"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Terrorismo in Tunisia: effetto boomerang della criminale politica occidentale di sostegno al terrorismo

di Luciano Lago

Il duro colpo inferto dal terrorismo dell’ISIS (Stato Islamico) contro la Tunisia, con gli attentati avvenuti a Sousse che hanno colpito i turisti europei che si trovavano nel resort, lascia pensare ad una strategia dell’ISIS che intende allargare il fronte di destabilizzazione verso quei paesi arabi moderati che fino ad oggi non avevano sperimentato (se non in forma marginale) l’esperienza della guerra confessionale.

Il primo messaggio che viene lanciato dall’organizzazione terroristica è quello di voler colpire il settore economico, il turismo, che rappresenta una delle maggiori risorse per il paese arabo e con esso mettere in crisi l’economia e screditare la stabilità della Tunisia.


Un secondo messaggio è quello di voler penalizzare una fase di transizione democratica  che il paese stava attraversando ed orientare questa fase colpendo la volontà popolare espressa per la transizione , quasi unica fra i paesi arabi.

Questo, assieme ad altri episodi accaduti in contemporanea nello stesso giorno, il Venerdì nero 26 Giugno (attentati a Parigi, in Kuwait ed in Somalia ) rappresentano un effetto boomerang per i paesi occidentali i cui governi sovvenzionano o collaborano con i gruppi terroristi (fatto riconosciuto dagli stessi dirigenti occidentali come Hollande, la Hilary Clinton, l’ambasciatore USA Robert Ford, ecc.) che infestano il Medio Oriente  e di fatto sono corresponsabili della propagazione del terrorismo anche nei paesi stabili del nord Africa ed alle azioni compiute anche in Europa dai terroristi di ritorno dalla Siria.   Vedi: L’Arabia Saudita ha fondato l’ISIS ed appoggia Al Qaeda.

Questo allargamento degli effetti del terrorismo dovrebbe far riflettere e comprendere che non si può arginare un fenomeno tanto nefasto come il terrorismo islamico, soffiando sul fuoco delle rivalità confessionali ed utilizzando alcuni gruppi (quelli wahabiti e salafiti legati ispirati dall’Arabia Saudita e Qatar) per contrastare i regimi considerati ostili all’Occidente, come la laica Siria di Al-Assad, l’Iran sciita e l’Iraq della maggioranza sciita.

Questa è stata esattamente la politica seguita dagli USA, da Israele, dalla Francia di Hollande, dal Regno Unito e dalla Turchia: esasperare le rivalità confessionali (Sunniti e wahabiti contro sciiti e alawiti) per contrastare l’influenza dell’Iran nella regione, armare e sostenere i gruppi oltranzisti islamici e rovesciare il regime di Bashar al-Assad in Siria.

Questa politica è ormai dimostrata, scoperta e persino rivendicata dagli strateghi statunitensi ed israeliani mentre, nel caso della Francia di Hollande, viene dettata dagli interessi francesi nella stretta alleanza d’affari del governo francese con l’Arabia Saudita, il paese che risulta il principale ispiratore e sovvenzionatore del terrorismo wahabita e salafita nella regione.   Vedi: Il presidente Hollande riconosce che la Francia ha armato le milizie anti siriane.

L’opinione pubblica dei paesi occidentali, fino ad oggi assente e distratta, in buona parte per causa della manipolazione dell’apparato dei media che hanno sempre falsato le informazioni provenienti dal Medio Oriente, dovrebbe svegliarsi e prendere coscienza di quanto accade, sconfessando le politiche dei governo Hollande e Cameron in Europa, che sono i principali responsabili della crescita dei gruppi terroristi, oltre ad americani e governo israeliano.
Fino a quando i governi occidentali continueranno ad essere partner d’affari ed alleati di Arabia Saudita, Qatar e Turchia, continuerà l’espansione del terrorismo e la destabilizzazione dei paesi del Nord Africa, fra i quali oggi la Tunisia, domani l’Algeria ed il Marocco, sono i prossimi obiettivi.

Non si può poi non considerare che, dietro quello che avviene, non ci sia una attenta pianificazione da parte di chi ha interesse ad allargare la destabilizzazione ed il caos per ottenere le proprie finalità egemoniche.
Sarà forse una coincidenza che il governo tunisino, pochi mesi addietro, abbia opposto un netto rifiuto alla richiesta di Washington di permettere l’installazione di una base militare USA sul territorio della Tunisia? La proposta era stata fatta Il 20 febbraio scorso dall’ambasciatore statunitense in Tunisia, Jacob Walles, il quale aveva richiesto un apposito incontro con il neo presidente tunisino Beji Caid Essebsi. Il rifiuto di questi aveva generato una certa irritazione nel governo di Washington.

Ci domandiamo se, forse, a seguito di una ondata di attentati islamici, il governo tunisino debba rivedere urgentemente la sua posizione e concedere agli USA il suo territorio per le basi militari USA, accettando una presenza di truppe USA in pianta stabile, in modo da garantirsi una maggiore sicurezza (!?)ed evitare di seguire l’esperienza libica.

Come accaduto a Gheddafi nel 2011, come sta sperimentando Al-Assad oggi in Siria, risulta molto pericoloso opporre un rifiuto al governo USA, si rischia come minimo una “primavera araba” improvvisa, peggio una pseudo guerra civile mascherata  e successivamente una destituzione violenta per opera di forze esterne islamiste d’ispirazione wahabita e salafita, con il plauso dell’Arabia Saudita, del Qatar e del nuovo “sultano” turco Erdogan.

La Tunisia, paese posto geograficamente a poche miglia  dalla costa siciliana, oggi si trova in questa delicata posizione mentre in Italia si è distratti da altre questioni, si discute animatamente del matrimonio gay, delle riforme di Renzi,  mentre lentamente ma sempre di più arrivano dal mare grandi masse di migranti da paesi africani ed arabi  che si insediano nella penisola.

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  1. Emanuela 2 anni fa

    e’grazie a Berlusconi,o meglio,e’ grazie alla concessione data dall’Esercito militare d’Italia a Berlusconi. Berlusconi fa’ politica terrorista da tempo,mentre era a Capo di Governo contro della NATO, e l’Egitto insegna che il Capo di Governo fa’ politica Anti Costituzionale,l’importante e’ di non fare applicare per legge ,leggi contro alla Costituzione .I servizi segreti di Egitto hanno avuto una storia profonda con l’Italia,tempo passato.

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