"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Telegraph: la UE ha organizzato un attacco del FMI per mettere in ginocchio l’Italia ribelle

Riunione UE 2011

Sul Telegraph A.E. Pritchard  commenta le numerose rivelazioni che si susseguono sulla destituzione dei governi Papandreou e Berlusconi ad opera della UE, chiamando le cose col loro nome: si tratta nella sostanza di colpi di stato da parte di una dittatura monetaria.
Le rivelazioni sui loschi traffici dell’UEM stanno venendo fuori una dopo l’altra. Nel suo libro Stress Test: Reflections on Financial Crises, Tim Geithner racconta fino a che punto le élite europee sono disposte ad arrivare per salvare l’euro, anche se questo significa rovesciare dei leader eletti e far dei parlamenti sovrani europei dei gusci vuoti.
L’ex segretario al Tesoro Usa dice che al culmine della crisi dell’UEM nel novembre 2011 i funzionari della UE gli si avvicinarono con un piano per rovesciare Silvio Berlusconi, leader eletto dell’Italia.
“Volevano che noi rifiutassimo di sostenere i prestiti del FMI all’Italia fino a quando non avesse accettato di andarsene”, scrive.


Geithner disse loro che questo era impensabile. Gli Stati Uniti non potevano abusare del meccanismo del Fondo Monetario Internazionale per risolvere le controversie politiche in questo modo. “Non possiamo macchiarci del loro sangue”.
Questo conferma ciò che sapevamo all’epoca sulle manovre dietro le quinte, e sull’azione sui mercati obbligazionari.
E’ uno scandalo costituzionale gravissimo. Questi funzionari hanno deciso da soli che la santità dell’unione monetaria dava loro diritto di annullare il processo parlamentare, che i fini giustificano i mezzi. E’ una dittatura monetaria per definizione.
Berlusconi ha chiesto un’inchiesta parlamentare. “E’ una chiara violazione delle regole democratiche e un assalto alla sovranità del nostro paese. Questo complotto è una notizia estremamente grave, che conferma quello che vado dicendo da molto tempo”, ha detto.
C’è stato un susseguirsi di rivelazioni. L’estate scorsa l’ex membro italiano del comitato direttivo della Bce, Lorenzo Bini – Smaghi, ha rivelato nel suo libro che la decisione di rovesciare Berlusconi (e sostituirlo con l’ex commissario UE Mario Monti) è stata presa dopo che negli incontri con i leader europei Berlusconi aveva cominciato a minacciare un ritorno alla Lira.
Ho sempre trovato la crisi molto strana. Precedentemente l’Italia era considerata un esempio di virtù, uno dei pochissimi Stati membri dell’UEM vicini ad un avanzo primario di bilancio. Non era a rischio di violazione delle norme sul deficit. E’ entrata in crisi nell’autunno del 2011, perché la BCE aveva alzato i tassi per ben due volte e innescato quella che sarebbe diventata una profonda recessione double-dip. Eppure, la colpa di questo disastroso errore di politica economica è stata scaricata sul governo Italiano.
Questa settimana sono emerse nuove informazioni in un formidabile resoconto della crisi di Peter Spiegel sul Financial Times.
Il rapporto fa un resoconto minuto per minuto del dramma al vertice del G20 a Cannes quando l’euro è andato vicino a saltare in aria. E il culmine è la scena incredibile in cui il presidente Barack Obama prende il sopravvento e dice agli europei cosa devono fare, facendo scoppiare in lacrime il cancelliere Angela Merkel: “Ich bringe mich selbst nicht um.” Non voglio suicidarmi.
Quel particolare momento critico della crisi – e ce ne sono stati tre di episodi (maggio 2010, novembre 2011 e luglio 2012) in cui senza misure drastiche l’eurozona si sarebbe frantumata – si era innescato con la decisione shock del premier greco Georges Papandreou di indire un referendum sulle condizioni di austerità poste al “salvataggio” del suo paese. Papandreou pensava che per fermare la deriva fuori controllo della Grecia, e prevenire un possibile colpo di stato militare (che lui prevedeva), era necessario un voto .
Papandreou è stato trascinato di fronte alla tribuna e letteralmente ridotto al silenzio dal leader francese Nicolas Sarkozy, che agitava la sua “posizione comune sulla Grecia” come un capo di accusa.
Il rapporto FT rivela poi che Jose Manuel Barroso della Commissione è stato incaricato dei dettagli operativi, e ha orchestrato il putsch che in Grecia ha spodestato Papandreou. In questo caso l’UE ha designato il veterano della BCE Lucas Papademos come successore.
Le formalità parlamentari sono state rispettate sia in Italia che in Grecia. I presidenti hanno nominato i nuovi leader in ciascuno dei due paesi. Sia Monti che Papademos sono funzionari pubblici onorati e scrupolosi. Eppure questi sono stati dei veri colpi di stato nella sostanza, se non nella forma del diritto costituzionale.
David Marsh dell’organismo finanziario OMFIF ha chiesto un “Comitato per la Verità e la Riconciliazione” per rivelare gli abusi che fin dall’inizio si sono verificati negli affari dell’Unione economica e monetaria. Qualcosa deve essere fatto per far valere le responsabilità di coloro che hanno compiuto l’errore fatale di lanciare l’unione monetaria, e della successiva cattiva gestione cronica del progetto.
Ci viene detto che la crisi dell’euro è finita. Non vedo come si possa tranquillamente giungere a tale conclusione quando l’Italia e il Portogallo sono di nuovo in recessione, e la Francia è tornata a crescita zero; o quando la disinflazione / deflazione sta portando le traiettorie del debito dell’Europa meridionale a crescere in maniera esponenziale; il tutto nel contesto di una stretta monetaria del G2, Stati Uniti e Cina.
Ci sarà un’altra fase critica in questa crisi. Allora, chi sarà il prossimo governo in carica rovesciato dalle élite europee, e quali altre cospirazioni faranno per perpetuare una joint venture monetaria che non serve a nessuno scopo morale? Devono essere fermati.
Peter Spiegel del FT ci offre il seguito nella edizione odierna, con molti più dettagli. Tra cui la conferma che a Cannes i leader europei non hanno solo affrontato la questione dell’uscita/espulsione della Grecia dall’euro, ma che vi era anche un Piano Z segreto.
Una task-force sul “Grexit” diretta dal membro tedesco del consiglio della BCE, Jorg Asmussen, ha lavorato a dei piani di emergenza con quattro team e avvocati dell’UE a Bruxelles, coperti da segreto. Sono stati abbastanza attenti a non rivelare nulla via e-mail, che avrebbero potuto trapelare.
I consiglieri della Merkel in Germania erano divisi tra i sostenitori del “domino”, i quali temevano l’effetto contagio del Grexit, e i sostenitori della “infezione”, guidati dal ministro delle finanze Wolfgang Schauble che spingeva per l’amputazione.
Sembra che Angela Merkel sia stata finalmente persuasa da Jorg Asmussen che buttar fuori la Grecia dal sistema avrebbe provocato una valanga e portato tutti troppo velocemente a una “zona euro a 10”. La Grecia ha avuto il suo salvataggio da € 34 miliardi appena in tempo.
Anche se è un giornale della concorrenza e non dovrei dirlo, oggi vale la pena di spendere 2,50 £ nel giornale rosa per la storia che ci racconta.

Fonte: Voci dall’Estero

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