"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si riparte dalla Bastiglia: le amministrative francesi viste dall’Italia

marine-le-pen

Riportiamo una efficace analisi sull’effetto politico delle elezioni municipali francesi svolta da Mario Lioi

l futuro è stato creato, non lo si è subito. Marine Le Pen si pone come guida di un più ampio progetto europeo, lontano dall’orticello parigino; un progetto ideologico di liberazione dai poteri tecnofinanziari e burocraticoeconomici che schiacciano i popoli europei. Nessuna Fiuggi, nessun predellino, nessuna spaccatura, nessuna Fiuggi 2, ma soprattutto nessun passaggio all’interno del PPE. La coerenza paga, forse.
La Francia è terra di rivoluzione e di giacobinismo, si sa. Forte delle pulsioni interne, dettate soprattutto da un assetto istituzionale presidenzialista e poco incline alla frammentazione partitica continua, la terra della r moscia e della champagne ha dato un forte scossone ai palazzi di Bruxelles.

L’ottimo risultato ottenuto ieri al primo turno delle elezioni amministrative sembrano indicare un preludio di vittoria alle prossime europee. Un partito modificatosi negli anni quello dei Le Pen. Il passaggio di testimone ius sanguinis avvenuto pochi anni fa, nonostante gli iniziali sospetti destati, ha prodotto frutti di novità di notevole importanza. Dal filoaltlantismo antieuropeista all’euroscetticismo, dalla xenofobia tout court alla difesa dell’interesse nazionale. Già negli anni 90 Le Pen padre raggiunse l’ottimo risultato di contesa della presidenza della repubblica al ballottaggio contro Chirac. Oggi sua figlia traccia il solco di una lunga rincorsa verso lo stesso obiettivo. Tappa fondamentale sarà appunto la tornata elettorale del prossimo maggio. Il rinnovo delle istituzioni parlamentari europee e, dunque, dell’inetto e inutile doppio parlamento di Bruxelles e Strasburgo, segnerà una svolta nella storia dell’Unione Europea. La crisi economica venutasi a creare nel 2008 ha espanso a dismisura, per fortuna, l’analisi macroeconomica di finanziamento del debito e della spesa pubblica per mezzo dell’emissione di moneta e dunque del signoraggio (diverso dal famoso signoraggio bancario). La devoluzione di competenza attribuita col trattato di Maastricht del 1992 alla BCE (banca privata slegata dal giogo pubblico e popolare)  in materia di sovranità monetaria e stampa di denaro pubblico, con le conseguenti restrizioni dei parametri inerenti l’inflazione, il rapporto deficit pil, hanno soffocato la maggior parte delle economie mediterranee, provocando per la prima volta nella storia dell’uomo il fallimento di uno Stato e, in misura minore ma cospicua, l’economia francese. Impassibile e galleggiante la grande Germania, fruitrice di un aumento delle esportazioni e dunque del pil, nonché detentrice di titoli greci a un tasso d’interesse usuraio. L’Europa dei popoli dicevano…

Marine Le Pen e il suo Front National, tacciati dai media di estremismo di destra (ma stranamente non di nazismo o fascismo), attraverso un dettagliato programma economico e una ramificata rete di rapporti d’oltreconfine con i movimenti euro critici del continente, fra cui la Lega Nord di Salvini, è data da tutti i sondaggisti come capo del partito più grande dell’arco democratico francese. Prendendo con i guanti il dato statistico sarebbe utile tracciare una riflessione espandibile a parabola anche, e soprattutto in Italia. La destra francese, divisa in popolari e nazionalisti (Sarkozy-Le Pen), non ha mai intaccato con svolte radicali, o accorpamenti d’occasione contingentale, la propria identità politica e culturale. Le innovazioni apportate all’interno delle linee politiche e delle direttrici d’azione sono state partorite all’interno dei partiti, lontano dal parlamento (soprattutto a causa del sistema elettorale francese).

Il futuro è stato creato, non lo si è subito. Marine Le Pen si pone come guida di un più ampio progetto europeo, lontano dall’orticello parigino; un progetto ideologico di liberazione dai poteri tecnofinanziari e burocraticoeconomici che schiacciano i popoli europei. Nessuna Fiuggi, nessun predellino, nessuna spaccatura, nessuna Fiuggi 2, ma soprattutto nessun passaggio all’interno del PPE. La coerenza paga, forse.

di Mario Lioi

Fonte:  Lintellettuale dissidente

*

code

  1. WBM 3 anni fa

    Almeno in Francia esiste un partito nazionalista e identitario, qui in Italia forse non è mai stato concepito. Il FN fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen trasse ispirazione dal MSI di Almirante, ma non credo possa definirsi “neofascista”, perché la francofilia é l’elemento fondante di questo partito, e per ogni francese nazifascismo é sinonimo di Repubblica di Vichy, cioè di quel governo che collaborò con gli occupanti tedeschi.

    Certamente é anti-immigrazionista, é la crescita esponenziale di consensi che ha riguardato il FN nell’arco di quarant’anni, é certamente dovuto alle errate politiche immigratorie attuate dalle autorità francesi dei decenni scorsi che hanno fatto entrare numerosi arabi e subsahariani, che stabilitisi nel paese hanno generato caos, degrado e invivibilità, e quindi i successi del FN parlano chiaramente di un disagio e di una sofferenza patita dai francesi autoctoni (lo specifico perché grazie allo ius soli diversi arabi e negri sono cittadini francesi perché nati in Francia).

    La Lega si sta affiliando con la Le Pen solo per opportunità politico elettorali, infatti non c’entra proprio nulla con il FN, in quanto non é un partito nazionalista (anzi é secessionista) e nemmeno identitario (basti pensare al fatto che esistono militanti leghisti africani, come Iwobi l’assessore nigeriano di Spirano (BG), tanto per citarne uno), ma tanto non gli servirà a nulla perché la gente ha ormai compreso che i leghisti prendono solo per i fondelli. Oggi Salvini e co. sono contro l’euro, ma quando l’Italia ha firmato tutti i trattati in sede comunitaria, c’erano proprio loro al governo e nessuno ha mai detto nulla.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. transcena 3 anni fa

    Si riparte dalla Bastiglia: le amministrative francesi viste dall’Italia | controinformazione.info | Quello che gli altri non dicono

    Rispondi Mi piace Non mi piace