"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Un parlamentare siriano da il benvenuto alle forze irachene in Siria

Forze combattenti irachene

Un parlamentare siriano questo sabato ha dichiarato che la Siria accoglierà, con il beneplacito dell’Iraq, la mobilitazione delle unità delle forze popolari irachene (PMU) per combattere l’ISIS ed i terorristi in Siria soltanto il giorno dopo alcuni giorni che vari leaders delle milizia popolari irachene avevano dichiarato di voler combattere l’ISIS anche al di fuori dell’Iraq.

“Il popolo siriano ed il Consiglio accogono  con soddisfazione la decisione del Presidente Bashar al-Assad che si riferisce all’entrata della PMU nel territorio siriano per unirsi alle forze militari dell’Esercito siriano nelle operazioni di liberazione contro i gruppi terroristi che si trovano nella regione”, ha dichiarato Mahmoud Bokhadjar, un membro del parlamento.

“Coinvolgere le forze della PMU sul suolo siriano aiuterà a vincere la battaglia in modo più rapido e preservare la stabilità di entrambi i paesi dopo aver assicurato la sicurezza delle frontiere comuni”, ha detto Bokhadjar.

La scorsa settimana, Hadi al-Ameri, uno dei leaders delle forze sciite irachene del PMU, aveva ricevuto “l’invito del presidente Bashar al-Assad per entrare in Siria dopo che l’Iraq sia liberato”.
Le forze sciite irachene del PMU sono combattenti di lunga esperienza che hanno ricevuto addestramento ed armamanto dall’Iran ed affiancano l’Esercito iracheno nella riconquista dei territori che erano sotto il controllo dell’ISIS.

Nota: Già in passato un contingente di alcune migliaia di miliziani sciiti della formazione irachena Harakat Al Nujaba (Hezbollah iracheno) si era integrato alle forze siriane e si era installato nei sobborghi di Aleppo per partecipare all’assalto finale contro i quartieri ancora sotto il controllo dei miliziani jihadisti, ormai completamente assediati dalle forze governative.
L’Iraq in questo modo aveva deciso già da tempo di fare fronte comune in modo esplicito con il governo di Damasco nella lotta contro un nemico, l’ISIS, che da due anni è in guerra per conquistare, a spese della Siria e dell’Iraq, un territorio sul quale costituire uno stato sovrano, un “califfato salafita” collegato con l’Arabia Saudita.

Gli analisti scrivono che l’intervento iracheno in Siria sembra sia stato ispirato direttamente da Teheran, come mossa per controbilanciare la presenza turca. Al momento le forze irachene, che operano agli ordini del generale iraniano, Qassem Soleimani, comandante delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e responsabile delle operazioni del contingente inviato da Teheran in Siria e Iraq, non risulta che siano già entrate in azione ma di sicuro saranno presto impiegate nelle prossime battaglie decisive ed eserciteranno il loro peso nell’esito del conflitto.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Manuel De Silva

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  1. Christian 3 settimane fa

    Ottimo! Forza, avanti finché Siria e Iraq siano del tutto liberi dal rattume wahabita.

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  2. Umberto 3 settimane fa

    Spero, come suppongo sia fatto, che venga ben “censito” ogni singolo elemento. Non sia mai che giusto adesso si infiltri qualche cecchino col compitino impartitogli dal mossad o altro servizio pro Sion.

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