno svolgendo in Europa per sabotare gli accordi di pace stipulati a Minsk, in Febbraio, con l’avallo della Germania e della Francia.

Si potrebbe chiedere al cancelliere britannico come mai la gran Bretagna non considera degno di riconoscimento il diritto all’autodeterminazione della popolazione della Crimea quando lo stesso diritto è stato accordato in passato al Kosovo, per distaccarsi dalla Serbia, o meglio ancora, sempre la  Gran Bretagna si è appellata allo stesso diritto per non riconsegnare all’Argentina la sovranità sulle isole Falklands/Malvinas occupate dal Regno Unito dal 1837 per costituire una base navale e rivendicate dall’Argentina come proprio territorio.

Sembra palese  l’applicazione del “doppio standard”di giudizio quando le questioni riguardano interessi che non sono quelli delle potenze anglosassoni.

Il cancelliere britannico, “vecchia volpe” della diplomazia, ritiene forse che Putin si lasci impressionare dalle sue “perentorie” dichiarazioni e si decida a riconsegnare la penisola di Crimea al governo golpista di Kiev, possibilmente perchè questi proceda a far installare alla NATO una base navale sul Mar Nero, obiettivo che Washington persegue fin dall’inizio della crisi ucraina.

Non sappiamo come reagirebbe Vladimir Putin, se il cancelliere dovesse ritornare ad emettere tale “perentoria” dichiarazione, in un prossimo incontro al vertice, ma ci possiamo immaginare l’espressione divertita e colorita con cui verrebbe accolta da Putin tale dichiarazione: della serie troppo comico per essere preso sul serio.

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  1. Piero61 2 anni fa

    salve
    basterebbe leggere, la pur interessante e divertente, saga di Jack Aubrey (autore Patrick O’Brian) sulle “politiche estere” della perfida albione fin dai tempi del pirata, fatto poi baronetto, Francis Drake…pirati erano, pirati rimangono e sempre saranno
    saluti
    Piero e familgia

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