"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Una svolta nella politica europea verso la Russia in caso di vittoria della Marine Le Pen

Marine Le Pen en no a B.

Nel  XV Congresso del Front National (FN) si è  parlato  molto della Francia  ma anche un altro paese è riuscito a occupare un posto in quasi tutte le conversazioni: la Russia di Vladimir Putin- Facciamo delle ipotesi futuriste (neppure tanto utopie). Pensiamo ad una possibile vittoria del Front National che  apra il potere “democraticamente” a Marine Le Pen nella vicina Francia .

Possiamo anche sognare -al momento non costa niente- che, alla fine, il FN (a vedere quando gli cambieranno il nome), anche  con lo slogan “ne’ di sinistra, ne’ di destra”, debba assumere  le principali tesi politiche –ideologiche elaborate nel corso degli ultimi 40 anni dalla Nuova Destra (Nouvelle Drote).

Verrebbe ad esistere allora, una alleanza franco-russa che farebbe porre fine all’egemonia economica-finanziaria tedesca ed  espellerebbe gli anglosassoni, assieme ai loro amici nordamericani, mettendo fine allo storico fallimento dell’Unione Europea ed aprendo una nuova era multipolare i cui principali attori sarebbero l’impero angloamericano, il blocco asiatico della Federazione Russa ed una Europa guidata dalla coalizione Franco Russa? Potrebbero immaginarsi,  i nostri cari lettori, come potrebbe cambiare la meta-geo-politica con una Francia di Marine Le Pen che si dovesse ispirare, così fuori e da lontano, alle idee di Alain De Benoist e che si trovasse alleata della Russia di Vladimir Putin, supportata dalle idee di Alexander Dugin ? Quindi questa possibilità, nelle attuali circostanze, non è poi tanto strampalata.

Detto questo, passiamo ad verificare  quanto  ci raccontano e che è accaduto durante il recente congresso del Front National, chiusosi la scorsa Domenica a Lione.

Il fatto che in questo Congresso si parli molto della Francia, come una cosa che  non potrebbe meravigliare in un partito ultranazionalista (la detta mania di confondere l’”ansia nazionale” e l’ultranazionalismo…..alla fine lasciamolo alla rete), tuttavia anche un altro paese è stato oggetto in quasi tutte le conversazioni: la Russia di Vladimir Putin.

Le strizzate d’occhio-reciproche- della dinastia Le Pen verso il presidente russo non sono nuove ma conoscono giorni “di vino e rose” nel momento in cui  la pressione occidentale verso Mosca si fa più forte. Il partito di Marine Le Pen ha appena ottenuto un prestito dalla Banca Russa First Czech Russian Bank di nove milioni di euro, che secondo alcuni media francesi, potrà arrivare  fino alla cifra di quaranta milioni, una ipotesi che però il FN ha negato (Ricordiamoci! Alla fine sarà servito a qualche cosa “l’oro di Mosca” che i rossi consegnarono, effettivamente, ai sovietici; supponendo che questi abbiano lasciato una sola oncia nelle casse). Il Front National assicura che è dovuto ricorrere alla Russia visto il rifiuto di tutte le entità bancarie francesi ed europee per finanziare il loro partito.

Più in là del credito ottenuto, si rende chiaro  che la ultradestra francese ha scommesso su Putin come proprio modello, di fronte alla vigente democrazia liberale, rimanendo questo come un fatto evidente nel corso di tutta la giornata. Se anche ci fossero stati dubbi, il mandatario russo ha inviato a Lione il vicepresidente della Duna, Andrei Isayev, per appoggiare la Le Pen, davanti ad una platea che ha assistito imperterrita  ma disciplinata ad un discorso in russo, che soltanto alla fine si è interrotto per esclamare in francese: “Viva la Francia, viva l’amicizia franco-russa”! Grandi applausi.

A domande ricorrenti sui suoi legami con Mosca, Marine Le Pen non ha nascosto la sua piena sintonia con Putin e ha criticato il governo del suo paese per aver congelato senza termine la consegna di due navi da guerra Mistral alla Russia a causa della crisi ucraina.

Neppure si  è dimenticata la Le Pen di criticare la guerra delle sanzioni tra l’Unione Europea e la Russi, né di ricordare le vittime del conflitto nelle regioni secessioniste dell’Ucraina. Tuttavia questa difesa degli interessi russi, in contrasto alla posizione ufficiale del suo paese, è rimasta poca cosa di fronte “ai fiori “che ha lanciato dopo alla gestione di Putin come presidente:

“Già ho detto da tempo che provavo ammirazione per Putin, perché è riuscito a mettere sotto il torchio gli oligarchi che per lunghi dieci anni hanno saccheggiato in forma cosciente le ricchezze russe”.

Anche il nazionalismo economico di Putin serve da esempio per il Front  National, “un modello di patriottismo che include parte del programma che vorremmo applicare al nostro paese”, ha sentenziato la Marine Le Pen.

Qualche cosa ci indica che, una volta scomparsi i “dinosauri” come Hollande,  gli equilibri in Europa saranno destinati a cambiare.

Fonte: El Manifiesto

Traduzione: Luciano Lago

 

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