"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ucraina: una insurrezione popolare nell’est sconvolge i piani della CIA

Rebelion en Ucraina

 

Per la sorpresa del gran pubblico, i grandi media internazionali di comunicazione hanno finalmente ammesso che una maggioranza popolare schiacciante del sud est dell’Ucraina ha votato più in avanti delle improvvisazioni imposte per la situazione politica e militare , a favore dell’autodeterminazione della regione e nel rifiuto del governo golpista  installato nella capitale Kiev, alla fine dello scorso Febbraio, per opera dell’Unione Europea e dagli Stati Uniti.

Si tratta di un colpo forte alle pretese di convertire l’Ucraina in un protettorato economico e politico del blocco occidentale. Quando manca poco più di una settimana per realizzare le elezioni del Parlamento europeo, questo rifiuto popolare incarna una crescente resistenza alla continuità della UE  tra i lavoratori degli Stati Membri.

La realizzazione di questi referendum costituisce una espressione del fiasco nel tentativo di sottomettere l’est del paese con mezzi militari che, comunque hanno portato ad eseguire diversi massacri. In specie nella grande città di Odessa ma anche in altre città. La fallita offensiva militare aveva contato con il programma della Agenzia di Sicurezza e della CIA degli Stati Uniit, che avevano reclutato gruppi di lavoro tra i partiti neonazisti dell’Ucraina.


L’appoggio popolare al referendum autonomista nell’est non significa tuttavia che siamo in presenza di un movimento rivoluzionario, come prova la mancanzadi una messa in discussione degli oligarchi che controllano l’economia locale. Alcuni di essi hanno anche formato milizie per mantenere l’ordine pubblico. Benchè nei giorni precedenti il governo russo avesse chiesto in forma pubblica il differimento del referendum, il governo della Russia mantiene un controllo sulla direzione di questa insurrezione popolare.

Per Putin questa è una carta da negoziare con le potenze imperialiste, in primo luogo con la Germania.  La Russia non ha in agenda alcun appoggio alla secessione del sud est dell’U’raina: al contrario appoggia la creazione di uno stato federale e la garanzia che l’Ucraina non sia incorporata nella NATO, come è avvenuto con gli stati del Baltico. A questo fine la Russia reclama lo spostamento delle elezioni nazionali previste per il prossimo 25 Maggio e la costituzione di un tavolo quadripartito tra la Ue, la Russia,il governo ufficiale ed i rappresentanti dell’est. Lo scorso martedì la richiesta è stata ammessa dai rappresentanti della Commissione Europea ma rifiutata dal governo dell’Ucraina.

Risulta molto chiaro, dall’inizio della crisi, che il governo ufficiale risponde alla politica nordamericana, la quale cozza con la volontà dei componenti della UE. La divisione attraversa il partito di governo, tra la conosciuta Yulia Timoshenko, partigiana di un compromesso con l’est e la Russia, e il primo ministro, convertito in un agente degli Stati Uniti. Il figlio del vicepresidente degli Stati Uniti, Hunter Biden, è stato appena designato come direttore di una società privata di gas che opera in Ucraina.

Lo scenario dell’Ucraina mostra uno scontro di fondo tra gli interessi dell’imperialismo americano e quelli dell’Europa, le cui conseguenze le paga il popolo ucraino. L’ex primo ministro della Germania, Gerard Schroeder, che presiede il consorzio dell’impresa che trasporta il gas attraverso il mar Baltico, si è appena pronunciato a favore di un rapido compromesso con Putin; lo stesso ha impostato una recente assemblea della Unione degli Industriali di Germania. Un accordo che dia il via libera ad una negoziazione a quattro, potrebbe far scattare una crisi internazionale tra gli USA e la UE, molto di più se si arriva ad uno .
Lo scoraggiamento ad una secessione da parte della Russia e soprattutto la pressione che esercita per ottenere un compromesso attraverso la Germania, riflette la crisi di potere che gli avvenimenti dell’Ucraina iniziano a prospettarsi in Russia. Una ribellione popolare nell’est Ucraina potrebbe uscire fuori controllo ed assumete caratteristiche più ampie, con una proiezione verso i lavoratori in Russia.

Un’altra manifestazione di tensione fuori controllo è la fuga dei capitali, che la Banca di Russia contabilizza in 55.000 milioni di dollari, ma che gli osservatori stranieri stimano in 150.000 milioni di dollari- una quarta parte del totale delle riserve internazionali della Russia- nell’arco di quattro mesi.
Questa si ritiene una forma di pressione che esercita l’oligarchia capitalista stanziata in Russia, collegata in mille modi al grande capitale internazionale, perché Putin si tenga lontano dalla ribellione popolare e affretti un compromesso con la UE.

Questa fuga di capitali spiega la domanda che ha alimentato  il debito pubblico in Europa e la salita dell’euro, che aggrava la depressione economica nella UE.   Le autorità monetarie russe stanno compensando questa fuga con operazioni di scambio di valute con banche europee; mentre si scontrano su piano diplomatico, i capitalisti dell’uno e dell’altro lato stringono le loro relazioni finanziarie.
L’oligarchia russa si trova divisa in quanto ad assimilazione dell’Ucraina da parte della UE, dovuto ad un suo proprio interesse ad un maggior accesso al mercato mondiale ed ad una nuova unione economica futura che includa la stessa Russia.
L’operazione di “regolamento” del FMI per far risollevare l’economia fallita dell’Ucraina si trova già in marcia. In cambio del sistema di finanziamenti per 15.000 milioni di dollari, molto chiaramente è iniziata la privatizzazione dei servizi pubblici. L’esplosione sociale che minaccia di provocare questo piano finanziario tiene sulle spine tutti i protagonisti internazionali.

L’indipendenza dell’Ucraina è, prima di tutto, il rifiuto al regolamento che vogliono decidere la UE ed i FMI e che conta con l’appoggio dell’oligarchia russa. La rivendicazione dell’unità dell’Ucraina significa una convocazione agli sfruttati di tutto il paese per lottare contro questo regolamento e per questa via sconfiggere il tentativo di protettorato che vuole stabilire la UE. Le forze sovraniste dell’Europa dovrebbero trasformare al rifiuto del regolamento e la rottura con la UE in una protesta internazionale contro la propria oligarchia finanziaria dominante.
A partire da questa caratterizzazione generale, la nostra posizione in Ucraina consiste nell’appoggio alla ribellione popolare delle popolazione dell’est con un programma di confisca dei beni degli oligarchi dell’Ucraina ovvero con un governo popolare di una Ucraina unita ed indipendente dalla UE e dagli USA.

Fonte:  Contrainjerencia 

Traduzione di Luciano Lago