"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Trattato contro il turismo

US President Barack Obama visits Colosseum in Rome

Il turismo è diventato un indice di sottomissione al colonialismo economico globale.

di Sebastiano Caputo

Negli anni Sessanta, priva di materie prime e senza tecnologie avanzate, l’Italia riuscì a diventare la quarta potenza industriale del mondo superando persino l’Inghilterra (fautrice della rivoluzione industriale).

In un sistema economico di tipo misto, “l’Italia del miracolo”, veniva sostenuta da una serie di aziende pubbliche, che aiutavano quelle private fornendo semilavorati a basso costo come l’acciaio, i servizi, la telefonia, l’energia, il gas e il petrolio dell’Eni. La vitalità produttiva italiana si traduceva così nei settori agricoli, manifatturieri, alimentari, metallurgici, meccanici, tessili, chimici, tecnologici.

Eravamo una potenza mondiale scomoda tanto che Enrico Mattei poteva permettersi di affermare senza giri di parole: “ci ho messo sette anni per condurre il governo italiano verso una apertura a sinistra. E posso dire che ce ne vorranno di meno per far uscire l’Italia dalla Nato e metterla alla testa dei Paesi Non Allineati”.

La sua forza che è sinonimo di libertà derivava dalla sua indipendenza. Ecco perché da protagonista internazionale l’Italia doveva progressivamente trasformarsi in un Paese sottosviluppato – attraverso il processo di de-industrializzazione – e terziarizzato – consumo e servizi – allo stesso tempo. Alle sacche di povertà dovevano affiancarsi sacche di ricchezza non accessibili come nei Paesi del Terzo mondo.

“Pizza, spaghetti, e mandolino” e non gigante della scena internazionale. L’Italia doveva essere ridotta a penisola turistica ornata da musei, animazioni, alberghi, ristoranti, attrazioni per gli stranieri. Ecco che “turismo” è diventata la parola d’ordine benedetta dalla retorica dell’Unesco che ha consegnato al Paese il primato mondiale per siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità. Alla tradizione mediterranea che dice “il cliente ha sempre torto” ha prevalso quella americanizzata del “pathos del sorriso” (Jean Baudrillard) in cui “l’hostess accompagnatrice, l’assistente sociale, l’ingegnere in relazioni pubbliche, la pin-up pubblicitaria, tutti questi apostoli funzionari hanno per missione secolare la lubrificazione dei rapporti sociali attraverso il sorriso istituzionale”.

Il turismo è diventato un indice di sottomissione al colonialismo economico globale. Più i dati statistici legati ad esso sono positivi più un Paese sarà considerato come luogo sottosviluppato e di sfruttamento dove passare le vacanze e spegnere le proprie passioni. Vedi il turismo sessuale in Asia dell’Est, il turismo coloniale in Africa, il turismo dell’intrattenimento in Grecia, il turismo della droga in Sudamerica.

Tratto da L’Intellettuale Dissidente

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