"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Turchia. Un golpe agli equilibri politici geo atlantisti

04.08.2016

Turchia
In Turchia le scosse di assestamento post-golpe non si arrestano: ora Erdogan ha deciso di sospendere la convenzione europea sui diritti umani. Nell’indifferenza di chi, per molto meno, ha preteso le sanzioni alla Russia.

Sul colpo di Stato emergono retroscena meritevoli di essere messi a fuoco. A partire dal riavvicinamento di Ankara verso Assad e anche verso Mosca. “Il golpe è stato tentato nella notte tra il 15 e il 16 luglio”, inizia da qui la ricostruzione dei fatti del giornalista Gianluca Savoini, “tre giorni prima, il 12, il primo ministro turco aveva annunciato l’intenzione di riallacciare i rapporti con Damasco, visto che in Siria, grazie alla Russia, si sta avvicinando la fine dell’Isis. Dichiarazioni che di certo hanno fatto imbestialire chi vede nel regime di Assad un male assoluto, peggio dell’Isis stesso. A partire dagli americani, per esempio”.

“Il 14 luglio”, prosegue il giornalista, “due esponenti del Cremlino si trovavano ad Ankara; uno di loro ha anche rilasciato, in conferenza stampa, dichiarazioni sulla necessità di riallacciare i rapporto Russia-Turchia. 24 ore più tardi, guarda caso, arriva il colpo di stato”. Ma in quelle ore incandescenti le cose non sono andate esattamente come riportato da molti media italiani ed europei.

“È interessante sapere”, ci racconta Savoini, “che in realtà il leader turco stava per riparare in Qatar, non in Germania. Inoltre, secondo fonti dell’intelligence irachena, riportate dal giornale libanese Al Arab Post, Erdogan ha ricevuto una telefonata dal governo dell’Iran, che gli consigliava di restare in Turchia, garantendogli che i musulmani sciiti, filo iraniani, sarebbero scesi in piazza per sostenerlo contro i golpisti militari. Militari non solo amici del filo-americano Gulen, ma anche appoggiati evidentemente da forze atlantiste”. Un quadro dei fatti che proietta nel futuro uno scenario internazionale ben diverso da quello attuale.

“Non essendo riusciti a ripetere con Erdogan l’operazione Gheddafi”, conclude Savoini, “si aprono sviluppi potenzialmente sconvolgenti. Ci sono già alcuni falchi sostenitori di Erdogan, per esempio, che chiedono di uscire dalla NATO.

Una situazione del genere darebbe un colpo definitivo agli equilibri geopolitici per come li abbiamo conosciuti in questi ultimi 15 anni, dopo l’11 settembre. Si apre un’altra storia, lontana dall’ordine unipolare voluto finora dagli Stati Uniti”.

Fonte: Katehon

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  1. Walter 8 mesi fa

    Una mia cara amica é tornata da poco dalla Turchia e mi ha raccontato cosa é successo. Da quanto mi ha detto, quelli che hanno tentato il golpe non sono i sostenitori della laicità. Al contrario, sono legati al principale partito di opposizione, anche questo religioso e, se possibile, ancora più estremista e radicale di quello al governo. I laici sono una minoranza e sostengono il partito di Erdogan, da essi considerato il male minore. Da quanto mi ha raccontato la mia amica e collega, il colpo di stato era in preparazione e i golpisti non erano ancora pronti ma, dal momento che sono stati scoperti, hanno accelerato i tempi e hanno tentato comunque di farlo, con i risultati (fallimentari) che abbiamo visto. In questo scenario, a mio avviso Gulen non c’entra niente. Se quello che mi ha raccontato la mia amica é vero, più che agli USA/CIA i turchi dovrebbero guardare con sospetto verso l’Arabia saudita.

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    1. Walter 8 mesi fa

      Mah… preferirei una conferma, una smentita o una critica a quanto da me riportato, piuttosto che “Mi piace” o “Non mi piace”. Il mio non é un giudizio di parte, sto solo cercando di capire cosa é successo e cosa sta succedendo davvero in Turchia, cosa che non mi sembra affatto chiara e scontata.

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    2. Paolo 8 mesi fa

      E’ il solito discorso. Ma chi è che manovra l’Arabia? Hanno incolpato gli arabi anche di aver buttato le due torri di New York…insomma, impariamo dal passato recente chi è il principio di tutto.

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      1. Walter 8 mesi fa

        Quello che scrivi é vero in parte, diciamo pure in larga parte, ma non possiamo assumere che gli interessi di USA e Arabia saudita siano sempre coincidenti. Un esempio di ciò é l’accordo sul nucleare con l’Iran voluto da Obama e osteggiato dai sauditi.
        Intanto Obama continua a dire idiozie: “non so se possiamo fidarci di Putin riguardo la Siria”. Se avesse detto “non mi fido di Putin”, per lo meno avrebbe espresso una posizione, giusta o sbagliata che sia. Dire “non so se…” conferma il suo dilettantismo politico, la mancanza di una posizione chiara e la propensione a cambiare parere e linea tattica (per uno come Obama, non si può parlare di strategia ma solo di tatticismi) a seconda di come evolvono le cose. E ancora, parlando di Putin, Obama sostiene che “E’ ora che dimostri serietà nel porre fine alla guerra civile (in Siria)”; dopo 5 anni che gli USA fanno finta di combattere la loro creatura (Isis), rifornendola invece di armi e mezzi, mettere in dubbio la serietà (già ampiamente dimostrata) di Putin non fa altro che mettere in maggiore evidenza la differenza tra la coerenza russa e l’ipocrisia americana.

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  2. ComeIn 8 mesi fa

    Come mai però sembra eserci la mano di Israele che ha voluto il fallito golpe?? L’ho letto da molte parti (anche in un vostro articolo), e sembra proprio che il piano è saltato per volontà dei sionisti? Se la Turchia si riavvicina a Russia e Siria non è l gli interessi di Israele?

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