"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tributo a Mons. Hilarion Capucci, un religioso ed un difensore della causa palestinese

In occasione della dipartita di Mons. Hilarion Capucci, Arcivescovo di Gerusalemme, condannato dalle autorità sioniste a dodici anni di carcere nel 1974, di cui ne scontò quattro prima di essere esiliato in Italia, il Centro Documentazione Palestinese pubblica quella che fu la prima lettera a passare la censura tra quelle indirizzate ad alcune volontarie melchite.

Questa testimonianza conferma la grande convinzione e determinatezza di un uomo fisicamente provato da 34 mesi vissuti in solitudine in una cella di un metro e mezzo per 3, “…privato di ogni contatto umano, eccetto quello dei miei carcerieri. La mia lingua si dissecca tra una e l’altra delle visite permesse” (dalla testimonianza di una delle volontarie in visita il 16/11/1976).

Lettera mons. Capucci
Lettera mons. Capucci

Coerente, nonostante la prigionia e le pressioni, tenace e determinato nell’appoggio alla lotta di liberazione del Popolo Palestinese e alla Nazione Araba sino ai suoi ultimi giorni, lo vogliamo ricordare con queste sue parole pronunciate durante la medesima visita del novembre 1976:
“Quando sono nato non ero cristiano. Sono nato arabo, poi fui battezzato e così sono diventato cristiano: la mia Missione e Testimonianza passano attraverso la mia Arabità, ed è per questo che sono in prigione. Ed è sempre per questo che posso parlare della grazia della mia prigionia”.

Ambasciata della Palestina in Italia: “Scompare un simbolo ed un pezzo di Storia del popolo palestinese”

“Un amico, un simbolo e un pezzo di storia del popolo palestinese”. Così l’ambasciata di Palestina in Italia ricorda monsignor Hilarion Capucci, arcivescovo della Chiesa cattolica Greco-Melchita, morto a Roma il primo gennaio.

“Si è spenta una luce per tutti noi. Era un costruttore di ponti, ponti di dialogo, ponti con i fratelli di fede islamica, contro il terrorismo” si legge in un comunicato dell’Ambasciata che offre anche un profilo biografico del presule: “nato ad Aleppo, in Siria, nel 1922, arcivescovo melkita di Gerusalemme dal 1965 fino al suo arresto da parte delle forze d’occupazione israeliana nel 1974, quando fu accusato di sostenere la resistenza palestinese di Al Fatah. Detenuto, torturato, processato e condannato a 12 anni di carcere, il suo divenne un caso internazionale: il popolo palestinese si rivoltò ovunque, vi furono manifestazioni di piazza in tutte le capitali del mondo, diversi governi si mossero e Israele fu costretta a rilasciarlo dopo meno di 4 anni di carcere, consegnandolo allo Stato del Vaticano, che aveva perorato la sua causa attraverso l’intervento personale di Papa Paolo VI.

hilarion-capucci

Fu così che si trasferì a Roma nel 1977, a condizione di non fare più ritorno nella sua amata Gerusalemme e nella sua amata Palestina”. In quei giorni, si legge ancora nel comunicato, “monsignor Capucci diceva: io non sono la straordinaria leggenda che descrivono, sono un semplice uomo che appartiene a un grande popolo combattente; un uomo che ha visto violare il bene, la ragione, il diritto e la giustizia, e che ha gridato per rifiutare questo male e questa ingiustizia. Non smetterò mai di santificare la terra di Palestina e la sua Gerusalemme”.

La Palestina, conclude la nota, “perde con lui uno dei primi sostenitori della resistenza del suo popolo, una guida spirituale ostinata e tenace, amante di tutta l’umanità”.

Nota: La comunità cristiana Palestinese, con la scomparsa di Mons. Capucci, piange la perdita di uno dei suoi più autorevoli rappresentanti

Fonti: Agensir

Centro Documentazione Palestinese

 

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  1. PieroValleregia 5 mesi fa

    …e “el papa” cosa dice ? o era troppo impegnato a giocare con squadretta e compasso nella loggia ?
    saluti
    Piero e famiglia

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