"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

SOLIDARIETA’ E UNIONE EUROPEA

Adriano Tilgher

Quello che accade in Italia è da brividi. Non per il freddo ma per il raccapriccio.
La terra trema, la neve cade, la crisi è pesante e noi Italiani siamo sempre più soli ad affrontare i nostri problemi.
Perché dobbiamo ogni giorno assistere a richieste di denaro per solidarietà, quelle fatte in grande attraverso le televisioni ed i giornali, vuoi per la ricerca, vuoi per le catastrofi nazionali, vuoi per la fame del mondo, e quelle fatte in piccolo dalla miriade di mendicanti e postulanti che angustiano, spesso in modo petulante la nostra quotidianità?

Ma esiste una stato? Esiste una struttura pubblica che dovrebbe utilizzare le enormi quantità di denaro che ci sottrae attraverso uno dei più iniqui sistemi di tassazione del mondo proprio per queste cose?
Invece NO! Per la carità pelosa verso i diseredati del terzo e quarto mondo , vera e propria tratta degli schiavi, esistono tutti i soldi che vogliono, anche perché poi vanno a finire nelle tasche dei proprietari di sedicenti cooperative o associazioni definite umanitarie (il cui umanitarismo si rivolge soprattutto verso le tasche proprie e dei protettori politici e non), per i bisogni reali della nostra comunità invece si ricorre alla solidarietà nazionale.

Il popolo italiano generosamente partecipa, però poi nel tempo leggiamo di soldi spariti, di aiuti che non arrivano, di situazioni di disagio ed abbandono che continuano per anni.
Lo sciacallaggio di molti sedicenti umanitari è ignobile e andrebbe colpito con un’asprezza di pene senza precedenti, invece nessuno paga, anzi i presidenti di queste combriccole delinquenziali vivono da nababbi rispettati ed onorati come se fossero i benefattori dell’umanità, offendendo in tal modo anche chi generosamente si prodiga veramente per aiutare e salvare il prossimo.
Nessuno paga, dopo qualche articolo e qualche farsa di processo tutto torna nella normalità.

Disastro neve in Centro Italia

In tutto questo marasma l’Unione Europea brilla per la sua assenza. Questa Unione che dal 2000 con la complicità della nostra sedicente classe politica, ci ha ridotto nelle drammatiche condizioni economiche, sociali ed etiche in cui siamo, ci lascia sempre soli nelle nostre tragedie, anzi acuisce le pressioni grazie anche a mascalzoni come Monti e tutti coloro che lo sostennero che imposero di introdurre a rango di legge costituzionale il pareggio di bilancio. Tutte persone da processare per tradimento e per interesse privato in atti di ufficio.

Mi domando perché rimanere in questa UE che tanto ci chiede e niente ci dà, perché rimanere in un carrozzone che ci è ostile e ci disprezza probabilmente perché invidioso delle bellezze naturali della nostra terra e della ricchezza culturale del nostro popolo?

Non ho risposta se non: “usciamo dalla UE e di corsa”.

*

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  1. PieroValleregia 4 mesi fa

    salve
    si scrive UE si legge URSS: miseria, vuoto culturale, assenza di etica e sociale…
    saluti
    Piero e famiglia

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    1. Tania 4 mesi fa

      Non posso condividere questo commento per vari motivi anche se all’apparenza sembrerebbe logico, invece è solo roba di tifoseria…
      Devo dire perché non lo condivido, pensa che possa interessarle?

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      1. PieroValleregia 4 mesi fa

        …non sono un censore Tania, lei è liberissima di scrivere e pensare ciò che più le aggrada; ciò non toglie che l’atuale UE ricorda, in tutto e per tutto
        la malvagità della vecchia URSS.
        Senza tirare fuori i dissidenti e i loro “soggiorni” in Siberia, basti pensare a come l’URSS soggiogasse stati sovrani (proprio come fa la UE), quali:
        Estoni, Lituania, Lettonia, Ucraina, Bielorussia e tutti gli stati che finiscono in “stan”
        Poi, basta leggere Solgenistyn (spero di averlo scritto esatto) così non fosse, chiedo scusa
        saluti e buon fine settimana
        Piero e famiglia

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        1. Citodacal 4 mesi fa

          Per chi ha la pazienza di leggerne le circa 800 pagine, anche “Vita e destino” di Vasilij Grossman è un’opera illuminante, e non solo in merito all’ex URSS. Le conclusioni sulla natura del male a cui giunge l’autore, che fu corrispondente di guerra sovietico e sostenitore dell’Unione Sovietica durante tutto il secondo conflitto mondiale e dopo, sono disarmanti e valgono per ogni regime il cui inganno sia quello di sostituire la verità con una parvenza di bene assai abilmente simulato e organizzato. Quando Grossman se ne accorse e finì di scrivere il romanzo sopra citato – ambientato nella Stalingrado dell’assedio – , come una denuncia dello stravolgimento di libertà, verità e bene comune perpetrato dal regime che lui stesso aveva fino ad allora supportato, gli agenti del KGB gli sequestrarono il manoscritto, la carta carbone, le minute, la macchina da scrivere e i nastri su cui aveva battuto: era l’anno 1961 e il libro vedrà le stampe soltanto nel 1980 a Losanna, peraltro in edizione incompleta, grazie a un microfilm che amici dell’autore erano riusciti a far uscire clandestinamente dall’Unione Sovietica: nel frattempo Grossman era passato all’aldilà da più di quindici anni.
          Estraggo un passo dalla prima pagina del primo capitolo del libro I, che ben si addice anche all’attuale situazione, essendo eterno il senso degli archetipi:
          “Le izbe russe sono milioni, ma non possono essercene – e non ce ne sono – due perfettamente identiche. Ciò che è vivo non ha copie. Due persone, due arbusti di rosa canina, non possono essere uguali, è impensabile… E dove la violenza cerca di cancellare varietà e differenze, la vita si spegne.”

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          1. PieroValleregia 4 mesi fa

            …grazie della segnalazione, vedrò di procurarmelo…
            saluti e buon pomeriggio
            Piero e famiglia

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          2. Citodacal 4 mesi fa

            @PieroValleregia
            E’ un opera monumentale (finora ne ho letto solo una davvero minima parte), che fu scritta con l’ambizione di esser il “Guerra e pace” del Novecento. Grossman ha delineato talmente tanti personaggi (eroi e traditori, vittime e carnefici, idealisti e leccapiedi etc) le cui vicende s’intrecciano durante la guerra (spaziando da Stalingrado a Mosca, nella provincia, nei lager sovietici e nelle brutalità naziste) che qualche lettore in Internet ha detto d’essersi composto ad hoc degli schemi riassuntivi per seguirne le trame, senza perdersi tra le pagine. Lo stile narrativo è eccellente.

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        2. Il sasso nero 4 mesi fa

          ” controsenso comportamentale inverso alla conoscenza degli
          comportamenti esistenziali precedenti.”
          In due parole: ma se l URSS era un inferno risaputo, perché abbiamo
          fatto una €u a sua somiglianza?

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          1. Riki 4 mesi fa

            Se aggiungi un manico alla € e la testa del martello alle due righette parallele, vedrai la falce e martello. Simbologia sadica dell’elite per il popolo bue

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  2. Eugenio Orso 4 mesi fa

    La carità privata deve sostituire lo stato sociale, fa parte dei piani elitisti.
    “Al vostro buon cuore” (truffe a parte) per ridurre la spesa pubblica al lumicino. Lo vuole il mercato stragista, l,o voglio i ratti liberali-liberisti-libertari e, soprattutto, le aristocrazie del denaro e della finanza che hanno sostituito, come classe dominante, la vecchia alta borghesia proprietaria.
    Neocapitalismo globalizzato a vocazione finanziaria … si chiama così e fra i suoi strumenti di dominazione annovera la Ue/Uem, la quale non è assente, ma purtroppo ben presente per imporre il rigore contabile e svuotare gli stati nazionali di sovranità politica e monetaria.

    Cari saluti

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      Vogliamo mettere la bella figura morale e sociale? E’ la stura per salvare la “coscienza” (un evidentemente e improprio eufemismo) di chi prima riduce, od acconsente il farlo, i redditi e lo stato sociale, poi aiuta a discrezione con l’obolo caritatevole.

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  3. Anonimo 4 mesi fa

    Dobbiamo rimanere perche’ devono distruggerci insieme alla grecia guarda caso siamo le radici della Civilta’ e a questi le radici fanno paura, meglio una bella marmellata di cento etnie dove con una generazione si manda a puttane millenni di storia. Strada breve ed efficace

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  4. Tania 4 mesi fa

    Comunque sono d’accordissimo con Adriano Tilgher, fuori SUBITO da questo INFERNO MAFIOSO che è la UE, o anche UEM!

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  5. Giorgio 4 mesi fa

    “Non ho risposta se non: “usciamo dalla UE e di corsa”.” E’ una battuta o cosa?

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    1. Anonimo 4 mesi fa

      …cosa…

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      1. Umberto 4 mesi fa

        nostra

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  6. egenna 4 mesi fa

    Sarò un ingenuo, mi sono sempre chiesto: ma se succede il patatrac, dove si nascondono questi cento,duecento,trecento personaggi che tirano le fila, con sette miliardi di persone che li cercano, facciamo tre miliardi o facciamo pure due di miliardi.
    Sono tanti, dove pensano di scappare!!?
    Comunque alla fine confido abbastanza nei Pretoriani, perché quando la corda si tira, si spezza anche con loro.
    Cordiali saluti

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    1. Citodacal 4 mesi fa

      La Storia è abbastanza prodiga in merito a soggetti che hanno trovato vari modi per defilarsi; basterebbe riesumare il recente e vergognoso caso del terrorista Cesare Battisti a cui sia Francia che Brasile hanno ripetutamente concesso appoggio (e non stiamo parlando d’uno Juncker…). Inoltre un patrimonio cospicuo trova agevolmente soggetti disposti a lasciarsi corrompere (se ancora non sia stata creata – manchevolezza alquanto improvvida, più per un politico che non un avventuriero – una solida via di fuga e copertura presso paesi o istituzioni che abbiano tutti gl’interessi a mantener la bocca chiusa, avendone ampi benefits come ritorno) ; senza contare le reti di protezione reciproca internazionale: in questo caso, valgono maggiormente gli scheletri che giacciono nei rispettivi armadi, nonché la logica del “se prendono me, cadi anche tu perché io parlo”. Restano i soggetti abili a riciclarsi con ogni tempo politico, come l’esempio dei vari voltafaccia di Fouché ricorda. In merito ai presunti 7 miliardi che dovrebbero cercarli, suppongo che anche Lei abbia un lavoro, una vita privata e forse anche una famiglia a cui dedicare le Sue cure: pensa di poter trovare il tempo laborioso e necessario per indossare le vesti implacabili d’un equivalente Van Helsing?

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