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Ucraina: Il vicepresidente Biden minaccia: pronti ad inviare truppe nel Baltico

Biden came in Vilnius office

di Luciano Lago

Gli Stati Uniti, dopo il rovescio diplomatico subito per effetto della decisione russa di annessione della Crimea, passano alle minacce contro la Russia .  A Vilnius, Lituania, Joe Biden, vicepresidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che il governo Usa e’ disponibile ad  inviare le sue truppe nei Paesi baltici per rassicurare le ex repubbliche sovietiche, preoccupate dall’annessione della Crimea alla Russia.

“Stiamo studiando una serie di misure supplementari per accrescere il ritmo e la portata della nostra cooperazione militare, tra cui una rotazione delle forze americane nella regione del Baltico per esercitazioni terrestri e navali e per delle missioni di addestramento.  Gli USA difenderanno la sicurezza degli Stati baltici.” Ha detto.

“Alla Russia non può sfuggire il fatto che il mondo sta cambiando e rifiuta apertamente il loro comportamento”, ha dichiarato Biden durante la conferenza stampa con la presidente lituana, Dalia Gribauskaite ed il suo omologo lettone, Andris Berzins.

Al momento, gli Stati Uniti non dispongono di alcuna base militare nei Paesi baltici, ma hanno soltanto inviato sei caccia bombardieri  F16 nel paese baltico, nel quadro di una missione della Nato.  Secondo il vicepresidente americano, “finché la Russia continuerà  sulla sua buia strada, dovrà affrontare un isolamento politico ed economico crescente”.
Putin non è sembrato particolarmente impensierito dalla parole minacciose di Biden ed anzi risulta che il servizio di immigrazione del governo russo ha iniziato a spedire i passaporti russi a tutti i cittadini della Crimea che ne avevano fatto richiesta. Le stesse autorità russe si sono impegnate a risolvere i problemi legali derivanti dal cambio di status della Crimea che, dopo l’approvazione della Duna russa, si è deciso che sarà integrata nella federazione russa a tutti gli effetti, come voluto dalla volontà plebiscitaria della stragrande maggioranza della popolazione di Crimea nel referendum celebrato Domenica scorsa.
Si chiama “principio di autodeterminazione” e risulta sancito dalla carta delle Nazioni Unite ed è stato applicato fra l’altro dall’Occidente per sancire la separazione di fatto del Kosovo dalla Serbia, con l’appoggio di tutte le potenze occidentali, dagli USA alla Germania e sotto la protezione della NATO. Lo stesso premier britannico, Davide Cameron, il quale ha definito “illegale” la decisione russa di annessione della Crimea, ha utilizzato tale principio per sostenere l’appartenenza delle isole Falklands/Malvinas alla Gran Bretagna, benchè queste siano geograficamente appartenenti all’Argentina.
Non si comprende quindi quale sia la fonte della “legalità” per le potenze occidentali riguardo ad una regione abitata da russi (in grande maggioranza) che è sempre appartenuta alla Russia per secoli e dove esiste la volontà espressa dei cittadini di ricongiungersi alla madrepatria. Alcuni analisti fanno notare che, su queste basi, si potrebbe contestare agli USA di essersi annessi a suo tempo l’isola di Puerto Rico senza essere ricorsi ad un referendum della popolazione dell’isola caraibica.
Tuttavia è noto che gli Stati Uniti si considerano un paese “eccezionale” che può dettare le sue regole a tutto il mondo ma che non ammette che gli altri stati interferiscano con i propri interessi. Il principio è quello de “la legge siamo noi”. Principio che nella Roma antica, nell’epoca del governo papalino, era conosciuto ed applicato dai nobili come il famoso Marchese del Grillo (“Io sono io e voi non siete un cazzo”).
Nel frattempo il cancelliere tedesco Angela Merkel ha spiegato che l’eventuale boicottaggio del vertice del G8 di Sochi a giugno “dipenderà dagli sviluppi della situazione”.
“Ci sono preparativi per il vertice di Sochi che sono stati interrotti -aveva detto alla conferenza stampa a Berlino assieme al presidente del Consiglio Matteo Renzi – tutto dipenderà dagli sviluppi del conflitto e della situazione in Crimea”.
Anche questa dichiarazione della Merkel e di Renzi da Berlino non pare che abbia prodotto grande impressione su Putin il quale, ricevendo il comunicato, sembra abbia esclamato: “Renzi chi?”……….

Fonti:

CTPost

RIA Novosti

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