"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Soffiano venti di guerra. Putin annulla i precedenti accordi con gli USA per causa delle “azioni ostili” contro la Russia

Il presidente Vladimir Putin e la dirigenza di Mosca stanno riconsiderando tutti gli accordi di collaborazione esistenti con gli USA per causa delle azioni ostili svolte da questi contro la Russia. “La minaccia alla stabilità strategica che presuppongono una serie di azioni ostili messe in atto dagli USA” sono una delle ragioni che spingono le decisioni del Cremlino, come recita un documento pubblicato nel bollettino ufficiale dello Stato.

In particolare Putin ha firmato questo Lunedì un decreto che sospende l’Accordo di Gestione e Disposizione del Plutonio (PMDA) sottoscritto con gli USA nell’anno 2.000 per la riconversione di 34 tonnellate di plutonio militare in combustibile nucleare per uso pacifico. In pratica le scorie di plutonio utilizzate per la produzione di armi nucleari.

Questo accade in un contesto di relazioni molto tese fra la Russia e gli USA dovute alla crisi dell’Ucraina ed alla crisi in Siria. Dalla fine di Luglio del 2014,  gli USA e la UE avevano imposto vari pacchetti di sanzioni contro il paese euroasiatico per condannare il presunto intervento di Mosca nella crisi ucraina (che il Cremlino ha sempre smentito) a sostegno degli indipendentisti, oltre che per l’annessione della penisola di Crimea avvenuta dopo un referendum popolare nel 2014.

Il testo del documento cita, fra i motivi della sospensione del PMDA, “l’incapacità” di Washington di garantire l’adempimento del suo impegno di riutilizzare il plutonio militare. “Questo significa che la Russia considera impossibile continuare a adempiere in forma unilaterale le clausole di questo accordo”, ha indicato da parte sua il portavoce del Goveno di Mosca, Dmitri Peskov.
Il documento prescrive la possibilità che Mosca recuperi il materiale radioattivo per uso militare “per la necessità di adottare misure immediate per la difesa e sicurezza della Federazione Russa”.

Il PMDA, sottoscritto fra i due paesi nell’anno 2.000, prevedeva la eliminazione, da parte di ciascuna potenza , di almeno 34 tonnellate metriche di plutonio per uso militare – quantità sufficiente per la produzione di 17.000 ogive nucleari- riciclando tale materiale in combustibuile per centrali nucleari.

Nota: I russi hanno preso molto sul serio le minacce proferite da esponenti dell’Amministrazione USA ed in particolare le ultime dichiarazioni del portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby, il quale aveva detto che, continuando la guerra in Siria, i terroristi inizierebbero ad attaccare le città russe e Mosca e questa “riceverà i corpi dei suoi militari nei sacchi neri per i cadaveri”, così come “continuerà a perdere risorse e possibilmente aerei”.
Secondo Mosca con queste dichiarazioni, oltre a tutte le precedenti provocazioni svolte della NATO vicino ai confini russi, gli USA hanno varcato la “linea rossa” e la Russia deve prepararsi ad un possibile conflitto con gli USA e con la NATO. Finito quindi il tempo degli accordi di cooperazione e delle intese diplomatiche, il paese euroasiatico di prepara alla guerra.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e nota: Luciano Lago

 

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  1. Umberto 10 mesi fa

    Viste e considerate le minacce terroristiche degli Stati Uniti d’ America, la Russia, adesso, sarebbe legittimata a radere al suolo Washington, New York, Dallas e il Pentagono, con conseguente invasione, proprio dalla stessa “legge” che gli stessi marrani, dal 2001, hanno unilateralmente approvato e messo in atto: quella della guerra preventiva al terrore. Nessuno dovrebbe o potrebbe dire niente, dal momento che i sionisti americani si sono autoproclamati terroristi.

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  2. stefano 10 mesi fa

    A causa degli luciferini USA, appoggiati dai lacchè occidentali e dai cretini paesi dell’ ex blocco orientale si sta andando verso il conflitto finale.

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    1. nessuno 10 mesi fa

      Salve, tutto come previsto e di semplice intuizione, a meno di un miracolo
      siamo in guerra, in ultima analisi: la situazione ha raggiunto un punto di non
      ritorno, niente potrà essere come prima l’ingerenza usa in Siria.

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  3. giannetto 10 mesi fa

    Chissà se dopo il primo botto del Grande Patatrak faremo in tempo a vedere il secondo! Ma possibile che nella merdosa Europa non ci sia un solo politico capace di far intendere a Uncle Sam che è ora di finirla di giocare al cow boy psicopatico? Né che ci sia un solo movimento politico “ufficiale” (cioè votato da sua maestà l’idiota collettivo) capace di alzar la voce. E che l’idiota collettivo di nome popppolo continui a tacere, senza sollecitare né i suoi eletti, né i suoi capi (eletti o no)? – Ebbene, tutto questo è possibile. Molte cose ho visto nella vita, però non smetto mai di sorprendermi della stupidità umana.

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  4. Walter 10 mesi fa

    Il problema é semplice, per quanto agghiacciante: durante la guerra fredda, USA e Russia sapevano che chiunque avesse sferrato per primo un attacco nucleare avrebbe comunque subito un contrattacco di entità paragonabile da cui sarebbe risultata una reciproca distruzione. Oggi non é più così. Da quanto ho capito, negli USA sta prendendo campo l’idea che un “first strike” ibrido (cyber + nucleare) potrebbe paralizzare le difese e la capacità di contrattacco del nemico, che risulterebbe incenerito prima di potersi rendere conto di cosa succede. E’ una situazione molto pericolosa perché ognuna delle parti potrebbe attaccare per evitare che l’altro lo faccia per primo. La Cina sta investendo molto nella cyberwarfare e la Russia ha abbastanza armi nucleari per incenerire gli USA. Il problema é complicato dal fatto che non é necessario che una delle parti sia in grado di condurre un “first strike” risolutivo, é sufficiente che si sentano sicuri di poterlo fare. Un’altra complicazione sta nel fatto che negli USA non si sa più chi comanda. Se é vero (comke qualcuno scrive) che l’ordine di attaccare le truppe siriane é partito da Ashton Carter contro il volere del Presidente Obama, significa che il Pentagono ha deciso di sottrarsi ai diktat della NSA e può agire in modo indipendente. Una sorta di (contro)colpo di stato militare (il “colpo” lo aveva già fatto la CIA/NSA). Insomma, non vorrei essere pessimista ma tira davvero una brutta aria.

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  5. Walter 10 mesi fa

    Una precisazione: l’idea che l’ordine di attaccare le truppe siriane sia partito (autonomamente) da Carter é rafforzata dal fatto che, durante il 2016, Carter ha incontrato e stabilito personalmente degli accordi con Christensen (Danimarca) e con Marise Payne (ministro della difesa in Australia). A febbraio 2016, Christensen diceva a Carter che “Denmark’s military would go wherever it is most needed”. Se ricordo bene, il bombardamento dei militari siriani (ammazzati a tradimento durante una tregua) é stato condotto in modo congiunto da USA, GB, Australia e Danimarca. Almeno in teoria, direi che Carter aveva la possibilità di decidere da solo e portarsi dietro DK e AU.

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  6. Tania 10 mesi fa

    Questi vostri commenti tutti gli italiani dovrebbero leggerli, ho votato per tutti.
    Certo che se gli italiani avessero i loro rappresentanti nelle stanze del potere, l’onda della consapevolezza andrebbe e tornerebbe, incessante, purtroppo siamo solo un popolo disprezzato e odiato dal potere che controlla l’Italia, ed è il potere più orrendo che esista, quello che vive, si alimenta, nel dolore altrui…
    Dove sono le voci che si dovrebbero alzare indignate verso questo chiaro intento USA/ISRAELIANO di atti folli contro l’umanità?
    I sindacati, il PD “partito della sinistra” (lo dice Renzi, mica io), dove sono gli intellettuali che parlano apertamente di ciò che sono gli USA e loro amici di merende, come può un essere umano condividere il solo pensiero che si possa incenerire una fetta consistente del pianeta Terra, in questo caso la Russia, che colpe ha questo paese, cosa ci ha fatto di tanto brutto da dover desiderare la sua sparizione totale?
    A questo punto allora per onestà intellettuale 7 miliardi di esseri umani dovrebbero chiedersi cosa hanno fatto al pianeta anche USA, ISRAELE, UK e loro “amici di merende”, che, guarda caso comprendono anche parecchie “teste coronate” europee… chissà mai perché…
    Insomma, perché su questo pianeta non si riesce a vivere in pace, chi è il rompiballe? Questa è una domanda precisa che faccio al capo attuale del mio governo, risponda Renzi a questa domanda, che è una domanda importante, ognuno qui è colpevole o innocente, ma deve dirlo apertamente, deve dire io sono per la 3° guerra mondiale, la voglio, la esigo, per il bene di chi? A questo punto se i tiggì del potere osano parlare ancora del dittatore della Corea del Nord come di un pazzo, subito dopo ci mettano in coda gli USA e RENZI.
    BUFFONI, questi parlano della guerra fine del mondo come fosse decidere di andare a cena fuori… non ho parole, abbiamo dato le chiavi della stanza dei bottoni a gente a cui in privato non daresti nemmeno le chiavi della tua cantina… anzi, al solo vederli chiameresti il pronto intervento della NEURO….
    Sono pazzi, ma di una pazzia particolare, quella del disadattamento, solo con il pieno controllo degli altri riescono a sentirsi al sicuro, che brutta cosa non poterli mettere in un istituto e curarli, certo che è inspiegabile il comportamento di tutte le persone colte ed intelligenti, non dico le masse che nulla possono, che li lasciano fare senza intervenire. E’ fin più assurdo questo del folle che si sa, è folle, no?

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  7. Idea3online 10 mesi fa

    A mano a mano, passo dopo passo, gli alleati della Russia nascosti in Europa e nel Mondo, che adesso sono in sonno per paura, quando capiranno che l’Orso sta lucidando gli artigli, ecco che faranno dichiarazioni per avvicinarsi alla Russia come orsacchiotti per porre la fiducia su mamma Orso. A mano a mano scopriranno le carte i Re della Terra.

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  8. Umberto 10 mesi fa

    E nel frattempo il nulla, tutti a guardare il grande fratello in tv e tutta una miriade di trasmissioni demenziali. Io la tv non la vedo da un pezzo e sto meglio.

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