"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Divieto di “Negazionismo” o verità di Stato

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Si prospetta fra non molto l’approvazione di una legge emanata dal Parlamento italiano che segnerà un importante spartiacque: si tratta della legge che riguarda la creazione di un nuovo reato: il negazionismo (dell’olocausto del popolo ebraico).

Salvo eventuale dissidenza all’ultimo momento di qualche senatore o deputato del 5 stelle, sarà una legge votata all’unanimità da tutta la classe politica di centro sinistra e destra ed anche salutata come “una scelta di civiltà” da parte di taluno (Renato Schifani), auspicata con “iter rapido di approvazione” da Napolitano,  invocata dalla comunità ebraica di Roma ed in particolare dal suo presidente, Riccardo Pacifici, presso il quale si sono recati tutti gli esponenti politici di primo piano per “omaggiare” tale personaggio in occasione dell’anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma.

Naturalmente non poteva mancare l’approvazione e lo stimolo della Commissione Europea che già in passato aveva esortato l’Italia ad “adeguarsi” agli altri paesi dove già esistono queste norme.

Questa legge sarà la prima che sancisce un reato di opinione che consiste nel mettere in dubbio o semplicemente nel voler effettuare una qualsiasi verifica storica sugli avvenimenti relativi all’olocausto del popolo ebraico così come ci è stato tramandato dalla storiografia corrente.

In pratica si stabilisce un “dogma” che non potrà più essere messo in discussione da qualsivoglia persona mediante scritti o dichiarazioni che sia questi un cittadino, uno storico, un politico, un qualsiasi docente o ricercatore.

La scelta di creare una legge in proposito con risvolti di carattere penale a tutela della “vulgata storica” dell’olocausto ha suscitato, oltre al plauso generale di tutti gli organi di stampa e televisioni, qualche critica apertamente “in primis” dalle camere penali che hanno apertamente stigmatizzato come questa, assieme ad oltre normative approvate di recente, rappresenti una deriva simbolica del diritto penale in quanto il “negazionismo non può definirsi se non come un’opinione, che dunque non può mai essere impedita e repressa dalla giustizia penale: spetterà alla comunità scientifica rintuzzarla, ove sia il caso, e alla maturità dell’opinione pubblica democratica lasciare nell’isolamento chi la formula. A coloro che negano la Shoah bisogna rispondere con le armi della cultura, e, se si vuole, con la censura morale, ma non con il codice penale.”

Questo il giudizio equilibrato degli specialisti del diritto che non mancano di far notare anche il possibile contrasto di questa legge con la norma costituzionale basilare (art. 21) che sancisce la libertà di opinione e non pone limiti di sorta alla manifestazione del pensiero.

http://www.tempi.it/proprio-per-il-rispetto-che-si-deve-al-dramma-della-shoah-non-si-deve-introdurre-il-reato-di-negazionismo#.UmBT_9JFCSo

Al di fuori degli aspetti prettamente giuridici ci sono poi gli aspetti sostanziali e fra questi è un fatto che siano i regimi dittatoriali quelli che considerano reato dare una interpretazione di una vicenda storica (prescindendo dal merito)  in modo diverso dalla vulgata ufficiale,  inoltre questa legge introdotta fa nascere il sospetto che si voglia  escludere una possibilità di critica per proteggere una verità di comodo, una verità di Stato. Segna quindi uno spartiacque l’avvento di normative a tutela di alcuni interessi che debbano essere più protetti degli altri. Esattamente l’involuzione del sistema politico italiano pilotato dalle direttive di alcune centrali esterne sovranazionali (con sede a Bruxelles o a Francoforte) che stabiliscono norme a tutela dei propri interessi.

Normalmente questa involuzione con relativa cessione di sovranità aveva fino ad ora riguardato le norme a regolazione dei settori economici come il credito, l’industria, la concorrenza, le assicurazioni, il libero commercio, la circolazione dei capitali, l’agricoltura, ecc. Non era mai avvenuto che fossero delle centrali esterne a pilotare norme anche a limitazione delle opinioni. Ecco quindi quale spartiacque importante a stabilire un passo in più verso un regime del “pensiero unico” dove non è consentita la dissidenza sulle questioni fondative del sistema e fra queste, la mitologia dell’olocausto che non può essere messa in discussione neanche come indagine storica.

Risulta importante interpretare l’involuzione degli avvenimenti visto che questa legge non sarà un fatto isolato: dopo di questa è facile intuire che qualcuno proporrà di istituire per norma anche la indissolubilità e la non reversibilità del sistema europeo, considerando una forma di negazionismo anche mettere in dubbio o criticare la validità di questo sistema e le sue istituzioni che già da oggi devono essere considerate preminenti nei confronti della normativa nazionale.

Allo stesso modo si andrà nel breve periodo ad istituire, come in altri paesi europei, un regime per le unioni o i “matrimoni gay “ e si riterrà opportuno anche qui premunirsi, a tutela di questo nuovo istituto, allargando la legge circa l’omofobia, già esistente, con il divieto assoluto di manifestare opinioni contrarie o  infamanti circa gli appartenenti a tale categoria.

Come sempre quando si crea una prima limitazione ne seguono poi altre, sempre da parte di chi risulta desideroso di sottoporre a “tutela” quelle che sono considerati i concetti basilari della società laica, relativista e radicale che riconosca alcuni diritti preminenti rispetto agli altri.

Il dato di fondo è il desiderio dei legislatori di “educare” i cittadini verso un comune pensiero  (pensiero unico) ed una stessa omologazione di idee che protegga gli stessi cittadini dalle nefaste influenze di coloro che manifestino non accettazione dei parametri sociali e morali stabiliti dalla nuova “etica di Stato”.

Sempre più somiglianze fra questo ed il regime della DDR (Germania dell’EST) che si prefiggeva di dover “educare” le nuove generazioni e tutti i cittadini alle mitologie imposte dall’ideologia (comunista) dominante.

Qualcuno potrebbe  pensare che siamo ancora lontani da questa società di tipo Orwelliano ma i fatti ci dimostrano che ci stiamo avvicinando sempre di più.

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/pacifici_shoa_reato_negazionismo_odio/notizie/340292.shtml

http://www.tempi.it/proprio-per-il-rispetto-che-si-deve-al-dramma-della-shoah-non-si-deve-introdurre-il-reato-di-negazionismo#.Ul_26NJFCSo

http://www.informarexresistere.fr/2012/12/04/la-legge-sul-negazionismo-sara-un-boomerang/

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