"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Soltanto la Nazione Siriana ha i il diritto di scegliere il proprio destino

“Soltanto alla Nazione siriana spetta il diritto di decidere sul destino politico della Siria“, ha sottolineato l’ambasciatore di questo paese alle Nazioni Unite, Bashar al Afari. “Non sono gli USA, la Francia, l’Arabia Saudita, la Turchia, Israele che possono decidere per il popolo siriano, soltanto gli stessi cittadini siriani potranno decidere chi debba essere la guida del paese“, ha enfatizzato questo Lunedì’ l’ambasciatore siriano in una intervista al canale iraniano Press TV.
Le dichiarazioni del rappresentante diplomatico siriano hanno avuto luogo nel momento in cui i paesi occidentali ed in specie gli USA ed il Regno Unito (oltre alla Turchia) hanno dovuto cambiare la loro impostazione in riferimento al ruolo che debba avere il presidente siriano Bashar al-Assad ne futuro del paese, una volta che termini il conflitto.

Rispetto a questo cambaimento, Al- Afari ha manifestato che i maggiori protagonisti politici del mondo hanno ammesso “la necessità di combattere il terrorismo”. “La differenza sta nel fatto che alcuni di questi leaders, tra questi il presidente degli USA Barack Obama, parlano sontanto teoricamente della lotta al terrorismo, mentre altri leaders, come il presidente iraniano Hasa Rohani ed il mandatario  russo Vladimir Putin, hanno già offerto iniziative su come combattere il terorrismo”, ha puntualizzato.

D’altra parte, Al-Yafarim, in un’altra intervista concessa all’agenzia russa Tass,  ha stimato che” risulta impossibile combattere contro i gruppi terroristi, fra cui il sanguinario ISIS, senza coordinarsi con il governo siriano”, facendo riferimento ai recenti attacchi aerei della Francia sul territorio siriano. “Questo è precisamente quello che ha acclarato il presidente russo quando ha qualificato l’Esercito siriano come l’unica forza legittima con  bisogna cooperare per combattere il terrorismo”, ha sottolineato.

Dall’inizio della crisi del 2011, che ha causato la merte di oltre 250.00 persone e milioni di profughi, l’Iran e la Russia sono state le due potenze che hanno difeso la sovranità del paese arabo, a differenza degli Stati Uniti e dei loro alleati che hanno sempre cercato un cambio di governo in Siria.

Il ministro russo Lavrov: “La Russia non permetterà che la Nazione Siriana si disintegri”

Alle dichiarazioni del rappresentante diplomatico siriano sono seguite quelle del ministro degli Esteri russo Serguei Lavrov, il quale, nel corso di una intervista al network russo RT, ha dichiarato che “la Russia non permetterà che la Siria si disintegri” ed ha assicurato “che bisogna evitare che si verifichi quanto accaduto in Libia ed in Iraq”.

Lavrov in particolare ha detto che “se la Siria dovesse disintegrarsi come nazione, l’alternativa sarebbe il costituirsi di un califfato dello Stato Islamico, questo la Russia non ha intenzione di permetterlo e l’obiettivo è quello di vincere gli estremisti ed evitare che prendano possesso di un vasto territorio”.
Inoltre Lavrov ha manifestato l’appoggio del Cremlino alle riforme politiche del governo siriano, ed ha avvisato che “non debbono ripetersi gli stessi errori commessi in Iraq ed in Libia per causa dell’intervento straniero che hanno portato queste due nazioni nel caos”.

Con la finalità di perseguire l’obiettivo comune di sconfiggere il terrorismo la Russia è disponibile a coordinare gli sforzi anche con gli USA (sempre che lo vogliano) ed ha qualificato l’incontro avvenuto all’ONU fra Putin ed Obama come “molto costruttivo”.
Lavrov ha aggiunto che la Russia ha proposto di far coordinare gli attacchi ai terroristi da un unico centro, che la Russia ha costituito, assieme all’Iran ed all’Iraq, nella città di Baghdad (senza l’apporto di Washington). Tale centro di coordinamento, che è stato sollecitato alla Russia proprio dal governo Iracheno (che non si fida più degli USA n.d.b.) servirà per coordinare gli attacchi aerei dell’aviazione russa e siriana con le forze terrestri che opereranno contro le posizioni dei gruppi terroristi. Di fatto questo  centro di coordinamento segna una nuova alleanza militare inedita contro il terrorismo stipulata tra Russia, l’ Iraq, l’Iran e  la Siria, tenendo fuori gli USA e l’Occidente di cui si sono visti i doppi fini e l’ambiguità dell’azione.

Nota: La guerra in Siria ha già causato oltre 250.000 vittime, immani distruzioni e la fuga di milioni di profughi. La Russia ha deciso il suo intervento a supporto dell’alleato siriano, vista la inazione e l’ambiguità della coalizione guidata dagli USA che (dopo oltre un anno) non ha prodotto risultati efficaci ma al contrario ha lasciato espandere l’influenza dell’ISIS (Stato Islamico).

Non è ancora chiaro se gli USA ed i loro alleati accetteranno di coordinare gli sforzi assieme alla Russia, all’Iran ed al governo siriano, rinunciando alla pretesa di voler rovesciare il legittimo governo siriano come precondizione.
Di sicuro gli USA temono che l’azione decisa delle forze russe, assieme a quelle iraniane, siriane ed irachene, possa annientare e sbaragliare anche i gruppi terroristi  che fino ad ora gli USA ed i loro alleati hanno sostenuto ed armato, in modo ambiguo, per poter rovesciare il governo siriano e creare una situazione di caos che potesse giustificare una occupazione e divisione del paese, come era nei loro piani.

Con la presenza delle forze militari russe sul territorio siriano, oltre a quella degli iraniani (da non sottovalutare), questa operazione di Washington ( e di Tel Aviv) adesso è stata di fatto bloccata. Obama e la sua amministrazione devono prendere atto dell’ennesimo “fiasco” della politica estera degli USA.

Fonte: Hispan TV     Al Ahed News

Traduzione e note: Luciano Lago

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