"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si può tollerare tutto ma c’è sempre un limite

ITALY-US-OBAMA-RENZI-DIPLOMACY

Un senso di nausea ci attanaglia le viscere nel sentire in diretta il discorso di Matteo Renzi per celebrare l’arrivo del padrone “abbronzato” amerikano venuto in visita dei bianchi vassalli.
Si può tollerare tutto, anche i luoghi comuni e le banalità tipiche dei discorsi ufficiali ma quando si arriva a pronunciare le più evidenti menzogne della propaganda per compiacere l’ospite, allora di passa il limite minimo di tollerabilità.

Questo limite è stato superato nell’ascoltare le sperticate manifestazioni di elogio della politica americana in “difesa della democrazia” fatte dal fiorentino che si è permesso anche di citare come esempio la Libia, uno dei paesi dove più evidenti sono stati crimini degli Stati Uniti e della NATO intervenuti per destabilizzare un paese che era prospero e pacifico ed oggi è ridotto ad una terra di nessuno con infrastrutture distrutte dove si affrontano bande di terroristi e di predoni che taglieggiano la popolazione, sequestrano persone e scorazzano come padroni del territorio.
Sentire poi discorsi sulla “legalità internazionale” violata fatto per adulare uno degli esponenti di quella cricca a di potere che si è arrogata il diritto di invadere altri stati sovrani come l’Iraq, la Libia, L’Afganisthan  in spregio a tutte le norme internazionali, per rovesciare governi sgraditi agli interessi degli USA, la stessa cricca  che da circa tre anni arma e sostiene i miliziani terroristi stranieri che combattono in Siria, commettendo atrocità inenarrabili contro la popolazione civile per rovesciare il governo di al Assad, questo allora diventa intollerabile.

Anche il Fiorentino sembra che sia stato preso da quella tipica “libidine di servilismo”, una malattia contagiosa che da oltre 60 anni affligge i politici italiani (con rare eccezioni) nei confronti dei padroni americani.
Certo non ci aspettavamo che Renzi chiedesse all’ospite come mai gli Stati Uniti continuino a mantenere in Italia 113 basi americane con armi atomiche tattiche custodite in alcune di queste basi, ma che almeno tentasse di indurre alla moderazione colui che rappresenta la politica aggressiva americana, l’intromissione negli affari di altri paesi, dall’Ucraina al Medio Oriente, dal Venezuela al Sudan, che rischia di provocare e sta provocando di fatto una dura reazione della Russia che reagisce ai tentativi di destabilizzazione di paesi alle sue frontiere (come avvenuto in Ucraina).
Se il fiorentino tenesse in conto l’interesse nazionale, sarebbe consapevole del fatto che la Russia è per l’Italia un importantissimo partner energetico e commerciale e che non sarebbe nostro interesse quello di farci coinvolgere in una campagna di sanzioni che si ritorcerebbe contro chi la fa ed in particolare contro l’Italia.
Se questo livello di tensione dovesse malauguratamente sfociare in un conflitto aperto, l’Italia con le sue basi USA sul territorio, sarebbe un obiettivo privilegiato dei missili e bombardieri russi che non andrebbero molto per il sottile a colpire le basi USA da Aviano a Sigonella.

Questo non sembra preoccupare Renzi ed il suo governo, ben altri sono stati i discorsi fatti dal fiorentino il quale ha affermato fra l’altro che gli States  sono per tutti noi (si riferiva ai suoi compagni del PD) un punto di riferimento, inoltre ha voluto  ricordare  lo slogan  iniziale di Obama (“yes we can”) che oggi è apertamente dileggiato in patria per la sua politica che ha di fatto favorito la grande finanza e le grandi corporations a scapito dei lavoratori e della classe media americana.
Naturalmente anche Obama ha sfoderato per l’occasione tutta la sua dose di retorica e di esaltazione delle alleanze, degli obblighi della NATO, con particolare insistenza sulla necessità di mantenere gli impegni dell’alleanza (si riferiva ai contratti per l’acquisto degli F35 ed altre forniture Looked e Mac Donnel Douglas ) ecc. fino a quando ha esaltato i “vincoli di cooperazione” ed ha definito la Nazione italiana “fortunata” di avere un presidente come Giorgio Napolitano.

Davvero una “grande fortuna” ha assentito Renzi compiaciuto guardando verso il pubblico dei giornalisti. Mancava soltanto il coro intonato tutti assieme dai presenti: “o come siamo fortunati”, “o come siamo fortunati”.

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  1. Piero61 3 anni fa

    …ho appena cenato, potrei vomitare…
    l’Italia è morta (se mai è nata) il 25 luglio 1943…poi si è infierito ( e si continua ad infierire) sul cadavere, l’8 settembre stesso anno, il 25 aprile 45 eccetera eccetera…
    saluti
    Piero e famiglia
    ___________________________________
    con la Russia e con Putin

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  2. Gianni 3 anni fa

    Perfetto quadro della farsa mediatica a cui siamo stati sottoposti in questi giorni.

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  3. Anacronista 3 anni fa

    E, dice il fiorentino, “gli USA non sono intervenuti nella guerra mondiale per considerazioni economiche”! Non stupisce che il servo degli yankee le spari tanto grosse, ma che ci siano tanti italioti ad ascoltarlo.

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  5. WBM 3 anni fa

    Renzi é servo di tutti i potentati extranazionali, quindi l’Italia é destinata ancor più di prima ad essere vassalla di tutti. Anche se però va detto che maggior vassallaggio italico nei confronti degli USA lo abbiamo avuto con i governi Berlusconi: espansione del Dal Molin, i famigerati F 35, il MUOS di Niscemi e altre nefandezze yankee sul nostro suolo, sono stati decisi tutti a seguito degli accordi bilaterali Italia-USA del 2001, quindi sono eredità di Berlusconi & Co.

    Ovviamente sappiamo perché é stato così: il vero capo del centrodestra italiano é Gianni Letta, membro del board di Goldman Sachs, quindi punto di riferimento per quest’ultima in Italia. La GS essendo una banca d’affari criminale, opera in vari settori, compreso quello bellico.

    Insomma come al solito si fanno gli interessi della Goldman.

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