"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Un consigliere di Natanyahu chiede all’Occidente di non eliminare il Daesh: “sarebbe un errore strategico”, ha dichiarato.

Uno dei più influenti consiglieri del primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, chiede all’Occidente di non eliminare il gruppo terrorista Daesh (Stato Islamico) in Medio Oriente.
In un articolo intitolato “La distruzione del Daesh è un erorre strategico“, il professor Efraim Inbar, direttore del BESA, il “centro di studi strategici” dell’Università ortodossa Bar-Ilan di Tel Aviv, ha richiesto ai paesi occidentali di non procedere alla eliminazione per via militare del Daesh, visto che questo gruppo estremista è più importante che sopravviva per l’Occidente, come ha informato anche il portale Web “Pubblico”.

“L’esistenza continua del Daesh serve ai nostri interessi strategici e può servire come strumento per affossare i piani dell’Iran, di Hezbollah, dell Siria e della Russia per conquistare il Medio Oriente”, ha argomentato nel suo articolo il direttore del BESA.


Secondo Inbar, gli USA stanno commettendo una pazzia strategica nel mostrarsi orientati nel coordinare con la Russia le azioni militari contro l’ISIS in Siria e senza aspettare che si manifesti il grande problema per l’Occidente rappresentato dall’Iran.

Nel suo articolo, il professore israeliano sostiene che sarebbe una buona idea prolungare la guerra in Siria, una posizione che già aveva espresso un generale israeliano alcuni anni fa quando aveva detto: “Quello che c’è in Siria non è nella nostra convenienza; quello che arriverà tantomeno sarà per noi conveniente, così che la soluzione migliore per noi è che continui il conflitto”. Vedi: The Destruction of Islamic State is a Strategic Mistake

Secondo l’ex contrattista dell’Intelligence statunitense Edward Snowden, il Daesh è nato grazie allo sforzo congiunto del programma di sicurezza degli Stati Uniti e del regime israeliano e conta con migliaia di componenti provenienti da vari paesi del mondo, fra cui molti europei e nordamericani.
Inoltre, come indica il portale nordamericano Veterans Today, il leader del Daesh, Ibrahim al-Samarrai, alias Abu Bakr al-Baghdadi, sarebbe un ebreo che ha ricevuto addestramento militare dai servizi segreti del regime di Tel Aviv.

Efraim Inbar, consigliere di Netanyahu
Efraim Inbar, consigliere di Netanyahu

Maariv (Israel newspaper): Israele ha contribuito a creare il gruppo terrorista Daesh in Medio Oriente

Le autorità del regime di Israele hanno aiutato la creazione del gruppo takfiri ISIS (Daesh in arabo) nel Medio Oriente, secondo una recente informativa.
La Tv France 24 in lingua araba, citando una informativa del giornale israeliano “Maariv”, aveva informato lo scorso Giovedì che l’Esercito di Israele ed i servizi di sicurezza generali dell’intellligence (Shabak), anni addietro, avevano addestrato un gruppo di estremisti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, dopo un certo tempo questi si trasformarono nella colonna portante dell’organizzazione takfiri.

Il giornale israeliano ha indicato che il principale onbiettivo della creazione dell’ISIS è quello di cambiare la geografia della regione, visto che, secondo il vecchio accordo post coloniale franco britannico, Sykes-Picot, il regime di Tel Aviv si trova accerchiato da tre nemici- in riferimento all’asse della Resistenza anti israeliana, formato dai movimenti quali, il Movimento di resistenza palestinese Hamas, dal Movimento di Resistenza libanese Hezbollah e dalla Siria-, motivo per cui Israele si vide obbligato ad adottare una nuova strategia che prevedeva una divisione dei paesi arabi facendo leva sulle rivalità confessionali ed etniche della Regione. Questo avrebbe permesso di arrivare in tempi brevi ad un nuovo assetto regionale con una balcanizzazione di fatto del Medio Oriente, obiettivo finale di questa strategia.

Questo spiega i recenti avvenimenti ed i conflitti suscitati nella regione che hanno sempre visto una mano occulta o manifesta da parte dell’Intelligence isrealiana.

Fonti: Hispan Tv

Besa Center

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Eugenio Orso 11 mesi fa

    Richiesta molto esplicita: non eliminare completamente lo stato islamico.
    Lo sapevamo da tempo che la jihad sunnita, nelle sue forme più feroci, serve all’Asse del Male – alla quale partecipa anche Israele – per acquisire importanti obbiettivi geostrategici.
    In effetti, il piano per destabilizzare e dividere in staterelli conflittuali paesi Mediorientali come la Siria e l’Iraq è un piano giudeo-israelo-sionista, che da sempre ha l’interesse a indebolire i paesi arabi più prossimi, visti come una minaccia per Israele.
    Per questo l’isis prima e lo stato islamico, poi insediatosi territorialmente in vaste aree, ha goduto di particolari attenzioni ed è stato messo nelle condizioni di occupare Falluja, Raqqa e Mosul (2014).
    La particolare ferocia dello stato islamico ha rappresentato un’arma efficace di destabilizzazione: 1) ha sottratto vasti territori ai siriani e agli irakeni; 2) ha prodotto ondate di profughi da sospingere verso l’Europa (con la complicità di Erdogan); 3) ha dato un contributo, con il petrolio di contrabbando, a far cadere i prezzi del greggio per colpire la Russia (sempre con la complicità di Erdogan e famiglia); 4) ha consentito di portare la minaccia terroristica in Europa, per dirigerla anche contro la Federazione Russa; eccetera.
    Data l’utilità dello stato islamico, si è poi programmata una “caduta a rallentatore” dello stesso, nel corso di alcuni anni, per poterlo utilizzare ancora, pur se ridimensionato quanto a territori, risorse predate e numero di tagliagole in campo.
    Non c’è da stupirsi, quindi, davanti alla ‘”autorevole” richiesta di non distruggerlo completamente …

    Cari saluti

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  2. Walter 11 mesi fa

    Mi domando come si sentiranno i parenti delle vittime degli attentati quando leggeranno del Consigliere e dei suoi progetti sull’Isis (?). E i siriani che hanno perso i loro familiari e le loro case e sono dovuti scappare dalla loro terra, come si sentiranno? Uno che fa il “simpatico” come questo Consigliere potrà mai passeggiare sereno con la sua famiglia in un posto che non sia il vialetto di casa sua? Ci avrà pensato il Consigliere che con le sue parole ha gettato, tra l’altro, un bel secchio di merda addosso al suo popolo? Che già non è che goda proprio di grande popolarità, storicamente. Avranno piacere gli israeliani di ricevere dal Consigliere questo bel regalo in termini di “simpatia a livello internazionale”? Anche in Israele, i cittadini non sono mica tutti suoi elettori… E’ senz’altro audace, il Consigliere, ma quell’audacia può chiamarsi “coraggio” o è semplicemente follia criminale allo stadio terminale?
    Per fortuna l’opinione del Consigliere è di scarso rilievo internazionale, dal momento che quelli come lui HANNO PERSO: il “progetto daesh” è deragliato, franato, fallito. L’Iran continuerà a crescere e a svilupparsi e il suo progresso economico e sociale seppellirà le ambizioni malate di questa alleanza innaturale tra Israele, Arabia saudita e Turchia. Ai perdenti non resta che sbranarsi tra di loro. Gli “organizzatori” del progetto (USA) hanno sempre un piano B e non sono abituati a rimetterci; per cui non è difficile immaginare chi pagherà il conto della sconfitta, in un modo o nell’altro. Purtroppo, però, il conto più salato l’hanno già pagato le vittime civili. E i militari che hanno perso la vita sul campo per difendere la sovranità e l’integrità dello stato siriano.

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