"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Tank sul fronte russo, comincia l’ultima guerra di Obama

La notizia ha dell’incredibile, ma è vera: per la stampa tedesca, stiamo assistendo alla più grande operazione di riposizionamento dell’esercito Usa in Germania dal 1990. «Più di 2.000 carri armati, obici, jeep e automezzi stanno per essere impiegati nelle esercitazioni Nato nell’Europa dell’Est che dureranno nove mesi», scrive Johannes Stern. Lo stato maggiore della Bundeswehr conferma: colossale dislocazione di forze Usa e Nato in Polonia e negli Stati baltici, proprio mentre Obama tenta – anche con la “guerra delle spie” – di incendiare la frontiera orientale, alla vigilia dell’insediamento di Donald Trump, ostacolato in ogni modo.

La situazione starebbe precipitando, dopo l’impegno della Russia per la liberazione di Aleppo, a lungo ostaggio di milizie “Isis” capeggiate da leader del Caucaso e dai combattenti di Al-Nusra, altrimenti detta “Al-Qaeda in Siria”, formazione creata, protetta e armata dall’intelligence occidentale.

Persa la Siria, ora si enfatizza l’operazione “Atlantic Resolve”, spettacolare (e pericolosa) provocazione alle frontiere con la Russia, cui Obama non perdona l’aver reagito al golpe americano in Ucraina mantenendo il controllo della Crimea.

A scandire le news, nei primissimi giorni del 2017, sono le fonti delle forze armate tedesche, racconta Stern in un articolo su “Wsws” ripreso da “Come Don Chisciotte”: oltre 2.500 mezzi militari Usa hanno appena raggiunto la Germania «per essere  trasportati in Polonia ed in altri paesi dell’Europa Centrale e dell’Est». Il materiale deve «arrivare nel periodo compreso fra il 6 e l’8 gennaio a Bremerhaven via mare e quindi essere trasferito in Polonia per via ferroviaria e convogli militari a partire approssimativamente dal 20 gennaio», cioè il giorno in cui dovrebbe finalmente installarsi Trump alla Casa Bianca. Sempre secondo comunicati diffusi dall’esercito statunitense in Europa, continua Stern, altri 4.000 militari e 2.000 carri armati «contribuiranno a rafforzare la forza di dissuasione e difesa dell’alleanza».

Il colonnello Todd Bertulis dell’Eucom, il comando Usa in Europa di stanza a Stoccarda, ha affermato che l’operazione assicurerà che «la potenza di fuoco necessaria verrà schierata in Europa nel posto giusto al momento giusto». E il generale Frederick “Ben” Hodges, comandante delle forze americane in Europa, aggiunge: «E’ una risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ed alla sua illegale annessione della Crimea».

Tanks USA nei paesi baltici

Il che è palesemente falso, ricorda Johannes Stern: «In Ucraina non è la Russia l’aggressore, ma lo sono Usa e Nato», dal momento che «Washington e Berlino, in stretta collaborazione con le forze fasciste, hanno organizzato un colpo di Stato contro il presidente filorusso, Viktor Yanukovych, agli inizi del 2014, insediando a Kiev un regime nazionalista, fanaticamente antirusso». Mossa che «ha fatto esplodere la ribellione separatista da parte delle regioni russofone nella parte orientale del paese». Una rivolta che Mosca ha sostenuto, e che il governo di Kiev, sorretto dalle armi e dai soldi occidentali, ha tentato senza successo di reprimere con la forza. «Quanto successo in Ucraina è stato sfruttato dagli Usa, dall’Unione Europea e dalla Nato per imporre sanzioni economiche e diplomatiche alla Russia ed espandere drammaticamente le forze militari della Nato lungo il suo confine occidentale».

E ora, «volendo giocare d’anticipo rispetto al 20 gennaio, inizio del mandato del nuovo  presidente eletto Usa Donald Trump», che ha chiesto di abbassare il livello della tensione con la Russia, «forze contrarie all’interno dell’intelligence militare Usa e dell’establishment politico stanno cercando un’escalation nel confronto con Mosca».

Ad aprire il fuoco è lo stesso generale Hodges, secondo cui la Russia si starebbe «preparando per la guerra», con «ministeri già mobilitati». Nulla di inevitabile, per ora, «ma Mosca si sta preparando per questa evenienza». Lo spiegamento delle truppe da combattimento Usa, osserva Stern, fa parte della preparazione della Nato per una possibile guerra contro la Russia, «il culmine di una continua espansione della Nato verso est», in aperta violazione degli storici accordi conclusi con Gorbaciov in cambio del ritiro dell’Urss dall’Est Europa.

Evidente l’altra guerra, sotterranea, in corso a Washington: mentre Trump scoraggia il futuro della Nato in chiave anti-russa, il senatore John McCain (fotografato tempo fa in Siria con il “Califfo” Abu-Bark Al-Baghdadi) ha appena visitato gli Stati Baltici per rassicurarli sul fatto che il supporto degli Stati Uniti continuerà. In un’intervista alla radio dell’Estonia, McCain ha chiesto un ulteriore rafforzamento delle forze Nato contro la Russia. E ha dichiarato che ogni «membro credibile» del Congresso americano vede il presidente russo Vladimir Putin «per quello che è», ovvero «un delinquente, un prepotente e un agente del Kgb».

Nella pericolosa escalation nei confronti della potenza nucleare Russia, che pone le premesse per una Terza Guerra Mondiale, la Bundeswehr ha un ruolo centrale, osserva Stern: «Senza il supporto delle forze armate tedesche non possiamo andare da nessuna parte», ha affermato il generale Hodges. E il generale Peter Bohrer, vicecapo del Joint Support Service, è d’accordo: «In passato la Germania era uno Stato di frontiera, oggi siamo una zona di transito ed uno dei compiti-chiave è fornire un comune supporto». Aggiunge Stern, con un occhio alla storia: «La Germania, che avanzò sull’Europa dell’Est nella sua guerra di sterminio 75 anni fa, si prepara a mandare truppe da combattimento nei paesi baltici».

In un’intervista al giornale militare “Bundeswehr Aktuell”, il generale Volker Wieker ha confermato che la Germania ha concordato con Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna al summit della Nato tenutosi a Varsavia di «prendere il comando con chi formasse un gruppo di battaglia». Si conta di «acquisire la cosiddetta “capacità operativa completa” per la metà dell’anno”». Un video riportato dal “Frankfurter Allgemeine Zeitung” mostra le manovre di un battaglione tedesco a Grafenwöhr, contro «un attacco nemico al confine russo-lituano». Ancora pochi giorni, per capire se Trump – qualora riuscisse a insediarsi davvero nello Studio Ovale – spegnerà rapidamente l’incendio.

Fonte: Libre Idee

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  1. Manente 7 mesi fa

    Da oltre un secolo le dottrine di Mackinder e Spykman sono alla base della strategia geopolitica e militare degli anglo-americani il cui scopo è sempre stato quello di tenere Europa e Russia divise. Con la prima guerra mondiale infatti fu realizzato l’obiettivo strategico di porre fine ai grandi imperi “Cristiani”, tedesco, austro-ungarico e russo, nonché all’impero ottomano; Con il secondo conflitto, con la sconfitta del Terzo Reich e la devastazione dell’Europa gli anglo-americani portarono a compimento il progetto di “sottomettere” al loro dominio la Germania e l’occidente europeo. A distanza di 75 anni i popoli europei non possono e non devono permettere alla Merkel, novello Führer della dittatura europea della troika, di replicare lo stesso folle errore di Hitler trascinando l’Europa in un conflitto contro la Russia. Solo una Europa schiava ed una Germania governata da una classe politica di traditori, potrebbe rifiutarsi di comprendere che l’obiettivo “storico” dell’impero del caos anglo-sionista è quello di indurre ancora una volta la Russia e l’Europa a distruggersi vicendevolmente, illudendosi peraltro di rimanere indenni nel caso malaugurato di conflitto nucleare in Europa.

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    1. Umberto 7 mesi fa

      D’ accordo con te, Manente. Mi permetto di aggiungere alle tue parole una mia preoccupazione, che in ogni caso è già passata quasi alla rassegnazione: sono convinto che, salvo interventi dell’ ultimo minuto da parte di persone di buonsenso, Obama e la sua cricca di assassini proveranno a far esplodere il caos proprio a ridosso dell’ insediamento di Trump. Sinceramente appare anche fin troppo semplice: il classico “errore” per cui qualche missile colpisce un mezzo di aria o terra, militare o civile, oppure una base o una città in territorio russo. Ci proveranno. Questi sono dei delinquenti incalliti e che in realtà non hanno nemmeno molto da perdere, vista l’ aria che tira in casa, che li porterebbe ad un arretramento considerevole. Speriamo e preghiamo vada tutto per il meglio; auguriamoci che Putin conservi il suo proverbiale sangue freddo. Il resto lo farà Trump e la sua fazione, si spera, rendendo giustizia una volta per tutte al popolo e alla Nazione americana, dissanguata da una banda di assassini assetati di sangue.

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      1. Manente 7 mesi fa

        Ritengo anch’io che i giorni che mancano all’insediamento di Trump, siano i più pericolosi, non ci resta che attendere e confidare oltre che in Dio, nella potenza militare congiunta russa e cinese e nel coraggio di Trump che non sembra il tipo da farsi prendere alla sprovvista. Purtroppo per noi, una presa di posizione dei governi europei che sono quelli più a rischio di tutti in caso di guerra, è una speranza vana e questo dovrebbe convincere anche i più ciechi di quanto sia vitale per l’Europa ritrovare la propria sovranità. Saluti cordiali.

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      2. Giorgio 7 mesi fa

        Manente ed Umberto faccio mie le vostre considerazioni e mi auguro che i militari non eseguano gli ordini di fine mandato dell’abbronzato. perché quest’ultimo se ne va ma loro restano, perciò devono pensarci a fondo prima di mettere in pratica gli ordini che il rappresentante di Satana in Terra recapita loro.

        Alla redazione: come ho già avuto modo di manifestare in occasione di un commento di Tania essere accomunati al sito COMEDONCHISCIOTTE o riferirsi allo stesso lo considero una nota di demerito se non squalificante. Recentemente ha aggiornato i propri lettori sulle pagine lette diuturnamente che risulterebbero circa il doppio da quando hanno assunto la nuova veste redazionale, e nella stessa occasione non hanno perso l’opportunità di sottolineare la loro imparzialità ed equidistanza a favore di ogni idea. Niente di più falso ed ipocrita: io ne sono una testimonianza vivente.
        Arimane ha molti adepti.

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  2. Umberto 7 mesi fa

    Barack Hussein Obama è uno sporco bastardo assassino saudita.

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  3. gogol 7 mesi fa

    Beh con la guerra moderna 2000 carri armati sono niente …basta 2 nucleari tattiche ed e tutto finito

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    1. Citodacal 7 mesi fa

      Astenendosi dal considerare che l’impiego di armi nucleari comporti un’immediata ritorsione (a leggersi: un’escalation pressoché incontrollabile), evidentemente chi impiega 2000 carri armati intende occupare una zona, o un’area d’influenza, senza distruggerla definitivamente, o doverla poi bonificare dalle scorie radioattive.

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  4. glab 7 mesi fa

    potrebbero voler prendere il distretto di kaliningrad come rivalsa di crimea, … quella è certamente un’area importante.

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