"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Situazione in Italia. Tagli alla spesa pubblica: gli asini ragliano e la finanza se la ride

Marco Mori

Quelli che abbassare la spesa per abbassare le tasse… Ma lo avete il pallottoliere in casa? Vediamo qualche esempio perché non si possono non comprendere concetti così banali. E il Paese non può più resistere se non si debella l’ignoranza.
Lo Stato spende 400 e tassa 400, il saldo è zero, ovvero si applica il pareggio in bilancio. Se si taglia la spesa ad esempio del 50% e si riducono le tasse in egual misura il saldo è sempre zero (200-200).

Nulla cambia neppure se lo stato azzera spesa pubblica e tasse. Saldo comunque zero. Molti asini raglianti, nonostante l’evidenza matematica, non capiscono che solo se c’è deficit può esserci crescita. Ovvero non conta il livello di tassazione complessiva ma conta che la spesa pubblica sia maggiore delle entrate fiscali. Così si crea ricchezza per i cittadini. Nessuno di noi può emettere moneta e dunque commerciamo con quella che abbiamo!

Con il pareggio in bilancio solo con l’esportazioni è possibile avere moneta fresca nell’economia, ovviamente al prezzo di una violenta riduzione dei prezzi, della deflazione. Solo così si può infatti diventare competitivi nell’export. Deflazione che peraltro causa disoccupazione, ovvero l’opposto della politica che dovrebbe perseguire una Repubblica fondata sul lavoro (art. 1 Cost.).

La verità è evidente, chi non la capisce è un asino, scusate la durezza ma sono stufo, la gente non ce la fa più!
Dovete dunque comprendere che lo Stato deve spendere più di quanto tassa! Come prevede peraltro l’art. 47 Cost. Il pareggio in bilancio è un criminale omicidio economico. Il risparmio infatti è possibile solo con politiche di deficit.

E perché in tutto questo la finanza se la ride a crepa pelle? Perché vede noi dividerci e litigare, additare sprechi ed evasione, mentre loro semplicemente sottraendo moneta dalle economie ogni anno obbligano lo Stato ad auto smantellarsi. E cosa se ne va azzerando la spesa pubblica? Perdiamo sanità, istruzione, welfare, pubblica sicurezza, perdiamo ogni garanzia prevista dalla Costituzione, perdiamo ogni diritto.

Se fate leggere questo post all’economista neoliberista di turno (asino ragliante o individuo in malafede) vi dirà che non è vero. Perché le banche commerciali possono aumentare la base monetaria con i prestiti. Vero, verissimo.
Peccato che le banche commerciali chiedano interessi per questi prestiti e dunque il gioco ad espandere la base monetaria prosegue solo fino a che esse ci fanno credito. È una loro decisione esclusiva. La nostra sopravvivenza dipende da una condizione meramente potestativa di privati.

Ma ciò che non va dimenticato è che le banche private, ditelo agli asini raglianti, non usano aprire scuole, ospedali o garantire welfare con i propri profitti. Senza lo Stato la democrazia è morta, finita, smantellata e le persone potranno riassaporare la durezza del vivere senza garanzie civili proprio come invocava Padoa Schioppa (fortunatamente Schioppato) qualche anno fa.

La crisi economica è per definizione un atto di guerra della finanza alle democrazie.
Io mi sono rotto le scatole degli asini raglianti. Che ciascuno faccia ciò che deve. Quando sentite invocare ai tagli alla spesa non state zitti dite la verità! Non dovete aver paura di offendere, ci giochiamo il futuro! Bastano i due esempi di inizio articolo per demolire i criminali neoliberisti.
Andiamo avanti!

Fonte:Studio Legale Marco Mori

*

code