"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Siria: Trump sa giocare a scacchi?

Idlib: volevano incatramarlo, e se l’avessero avuto tra le mani, sarebbe stato disossato come un pollo. Invece, come un pollo, è fuggito dalla città di Jarjanaz con alcuni accoliti verso nord dove cercherà protezione nella Siria occupata dalla Turchia. Abdullah al-Muhaysini non ha avuto una buona annata. Oltre ad vedersi respingere il rientro nella natia Arabia Saudita, ha subito un oltraggio dopo l’altro.

Il clerico saudita Abdullah al-Muhaysini

Secondo le nostre fonti, questo panzone è stato accusato da diversi gruppi, tra cui Ahrar al-Sham, d’incompetenza, negligenza, sconsiderazione e stupida follia nel comandare i ratti sotto il suo controllo ad Aleppo e Hama. Se vi ricordate, aveva notevolmente offerto altre 2 “urie” extra alle 72 che già attendono i vermi morti per lui in battaglia. Secondo molte fonti, gli è stato proibito di guidare le preghiere nelle moschee di Jarjanaz, in particolare nell’importante moschea Imam Ali Ibn Abu Talib dove le preghiere del venerdì sono solitamente convocate. E’ ormai un fuggitivo.

Un cittadino ha detto a un gazzettiere dei terroristi che: “Non c’è posto per chi esagera (la religione) od oltraggia“. Particolarmente interessante per i miei lettori, Jarjanaz è una città in cui migliaia di terroristi si sono diretti dopo gli accordi di Zabadani, Madhaya e Barzah, per citarne solo alcuni. Si dice che costoro siano ossessionati da al-Muhaysini dopo averne ascoltato le tante storie sui suoi fallimenti dalle astute osservazioni dei capi del “Jaysh al-Islam“, un gruppo di cannibali al soldo dei sauditi.
Aleppo: se pensate che sia un brutto momento per il tronfio ippopotamo, di cui abbiamo appena scritto, pensate a cosa ha in mente un altro fanatico fallito della varietà di falsi musulmani, l’ultimo grande califfo del pollaio Abu Baqr al-Baghdadi. Cosa! Voglio dire, era una volta nell’elenco delle menzogne globali e ora, come quella carcassa talib del Mullah Omar, deve ascoltare i mormoratori palpitanti del suo fedele gregge, fresco di sconfitta in sconfitta, dalle viscere del sottosuolo, dal mausoleo che infesta da quando la Siria l’ha freddato 2 anni fa.

Come per l’ultimo ciclopico capo talib, la morte di al-Baghdadi è nascosta perché la sua banda di sociopatici stranieri inizia a correre a rifugiarsi in Europa. Anche gli statunitensi, che non danno mai credito ai militari siriani, cercano di nasconderlo in modo da pretendere di averlo ucciso anche se il corpo è decomposto e in polvere. E così arriviamo ad est di Aleppo.

L’Esercito arabo siriano ha appena raccolto un’altra vittoria sui lerci scarafaggi dello SIIL nell’ultima città che occupavano nella provincia di Aleppo, Masqanah. Tutto il nord-est e il centro della catena montuosa di al-Tuayhina, ad est dell’autostrada Qanasir-Itharya é completamente liberato. Secondo l’EAS, che ha terminato la valutazione completa del campo di battaglia, sono state contate 1274 carcasse dello SIIL con altri più di 500 feriti. Ecco i nomi dei capi identificati tra i morti: Usama Izadien Burghul, Ziyad Hasun, Abu Hudhayfa al-Libi, Abu Jihad al-Suri, Mustafa Abdulbadi Qinbar, Sayfudin Muhanad Jahjaj, Muhamad Uad al-Qaldani, Abu Sayaf Zaynadin al-Tunisi, Qutayba Abdulnafi al-Thuqlan e Basam al-Shabu, e distruggeva 101 autoveicoli, 4 carri armati, 2 BMP, 7 cannoni, 1 mortaio e 12 postazioni di comando, liberando al-Ayslan, al-Faqa, Qirbat al-Faqa, al-Maza, al-Qar, Jub al-Hamam, al-Ajuziya, al-Ramadhaniya, al-Saudiya, al-Mahmudiya, Judayah, al-Hamara, al-Nuaymiya, al-Faysaliya, al-Muaniya, al-Qalita, Um Rajul, Um Hajara, al-Tayiba e Rasm al-Qazal. L’EAS inoltre confermava la distruzione di 101 autoveicoli, 63 dei quali tecniche, 4 carri armati, 2 blindati, 7 cannoni, 1 mortaio e 12 centri di comando.

Combattenti dell’Esercito Siriano calpestano la bandiera dell’ESL (alle dipendenze USA e sauditi)

Ed ecco le città e i villaggi liberati: al-Ayslan, al-Faqa, Qirbat al-Faqa, al-Maza, al-Qar, Jub al-Hamam, al-Ajuziya, al-Ramadhaniya, al-Saudiya, al-Mahmudiya, Judayah, al-Hamara, al-Nuaymiya, al-Faysaliya, al-Muaniya, al-Qalita, Um Rajul, Um Hajara, al-Tayiba e Rasm al-Qazal.
Masqanah è l’ingresso per Raqqa. Con le forze alleate che avanzano sulla tanto desiderata capitale dell’impero SIIL, gli Stati Uniti raddoppiano gli sforzi per assediarla giustificandone la liberazione, se ciò mai accadesse con le forze curde pateticamente deboli che gli Stati Uniti ci presentano quale unico gruppo capace di combattere lo SIIL. Che noia. Con le forze che puntano su al-Tanaf, al confine giordano-iracheno-siriano al sud, gli Stati Uniti troveranno arduo rafforzare i curdi a nord. Prevediamo l’arrivo di migliaia di truppe iraniane a breve per agire su Raqqa affinché Trump non possa avanzare pretese che ne alimentino il delirio.

Washington DC: il dipartimento di Stato è bloccato nel processo decisionale nella capitale. Sembra che i nani neocon del Pentagono e i residenti del puzzatoio sionista abbiano piratato la politica estera degli USA. Trump, che deve soffiare ed esibirsi, non è più dedito al perseguimento accademico degli obiettivi razionali che si trova davanti; per lui è la bruttezza della diplomazia. Ha mollato la piattaforma degli affari esteri al genero sionista Jared Kushner, un katsa, a proposito. La sua entrata nella politica statunitense sarà il maggiore successo del Mossad da Jonathan Pollard. Da qualche parte nell’estremo nord-est della Giordania c’è una base militare che inghiotte migliaia di ratti siriani che i reclutatori statunitensi e giordani hanno potuto raccattare. Ad al-Tanaf, valico di frontiera e campo di addestramento sul confine siriano-iracheno. Addestrati in varie basi al confine siriano, questi traditori e terroristi ora minacciano d’occupare una zona collegandosi allo Stato curdo previsto nel nord, completando ciò che gli Stati Uniti possono con la scarse risorse che Trump è disposto a usare per promuovere un piano sionista e saudita: A. bloccare l’autostrada Baghdad-Damasco e B. bloccare il gasdotto iraniano per le coste siriane.

Si noti che l’amministrazione Trump ha spostato le priorità dall’abbattimento del Dr. Assad a bloccare l’Iran. Bloccando il gasdotto, i seguaci di Trump sperano di squalificare l’avanzata iraniana sul continente europeo incanalando idrocarburi, integrandosi con Gazprom e costringendo gli occidentali a guardare ad est, e non agli Stati Uniti. L’abominio sionista e partner sauditi desiderano contrastare questo piano per ovvie ragioni, poiché entrambi gli Stati terroristici hanno una paura innata del genio iraniano e del relativo impegno a finirla con lo Stato dei coloni sionisti, l’unico vero protettore rimasto all’Arabia Saudita. C’è calma e disagio nei pressi di al-Tanaf, mentre centinaia di rinforzi siriani occupano le postazioni ad ovest. Gli Stati Uniti sono disposti a fornire copertura aerea agli scadenti alleati se e solo se non ci sarà alcun incidente coi velivoli russi. Ciò diventa sempre più improbabile visto che i russi si sono immediatamente attivati quando aerei statunitensi colpirono le forze siriane ammassatesi presso l’incrocio Zhazha, perlopiù raggruppamenti di combattenti iraniani, libanesi e afghani; sembra che il piano di cacciare gli statunitensi dal suolo siriano sia coordinato da Teheran e Mosca, con quest’ultima che provvederà l’ombrello aereo.

In verità, gli Stati Uniti sono sconvolti dai segnali contraddittori emanati da DC, indicando il governo dell’anarchia. Non c’è un vero piano. Se c’è qualcosa, sembra che il segretario della Difesa, il generale “Canepazzo” Mattis, guidi da solo la guerra di “annientamento” dello SIIL a Raqqa, ma non è difficile se tutto ciò che fa è bombardare la città dall’aria. E se le SDF curde si prenderanno tutto il tempo per espellere lo SIIL da Tabaqa, ce ne vorrà dieci volte tanto per svuotare Raqqa. Gli Stati Uniti non hanno opzioni reali se non armare i loro lacchè di tutto tranne che di armi antiaeree. Mi è stato anche detto che gli Stati Uniti non controllano sul serio i loro combattenti a sud, il che significa che i ranghi dei cosiddetti alleati potrebbero essere pieni di jihadisti. È un disastro. La situazione si complica per gli Stati Uniti dato che le SDF non sono alleate di Washington. I curdi sanno che quando la polvere si poserà, i mostri esistenti da prima di tale buffonata saranno ancora presenti. I curdi non possono andare avanti con Trump e i suoi padroni sionisti, sarebbe un suicidio.

Il meglio che possono sperare è il riconoscimento da Baghdad e Damasco che i loro sforzi per scacciare lo SIIL dovrebbero, almeno, portare a un’entità federale. Gli Stati Uniti non possono farlo. In effetti, i curdi di PYG, PKK e SDF sanno benissimo che gli Stati Uniti non hanno alcun appiglio in questa parte del Vicino Oriente, e si avvicinano alla Russia pur accettando armi dagli statunitensi, per il momento. Prevediamo un’avanzata verso l’autostrada Baghdad-Damasco. È inevitabile e l’Iran v’insiste. È la partita finale. Qualcuno crede che Trump possa giocare a scacchi?

Fonte: Syrian Perspective

Traduzione: Alessandro Lattanzio

per Aurorasito

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  1. Mardunolbo 3 settimane fa

    Non c’è nulla da fare, quando si vuole ascoltare parole chiare, bisogna ascoltare dalla Siria o da hezbollah !
    Mi auguro che le manovre congiunte , sirio-irachene + hezbollah-iran-russe, spazzino via altri ratti infestanti .
    Che Al Baghdadi, pupazzo israeliano sia stato annientato, dato che è scomparso dai proclami, da tempo, è molto probabile !
    Ed ora si sa che Mc Cain è diventato senatore per meriti economici , foraggiato dai sionisti Usa,ecco perchè blatera le sue farneticazioni geopolitiche sempre pro-Israele..

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