"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Terroristi ceceni in Siria parlano di un “crollo totale” del fronte a nord di Latiaka

Dopo la caduta di Selma, l’ultima città nel nord della Siria passata sotto il controllo dell’Esercito siriano, i terroristi hanno subito un crollo e l’Esercito siriano, assieme alle forze di Difesa Nazionale hanno conquistato più posizioni nel nordest della provincia di Latiaka, vicino alla città liberata di Selma.

“I gruppi di miliziani hanno ritirato le loro forze dalla località di Sheij Jalil davanti all’avanzata delle Forze di Difesa Nazionale”, ha segnalato un comunicato dell’Esercito.
“I gruppi armati hanno sofferto un’alta percentuale di morti e di feriti e si sono ritirati con il resto delle loro forze con il fine di evitare maggiori perdite”.

Il Mercoledì, dopo una rapida avanzata, le Forze di Difesa Nazionale hanno rotto le linee di difesa dei miliziani jihadisti ed hanno preso la località di Al Maruniyat, nel nordest di Selma, espellendo i terroristi dal campo di battaglia.

Vedi: Youtube.com/watch

Uno dei leaders dei grupppi terroristi ha segnalato che “la caduta di Selma significa la caduta di tutta la regione della Montagna dei Curdi”,
Una gran parte dei combattenti del Fronte di Al Nusra e Ahrar al Sham a Latiaka erano terroristi ceceni e uiguri , che sono rispettivamente di nazionalità russa e cinese, così come altri di provenienza da paesi arabi del Golfo Persico e dell’Asia Centrale.

Il comando dei terroristi ceceni nel nord della provincia di Latiakia, ha fatto un richiamo in russo ai suoi compatrioti per richiedere che si metta in salvo “quello che rimane delle forze combattenti nella provincia di Latiaka” ed ha spiegato che i ceceni ormai non dispongono più di armi sufficienti nè di munizioni nè di denaro e non possono opporsi all’avanzata dell’Esercito siriano dopo la sconfitta di Selma.
Il comunicato (intercettato dall’intelligence russa) insiste nel dire che “i fondi non sono sufficienti” e questo ha portato alla ritirata di molti dei ceceni dal campo di battaglia, cosa che sembra indicare che parte dei combattenti erano mercenari reclutati  per combattere in Siria.

Il comando ceceno ha anche accusato i gruppi armati di Idlib di tradimento per non aver voluto inviare rinforzi ad aiutare quelli che stavano combattendo a Selma.

Il Ministro francese accusa la Russia di colpire i “ribelli moderati”

Nel frattempo,  il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha accusato oggi la Russia di aver concentrato le sue operazioni di atacchi aerei su quelli che vengono definiti “i ribelli moderati”.
“Stanno ancora continuando gli attacchi della Russia sulle posizioni dei ribelli moderati, ha dichiarato Le Driam, per poi richiedere a Mosca di ridurre tali attacchi”.

Dall’inizio della campagna antiterrorista in Siria – di successo, secondo le autorità russe e siriane– i paesi occidentali ed i loro alleati sauditi e turchi in varie occasioni hanno accusato la Russia di ignorare in gran parte il gruppo terrorista dell’ISIS e di dirigere i propri bombardamenti sulle posizioni degli altri gruppi armati.

Nota:  Non è mai stato chiaro cosa intendessero gli occidentali per “ribelli moderati”, visto che tutti quelli che combattono in Siria sono jihadisti che hanno utilizzato metodi terroristi come le auto bomba contro i mercati affollati di civili o contro le scuole (come accaduto ad Homs ed in altre città), oltre a colpire obiettivi residenziali. Inoltre anche i così detti “moderati” hanno eseguito atrocità evidenti contro la popolazione ed hanno effettuato la decapitazione dei prigionieri in pubblico.

Il leader del gruppo dei ribelli moderati “, Zahran Allooush, rimasto ucciso poche settimane fa in un attacco effettuato nei sobborghi di Damasco, leader del gruppo “Jaish al Islam” (esercito dell’Islam), finanziato dai sauditi, una delle principali fazioni dei ribelli, si è dimostrato essere un capo salafita che, in numerosi video sul web, aveva proclamato la necessità di “ripuilire le zone conquistate dagli sciiti e dai cristiani”. Nonostante questi proclami, veniva visto dagli occidentali come un possibile leader da considerare in una eventuale fase di successione ad Assad.

Da notare che il governo francese, quelli che considera ” ribelli moderati” in Siria, quando alcuni di questi elementi arrivano in Francia , allora vengono considerati “terroristi” e immediatamente neutralizzati dalla Gendarmerie francese. Evidentemente esiste un doppio standard di valutazione per il Governo francese quanto al giudizio dei terroristi secondo dove operino.

Il governo di Hollande non manca ogni occasione per difendere i gruppi terroristi a cui lo stesso governo di Parigi ha inviato grandi quantità di armi ed equipaggiamenti per compiacere  la monarchia saudita di Rijad, stretto alleato della Francia e grande acquirente di armi francesi. L’Arabia Saudita risulta essere uno dei principali nemici del governo di Bashar al-Assad, finanziatore ed ispiratore dei gruppi terroristi salafiti che hanno devastato il paese arabo.

Fonte: Al Manar

Traduzione e nota: Luciano Lago

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