"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tutto prestabilito: il PD diventa la nuova DC dello schieramento politico italiano grazie anche al ruolo svolto da Grillo e dai 5 stelle

comiziorenzi

di Luciano Lago

Non c’erano dubbi che il sistema di potere politico  avrebbe vinto anche stavolta le elezioni grazie anche alla martellante propaganda delle TV che hanno inondato  costantemente gli schermi con messaggi pubblicitari a favore dell’Europa e della UE.
Il nuovo personaggio lanciato dal cartello bancario, Matteo Renzi, “il fiorentino” , sostenuto da tutta la oligarchia di Bruxelles e collegato anche con gli ambienti d’oltre Atlantico, è stato accompagnato nelle sue uscite pubbliche da una delle più massicce campagne di marketing che si fossero mai viste in Italia, presentato come innovatore, giovane, dinamico, di buon aspetto e non compromesso con le pregresse gestioni politiche, sostenuto dai consulenti americani della Mc Kinsey, era perfettamente previsto che si sarebbe impadronito non solo dei consensi della tradizionale base elettorale del PD ma anche di moltissimi consensi fra i delusi del centro destra che hanno visto in lui un uomo del possibile cambiamento, delle riforme, del ridimensionamento della casta e questo ha rassicurato buona parte della borghesia italiana e del ceto medio che adesso si aspetta da lui provvedimenti concreti che non siano soltanto quelli del regalo preelettorale degli 80 euro. Piccolo particolare: Renzi non è mai apparso come “uomo di sinistra”.

Un ruolo chiave è stato svolto in questo contesto dal movimento 5 Stelle di Grillo e Casaleggio:
a questo movimento è stato demandato il preciso compito di far confluire la grande massa della protesta, potenzialmente destabilizzante (composta per lo più da giovani e non più giovani, emarginati, disoccupati o precari, relegati all’emarginazione), quello che avrebbe potuto essere un fiume in piena impetuoso, dentro un canale di scolo chiuso dove il fiume si è convertito in una massa d’acqua stagnante e ferma, priva di qualsiasi forza travolgente.

Non poteva essere altrimenti visto che il movimento si è presentato all’appuntamento delle elezioni europee senza un programma credibile ma con pochi punti confusi e contraddittori ( uscire dal’euro no, referendum sull’euro si, “si deciderà poi”, posizione nel Parlamento europeo, “poi si vedrà”, discussione dei trattati, “lo deciderà la rete”, politica economica, assegno di cittadinanza, coperture quali?”si deciderà in seguito”, gli eurobond , già cassati dalla Germania ma Grillo si illude che le banche tedesche staranno a sentire lui, ecc..).
Il programma viene mantenuto in forma superficiale, irrealistica e contraddittoria, lo stesso Casaleggio, personaggio di riferimento, che si lascia intervistare per rassicurare i mercati sulla permanenza dell’Italia nell’euro e sul debito pubblico. Vedi: Casaleggio getta la maschera

Non poteva passare inosservata l’ambiguità del programma del movimento, sicuramente combattivo contro la corruzione e gli sprechi della casta (asso nella manica anche del fiorentino) ma non altrettanto verso i poteri finanziari che strangolano il paese e che hanno l’euro come principale strumento di controllo del bilancio, della politica economica e di tutta la gestione dello Stato.
Gli illusi che pensavano di aver trovato nel movimento di Grillo il veicolo per sfondare le porte del sistema oggi devono ricredersi: hanno lavorato per consolidare il sistema come mai era accaduto neanche ai tempi del “compromesso storico”. Infatti in nessun altro paese europeo si è verificata una tale convergenza di consensi (oltre il 40%) verso il principale partito di governo, perno su cui fa affidamento l’eurocrazia di Bruxelles, principale sostenitore del capitale finanziario e delle banche.

Il paradosso sta nel fatto che questo partito immarcesibile, il PD, attraverso la figura di Renzi e del suo staff di giovani e nuovi esponenti politici, si è anche presentato come il “partito dell’innovazione”.

Si può intonare ormai il “de profundis” per qualsiasi alternativa possibile al governo dei fiduciari dei banchieri (Renzi, Padoan) e questo governo avrà il compito di preparare le prossime manovre finanziarie dettate da Bruxelles a garanzia delle banche, oltre che di sottoscrivere i prossimi trattati vincolanti europei già in dirittura d’arrivo il E.R.F (European Redemption Found) e successivamente il Trattato Transatlantico con cui gli interessi delle multinazionali americane saranno preminenti in Europa.

D’altra parte che in Italia mancasse un’opposizione credibile si era reso evidente anche in passato e che il movimento di Grillo fosse un movimento infiltrato e guidato da forze esterne si sarebbe potuto comprendere da più elementi.
1) Un movimento veramente rivoluzionario avrebbe creato delle forti preoccupazioni e di conseguenza sarebbe stato oggetto di una campagna di destabilizzazione fatta di provocazioni e di scandali per squalificarlo agli occhi dell’opinione pubblica. Questo non è avvenuto, guarda caso.
2) Durante i sommovimenti che si sono creati nel 2013 con il movimento dei “forconi “ nato all’inizio in forma spontanea e che avevano manifestato in varie città italiane occupando incroci autostradali e stazioni ferroviarie, in quell’occasione il movimento di Grillo si è tenuto ben appartato, evitando di sommarsi e coordinare le proteste. Per quale motivo? si potrebbe chiedere qualche ingenuo. Non era il momento o non si voleva creare tensione? Difficile pensare che un forte movimento di protesta non volesse cogliere l’occasione. Evidentemente erano arrivati ordini precisi.
3) Il movimento di Grillo ha passivamente accettato tutti i concetti base della propaganda mondialista dall’immigrazione di massa, allo ius soli, ai diritti delle coppie gay, indifferenza di genere, ecc. andando spesso anche oltre nelle richieste di alcuni suoi esponenti,come da una vocazione di “cupio dissolvi”. Una adesione senza riserve all’ideologia dominante.

Poteva essere questo il movimento antisistema.?Assolutamente no, non ne aveva i requisiti, se questo è il quesito.

I movimenti di opposizione seria in Europa si è visto che hanno preso delle posizioni nette contro l’euro, contro l’eurocrazia ed i trattati, contro l’immigrazione incontrollata vista come riserva di manodopera per le grandi multinazionali e fattore di destabilizzazione sociale. Questi movimenti hanno reclamato con forza il ritorno alla Sovranità Nazionale, il rifiuto delle imposizioni della UE, punto centrale nel loro programma. Con queste rivendicazioni sono riusciti a catalizzare buona parte dei consensi dei ceti popolari e della classe media, proprio quelli esposti maggiormente alla destabilizzazione sociale provocata dalla globalizzazione imposta per gli interessi del grande capitale finanziario.
Questo ha rappresentato il punto di forza delle rivendicazioni di una Marine Le Pen in Francia e di un Heinz Christian Strache in Austria o di un Orban in Ungheria. Esattamente quello che non era nel programma di Grillo, Casaleggio ed il 5 stelle.

I cittadini italiani hanno rappresentato un caso unico in Europa, tartassati ed angariati dalle imposte e dai tagli dei governi al servizio dell’oligarchia tecno finanziaria che comanda a Bruxelles e Francoforte, hanno espresso il loro consenso in massa proprio al partito che meglio rappresenta quella oligarchia e quegli interessi, illudendosi di votare per l’innovazione.
L’innovazione certo ci sarà, non esattamente quella che si aspettano ma nelle varie riforme che saranno presentate. Piuttosto molti (anche quelli che si ritenevano garantiti) si dovranno svegliare dall’illusione o dal letargo ed avranno, noi riteniamo, delle amare sorprese.
Per quanto non vi fosse una concreta possibilità di cambiare il corso della Storia, molti avranno tardi il rimpianto di non aver colto l’occasione per almeno inviare un segnale di contestazione e di scontento.
Vale in questo caso il vecchio motto latino “quisque  faber  fortunae  suae”.

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  1. Anacronista 3 anni fa

    I fatti sono questi, sebbene molti grillini, da bravi settari, si arrabbino quando qualcuno tenta di aprire loro gli occhi. Bastava anche domandarsi come mai l’ambasciatore USA avesse lodato e incoraggiato il M5S.
    Ma gli italiani non si fanno domande, ragionano solo per slogan, caratteristica che gli atlantici conoscono e sfruttano da almeno un secolo. Dubito perfino che capiranno di aver sbagliato, anche quando i problemi peggioreranno. L’Italia è ormai un paese incapace di capire e di reagire, che con queste elezioni si è confermata lo zimbello d’Europa. I poteri forti ne staranno ridendo a crepapelle.

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  2. Werner 3 anni fa

    Renzi é nato democristiano, e tale é rimasto ma sotto l’insegna del PD. Come é stato giustamente scritto nell’articolo, ha vinto semplicemente perché in Italia manca un’alternativa seria e credibile, e aggiungo io, grazie al fatto che non essendoci appunto una valida alternativa, a queste europee ben il 45% ha disertato le urne.

    Insomma Renzi prende molti voti quando metà dei cittadini non va a votare – cittadini disgustati dal panorama politico attuale – e questo in realtà lo rende ancor più abusivo e illegittimo al ruolo di capo del governo che egli ricopre. Di propaganda ne ha fatta eccome, penso ad esempio ad un vergognoso spot trasmesso dalla RAI sull’Unione Europea, degno di un regime dittatoriale, il cui slogan finale recitava “per informare, non influenzare”: in realtà il senso era “per abbindolare”.

    Per quel che riguarda i movimenti cosiddetti euroscettici che si sono affermati alle elezioni europee, c’é ne uno che a me personalmente non convince molto: l’UKIP di Farage. Lo vedo molto più simile al M5S di Grillo che al FN della Le Pen: Farage ha più volte dichiarato di essere contro l’immigrazione selvaggia, eppure a queste elezioni ha candidato numerosi afro-caraibici e qualche musulmano, una strana ambiguità.

    Mi vien da credere che l’UKIP non é propriamente nazionalista e identitario come il FN, sta di fatto però che sostiene apertamente l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

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  3. Francesco 3 anni fa

    Mi permetta di non essere completamente d’accordo con Lei. Non capisco in che modo gli Italiani avrebbero potuto lanciare – come dice Lei – un segnale di protesta; vista la totale assenza in Italia di partiti/movimenti anti sistema. Comunque i media di sistema non sono stati certamente teneri con Grillo; alla cui buona fede voglio credere; nonostante il suo scarso coraggio a schierarsi chiaramente contro l’UE e il sistema americano. Saluti.

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