"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Un rapporto del Parlamento europeo denuncia gli abusi della Troika

No alla Troika

Anche all’interno del Parlamento europeo aumenta il numero di quelli che nutrono seri dubbi sulle politiche di austerità della Troika, ed (in extremis) è stata avviata una indagine il cui rapporto finale sarà presentato in maggio, prima delle elezioni europee.
Il sito francese Marianne ha ottenuto la bozza provvisoria di un testo preparato da alcuni parlamentari europei, molto critico sull’azione della troika, accusata di aver fatto precipitare alcuni paesi in condizioni di povertà.

C’è voluto che il Parlamento europeo arrivasse alla fine del suo mandato per sollevare finalmente il velo che ha coperto uno dei capitoli meno gloriosi della storia dell’Unione europea: come ha agito e ha lavorato la famosa e fumosa troika, questo organismo mostruoso che coinvolge la Commissione europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, che dal 2010 ad oggi ha imposto la più devastante austerità in Grecia, Irlanda, Portogallo e Cipro.

Si tratta di un “rapporto di inchiesta” della commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo di Strasburgo, di cui Marianne ha potuto consultare la versione provvisoria, redatta da due correlatori, il conservatore austriaco Othmar Karas e il socialista francese Liêm Hoang-Ngoc.

Non possiamo dire che le istituzioni si siano affrettate a rispondere alle domande poste dai parlamentari. Il FMI ha delegato il suo rappresentante regionale, la BCE ha sostenuto la sua indipendenza e ha rifiutato di segnalare se c’erano state delle discussioni al suo interno, e pur se Jean- Claude Trichet ha accettato di testimoniare sul suo operato di ex- presidente della Banca Centrale, Mario Draghi da parte sua ha stabilito che questa cosa non fosse degna della grande opinione che lui ha di se stesso. “Anche i funzionari europei hanno fatto sapere che non erano tenuti a dare spiegazioni, ma che spettava ai politici farlo”, ha spiegato un parlamentare.
Questa relazione preliminare, che è già un compromesso tra i liberali e i socialdemocratici (ma degli emendamenti saranno discussi nei prossimi mesi), dipinge tuttavia un quadro che farebbe drizzare i capelli in testa a ogni cittadino europeo un minimo esperto di diritto.

Non solo il mandato della troika “non è chiaramente definito e mancanza di trasparenza”, ma, ancor peggio, nei trattati dell’Unione “non vi era alcuna base giuridica per la [sua] creazione” nel 2010. La troika rendeva conto delle sue azioni all’Eurogruppo (il consiglio dei ministri delle finanze della zona euro), esso stesso un’istanza informale, dal momento che solo il Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze in cui sono rappresentati i 28 paesi membri ha un’esistenza istituzionale .

Le violazioni dei principi sono molte: la Commissione europea era in pieno conflitto di interessi in quanto, considerata la “custode dei trattati “, ha gestito anche la loro trasgressione. E la Troika ha imposto le riforme dei sistemi sanitari a Grecia, Irlanda e Portogallo, in violazione dell’articolo 168 del Trattato di Lisbona il quale stabilisce che tali questioni sono di esclusiva competenza degli Stati .. .

Manipolazione Politica

Un chiaro abuso di potere, insomma, commesso dalle più alte autorità dell’Unione! Per quanto riguarda la BCE , il rapporto “richiama l’attenzione su un possibile conflitto di interessi tra il ruolo attuale nella troika in qualità di “consulente tecnico ” e il suo status di creditore nei confronti di quattro Stati membri”. Senza contare il sospetto di manipolazione politica.

Nelle interviste con i relatori, l’ex primo ministro socialista portoghese, Jose Socrates, ha confidato di sospettare fortemente che José Manuel Barroso, Presidente della Commissione a Bruxelles, avesse favorito l’ascesa al potere del suo partito di destra, il PSD, durante la rinegoziazione del programma di aggiustamento.

Alla confusione dei ruoli si aggiunge anche il comportamento da struzzo. Jean-Claude Juncker (ex primo ministro del Lussemburgo) ha riconosciuto davanti ai deputati che l’Eurogruppo che egli presiedeva “aveva sostenuto le raccomandazioni della troika senza esaminarne le implicazioni politiche specifiche” …

Lo stesso Eurogruppo ha anche, nel 2013, progettato di espropriare i piccoli risparmiatori delle banche cipriote fallite per spaventare i grandi depositanti russi, su richiesta del Presidente (comunista) di Cipro, Dimitris Christofias …

In questo pasticcio in cui le responsabilità politiche svaniscono, i diversi attori tirano la politica economica di qua e di là. La BCE si rifiuta di far contribuire i titolari di obbligazioni senior, le banche e i fondi che avevano sottoscritto i fruttuosi titoli delle banche irlandesi in bancarotta.

E’ stato dunque su insistenza di Jean-Claude Trichet, terrorizzato da una destabilizzazione del sistema bancario, che il bilancio irlandese ha dovuto sopportare integralmente le perdite delle banche private, causando un deficit pubblico di oltre 9% del PIL. E’ anche per volere del commissario Olli Rehn, molto dogmatico, che la Grecia è stata costretta a esercitare la riduzione accelerata del disavanzo, mentre il FMI era a favore di una politica di riduzione del costo del lavoro, la “svalutazione interna ” .

Bruxelles non ha mai voluto accettare le argomentazioni di Washington, benché fondate, secondo cui il rigore di bilancio avrebbe accelerato la crisi, piuttosto che aiutare a risolverla. Così, la popolazione greca ha subito una deflazione salariale (- 22 % per il salario minimo) e di bilancio, e, infine, una ristrutturazione del debito, con il corollario di tre anni consecutivi di una terribile recessione.

I risultati della Troika sono ben lungi dall’essere positivi: nei quattro paesi sotto controllo il debito non è diminuito, e invece è esploso. L’Irlanda certamente uscirà dalla sua situazione di paese europeo assistito. Ma ora ha un debito pubblico del 120% del PIL mentre, prima della crisi, era solo al 30%. La Grecia si tira dietro un debito di oltre il 170% del PIL, benché nel 2012 abbia beneficiato di una cancellazione di metà del suo debito bancario. Quest’anno Atene richiederà una nuova operazione. La disoccupazione di massa è esplosa (25 % in Grecia, 6 % in Portogallo, il 15% in Irlanda … ).

Il rapporto “deplora il fatto che, dal 2008, nei quattro paesi l’ineguale distribuzione del reddito sia aumentata sino ad arrivare sopra la media e che la riduzione delle prestazioni sociali e l’aumento della disoccupazione portano ad un aumento della povertà.”

Il confronto politico destra-sinistra in seno al Parlamento europeo dovrebbe impedire l’adozione da qui ad aprile di un rapporto che condanna formalmente la politica di austerità, e il consenso che si è creato intorno ad essa. I relatori raccomandano che in futuro la Commissione renda conto “regolarmente” delle sue azioni al Parlamento e che l’UE si doti di un vero e proprio “Fondo monetario europeo”, indipendente dal FMI e con regole trasparenti. Ma questo è proprio il minimo.

Fonti:

Marianne.net

 

Voci dall’estero

*

code