"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

The Independent: Mohammed bin Salman l’uomo più pericoloso del mondo

Il giornale britannico “The Independent” questo Sabato ha indicato il figlio del re Salman, Mohammed bin Salman, ministro della Difesa e secondo principe ereditario dell’Arabia Saudita, come “l’uomo più pericoloso del mondo”.
Secondo il giornalista Bill Law, bin Salman è “aggressivo e ambizioso”. Questo dirigente è “il più giovane ministro della Difesa del mondo. Tale personaggio mette i suoi nemici interni e esterni nel punto di mira ed ha spinto il suo paese ad una guerrra atroce nello Yemen, che sembra non avere fine”, ha indicato l’analista britannico.

Questi ha stimato che adesso l’Arabia Saudita compete pericolosamente con il suo rivale, l’Iran, sotto la direzione di quest’uomo che sembra determinato a trasformarsi nel “governante più bellicoso del Medio Oriente”.
Bill Law riferisce  circa la biografia di questo personaggio. Riferisce che Mohammed bin Salman aveva investito in borsa ed in beni immobiliari ,quando era ancora un adolescente e disponeva di una enorme ricchezza già a quell’età.

La sua forza e la sua influenza derivano da suo padre, il re,  contando sul il fatto che il re attualmente soffre di uno stato di demenza e non può concentrarsi nelle questioni di Stato per non più che poche ore al giorno”. In questo modo, Bin Salman è andato esautorando suo padre e si è trasformato nell’uomo forte del paese. Un paese dove la famiglia reale ostenta tutto il potere e non esiste nè costituzione nè parlamento nè alcun tipo di elezioni o partecipazione della popolazione nella presa delle decisioni.

Laww prosegue dicendo : “Alcuni mesi dopo dell’arrivo di Salman bin Abdul Aziz al trono, Mohammed bin Salman fu designato all’incarico di  ministro della Difesa.  Lui stesso presiede inoltre la società petrolifera di Stato, la Aramco, dirige il Consiglio delle Questioni Economiche, che controlla le incombenze di tutti i ministeri, ed è stato incaricato di gestire i fondi di investimento pubblici del Regno. Bin Salman è stato nominato secondo principe ereditario al fine di garantire successivamente la sua primogenitura sul primo principe e ministro dell’interno, Mohammed bin Nayef.

Sulla questione del conflitto nello Yemen, Law ha indicato nel suo articolo che la decisione di Bin Salam di entrare in guerra era stata una avventura diretta a dimostrare che lui era un autentico rivale al trono rispetto a Bin Nayef. “Bin Salman voleva una vittoria imminente e decisiva per confermare il suo status di comandante militare, seguendo l’esempio di suo nonno, il re guerriero”, scrive Law.

“Bin Salman aspirava ad una vittoria schiacciante e rapida sugli Huti, ma si era dimenticato che questi ultimi avevano assestato una dura sconfitta ai sauditi nel 2009, quando presero il controllo del Mar Rosso”, ha indicato Law.
La guerra nello Yemen non ha ottenuto alcuno dei suoi obiettivi, ad eccezione di creare una grande miseria e molte vittime civili tra gli yemeniti. Gli Huti ed i loro alleati militari controllano la capitale, Sanaa, e la maggior parte del nord del paese. Nel sud, i gruppi di Al Qaeda dispongono di un campo aperto. Nonostante tutto, Bin Salman continua i bombardamenti contro gli Huti e colpisce anche la popolazione civile, le scuole e gli ospedali.

Dove il suo carattere impetuoso potrebbe cozzare è sulla crescente lotta con l’Iran per l’egemonia regionale. Quando MbS ha annunciato la formazione di una coalizione di 34 nazioni mussulmane a metà dicembre per la lotta al terrorismo, Bin Saman aveva chiaramente l’Iran in mente. Gli iraniani hanno fortemente sostenuto il Presidente siriano Bashar al-Assad, sia direttamente sia attraverso gli Hezbollah, una milizia addestrata ed armata nel corso degli anni dall’Iran. I sauditi sono determinati nel vedere Assad sconfitto prima che inizino i colloqui di pace.

“Attualmente, dopo le esecuzioni capitali eseguite dai sauditi , fra cui quella del chierico sciita, Sheikh Nimr al-Nimr, la tensione fra i due stati si sta aggravando. Gli iraniani hanno consentito il saccheggio dell’ambasciata dell’Arabia S. a Teheran e i sauditi, insieme con altri Stati membri del consiglio di cooperazione del Golfo (CCG) hanno ritirato i loro ambasciatori per ritorsione.

L’ apparente bombardamento dell’ambasciata iraniana a Sanaa, effettuato dall’aviazione saudita, ha ulteriormente accresciuto la tensione.

In una lettera di larga diffusione, l’estate scorsa, i suoi nemici, entro la stessa famiglia regnante, hanno cercato di sminuire l’arroganza del giovane principe, fino a spingersi anche a richiedere la sua destituzione presso suo padre e Mohammed bin Nayef. Ma quelle richieste non hanno portato da nessuna parte e MbS continua a comandare con un settore di sostegno popolare in Arabia Saudita. La questione fondamentale resta però quella di capire quanto il suo carattere impetuoso lo porterà in conflitto con l’Iran.

Citando un economista del Capital Economics del Medio Oriente, Law menziona la sua dichiarazione secondo la quale Bin Salman è un uomo “amante delle guerre”.
Per quello che si riferisce alle tensioni con l’Iran, il giornalista si domanda se “la natura imprudente di Mohammed bin Salman porterà il suo paese ad una guerra”.
Law ha messo in guardia circa un eventuale attacco saudita contro l’Iran, “una idea terrificante in una regione lacerata da conflitti settari e da destabilizzazioni”, secondo i sui stessi termini.

Fonte: Independent.co

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Vedi anche: Giornalista statunitense: Riyad (Arabia Saudita) è il principale patrocinatore del terrorismo nel mondo

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