"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Turchia e Bulgaria: membri della NATO su lati opposti delle barricate in Siria

di  Pyotr ISKENDEROV

Gli anni del conflitto armato sviluppatosi in Siria ed i recenti successi ottenuti dalle forze governative siriane hanno esacerbato i conflitti all’interno delle nazioni che fanno parte dell’Alleanza Atlantica per causa delle diverse interpretazioni da parte dei membri di questa alleanza militare e dei loro  obiettivi e scopi perseguiti in Siria.
In ogni occasione emergono sempre più prove che gli Stati Uniti ed un certo numero di altri paesi mambri della NATO, che operano in Siria, hanno fornito appoggio ai gruppi terroristi dello Stato Islamico (ISIS) e Jabhat al-Nusra.

Durante la liberazione di Aleppo, enormi arsenali di armi e munizioni prodotti in Bulgaria, un paese membro della NATO, sono stati scoperti dalle forze governative di Damasco. Si includono in queste scoperte circa 4.000 proiettili per il sistema lanciamissili multiple Grad, munizioni per cannoni antiaerei e testate per missili.

Sono stati scoperti anche per lo meno otto magazzini abbandonati dai terroristi che contengono due milioni di cartucce per mitragliatrici pesanti. Le munizioni lasciate dai miliziani riportano la sigla bore- VMZ – che è la ditta bulgara che fabbrica queste armi (Vazovski Mashinostroitelni Zavodi).
Un fatto questo che implica la vendita illegale di armi, utilizzando antiche licenze trasferite alla Bulgaria dalla vecchia Unione Sovietica, e che dimostra chiaramente le abitudini che prevalgono attualmente nel fianco orientale della NATO.

Quando si riesce a mettere le mani su queste armi si scoprono queste realtà, tuttavia risulta che adesso sono gli stessi gruppi terroristi che stanno realizzando operazioni militari contro alcune forze della NATO, fra gli altri anche contro l’Esercito regolare della Turchia.

Questo spiega quale sia il motivo per cui si sono intensificate le tensioni fra Ankara e Washington con le reciproche accuse.
Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha dichiarato di aver le prove del fatto che la coalizione diretta dagli USA sta appoggiando i terroristi in Siria, incluso lo Stato Islamico. “Disponiamo di prove di questo, incluso fotografie e video”, ha annunciato Erdogan in una conferenza stampa ad Ankara.

I miliziani dell’ISIS hanno di recente reso pubblica una registrazione video in cui si vedono due soldati turchi catturati in Siria che vengono bruciati vivi. Per quanto la Turchia del Vice Primo Ministro Numan Kurtulmuş abbia dichiarato che Ankara ancora non può confermare l’autenticità del video, questo ha molto impressionato l’opinione pubblica turca, i media turchi hanno iniziato a mettere in questione gli obiettivi che deve perseguire la Turchia ad immischiarsi nel conflitto in Siria, l’importanza di un dialogo tra Ankara, Mosca e Teheran e la misura di quanto l’Occidente sia responsabile di quello che sta accadendo in Siria ed in particolare la diretta responsabilità della NATO.

Il fatto che la Turchia sia stata capace di ottenere questo coordinamento con la Russia ha determinato un insieme di perplessità e di risentimento da parte dei suoi alleati della NATO, principalmente gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Questi sono preoccupati che tali avvenimenti producano un allontanamento della Turchia dall’Europa e dalle strutture euroatlantiche.

Gli USA temono che le organizzazioni come l’Organizzazione della Cooperazione di Shangai e quella euroasiatica dell’Unione Economica si trasformino in un obiettivo di aggregazione per la Turchia”, lo scrive il giornale Hürriyet. Lo stesso giornale segue ad enunciare che “In relazione alla questione della Siria, la Turchia ha colto una comunione di interessi con un gruppo di altri paesi che non possono convergere con l’Occidente, e nell’esaminare le ragioni di questa situazione, l’Occidente dovrebbe analizzare di avere esso stesso la responsabilità di questa situazione”.

Così che risulta che un paese membro della NATO, la Bulgaria, si trova ad armare i miliziani ed i terroristi con armi moderne, armi che questi stessi miliziani e terroristi stanno utilizzando per uccidere i soldati di una altro paese membro della NATO: la Turchia.

Circa 60 soldati turchi sono morti nell’operazione lanciata da Ankara in Siria in Agosto del 2016. Secondo fonti turche, almeno 16 militari turchi sono stati assassinati in un solo giorno, nei dintorni della città di Al-Bab controllata dai terroristi, il 22 di Dicembre, dove sono intevenute poi le forze aeree russe a copertura dell’Esercito turco.

Risulta poco probabile che i comandanti miltari della NATO non siano coscienti dell’ambiguità della situazione attuale, una situazione in cui gli USA e la Bulgaria, da un lato, e la Turchia dall’altro, stanno combattendo dalla parte opposta delle barricate. Tuttavia è chiaro che Washington e Bruxelles sono semplicemente incapaci di rivedere le loro priorità. Questo perchè l’Occidente persegue un obiettivo principale in Siria- opporsi alla Russia. Per causa della sua partecipazione ai combattimenti in Siria, la Turchia sta sperimentando per prima tutta la tragedia della sua posizione.

Washington ed i suoi alleati continuano a parlare nel contesto di un paradigma geopolitico che li oppone alla Federazione Russa ed all’alleanza Russia-Iran-Siria a cui la Turchia si è aggregata. In questa situazione il portavoce del Dipartimento di Stato, Mark Toner, non ha potuto pensar in niente di meglio che qualificare le accuse del presidente turco come “ridicole”, per quanto i fatti e le prove sul campo idichino il contrario.
In particolare il fatto che ai terroristi sia stata resa possibile la riconquista di Palmira soltanto perchè vi era stata la sospensione delle operazioni aeree dirette dagli Stati Uniti in altri fronti. (I gruppi terroristi sono affluiti dalla zona di Mosul-Iraq-, attraversando il deserto verso Palmira, ben visibili alla sorveglianza aerea della coalizione USA che è rimasta passiva. Sarà un caso?).

La lotta contro il terrorismo non può tollerare il doppio standard o doppio gioco e sembra che la Turchia abbia iniziato a comprenderlo.
Non c’è dubbio che lo sviluppo ulteriore del processo di pace in Siria nel formato della cooperazione emergente della Turchia con Mosca, Teheran e Damasco, potrebbe provocare una risposta degli USA, dell’Arabia Saudita e del Qatar.

Pertanto è necessario guardare verso fuori per capire quali sono i tentativi di destabilizzare la situazione in Siria e in Turchia per verificare quanto accadrà nella riunione programamta ad Astana (Kazajstán) pe l’inizio del 2017 fra i tre responsabili della Federazione Russa, della Turchia e dell’Iran.
I principi della solidarietà euroatlantica si trovano in grave contraddizione con gli interessi della Turchia. Molto dipenderà dalla posizione dei dirigenti turchi.

Fonte: Strategic Culture

Traduzione: Luciano Lago

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  1. Paolo 10 mesi fa

    La russia dopo la crimea vuole il bosforo è da sempre che spinge per arrivare al mediterraneo, le mosse magistrali di putin molto hanno portato al suo carniere, la turchia paga e pagherà un prezzo la cui entità è difficile stabilire.

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