"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Trump si rimangia tutto, ostaggio dell’élite

di  Eugenio Orrso

Un paese occupato da poteri esterni global-finanziari come l’Italia, ormai inerte sulla scena internazionale, per poter aver una prospettiva di liberazione e di riconquista della sovranità deve solo sperare in importanti accadimenti geopolitici esterni, che favoriscano la sua liberazione.

L’approccio isolazionista che ha avuto Donald Trump nella lunga campagna elettorale per le presidenziali Usa, lo scorso anno, ha lasciato ben sperare gli europei degni di questo nome. “America first” è stato il suo motto, dal significato fin troppo esplicito.

Non solo l’avversione nei confronti del Nafta, del TTIP e del TPP, in termini di trattati globalisti per il commercio, ma anche e soprattutto il riconoscimento della necessità di superamento della NATO, giudicata obsoleta e troppo costosa, nonché l’espressa volontà di migliorare le relazioni con la Russia, prima di giungere a un passo dalla guerra. Questi due aspetti, ben presenti nella kermesse elettorale di Donald Trump, erano sicuramente quelli cruciali per i veri europei, impazienti di liberarsi delle catene della globalizzazione, del neoliberismo, della Ue e dell’euro.

Per questo i media del vecchio continente, obbedienti come sempre alla Voce del Padrone elitista, gridavano “al lupo, al lupo” davanti a Trump, e i disgustosi burocrati unionisti europei, assieme ai governanti degli stati asserviti, si preoccupavano per la sorte dell’alleanza (in primo luogo militare) fra le due sponde dell’Atlantico, senza la quale costoro schiatterebbero tutti in breve tempo.

La NATO è il punto focale della sottomissione del vecchio continente – fatta eccezione, naturalmente, per la Santa Russia – al potere globalista, neoliberista e guerrafondaio. Tolta di mezzo quella che io definisco la più grande organizzazione criminale armata al mondo, a disposizione delle Aristocrazie del denaro e della finanza, i sistemi di sfruttamento dei popoli europei, chiamati Ue e euro, non potrebbero resistere a lungo e, alla fine, sarebbero destinati al collasso.

All’inizio è parso che l’amministrazione Trump lasciasse campo libero ai russi in Siria, mantenendo però un po’ di presa sull’Iraq. Dopo il recente attacco missilistico americano alla Siria, però, non solo si sono dissolte tutte le speranze dei patrioti e sovranisti in Europa, ma Trump è parso applicare al mondo quello che sarebbe stato il “programma” della psicotica guerrafondaia Hillary Clinton, pupilla delle élite nordamericane e … saudite. Andando ben oltre Obama, The Donald, con un voltafaccia degno dei peggiori mentitori e imbroglioni, ci è apparso come l’ennesimo pericolo per il mondo intero, intenzionato a cercare l’innesco di un conflitto inestinguibile, in Siria come in Corea del Nord.

Ciò che conta è che il rischio di guerra con la Russia permane immutato, grazie a un Trump ostaggio delle onnipotenti élite finanziarie, e la liberazione dell’Europa (e dell’Italia) diventa soltanto un debole miraggio. Sul fronte siriano, Assad è un animale e Putin sostiene il diavolo, come ha affermato lo stesso Trump, mentre Putin denuncia pubblicamente che vi saranno altri “attacchi chimici”, organizzati dalle bande jihadiste per provocare bombardamenti Usa a sud di Damasco. Sul fronte nordcoreano, la minaccia di guerra (con esiti nucleari?) contro Kim Jong-un è evidente nella presenza della portaerei nucleare Carl Vinson e nelle bellicose dichiarazioni del presidente USA. C’è da aspettarsi sorprese anche sul fronte del Donbass ucraino, dove i mercenari euronazisti di Kiev scalpitano, in attesa di riprendere il conflitto.

Quello che è certo è che Trump è ostaggio delle stesse élite che hanno manovrato la presidenza Obama. Forse c’è qualcosa di decisivo che non sappiamo. Ad esempio, che a Trump i veri governanti degli Usa abbiano dato l’alternativa fra un prossimo impeachment, se costui avesse velleitariamente insistito nel voler realizzare integralmente il suo programma politico (su NATO, Russia e lotta al terrorismo, passi per l’avversione al Tpp global-mercatista …), e la permanenza alla presidenza in cambio della continuazione della geopolitica della prepotenza, della destabilizzazione e del caos, tanto cara ai criminali globalisti e ai fanatici neocon. Trump ha scelto mostrando il suo vero spessore, che non è quello di uno statista, ma di un burattino, come lo sarebbe stata la Clinton. Improvvisamente la NATO non è più obsoleta, per sua stessa ammissione fuor di ogni logica e coerenza, ma sarà ancora uno strumento di morte e di oppressione, castrando ogni speranza di liberazione in Europa.

Ciò comporta, per noi patrioti e sovranisti in Europa, delle conseguenze negative evidenti:

L’unica speranza che ci resta è la resistenza della Federazione Russa e della sua piccola coalizione di stati liberi, fin tanto che riuscirà a tenere.
La NATO continuerà ad opprimerci e a rappresentare, con gli Usa, il primo rischio di guerra, nella quale saremo automaticamente coinvolti.
La persistenza della NATO e il peggioramento delle relazioni con la Russia, complice la folle russofobia indotta dai media in occidente., contribuiranno a mantenere in vita più a lungo la costruzione elistista dell’unione europide e dell’eurolager.
I collaborazionisti del Pentagono e della troika, al governo nei paesi europei, non correranno rischi nel breve e continueranno a godere del sostegno e della protezione dei loro padroni sopranazionali, il che vorrà dire la continuazione della macelleria sociale e il progredire dell’impoverimento di massa, nonché i devastanti effetti della politica “dell’accoglienza” indiscriminata dei migranti.

Con il senno di poi possiamo affermare che anche se fosse diventata presidente la temutissima Clinton, al posto del deludente Donald Trump, per noi non sarebbe cambiato granché, perché saremmo sempre nella merda come lo siamo ora.

Fonte: Pauper Class

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  1. Mardunolbo 7 mesi fa

    Proprio così come descritto nell’articolo ! Nulla da eccepire ! C’è l’ultima speranza che Russia e Cina abilitino al più presto il nuovo sistema economico antagonista del dollaro, in modo da far crollare questo al più presto, senza che gli Usa facciano in tempo, con una guerra, a ristabilire la loro economia sfasciata..
    che la Pasqua di Resurrezione mostri al mondo quel che ormai non si sperava più, dato che anche in Vaticano, dove i popoli cattolici speravano fino a 50 anni fa, la falsificazione della dottrina (vvero la menzogna anche lì) è diventata la regola !

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  2. Giorgio 7 mesi fa

    Chi può sottoporre Trump ad un TSO? Si comporta peggio di Lapo Elkan.

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  3. Salvatore Penzone 7 mesi fa

    Non credo che Trump sia vittima di un ricatto, se così fosse potrebbe dimettersi a fronte del fatto di dover dar seguito a una politica opposta a quella del suo programma elettorale: interventismo in Siria, rafforzamento della NATO, minaccia a Cina e Russia e guerra non dichiarata alla Corea del Nord. Gli USA sono lo strumento principale di dominio nelle mani dell’élite mondialista, la cui società, lo stato e la politica, dall’omicidio dei Kennedy, sono del tutto nelle loro mani. Credere che ci siano dei fronti contrapposti o che ci sia la possibilità per un outsider di ricoprire posti di tale responsabilità significa fare il loro gioco. Un gioco ben organizzato iniziato con l’offerta alla CINA da parte del Regno Unito di fare della City un hub per la finanza cinese, il ché unito alla Brexit, ha fatto sì che ricevessimo l’impressione che il potere finanziario internazionale avesse subito una divisione al suo interno. Impressione rafforzata dai proclami di Trump di volere abbandonare i trattati di libero scambio, puntando alla ricostruzione del tessuto industriale attraverso l’attuazione di una politica protezionista che insieme all’annuncio di non dare più sostegno alla NATO portava a rafforzare l’idea che una parte di quei poteri, difronte ai nuovi equilibri internazionali per l’alleanza sino-russa, avessero optato per dare un freno ai processi della globalizzazione. Non era così e analisti come William Engdahl e Pepe Escobar fin dall’inizio ci avevano messo in guardia. L’elezione del falso outsider serviva a dividere il fronte sovranista che si oppone alla mondializzazione.

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  4. Paolo 7 mesi fa

    Questo è quello che dicono tutti…Trump ostaggio del sistema. Vi sieta mai chiesti se invece era concordato tutto dall’inizio e le parole di Trump di allora erano già delle frottole, solo per dar l’impressione di essere contro il sistema? Io come tutti ci sono cascato, sperando che una parte del potere americano volesse cambiare rotta, ma poi ho capito che è stata tutta una messinscena fin dall’inizio e che la Clinton fosse stata già scaricata e quindi solo usata per questa sceneggiata hollywoodiana. Morale della favola…Trump non è cambiato…ci siamo cascati tutti noi e ci hanno preso per i fondelli. Berlusconi ha insegnato…infanghiamo oltre misura un candidato cosicché la gente voterà proprio lui. Quando Berlusconi non si poteva far fuori con tutte le loro strategie, allora entrava la magistratura corrotta.

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    1. Giorgio 7 mesi fa

      Non tutti molti si ci sono caduti.
      Era sufficiente leggere i miei commenti dell’epoca per concludere che Trump è un pallone gonfiato.

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  5. SEPP 7 mesi fa

    Arrendiamoci, hanno fatto un buon lavoro con la propaganda, non esiste piu’ una opposizione da almeno 2000 anni.

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