"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sul Monoteismo del mercato: l’appello dei docenti Luiss a favore dell’euro

chiesa-sconsacrata

di Sebastiano Caputo

Questa è la parabola che ha portato questi sacerdoti travestiti da professori universitari a lanciare questo appello sulle pagine del Corriere: dal monoteismo cristiano (Università Pro Deo) si è passati poco a poco negli anni al monoteismo del Dio mercato (Luiss). Sempre Pasolini scriveva: “l’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione; e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che omologava gli italiani […] e come concorrente il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo”. E non è un caso che in una delle sedi a Roma, l’aula magna sia una chiesa sconsacrata.


Dopo la caduta del nazifascismo e del comunismo si è parlato in Occidente della fine delle ideologie, come se dopo un secolo d’ideologie assassine che avevano prodotto il male sulla terra si fosse finalmente entrati in un’epoca post-ideologica, o addirittura, in un’epoca anti-ideologica. Mentre i “sacerdoti laici” (Sorel) cantano e decantano questo ritornello, viviamo in realtà nell’epoca più ideologica della storia dell’umanità: quella in cui il pensiero unico neo-liberale ha colonizzato le nostre coscienze a tal punto da manifestarsi naturalmente. Scriveva Pasolini: “nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha il fatto il centralismo della civiltà dei consumi”. Come si è potuta esercitare quest’omologazione del pensiero e dell’essere?

Probabilmente con la conquista da parte della classe dominante del potere economico (banche, imprese strategiche, ministeri) mediatico (televisioni e giornali) e universitario (università private). Lo studio di quest’ultimo – quello universitario – diventa invero imprescindibile per capire le dinamiche che determinano l’evoluzione del dibattito pubblico. Proprio sul Corriere della Sera di mercoledì 9 aprile è stato lanciato un appello dal titolo “Uscire dall’euro, una tentazione pericolosa” (leggi qui). Tra i firmatari Lorenzo Binismaghi, Franco Bruni, Marcello De Cecco, Jean Paul Fitoussi, Marcello Messori, Stefano Micossi, Antonio Paoda Schioppa, Fabrizio Saccomanni, Gianni Toniolo, tutti collaboratori, a vario titolo, alla Luiss School of European Political Economy (Sep). “Chi propone l’uscita dall’euro – scrivono – vuole in realtà tornare a quel modo di governare l’economia che la storia ha già condannato come fallimentare”. E poi allarmismi su inflazione, fluttuazioni, risparmi, debito pubblico, isolamento, emarginazione. Nessun argomento, soltanto demagogia.

Ma la cosa più grave è che questo appello non arriva da economisti indipendenti, ma da un’università, che seppur privata, dovrebbe essere per definizione il luogo post-ideologico (o anti-ideologico) dell’insegnamento. E meno male che l’acronimo “Luiss” sta per Libera Università Internazionale degli Studi Sociali. Libera da cosa? In realtà libera dall’egemonia cattolica, infatti quest’ultima nasce dalla trasformazione di un istituto preesistente: l’Università Pro Deo. Nel 1974 fu fondata da Umberto Agnelli (fratello di Gianni Agnelli, fondatore con Altiero Spinelli dell’IAI, membro del gruppo Bilderberg e all’epoca presidente di Confindustria), per poi calamitare finanziamenti da alcune banche e da gruppi industriali pubblici e privati (questi finanziatori si riuniscono dal 1985 sotto la sigla “Associazione Amici della Luiss”, oggi presieduta dal magnate Francesco Gaetano Caltagirone). Le università sono diventate fabbriche ideologiche e di consenso dove vengono formate le nuove leve anti-nazionali del capitalismo finanziario Questa è la parabola che ha portato questi sacerdoti travestiti da professori universitari a lanciare questo appello sulle pagine del Corriere: dal monoteismo cristiano (Università Pro Deo) si è passati poco a poco negli anni al monoteismo del Dio mercato (Luiss). Sempre Pasolini scriveva: “l’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione; e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che omologava gli italiani […] e come concorrente il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo”. E non è un caso che in una delle sedi a Roma, l’aula magna sia una chiesa sconsacrata.

Fonte: L’intellettuale dissidente

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  1. oldhunter 3 anni fa

    Per suffragare l’articolo di Sebastiano Caputo, si legga anche TIRATEGLI DELLE MONETINE (
    http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=5796&reply_id=123550499&topicGroupID=1 ) in cui Giovanni Zibordi, risponde punto per punto all’appello colmo di falsità e inganni degli economisti di regime sostenitori dell’Euro, o meglio del Sistema che sta distruggendo il nostro Paese.
    Data per scontata la conoscenza della materia economica da parte di costoro, delle due l’una, o sono degli ignoranti in buona fede, oppure… vedete voi.
    Ecco come si manipola l’opinione pubblica.

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Una perfetta risposta a questi truffatori dell’euro. Non sono d’accordo però sulla proposta di “tirategli le monetine”: secondo me su questi personaggi bisognerebbe tirare delle pietre in modo che si producano quelli che a Roma chiamano “li bozzi” e che gli rimanga quindi un segno per le castronerie che dicono per ingannare l’opinione pubblica mentre se ne stanno assisi a pontificare nei loro comodi uffici, sicuri che il loro conto in banca viene adeguatamente rimpinguato dalle elargizioni fatte a loro favore dagli organismi dell’alta finanza per cui lavorano svolgendo la loro opera di propaganda. D’altre parte la manipolazione dell’opinione pubblica è connaturata a questo sistema e le falsità e le menzogne sono ormai sparate a raffica dai giornaloni del sistema come Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, ecc..

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  2. Eugenio Orso 3 anni fa

    Solo di ideologia si tratta. E’ l’adesione incondizionata ai precetti e ai dogmi neoliberisti che consente a quei miserabili cattedratici di fare carriera e mantenere la posizione di privilegio. Se nell’Evo Medio, per lunghi secoli, l’ideologia di legittimazione del modo di produzione feudale era il cristianesimo – e importanti erano gli oratores, cioè i preti e i prelati – oggi l’ideologia di legittimazione è il neoliberismo economico, che ha come “mistero della fede” contemporaneo il giudizio inappellabile dei mercati. Siamo davanti a un’ vero e proprio apparato “ideologico massmediatico e accademico” che comprende, oltre ai giornalisti, anche gli accademici e i cattedratici. Le voci critiche sono sempre più rare, in quell’ambiente asservito agli interessi del capitale finanziario. Non c’è quasi più traccia di coscienza critica. Anche per tale motivo il neoliberismo – ideologico, dogmatico e non certo scientifico – sembra imbattibile e senza alternative.

    Saluti

    Eugenio Orso

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Condivido pienamente. Si tratta in effetti di quella nefasta ideologia neoliberista che domina come “pensiero unico” tutto il sistema politico, dei media e dell’informazione. Una precisazione più che opportuna.
      Contraccambio i saluti
      Luciano Lago

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