"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si prepara un nuovo “montaggio teatrale” sulla zona di Idlib?

Fonti civili nella città siriana di Idlib hanno rivelato l’arrivo di effettivi dei “Caschi Bianchi” alla città di Ariha da vari giorni. (I Caschi Bianchi, come accertato,  sono un gruppo collegato con Al Qaeda e finanziato dalla CIA e dall’M-16 britannico).

Secondo queste fonti, un gruppo dei civili della città di Sraqeb sono stati trasferiti nella città di Ariha, in compagnia di una equipe giornalistica appartenente ad uno dei canali satellitari arabi (del Golfo), si presume per prepararsi per un “avvenimento teatrale”, similare all’attacco chimico che è avvenuto nella località di Khan Cheikhoun su Idlib.

Il presidente siriano, Bashar al-Asaad, ha dichiarato in proposito, in una intervista con l’agenzia di Sputnik, il 21 dell’ aprile scorso, che l’incidente di Khan Cheikhoun è stato uno “Show prefabbricato” per giustificare l’attacco effettuato contro la base dell’aeroporto di Shayrat.
Al-Assad ha sottolineato che l’Occidente e gli Stati Uniti hanno impedito a qualsiasi delegazione di andare in Siria per indagare sul caso di Khan Cheikhoun, e ha segnalato che questo comportamento esprime il desiderio alla fine di non far trapelare niente di quanto è realmente accaduto.

Il rappresentante permanente della Russia nell’Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ), Olescandr Hoghein, anche lui ha detto che “l’attacco chimico nella città di Idlib non era altro che una “sceneggiata” che ha ottenuto un “dominio cinematografico”.

Il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa russo ha annunciato che le dichiarazioni del rappresentante dell’organizzazione sull’uso del gas sarin propone molte domande , inoltre le polemiche scene contenute nel filmato che era stato trasmesso sull’incidente, dove appare una delle persone che stavano prendendo “campioni” con un sigaretta in bocca.
Da parte sua, il presidente russo Vladimir Putin, ha rivelato l’esistenza di probabili storie circa l’attacco chimico su Idlib, che sia una incursione siriana contro un magazzino di sostanze tossiche o che sia una opera cinematografica, descritta così in modo da fornire il pretesto per far deteriorare la relazione con gli Stati Uniti, in particolare a livello militare.

Allo stesso modo Israele è saltato immediatamente sulla linea di cui si è parlato circa l’attacco chimico su Khan Cheikhoun, in Siria, tanto da affermare che devono tirare fuori ogni essere umano da lì ed  il capo israeliano dell’opposizione ha richiamato il presidente USA nel dare seguito ad una leaderschip politica, salda ed efficace per difendere gli innocenti.

Da parte loro, gli analisti hanno descritto la guerra in Iraq e quella  in Siria, con l’episodio di Khan Cheikhoun, come la guerra di immagine, segnalando che i metodi sono gli stessi, le lobbies sono le stesse, e che i metodi non sono più che un capitolo ricorrente della propaganda di guerra, che conta in questa fase con l’effetto immagine per l’opinione pubblica.

Nota: Non è escluso che le forze della coalizione USA, GB, Arabia Saudita e Giordania, che si stanno concentrando nella parte sud della Siria, in prossimità del confine giordano, stiano aspettando un nuovo pretesto per giustificare una invasione della Siria da sud e dare corso al piano di spartizione del paese arabo che resiste da oltre sei anni all’aggressione diretta da potenze straniere (USA-Arabia Saudita ed alleati) attuata per mezzo  dei gruppi mercenari jihadisti armati e sostenuti da queste potenze militari.

La Russia e l’Iran sostengono l’Esercito siriano nella sua lotta di resistenza e fino ad oggi hanno riconquistato buona parte del territorio che si trovava sotto il controllo dei terroristi. Gli USA e l’Arabia Saudita non si rassegnano alla sconfitta dei loro mercenari e cercano un pretesto per un intervento diretto e questo si può trovare nelle “armi di distruzione di massa” in possesso del regime di Assad. Un vecchio e screditato pretesto, spesso utilizzato da Washington per i suoi interventi.

Non sembra però plausibile che la Russia rimanga inerte, assistendo  senza reagire ad una nuova aggressione.

Fonte: Al Mayadeen

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Andrea 6 mesi fa

    Che scenari da “preparativi per la grande festa”. Equilibri precari in Siria, pentole a pressione in Corea del nord, tensioni in Afganistan, La Mogherini “minacciosa” contro Putin e la Russia tutta…
    Qualcosa bolle in pentola da tutt’altra parte; potrebbe essere in SudAfrica oppure in Ucraina. Certamente si sta cercando un pretesto per imbracciare armi più pesanti e distribuire gratuitamente la Paura.
    Da parte mia non voglio dare la soddisfazione a questi sadici di rubarmi energia attraverso angosce e timori di ogni tipo.
    Un bel sorriso sincero li seppellirà :^)

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  2. dolphin 6 mesi fa

    come mai in Syria entra chiunque e senza essere convocato, mi sembra la terra di nessuno, i russi sono li per espressa convocazione del governo syriano, e gli altri? perché non vengono cacciati a cannonate civili e militari.

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  3. Stefano 6 mesi fa

    La Siria e’ diventato il centro della demenza mondiale dove tutti sono pronti a scatenare una guerra senza precedenti contro tutti i soggetti tra loro. Di converso,chi ha armi nucleari come pyong se sta beato in pace…e minaccia…

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