"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ucraina: l’abbraccio tra mercenari sionisti e golpisti neonazisti

Ucraina abbraccio tra sionisti e nazisti

Pubblichiamo un reportage sugli ultimi avvenimenti in Ucraina curato da  Alessandro Lattanzio

Al pogrom di Odessa hanno partecipato anche attivisti israeliani, che maneggiavano materiale chimico, con cui avrebbero bruciato le persone presenti nella Casa dei sindacati. Tali individui si mossero rapidamente verso l’epicentro degli eventi, indossando guanti di gomma bianchi, utilizzati per manipolare reagenti chimici. In questo video a una domanda, il tizio con la camicia blu, che si chiama Goneh Siboni, afferma: “Sono israeliano”. “Sei d’Israele e assisti a tutto questo?” e l’israeliano risponde: “No, io non guardo, partecipo”, spiegando di avere la doppia cittadinanza USA e Israele e di provenire da Madison. Una volta accortosi di essere videoregistrato l’israelo-statunitense si allontana con la scusa di voler “aiutare le persone”. L’interlocutore inglese gli chiede: “Sei stato preparato in queste cose?“, risponde “Sì, certo nell’esercito” mentre corre verso di lui un suo collega che ha nelle mani (sempre protette da guanti) provette e reagenti. Pochi giorni dopo, il ministero degli Interni ucraino ha detto che nella Casa dei Sindacati le persone sono state carbonizzate da “sostanza sconosciute”. È probabile che tali misteriosi “volontari” siano stati addestrati all’uso di armi chimiche nell’esercito di qualche Stato, come i mercenari anglofoni che partecipano alle operazioni della giunta golpista contro l’Oriente ucraino; magari arruolati dal già citato miliardario sionista e capo del Congresso ebraico europeo, Igor Kolomojskij.


Il giornale dei golpisti Kyiv Post riferiva che “Andrej Tarasenko, un capo del gruppo neo-nazista Pravý Sektor, ha detto che la sua ala militare coopera con le autorità nella formazione di unità partigiane“. Inoltre, 25000 criminali comuni sarebbero stati amnistiati in cambio dell’arruolamento presso la Guardia nazionale golpista. La Verkhovna Rada ha registrato un progetto di legge per l’amnistia redatta dal deputato Andrej Kozhemjakin, secondo cui saranno rilasciati 23-25000 detenuti che nell’ultimo mese hanno sottoscritto la “dichiarazione” sul loro desiderio di unirsi alla Guardia Nazionale, condizione principale per l’amnistia.

Lead_largeIl 9 maggio, a Marjupol, elementi della cosiddetta Guardia nazionale ucraina sparavano sui cittadini. “Hanno cominciato a sparare sulla gente, che fuggiva. Ci sono molte vittime, molti feriti, ma non posso dare ulteriori dettagli perché nessuno osa andare sulla linea del fuoco“. Pjotr Komissarov, del comitato antifascista di Marjupol, ha detto “In città c’è stata una tragedia. Le autorità di Kiev hanno preparato un ‘regalo’: una strage nei pressi della sede regionale del Ministero degli Interni. In precedenza, la polizia locale si era rifiutata di sparare sulla gente ed è stata chiamata traditrice. Oggi sono andati dalla polizia, per uccidere. Nella città sono entrati nove veicoli militari e una compagnia di soldati, con armi di piccolo calibro e lanciagranate che hanno usato contro i poliziotti nell’edificio”. Il 10 maggio, dopo il lungo scontro, Marjupol è stata liberata. Le forze speciali ucraine che avevano incendiato il comando della polizia e il municipio, fuggivano dopo aver ucciso 7 persone e ferito altre 39. I vigili del fuoco sono riusciti ad estinguere gli incendi.

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Secondo il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, molte guardie ucraine sarebbero state ferite o eliminate. Un veicolo da combattimento della fanteria BMP-2 è stato sequestrato dai manifestanti antigolpisti ed assegnato alla milizia della Repubblica Popolare del Donetsk. La notte del 9 maggio, nel distretto di Budjonnovsk, Donetsk, più di un centinaio di miliziani del Donbass ha circondato 120 guardie nazionali di Chernigov e Dnepropetrovsk. Dopo un breve scontro a fuoco, i neonazisti hanno ceduto le armi alla milizia dell’autodifesa e si sono ritirati. Dal 2 al 9 maggio 2014, circa 140 squadristi di Fazione destra sono stati eliminati o feriti, assieme ad altri 95 elementi della Guardia Nazionale, tra cui 20 soldati della Brigata Aeromobile Zhitomir, 10 agenti del ministero degli Interni (MUP) e 60 dell’SBU (l’unità “Alfa” di Sumy è stata distrutta, mentre le unità “Alfa” di Kiev, Poltava, Ternopil e Ivano-Frankovsk hanno subito gravi perdite), 20 agenti della CIA, (13 morti e 7 feriti) e 10 mercenari stranieri, 3 polacchi della “ASBS Othago” e 7 statunitensi della “Greystone”, 40 mercenari ucraini dei battaglioni al soldo del miliardario sionista Kolomojskij “Dnepr” e “Azov“. Distrutti, infine 7 elicotteri militari (Mi-8 e Mi-24) 2 fuoristrada, un BTR e un BMP.

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Dopo i colloqui con il presidente dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), Didier Burkhalter, il 7 maggio, il Presidente Vladimir Putin ha invitato: “I rappresentanti del sud-est dell’Ucraina, sostenitori della federalizzazione, a rinviare il referendum previsto per l’11 maggio, per creare le condizioni adeguate per un dialogo. La Russia chiede l’immediata sospensione di tutte le operazioni militari e punitive nel sud-est dell’Ucraina. … Questa modalità di risoluzione del conflitto politico interno non è un modo affidabile di risolvere alcuna disputa politica. … Al contrario, approfondisce le divisioni. … Capisco le persone del sud-est dell’Ucraina che dicono: se a Kiev organizzano un colpo di Stato, si armano, occupano edifici pubblici, stazioni di polizia e unità militari, perché non possiamo garantire i nostri interessi e diritti legittimi?” Ma in risposta alla richiesta di Putin, i vertici della Repubblica Popolare di Donetsk decide di non rinviare il referendum per l’indipendenza della regione, in programma l’11 maggio. “Abbiamo votato all’unanimità di non rinviare il referendum, che avrà luogo l’11 maggio”, dichiarava un leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin. “Non abbiamo mai rifiutato i negoziati, eravamo sempre pronti a discutere. Purtroppo Kiev fa il doppio gioco ogni volta, non ha mai rispettato gli accordi, la sua firma non ha alcun valore, le sue parole non hanno alcun valore. Dubitiamo fortemente che qualcosa cambi”.

L’8 maggio, veniva convocato il Consiglio di Sicurezza della Russia, per un incontro urgente sulla situazione in Ucraina cui hanno partecipato il Primo ministro Dmitrij Medvedev, il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov, i relatori del parlamento Valentina Matvienko e Sergej Naryshkin, il Segretario del Consiglio di sicurezza Nikolaj Patrushev e il suo vice Rashid Nurgaliev, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu, degli Esteri Sergej Lavrov, degli Interni Vladimir Kolokoltsev, il Direttore del Servizio di Sicurezza Federale Alexander Bortnikov, il Direttore dei Servizi d’Intelligence Mikhail Fradkov e Boris Gryzlov del Consiglio di sicurezza. Il viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov riferiva che “15000 militari ucraini sono stati schierati nelle zone di confine. La coscrizione militare è stata ripresa in Ucraina. … Allo stesso tempo, la NATO raggruppa forze in Europa orientale”.
Durante la manifestazione antifascista e di solidarietà del popolo dell’Ossezia del Sud verso il popolo di Odessa, Kramatorsk, Slavjansk, Kharkov e Lugansk, veniva lanciato il seguente appello,  -“Oggi, in Ucraina, in conseguenza di un colpo di Stato con il supporto tecnologico, finanziario e informativo diretto di Stati Uniti ed alcuni Paesi europei, il potere è stato preso da una giunta fascista. Milioni di cittadini ucraini sono fuorilegge per la loro origine etnica o il rifiuto dei crimini del regime a Kiev. La Costituzione viene calpestata. L’esercito gettato contro i civili, agendo da squadrone della morte contro il proprio popolo. Per distruggere i manifestanti contrari alla giunta a Kiev, agiscono mercenari stranieri mentre diritti umani e libertà vengono violati. Una guerra spietata e criminale contro il popolo del Sud-Est dell’Ucraina è in corso. L’inumano e deliberato incendio contro le persone nella casa dei sindacati a Odessa, ha scioccato il mondo civilizzato. É un crimine che non può essere perdonato. Tali atrocità possono essere commesse solo da mostri. Per molti anni il popolo dell’Ossezia del Sud ha ostinatamente resistito all’aggressione georgiana. Sappiamo che il fascismo georgiano e quello ucraino hanno gli stessi promotori occidentali. Oggi, gli Stati Uniti e alcuni Paesi dell’Europa occidentale sostengono apertamente le forze neo-naziste in Ucraina, promuovendo ulteriori spargimenti di sangue e istigando la giunta di Kiev a perpetrare il terrore contro il popolo del sud-est dell’Ucraina. I crimini della giunta contro i propri cittadini non vengono condannati dall’occidente. Le lezioni della seconda guerra mondiale sono dimenticate. Noi, cittadini della Repubblica dell’Ossezia del Sud, condanniamo fortemente ogni manifestazione di fascismo ed esprimono il nostro impegno per uno sviluppo pacifico, incoraggiando le persone di buona volontà in tutto il mondo a pesare sulla comunità mondiale e a promuovere la cessazione immediata della carneficina nel Sud-Est dell’Ucraina. Chiediamo un tribunale internazionale contro la giunta di Kiev, colpevole della morte di decine di cittadini ucraini e di crimini contro l’umanità”.

Riguardo al pogrom di Odessa, il ministro degli Esteri Lavrov ha dichiarato: “Per anni l’Europa ha chiuso gli occhi sul fatto che l’ideologia fascista ottiene nuovi sostenitori, che arruolano nuovi adepti e si esibiscono in marce in onore delle SS condannate per i loro crimini dal Tribunale di Norimberga. Ma ciò che accade ora, non sono solo semplici marce con striscioni che lodano i criminali nazisti, ma è l’emergere palese del fascismo. Ci impegneremo per scoprire la verità, faremo in modo che tutte le prove siano fornite dai testimoni e sia svelata l’ampiezza della tragedia che consapevolmente viene nascosta dalle autorità a Kiev, in modo che non un solo frammento della verità sia trascurato e nascosto al pubblico“. Il regime di Kiev ha accusato il Consiglio di Odessa di nascondere il vero bilancio delle vittime dell’assalto e dell’incendio del palazzo dei Sindacati, eseguito dalle bande di Fazione Destra.

Tatjana Ivananko, testimone nel Palazzo dei Sindacati, spiega che “Prima di tutto, nessuno si aspettava tanta crudeltà, e in secondo luogo, era troppo tardi per fuggire” quando i neonazisti incendiarono la Casa dei Sindacati con i manifestanti anti-golpisti intrappolati all’interno. “Lanciarono anche dei petardi, così la gente nei corridoi rimase seduta sul pavimento, accecata. In quel momento ti rendi conto non c’è modo di aiutarla, dovendo salvare te stesso. La polizia non faceva nulla. Quando i vigili del fuoco arrivarono, era troppo tardi. Troppe persone erano già morte, anche se la stazione dei pompieri più vicina si trova a 700 metri“. Molte vittime del progrom di Odessa hanno subito ferite da arma da fuoco. Diversi video mostrano un uomo con il giubbotto antiproiettile che si presenta come sotnik Mykola (“Sotnik“, ovvero un capetto del gruppo Majdan) e che spara più volte sulla Casa dei sindacati in fiamme. “Date un’occhiata al video, a quest’uomo armato di pistola e con il giubbotto antiproiettili“. Dopo che gli attivisti neonazisti e golpisti riuscirono ad entrare nell’edificio, “molte persone furono strangolate. Non so come potessero attraversare le fiamme, ma l’hanno fatto. Finirono alcuni di coloro che erano riusciti a fuggire, e gettarono dalle finestre coloro che non ci riuscirono, uccidendoli a terra. I teppisti bastonavano a morte i sopravvissuti“. Secondo il procuratore generale dell’Ucraina Oleg Makhnitskij, “Questa azione è stata preparata ai massimi livelli interni, è un’azione ben pianificata e coordinata in cui i rappresentanti delle autorità vi hanno preso parte“. Infine, Fuchezhij, il capo della polizia di Odessa responsabile del massacro, sarebbe fuggito all’estero, mentre altri tre dirigenti della polizia sono stati arrestati e tradotti a Kiev. Ma Fuchezhij e gli altri sono inquisiti per aver dovuto rilasciare gli attivisti sostenitori della federalizzazione arrestati nella Casa dei sindacati, il 2 maggio.

Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, intervenendo tre giorni dopo il massacro, ha difeso l’azione dei golpisti a Kiev e dei loro alleati fascisti nel pogrom di Odessa. Marie Harf portavoce del dipartimento di Stato degli USA, affermava “Kiev ha dimostrato grande moderazione. E se vi riferite a ciò che è successo a Odessa … qualsiasi perdita di vita è orribile … ma ancora una volta è colpa delle forze e dei separatisti filo-russi che attaccarono i manifestanti. Quindi pensiamo che la moderazione sia importante, ma anche mantenere l’ordine”. Un giornalista rispose: “Ma non importa quante persone muoiono? Quelle persone avevano colpe? E’ questo che sta dicendo?” Harf rispose: “Hanno fatto in modo che avviassero l’escalation, scatenando le violenze della folla…” Un secondo giornalista le ha chiesto: “Il Ministero degli Esteri russo parla di catastrofe umanitaria nelle città orientali ucraine, circondate dalle truppe ucraine, causando carenza di medicine e cibo. Ed elenca ciò che chiama violazione in massa dei diritti da parte di coloro che definiscono ultra-nazionalisti.” Harf rispose, “Beh, penso che sia solo l’ultima versione russa degli eventi che non corrisponde alla realtà… Sono le forze russe e filo-russe che hanno attraversato la frontiera di un altro Paese nel tentativo di minarne la sovranità. Sono loro che commettono le violazioni che vediamo…”

Marie Harf proviene dalla CIA, dove era analista mediorientale e poi divenne portavoce dell’agenzia. Ha acquisito la posizione di portavoce del dipartimento di Stato dopo aver partecipato alla campagna per la rielezione di Barack Obama. Mentre l’amministrazione Obama sostiene le elezioni ucraine del 25 maggio, emerge che metà delle 30000 truppe schierate nel sud-est dell’Ucraina sono membri dei partiti neo-nazisti Pravý Sektor, UNA-UNSO e Svoboda. In effetti, i capi di Fazione Destra si sono recati alla fine di aprile negli Stati Uniti, per colloqui con i rappresentanti del dipartimento di Stato USA da cui ricevere i fondi per potersi trasformare in partito politico. La delegazione neonazista era guidata dal coordinatore Andrej Artjomenko, che ha incontrato Victoria Nuland. “Gli Stati Uniti si sono offerti di addestrare i radicali, aiutandoli a divenire un partito politico con strutture e una rete di filiali in tutta l’Ucraina. I funzionari del dipartimento di Stato degli Stati Uniti erano disposti ad investirvi 5-10 milioni di dollari”. Artjomenko era stato designato personalmente dall’ambasciatore statunitense in Ucraina, Jeffrey Pyatt.

Alla commissione degli Esteri della Camera, Victoria Nuland è stata criticata dalla deputata repubblicana californiana Dana Rohrbacher, che le ha posto domande sulla legittimità del rovesciamento del governo Janukovich e sulla presenza di neo-nazisti nel colpo di Stato a Kiev, “Abbiamo un legittimo presidente, legittimamente eletto, rimosso dalle violenze di piazza. C’erano immagini di personaggi che ci hanno detto essere dei neonazisti“. Nuland ha risposto “Prima di tutto, la stragrande maggioranza di coloro presenti a Maidan era formata da manifestanti pacifici”. Rohrbacher le ricordava, “Ho visto quelle immagini e ho anche visto un sacco di persone lanciare bombe incendiarie sui poliziotti. C’erano persone che sparavano alla polizia. Quindi, sì, c’erano mamme con i fiori, ma c’erano anche teppisti molto pericolosi in tali manifestazioni. … La domanda è: c’erano neo-nazisti?” Nuland ha continuato dicendo che “c’erano molte tendenze presenti, tra cui anche delle pessime tendenze”. Nuland ha detto che gli Stati Uniti offrono “assistenza finanziaria nella sicurezza tecnica e non letale” per le elezioni del 25 maggio, “Oltre 178 milioni di dollari tramite l’USAID sono stanziati, assieme a un supplemento di 50 milioni per assistenza tecnica e al prestito da un miliardo di dollari approvato dal Congresso il 1° aprile”. L”assistenza elettorale’ comprende “11 milioni per attività elettorali, come istruire gli elettori alla partecipazione civica. … Inoltre, ai 100 osservatori dell’OSCE, inviamo dagli Stati Uniti 255 osservatori a lungo termine e oltre 3300 osservatori a breve termine“. Un esercito di spie e agitatori al soldo di Washington, destinati a controllare e defraudare le elezioni ucraine. Infine, altri “18 milioni di dollari vanno per l’assistenza alla sicurezza non letale delle forze armate e delle guardie di frontiera ucraine, per consentirgli di assolvere ai compiti fondamentali.”

di Alessandro Lattanzio

Fonte: Aurorasito

Ucraina carta geografica

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  1. Werner 3 anni fa

    Non mi sorprende minimamente il fatto che i sionisti appoggino i neonazisti in Ucraina: sono stati proprio loro a favorire nel 1933 l’ascesa al potere del giudeo Hitler e del suo partito NSDAP, anche perché ricordiamoci che la Germania della Repubblica di Weimar era politicamente e finanziariamente in mano alle loro banche, a cominciare dai Rotschild. La Germania nazista, apparentemente antisemita, era in realtà una dittatura di matrice sionista creata allo scopo di far scoppiare un’imminente guerra totale (come poi accadde) in cui i popoli europei dovevano scannarsi tra loro, e metterli in ginocchio davanti ai due maggiori imperi sionisti, ovvero USA e URSS.

    Adesso sembra che la storia si stia ripetendo in Ucraina, con la sola differenza che Hitler venne eletto dai tedeschi, mentre invece in questo caso c’é stato un colpo di stato pilotato da USA e UE che ha rovesciato un presidente eletto dal popolo. Poi per il resto la brutalità é uguale a quella delle SS naziste e in questo scenario la fanno da padrone, e come si é visto, c’è una vera e propria caccia al russo: con queste rappresaglie ai danni dei russofoni é evidentemente che si vuole arrivare ad uno scontro armato con la Russia.

    L’ho scritto già in un commento per un altro articolo e torno a ribadire che se fossi un russofono d’Ucraina, non ci penserei due volte a fuggire verso la Madrepatria russa.

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