"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Trump si dimostra il nuovo “fantoccio” di Israele e dei gruppi di potere neocons di Washington

di  Luciano Lago

“Nessun bambino dovrebbe soffrire” come hanno sofferto quelli siriani: lo ha affermato  Trump nel suo discorso alla TV. Ed ha aggiunto: “il bombardamento americano in Siria e’ nel “vitale interesse della sicurezza” degli Stati Uniti. La Siria ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu”, ha sottolineato Trump. Ed ha chiesto al mondo di unirsi agli Usa “per mettere fine al flagello del terrorismo”.

Mentre gli USA stanno uccidendo centinaia di bambini fra cui decine di questi a Mosul (bombardata una scuola a Mosul pochi giorni fa con 200 persone dentro), mentre l’aviazione USA bombarda in Siria ed in decine di altri luoghi maciullando centinaia di civili, nello stesso momento in cui le bombe a grappolo dell’aviazione USA e GB stanno devastando lo Yemen dove hanno prodotto oltre 15.000 morti fra cui almeno 2600 bambini, Trump si sofferma a parlare di “sofferenze di bambini siriani “e proferisce menzogne su Al-Assad e sull’Esercito siriano, accusando questi di crimini di guerra di cui Washington è il massimo responsabile. Lo spettacolo di questo presidente buffonesco e della sua ipocrisia è quanto meno vomitevole.
Trump segue servilmente i “consigli” interessati del suo socio sionista, Benjamin  Netanyahu, e si fa scudo delle stesse menzogne e degli stessi pretesti utilizzati prima da George W. Bush e poi dal suo predecessore Barack Obama.

La sagra delle “armi di distruzioni di massa” e dei “malvagi dittatori” (da Milosevic a Gheddafi e poi ad Assad) sembra essere un copione di una rappresentazione teatrale fotocopiato e fatto proprio da i vari presidenti che si alternano alla Casa Bianca. Un copione consegnato all’apparato dei mega media perchè diffondano in tutto il mondo la solita mascheratura di menzogne e propaganda che accompagnano tutte le guerre americane.

Si dimostra ancora una volta come tutti coloro che in buona fede hanno parteggiato e votato per Trump, sperando che lui rappresentasse un salutare cambiamento, come lui stesso annunciava, rispetto alla mania dell’America di fare guerre in giro per il mondo per soddisfare la voglia di profitti del complesso militar industriale, trascurando i  problemi interni degli USA, hanno preso un “gigantesco granchio”. Sembra evidente che questi  ingenui elettori  sono stati ingannati da una cospirazione interna negli ambienti di potere di Washington per collocare un fantoccio di Israele alla Casa Bianca e far avanzare il programma di egemonia dell’elite di potere sionista e neocon in tutto il mondo.
Il Trump pagliaccesco che “piange lacrime sui bambini siriani” è quello che, dal suo lussuoso resort sui campi di golf della Florida, ha ordinato l’attacco miltare sulla Siria ed ha poi avuto l’impudenza di affermare che questo era necessario per “proteggere la sicurezza degli Stati Uniti e i bambini della Siria”. Evidente che Trump è invidioso del premio Nobel concesso ad Obama e vuole concorrere per ottenerne uno anche lui, prima che sia possibile. Vedrete che la giuria di Stoccolma non mancherà di concederglielo.

Il presidente Assad fra i suoi soldati

Trump ha dichiarato che la base aerea di Ash Sha’irat, a nord di Damasco, contro cui sono stati lanciati 60 missili Tomahawk, era stata prescelta come obiettivo in quanto risulta essere quella da cui gli aerei siriani erano decollati per lanciare l’attacco chimico, mascherando la colossale menzogna che fosse stata l’aviazione siriana ad effettuare un bombardamento chimico, quando è ormai accerato che le armi chimiche erano nel magazziono/fabbrica in possesso dei gruppi terroristi di Al Nusra appoggiati dall’Occidente e dall’Arabia Saudita.

Il Trump che parla di una azione “per mettere fine al flagello del terrorismo” finge di ignorare che le uniche forze che combattono sul campo i gruppi terroristi sono quelle che Washington ha fatto bombardare, adesso e nel Settembre del 2016, quando l’Aviazione USA bombardò le posizioni dell’Esercito siriano (con oltre 60 morti), adducendo poi il fatto ad un “errore” dei piloti e favorendo, allora come adesso, l’avanzata dell’ISIS sulla zona.

Il favoreggiamento dei gruppi terroristi jihadisti da parte degli USA è ormai cosa nota e comprovata, registrata persino nelle dichiarazioni registrate dell’ex segretario di Stato John Kerry, nessuno crede più da tempo alla favola degli USA che intervengono in Siria, in Iraq o in Libia, per” lottare contro il terrorismo”.

Un nuova enorme “False Flag” per avere il pretesto di lanciare gli USA in un’altra delle tante guerre che potrebbe facilmente diventare la Terza Guerra Mondiale.

Ancora una volta di rende evidente al mondo l’ipocrisia e l’indole criminale della dirigenza di Washington che, a qualsiasi costo, porta avanti i suoi programmi di egemonia sacrificando le sue vittime e seminando il caos e la distruzione, con il plauso dei suoi stati vassalli fra cui si distingue, come sempre, l’Italia dell’attuale Governo Gentiloni.

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  1. andrea z. 3 settimane fa

    Anche Obama, a suo tempo, aveva incantato tutti con la promessa di mettere fine alle guerre di Bush ed aveva poi finito il mandato tra esplosioni e fiumi di sangue. La presidenza Trump rappresenta la caduta di ogni illusione sulla democrazia americana, la definitiva presa di coscienza che tutto viene deciso dal solito pugno di famiglie di miliardari, sempre più avide di denaro e assetate di potere.

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  2. Christian 3 settimane fa

    TRUMP PAGLIACCIOOOOO!!!! BUFFONE CRIMINALE!!!!!!!!

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  3. Idea3online 3 settimane fa

    Una Russia caduta nel 1989(Muro di Berlino fine Patto di Varsavia), ed rialzatasi nel 2014, non potrà ricadere. Ma ha accumulato tanta di quella esperienza che appena inizierà a bastonare verranno percepite dall’Occidente molto più dolorose a livello emotivo, in quanto da secoli esprimono invincibilità. Un conto è che le prenda uno abituato a riceverli(Russia), un conto è ricevere anche uno schiaffo in pubblico da chi abituato a comandare e sottomettere tutti. Alla Russia basta anche uno schiaffetto per essere Potente, agli USA essendo Impero Secolare serve dimostrare grande forza. Perciò la Russia ha a suo vantaggio il non dovere rispondere con la forza per fare capire che resiste. La sola Resistenza della Russia fa tremare l’Elite. Essere abituati a comandare per secoli, appena non vinci, anche il sapere che il tuo avversario non vuole inchinarsi, ed alla fine una buona parte verranno spediti chi in neurologia chi dal psicologo con l’obbligo di ascoltare musica classica, ed altri in psichiatria per poter gestire la perdita del Trono Globale.

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  4. Renè 3 settimane fa

    A Gentiloni gli penzolano dalla bocca i tarzanelli di Trump, ma la cosa ripugnante, non è tanto questo conte-parassita coprofago, ma quel venti venticinque percento di pecore che hanno votato PD e lo rivoterebbero.

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  5. Giorgio 3 settimane fa

    Trump: palla e merd!!!

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  6. Nicholas 3 settimane fa

    Quanto dobbiamo ancora assistere a queste azioni violente da parte dell’Occidente???
    Quando crollerà sto benedetto impero del male???

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  7. Idea3online 3 settimane fa

    E se tra poche ore la fregata russa Admiral Grigorovich applicherà la Reazione……uguale ma contraria…..da Putin tutto è possible, come del resto da Trump….

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  8. Salvatore Penzone 3 settimane fa

    La strategia di Trump fin dall’inizio puntava a dividere il fronte che sostiene il multipolarismo portando la Russia nel campo occidentale e spingerla ad abbandonare la Siria, l’Iran e poi la Cina, per gli USA l’obiettivo principale. Putin, però, ha deciso di non abbandonare gli alleati e difronte alle richieste di Israele ha continuato a sostenere l’Iran e la Siria di Bashar al-Assad, il ché ha spinto l’amministrazione statunitense ad accelerare il piano di attacco alla Siria, e lo ha fatto proprio mentre ospitava, mostrando grande amicizia, Xi Jinping, in una forma di spudorata minaccia data la presenza nel mare cinese di una flotta sul piede di guerra. Con Putin ha fatto la stessa cosa, da un lato fingeva amicizia ventilando possibili accordi, dall’altro minacciava pesantemente la Russia concentrando truppe ai suoi confini. In sostanza Trump dice a Xi Jinping quello che ha già detto a Putin: vedi io sono con te, abbandona questi tuoi alleati che non hanno speranza perché la “grande America” ha deciso che non ne permetterà l’esistenza, e vieni da noi che volentieri ti accogliamo nella grande tenda degli alleati dell’America, altrimenti, io non potrò fermare quei cattivi del Pentagono che ammassano truppe ai tuoi confini. Il fatto però di puntare a questa strategia rivela una intrinseca debolezza degli USA difronte all’asse Russia-Cina-Iran soprattutto sul piano militare, infatti se così non fosse avrebbero dato campo libero alla Clinton. Con questa mossa, però, hanno deciso di venire allo scoperto giocandosi anche la carta dell’intervento di terra sotto la copertura della guerra ai takfiri dell’Isis. Ma sembrerebbe una mossa per forzare la mano alla comunità internazionale, visto anche il richiamo alle altre nazioni di sostenere il loro intervento, un richiamo però che avvalora l’ipotesi che possano non essere del tutto supportati in questa avventura. Putin dovrà trovare il modo di disinnescare la carica guerrafondaia degli Stati Uniti d’America tenendo a mente le considerazioni di Andrej Fursov, storico e politologo: “Penso che l’evento o fenomeno capace di formare un ordine mondiale multipolare non potrà essere un’altra guerra, ma piuttosto impedire la terza guerra mondiale. Se riusciremo a superare il punto critico, permettendo che la situazione si normalizzi, tutti i Paesi troveranno un po’ di prosperità e avranno tutti i benefici derivanti dalla globalizzazione”.

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    1. Mardunolbo 3 settimane fa

      Bello il commento di Salvatore Penzone con quella citazione finale molto saggia ! Mi permetto di aggiungere un commento interessante trovato sul sito di Maurizio Blondet:
      “Aquila della notte

      Caro Direttore, chi scrive è sicuramente parziale in quanto legato da affetti familiari russi.

      Le posso dire che in questo frangente storico, dove i miasmi ammorbanti si fanno sempre piu’ densi il popolo russo è pronto a tutto.

      I russi sanno di essere odiati, non comprendono il perché di quest’ Europa lontana, subdola, vile e subordinata.

      Sia chiaro i russi non sono anime esangui immuni da colpe, il loro passato gronda di tragedie, subite e causate.

      In questo tourbillon storica, carnefici e vittime talvolta si sono scambiati e confusi i ruoli.

      Va ricordato che un regime cruento come quello bolscevico ha partorito un certo Iosif Vissarionovič Džugašvili, il “piccolo padre”, che a dispetto di tutto e tutti ancora oggi è ricordato dal popolo come un nume tutelare della santa madre russa.

      Certo queste cose paiono strane o inconcepibili per i non russi, neppure vengono menzionate dal mainstream , ma piaccia o non piaccia è così.

      In Russia tutti i bolscevichi sono stati rigettati ed additati al pubblico ludibrio, ma il “piccolo padre” resiste. Con Aleksandr Jaroslavič Nevskij, Pietro il Grande e lo Zar Nicola II rimane e resta un’icona per la gente semplice, ortodossa e credente in Dio.

      Perché per i russi la seconda guerra mondiale non è stata soltanto un’immensa carneficina mondiale, è stata soprattutto una guerra patriottica. Se chiedi a un russo cosa significhi per lui il secondo conflitto mondiale, una tragedia che ha causato 23.000.000 di vittime in Unione Sovietica, ebbene ci risponderà che è stata una guerra nazionale di un popolo per salvare la propria anima, la propria identità, per non diventare degli schiavi, dei mezzi uomini. Vi diranno sempre, quale altra scelta avevamo se non combattere, morire e vincere? Perdere l’identità di popolo e nazione.

      Nemmeno il comunismo sovietico è riuscito a distruggere l’anima russa, l’amore per la terra, il legame con l’identità storica e spirituale.

      Stiamone certi, anche oggi i russi sono pronti all’ennesimo Enágis se sacrificio dovrà esserci, per difendere la propria storia, il suolo russo,le tradizioni, lo spirito di un popolo, che si è coagulato intorno alla chiesa ortodossa. Sappiano gli europei che se verrà decapitato politicamente Putin, l’alternativa non sarà un nuovo Eltsin o un Navalny della situazione. Alla bisogna saranno pronti i generali, i falchi che anche la Federazione Russa possiede. E pavento in tal caso l’irreparabile, l’indicibile, Dio non voglia e ci protegga, perché questo sarà il tempo della fine, dove alle provocazioni seguiranno i fatti. I russi ne sono consapevoli. Anche per questi motivi si tengono stretti il loro presidente. I russi non vogliono la guerra, vivono come gli europei, amano la cultura italiana, l’arte, la bellezza delle nostre città, apprezzano quanto eretto dalla storia romana per dare fondamenta di civiltà, salvo per quanto riguarda la modernità, intesa quale eccesso di laicismo, di snaturamento dell’anima religiosa-patriottica, sono europei con una dignità e una consapevolezza che in questo mondo tutti hanno degli interessi da tutelare, da salvaguardare,a patto di non contrabbandarli per democrazia, tutto nel rispetto delle regole transcontinentali, nella difesa territoriale e dello spazio vitale, con patti e accordi sanciti dai vincitori della seconda guerra mondiale. Questo piaccia o non piaccia. Perché questo fu Yalta. E i russi si sedettero a quel tavolo con 23 milioni di morti.

      E’ probabile che finchè il presidente Putin resterà in carica, si adopererà per scongiurare un conflitto atomico. Il dispiegamento di forze e muscoli in atto è la preparazione di una nuova Yalta, e a siglare un nuovo accordo non potranno che essere i militari, in considerazione della forza presentata e ostentata con il voltafaccia di Trump. Ma i militari al di là della faccia torva e dell’ ostentazione di testosterone bellico conoscono alla perfezione che in questo momento storico un conflitto militare atomico allargato non produrrà vincitori e vinti. La teoria di Von Clausewitz oggi non puo’ più essere attuale, troppe le forze distruttive in azione per continuare con una guerra la prosecuzione della politica.

      I militari hanno appoggiato Trump nella sua elezione ed oggi chiedono il conto.

      Con Obama hanno perso la faccia, si sono sentiti umiliati, battuti su tutti i terreni e in troppe occasioni. Per i rappresentanti dell’esercito più “forte” del mondo era inaccettabile.

      Ecco dunque lo scenario di riposizionamento sul campo. L’Asia, il Mediterraneo, il risiko mondiale. Cosa faranno i russi con questo voltafaccia trumpiano non è dato sapersi.

      Il gioco credo sarà lungo e duro. E’ probabile pavento che ciascuno dei contendenti dovrà sacrificare qualche partner, o almeno una parte delle aspettative sul campo. Speriamo di no, ma fossi in Assad incomincerei a guardarmi in giro.
      La Russia sinora non ha tradito gli alleati. E’ intervenuta per tutelare in primis i propri interessi militari e geostrategici, vedi Sebastopoli e Tartus per esemplificare.

      Si vis pacem para bellum. “

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      1. Giorgio 3 settimane fa

        I concetti proposti da Salvatore Penzone e da Mardunolbo solleticano la mia curiosità, mi piacerà vedere cosa metterà in campo Putin per limare le unghie agli yankee senza ricorrere all’uso delle armi.
        Ameri-cani che fin dalla costituzione della loro nazione hanno sempre usato l’uso della forza a partire contro la loro madre patria e cioè l’UJ. E da questo momento hanno sempre imposto la loro volontà al resto del mondo grazie alla democrazia delle armi.
        Adesso, a detta dei nostri due amici, non sarà più così, staremo a vedere cosa uscirà dal cappello di Vladimiro.

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  9. Citodacal 3 settimane fa

    Indicibile schifo dallo spazio più profondo per le “considerazioni” di Gentiloni; avessimo come Presidente del Consiglio una calza con un braccio dentro ad animarla, modello pupazzo di stoffa, staremmo messi meglio: un appendino possiede più carattere e iniziativa.

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  10. Giorgio 3 settimane fa

    Così si comportano le persone serie:

    “giannetto
    7 aprile 2017 • 11:15
    Ma il gioco condiviso del Giano Bifronte “Sion / Finanza ebraica” è lapalissiano, caro Fabrice. Anche Trump & Family son altri giudei (della stirpe “ci fa”) della lobby sionista internazionale.. Aggiungerei snocciolando:
    1. – inutile giustificare Trump. Meglio piuttosto recitare il “mea culpa” sulla propria idiozia di “alternativi”, o cecità procurata da wishful thinking. – (Quanti c.z.oni popolano pure la ré-info (per dirla alla francese)! Molti mi han l’aria di sessantottini che attraverso la contestazione cercano di infiltrarsi nel… Sistema…. Chiusa parentesi).
    2. Anche il ricreduto Craig Roberts aveva, su Trump, “cannato” alla grande.
    3… e chissà come saran rimasti quelli del tifo-canea pro-Trump che popolavano siti come “Controinformazione”!
    4. (sulla Redazione di Controinformazione non ho nulla da eccepire perché mi ha sempre permesso di esprimermi con la massima libertà. Grazie di cuore. Ma ho lasciato il sito perché il suo parco-commentatori diventava sempre più, per il mio gusto, un giardino zoologico).
    5. Come si poteva, francamente, soltanto immaginare che il presidente della Superpotenza imperialista facesse politiche pacifiste e anti-imperialiste? Bisognava proprio esser babbei per crederlo. Sarebbe stato già molto se avesse trovato, come strombettava, un’ entente cordiale con la Russia. Ma finirà per far guerra anche a lei.
    6. Che sia un pagliaccio impotente di fronte alle lobbies militar-industriali è possibile. Ma non si dovrebbe giocare preventivamente a fare i profeti se si è “disarmati”, come ci ha insegnato Machiavelli a proposito di Savonarola.
    E’ dunque probabile che anche Trump, alla fine, verrà “bruciato” o isolato in qualche convento, o manicomio.
    7. Quanto ha visto giusto Blondet nel suo post di ieri! : NELLA MENZOGNA TOTALE, RICONOSCO L’OPERA DEI PADRONI DEL DISCORSO.

    Replica”
    Questo signore dotato di palle va a sparlare degli ospiti di questo sito in altri e specificatamente in: http://www.libreidee.org/2017/04/trump-disperato-bombarda-assad-ma-le-vittime-siamo-noi/#comments

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  11. Eugenio Orso 3 settimane fa

    Tutto giusto, in linea di massima.
    Aggiungo qualche breve considerazione.
    Il Cremlino ha sbagliato (e molto modestamente anch’io, che la vedevo come il Cremlino prima dei Tomahawk in Siria) facendo, in soldoni, il seguente ragionamento:
    Trump è deludente, ondivago (probabilmente ricattabile e manovrabile), ma, comunque, è meglio lui della Klinton, perché se avesse vinto le presideenziali USA la suddetta la terra sarebbe già cosparsa di ceneri radioattive …
    Un po’ come dire meglio la bronchite del cancro o della leucemia fulminante …
    Invece, il gruppo di potere di Trump si è rivelato debole e infiltrato fin dall’inizio, vedi il vice presidente Mike Pence. I siluramenti di Michael Flynn e (recentissimo) Steve Bannon rivelano che “qualcun altro” ha preso saldamente il controllo dell’amministrazione federale Trump. I decisori veri – “deep state”? – sono coloro che prima controllavano il serpentesco Obama. Pare che non sia cambiato nulla, dal Baltico all’Ucraina – le sanzioni antirusse ci sono ancora, i rischi di guerra anche! – dalla Siria alla Libia e allo Yemen (paese in cui continua l’aggressione Usaudita).
    Speriamo nella prudenza e nella lungimiranza del Cremlino, perché altro non ci rimane.

    Cari saluti

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      1. Mardunolbo 3 settimane fa

        Anche io recito ed ho già recitato in altra info, il “mea culpa” !
        Del resto , cari signori, è giusto allacciarsi alle parole ed ai discorsi specialmente di chi si candida alla presidenza !
        Poi arriva il resto…Importante è sapersi ricredere visto che non siamo dei e quindi non onniscenti.
        Se non si crede in qualcosa riguardo a qualcuno, no si crede più a nessuno e tutti diventano nemici.
        Personalmente preferisco credere nelle parole di qualcuno, per come si presenta. Se poi è falso e spregevole come ha dimostrato di essere Trump, lo terrò presente, ma quel che è peggio per quello, è che Qualcun Altro lo terrà presente e chiederà il conto quando vorrà Lui !
        Questo è quanto mi spaventa di più e si chiama “Timor di Dio”.
        Per ora, l’ho ancora…

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