"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tillerson segnala un cambiamento a 180 gradi della politica USA in Siria

Gli Stati Uniti hanno finalmente desistito dal cambio di regime in Siria?
Un nuovo rapporto informativo pubblicato sulla politica estera suggerisce che il cambio di regime appoggiato dagli USA in Siria sia un’altra volta al di fuori dal tavolo negoziale.
I dettagli:
Il segretario di Stato Rex Tillerson ha già riferito al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, nel corso di una riunione privata sul  destino  del leader siriano presso  il Dipartimento di Stato la scorsa settimana, ed ha detto che il destino del leader siriano Bashar Al-Assad si trova adesso nelle mani della Russia, mentre  la priorità dell’Amministrazione Trump è quella di  limitarsi a sgominare lo Stato islamico, secondo la fonte di tre diplomatici  che sono al corrente della riunione.

Se questo risulta vero, questa sarà la 100ma volta che (approssimativamente)  Washington ha segnalato un cambiamento della politica significativo in Siria.
In precedenza, in Aprile, Tillerson ha detto che non vedeva”alcun ruolo” in Siria per Assad e che il governo russo dovrebbe “considerare con attenzione il suo appoggio continuato al regime di Assad”.
Tuttavia persino in Aprile, Tillerson ha dichiarato, a George Stephanopoulos del ABECÉ, che l’Amministrazione di Trump non cerca il cambiamento di regime in Siria e non cambia la sua “impostazione militare”.
L’ultimo cambiamento della politica suggerisce che il cambiamento di regime attraverso mezzi politici già non è una priorità per Washington.

Dopo l’episodio del presunto attacco con i gas Sarin, di cui era stato accusato Assad, sulla popolazione di Idlib, Tillerson aveva dichiarato che “Il processo per cui Assad si dovrebbe allontanare è un qualche cosa che richiede uno sforzo della comunità internazionale che vengano sgominati prima l’ISIS all’interno della Siria, si stabilizzi il paese siriano per evitare una guerra civile aggiuntiva e poi lavorare collettivamente con i nostri colleghi intorno al mondo attraverso un processo politico che porterebbe ad allontanare Assad”.

In altre parole: Tillerson ha dichiarato prima che l’uscita di Assad era necessaria, ma dovrebbe essere realizzata per mezzo di negoziati politici, molto meglio che con la forza.
Adesso invece Tillerson dichiara che la Russia dispone dell’ultima parola su quello che succede ad Al-Assad (una notevole e molto insolente pretesa nel suo proprio diritto, ma “quello che accade”).

Tutto questo risulta credibile?

La nostra valutazione è che Washington ha calcolato che ormai non ha una politica o la capacità militare per rovesciare Assad. Tuttavia questo non signiufica che gli Stati Uniti si stiano preparando per bloccare e far espellere una volta per tutte l’ISIS dalla Siria. Tutto al contrario.
Per adesso sembra che Assad debba andarsene soltanto se la Russia lo vuole.

Fonte: Russia Insider

Traduzione: L.Lago

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  1. Giorgio 4 mesi fa

    Gli yankee hanno sempre avuto un atteggiamento ondivago sulla questione, tale da procurare giramenti di testa alle altre nazioni.
    Essendo un popolo giovane e in divenire sono da compatire.

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  2. Renè 4 mesi fa

    Gli US-Israel sono sempre falsi e contaballe, ben oltre il confine del grottesco.
    Invece i compagni italiani, la sinistra PD golpista ora al potere è COERENTE e “FEDELE ALLA LINEA” loro di fronte al padrone sono SEMPRE A 90°

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  3. Vittoriano 4 mesi fa

    Il piano elaborato a Washington,
    condiviso da Tel Aviv
    e supporto da Riyad
    consiste nell’imputare a Tehran e Doha tutte le colpe del terrorismo internazionale
    e
    nella creazione di una NATO Araba
    ( l’ organizzazione renderebbe ufficiale il ruolo di Teheran
    quale maggiore pericolo per tutta la regione) .

    Per raggiungere tale scopo
    Donald Trump
    (la sua amministrazione)
    ha di fatto inserito la Fratellanza Musulmana
    nella lista delle organizzazioni terroristiche

    (la designazione della Fratellanza a gruppo terroristico
    essendo stata promossa sopratutto
    dall’ ex Capo stratega di Trump, Steve Bannon
    e dal cospirazionista” Frank Gaffney
    fondatore del Center for Security Policy e consigliere di Trump,
    definito “cospirazionista” per aver denunciato la presenza dei Fratelli nello Stato federale,
    responsabili della creazione di una estesa infrastruttura negli Stati Uniti
    con l’obiettivo di distruggere la civiltà occidentale dall’interno,
    affinché l’Islam risulti vittorioso sulle altre religioni ” )

    Tale designazione e cambiamento della politica USA
    ha un duplice scopo;

    all’interno degli Stati Uniti :

    colpire il collegamento più o meno occulto o manifesto
    tra
    il Deep State ‘Neoliberal’ – ma in gran parte anche Neocon –
    il sionismo
    e la Fratellanza Musulmana.

    All’ esterno :
    colpire il jiadismo, identificando nell’ Iran la sua “testa di ponte” .

    La maggioranza dei leader jihadisti nel mondo sono emersi sia dalla Fratellanza Musulmana
    – una delle due componenti della Lega islamica mondiale,
    l’organizzazione saudita anti-nazionalista araba –

    (Il movimento della Fratellanza Musulmana, pertanto, viene giudicato almeno parzialmente a torto
    come la rappresentazione dell’Islam politico e per questo giudicato “moderato”.
    In realtà non ha mai ripudiato la Jihad, anzi l’ha portata avanti con metodi meno invasivi ma più subdoli,
    specialmente in occidente, proprio perché nascosti dalla supposta “moderazione”.

    Ora, Qatar e Confraternita Mussulmana si sono riavvicinati a Turchia e Pakistan.
    E, cosa più importante, si sono alleati all’Iran,
    senza tralasciare, come ci ricorda Thierry Meyssan nel suo articolo
    ” Islam e clericalismo nel Medio Oriente allargato “,
    che il governo dello sceicco Rohani condivide la concezione clericale dell’islam
    di Doha e dei Fratelli Mussulmani.

    Ma chi controlla i Fratelli Musulmani ?

    Chi controlla i Fratelli Musulmani | Aurora
    https://aurorasito.wordpress.com/2011/12/23/chi-controlla-i-fratelli-musulmani/

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    1. mardunolbo 4 mesi fa

      Buon articolo che purtroppo comprende fregnacce come questa:
      “Hamas è un ramo della Fratellanza Musulmana, che affonda le sue radici nella Gran Loggia del Cairo e nella società segreta degli Assassini che combatterono al fianco dei Templari invasori attaccando i nazionalisti musulmani saraceni durante le crociate.”
      Poveri saraceni nazionalisti che arrivavano sulle coste italiane, incendiando stuprando le donne e massacrando gli uomini ?
      Visione mooooolto limitata della storia islamica !

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      1. mardunolbo 4 mesi fa

        Lessi altre volte informazioni da questo Aurora-sito. Purtroppo e´un’accozzaglia di informazioni di tendenza comunistoide(orfana ormai della sua URSS)in cui si raccolgono notizie orecchiate qua e la´fino a farne articoli con una base vera, ma con un insieme a “macedonia” da cui e´difficile distinguere il vero dal falso.

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  4. Eugenio Orso 4 mesi fa

    In questo specifico caso “fidarsi NON è bene e NON fidarsi è decisamente meglio”.

    Cari saluti

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  5. Mario Rossi 4 mesi fa

    Ribadisco che tutto questo teatrino è concesso solo da Putin perchè se volesse con alleati Iran, Siria, Quatar, Cina, India, Pakistan, Mongolia ecc. ecc. potrebbe mettere ognuno al suo posto e la cosa si risolverebbe in un giorno solo. Tanto non c’è da mettere daccordo nessuno le cose sono così, le alleanze e i profili economici sono questi e l’america è lontana. Mandano la cia a rompere le scatole? basta cominciare a rimandarglieli indietro un pezzo alla volta. Vedrai che si cagano sotto e lasciano perdere.

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