"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Un “radioso futuro” di indebitamento aspetta l’Italia nel sistema dell’euro

Poste fila

di Luciano Lago

Mentre tutta l’attenzione mediatica è concentrata sulla campagna per le elezioni europee, si avvicinano alcune scadenze precise per gli impegni finanziari del governo italiano predisposti dalla Troika europea:
1) versamento di ulteriori fondi al MES meccanismo di stabilità (ESM) oltre ai circa 51 miliardi già versati dai governi Monti e Letta per concorrere all’importo totale di 125 miliardi (da versare in 5 anni) che rappresenta la quota italiana prevista dal trattato che ha istituito il fondo per intervenire a favore degli Stati in difficoltà (in realtà a favore delle banche). (vedi:  MES meccanismo europeo di stabilità);
2) approvazione e ratifica del trattato che istituisce il DRF (Debt Redemption Found), un fondo di garanzia dove convogliare una parte del debito (quella oltre il 60%) dei paesi del sud Europa.


Quest’ultimo  fondo è una nuova trovata della Germania e dovrebbe essere costituito sulla base del report presentato a fine Marzo da un gruppo di esperti incaricato dalla Commissione Europea (nel silenzio totale dei media), avrà l’effetto di obbligare gli stati ( con elevata esposizione debitoria) a versare su tale fondo una quota corrispondente al 10% del loro debito pubblico che andrebbe al servizio (estinzione) del debito, con ammortamento in 20 anni ed interessi corrispondenti. In sostanza nel caso dell’Italia, il Tesoro dovrebbe versare al fondo circa 50 miliardi come rimborso del capitale ed altri 40 circa a titolo di interesse; in pratica al fondo andrebbe versato ogni anno quasi il 6% del PIL.
Il tutto per un importo di circa 50 miliardi l’anno per circa 1000 euro a testa per ogni abitante della penisola (vecchi e bambini inclusi).
Il meccanismo del DRF è stato descritto dal Financial Times e qui ne trovate la descrizione : /follia-ue-in-programma-il-debt-redention-fund.
Sia il MES (già operativo) che il DRF (in fase di definizione) sono organi intergovernativi, gestiti ciascuno da un comitato di specialisti dotati di totale autonomia ed immunità, le decisioni del comitato sono considerate vincolanti ed i crediti vantati da questi organismi sono “privilegiati” rispetto a tutti gli altri.
In sostanza si tratterebbe di organismi con poteri simili a quelli del FMI che possono obbligare gli stati a versare le quote previste e, se inadempienti, pignorare i beni pubblici ed il patrimonio dello Stato che dovesse ritardare il versamento delle quote previste.
Da considerare che gli attuali governi (“nominati” e non eletti) che non trovavano 3 miliardi per abolire l’IMU (governo Letta) e che adesso faticano a reperire 10 miliardi (governo Renzi) per elargire un “bonus preelettorale” di 80 euro ad una parte dei lavoratori (quelli con lavoro dipendente), si appresta ad elargire le spaventose cifre descritte sopra, vincolando i prossimi 20 anni a debito, per adempiere impegni presi con l’Eurocrazia di Bruxelles, senza consultare nessuno.
Da notare che questi organismi sono separati dalla Commissione europea come da qualsiasi altra istituzione europea, sono dotati di personalità giuridica propria e di autonomia decisionale, di conseguenza non esiste nessuna possibilità, per gli Stati che fanno parte del’euro sistema, di derogare ad impegni presi e sottoscritti.
La sommaria descrizione di quanto sopra esposto dimostra come la permanenza di ogni stato nell’euro
comporti la conseguenza di assumersi gli obblighi dei trattati sottoscritti con tutte le conseguenze di vincoli di indebitamento che dureranno per una generazione e che produrranno, come facile prevedere, un avvitamento della recessione già molto grave da anni(il DRF si trova in fase di approvazione e non dubitiamo che il governo “euroentusiasta” di Renzie di Padoan vorrà sottoscriverlo).
Per questo vorremmo chiedere a quanti, formazioni e partiti, pur contestano il sistema della gestione dell’eurocrazia di Bruxelles ed i Francoforte, affermano tranquillamente che sia necessario rimanere nell’euro ed assumersi gli oneri conseguenti, ignorando gli allarmi lanciati dagli stessi personaggi che ha suo tempo hanno contribuito ad istituire il sistema ed oggi, pentiti, lanciano l’allarme sulle conseguenze che si stanno delineando per i paesi più esposti come l’Italia. Vedi quanto dichiarato da Fritz Bolkestein ex commissario dell’Unione Europea (.lantidiplomatico.it/)
La sovranità di uno Stato e di una intera Nazione una volta consegnata nelle mani dei potentati finanziari sovranazionali non viene più restituita, difficile tornare indietro.

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  1. vincenzo 3 anni fa

    mi sbaglio io, o la cosa ricorda molto da vicino il famoso piano Young del 1928 ?
    solo che, dove lo troviamo oggi un altro Hjalmar Schacht, e sopratutto una forza che lo sostenga ?

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  2. Eugenio Orso 3 anni fa

    Attenzione, perché anche il “bonus pre-elettorale” di ottanta euro in busta paga per alcuni sembra non funzionare più di tanto. La realtà socioeconomica è destinata a prendere il sopravvento su quella mediatico-elettoralistica e non occorre arrivare al medio periodo. I peggioramenti sono troppo rapidi, ormai quotidiani. La nuova cortina di ferro vigilata dalla nato, che sta per calare sull’Europa, servirà per “azzerare” le possibili, future proteste sociali, continuando con l’applicazione delle politiche neoliberiste? Io credo che sarà così. Infatti, sotto la pressione armata e la minaccia di una guerra, i governi “nominati” e non eletti avranno, in paesi come l’Italia, una grande libertà di manovra … In simili condizioni, anche un’infamia come il DRF potrà essere concretamente applicata senza incontrare resistenze.

    Saluti

    Eugenio Orso

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