"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

TUTTA LA VERITA’ SUL PETROLIO IN BASILICATA

di Pietro De Sarlo

Ecco tutto, o quasi, quello che ne’ Tabarelli ne’ Formigli hanno detto nella trasmissione di “Piazza Pulita” (la 7) di ieri sera.

La fiscalità sul valore delle estrazioni petrolifere della Val D’Agri è pari al 70% circa (fonte Nomisma … quella di Tabarelli, sigh!). Il 10% va alle istituzioni lucane (regione e comuni) e il resto allo Stato. Sulla base dei dati di produzione del 2014 pubblicati dal MISE questo significa per il solo 2014 circa 1,5 miliardi di euro allo Stato e 150 milioni di euro alla Regione. Chi ci guadagna?
Le royalties pagate dall’ENI alla Regione a tutto il 2014 valgono 1,3 miliardi (fonte Local Report ENI 2014). Queste royalties sono state gestite direttamente dal PD che governa la Regione e i comuni della Val D’Agri ininterrottamente da 20 anni. Cosa ne hanno fatto?


Gli occupati complessivi dell’ENI in Val D’Agri sono 3.530. Di cui 409 diretti ENI e 3.121 nell’indotto. Di questi solo 208 sono lucani e impiegati direttamente dall’ENI mentre nell’indotto lavorano 1695 lucani (Fonte Local Report ENI 2014).

I dati Istat ci dicono che il sistema del distretto di Marsico Vetere ha una percentuale di occupati tra le più basse di Italia. Perché? Insomma lo stretto indispensabile per estrarre. Che altre ricadute occupazionali ci sono?
L’unica rete di rilevazione dell’impatto ambientale delle estrazioni è quella dell’ENI. Come mai in venti anni l’ARPAB Basilicata non è stata in grado di realizzare una propria rete di rilevazione? Chi ne nomina i dirigenti? In ogni caso nel Local Report ENI del 2013 e del 2014 si confronta la qualità dell’aria con quella di città e centri industriali. In quello del 2013 addirittura con quella di centri industriali del nord. Perché mai i lucani dovrebbero accettare una qualità dell’aria simile a quelle dei centri industriali del nord senza averne le stesse opportunità di impiego e sviluppo?

Nel Local Report ENI 2012 si ammette esplicitamente che il contratto di programma non è stato rispettato. I dati di produzione sono rilevati e forniti da ENI senza nessun controllo da parte della Ragione. Nessuno dice niente? Il memorandum firmato se non ricordo male nel 2011 è stato attuato? Anche qui silenzio tombale!
A fronte di questa risibile occupazione si sono perse intere filiere nella agricoltura che sono andate distrutte. E’ praticamente impossibile stabilire un nesso di causalità ma ci sono due forti indizi di questo nesso. Il primo riguarda l’uso delle royalties che nella visione di Bubbico, ex governatore, dovevano essere utilizzate per la conservazione del territorio. Da li sono partite le opere di forestazione con salari che nessuna azienda agricola poteva permettersi, la seconda riguarda proprio l’ambiente: chi comprerebbe e mangerebbe una mela nata in una area industriale inquinata? Tabarelli? Formigli? Come mai l’ENI è uno dei più grossi proprietari terrieri della zona? Che industrie agricole ha?

Tabarelli ha affermato che il petrolio serve anche per far viaggiare gli aerei. Tabarelli sa che la Basilicata è l’unica regione italiana senza uno straccio di aeroporto? Lo sa che a Matera non arriva neanche la ferrovia? Lo sa che la viabilità lucana è la più disastrata?

Le royalties date alla regione, insieme ai fondi strutturali europei sono state impiegate in misura risibile e per finanziare progetti clientelari e senza visione. Sul sito del Ministero della Coesione Sociale l’allora ministro Barca fece mettere i dati dei soldi dei FERS spesi dalle Regioni. In Lucania risulta che furono spesi solo il 25% di tali fondi e numerosi studi dimostrano la frammentazione della spesa e l’assenza di qualsiasi visione di sviluppo dell’area. Come mai nonostante il petrolio e i fondi europei la Basilicata è tornata in obiettivo 1 dopo venti anni di gestione PD?

Renzi dice che la magistratura si deve sbrigare. Nel frattempo si sono già svolti numerosi processi riguardanti la Total e proprio ieri è stata emessa una condanna in primo grado al proposito dal tribunale di Potenza. Come mai il nucleo operativo dei NOE di Basilicata in una Regione a così alto rischio ambientale è così sottodimensionato? Che ci faceva l’onorevole Salvatore Margiotta, a febbraio 2016 assolto in cassazione nel processo Total Gate ma all’epoca di fatti ancora sotto processo e che fa parte della commissione vigilanza RAI, al Centro Oli di Viggiano durante l’ispezione della commissione ambiente del 7 ottobre 2013?

Chi più di tutti si è dato da fare per evidenziare lo scempio ambientale ha subito enormi ritorsioni: Colella, Di Bello, Bolognetti, il sindaco di Pisticci, Santoriello, Basilicata 24 … . Come mai?
Realizzare infrastrutture per connettere il porto di Taranto alla Basilicata e realizzare il potenziamento del Porto di Taranto stesso farebbe della Lucania il centro logistico più importante del Mediterraneo con enormi ricadute occupazionale. Perché tanto zelo su Tempa Rossa mentre su Taranto, nonostante gli impegni firmati dal governo Monti e Barca nel 2012 e nonostante il potenziamento del porto di Taranto messo in programma dal primo mandato di governo regionale di De Filippo a Taranto non si sia ancora mossa una foglia?

Tabarelli ha affermato che il petrolio in Lucania nel territorio di Tramutola sgorga naturalmente da terreno e questa può essere la causa dell’inquinamento del Pertusillo. Coma mai a memoria d’uomo gli affioramenti di Tramutola non hanno mai prodotto inquinamento e ora si? Come mai se a Tramutola il petrolio affiora si fanno pozzi che perforano a cinquemila metri di profondità solo a qualche chilometro di distanza?
Come mai la sabbia di Metaponto è radioattiva? Cosa scarica a mare il Basento dove è collocata Tecnoparco?
Tecnoparco è sotto indagine della procura antimafia. Perché uno dei principali gestori, Michele Somma, è stato di recente nominato presidente di Confindustria Basilicata?

Ben due ex governatori lucani (Bubbico e De Filippo) sono sottosegretari nel governo Renzi. Il governatore attuale Marcello Pittella è renziano di ferro come il più noto fratello Gianni. Speranza, ex segretario regionale PD, fu fatto capogruppo PD alla camera da Bersani che definì il modello PD lucano da prendere ad esempio per tutta la nazione. Tutti geni i PD lucani? A me a sentirli parlare e a giudicare da come hanno ridotto la Lucania non sembra! Qualcuno guardando la trasmissione ha capito che la regione e il suo petrolio è stato da sempre gestito dal PD?

Come vedete si tratta di domande logiche e semplici. Ma nella trasmissione di Formigli nulla è emerso se non una criminale confusione che ha fatto dimenticare persino le ragioni dell’inchiesta: per risparmiare qualche milionata di euro l’ENI, una azienda di Stato con vertici nominati da Renzi ha prodotto guasti enormi al territorio.

Io credo che una informazione gestita così sia una informazione criminale!

Cari Formigli e Tabarelli con rinnovata disistima sogni d’oro.

Fonte: Scenari Economici

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