"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si avvicina il momento di lasciare per Renzi il clown

EU African Summit in Brussels

di Eugenio Orso

Alcune notizie d’agenzia di poche righe, altrettanti segnali che per Matteo Renzi sta arrivando il momento di lasciare. Non finirà come Berlusconi nel 2011, magari avrà il contentino, l’ambito premio elitista per aver continuato la demolizione dell’Italia, ma anche lui dovrà sgomberare e dimenticarsi la poltrona di presidente del consiglio. E’ probabile che Renzi lo sappia già, forse lo sa fin dall’inizio, addirittura da prima di irrompere in Palazzo Chigi, ma vorrebbe restare a fare il “premier” ancora per un poco. Altro che “sfruttare la flessibilità” insita nelle regole europoidi, perché se l’Italia si può minchionare, fingendo il cambiamento di verso, l’unione europoide non si cambia. Funziona benissimo così, per i suoi veri scopi!

Quali sono le notizie? Limitiamoci a tre, commentate brevemente di seguito.

1) Pier Carlo Padoan all’economia, garanzia nel governo per i potentati esterni, dichiara non a caso che il controllo europeo sulle riforme è uno strumento utile, anche se poi giustifica e “infiora” la cosa fingendo pari dignità fra paesi sovrani. Infatti, per far digerire il prossimo venturo governo-troika racconta la favoletta per beoti di un “controllo reciproco dei paesi tra pari che si scambiano esperienze”. No, sia mai! Non è una costrizione, un assoggettamento, uno strumento disciplinare ma solo apprendimento reciproco. Bisogna avere un gran pelo sullo stomaco per dire simili bestialità!

2) Jeroen Dijsselbloem, pirata olandese sostenitore dell’”austerity” per i paesi mediterranei, attualmente alla presidenza dell’eurogruppo/eurolager, dopo aver polemizzato un po’ con Renzi (per via della favoletta della “flessibilità”), comunica che l’unione europide “non cambia verso”, nonostante il semestre di presidenza italiana. Non solo, ma l’eurogruppo pretende di essere il regista delle riforme condotte nei vari paesi. Non esiste cambiamento, perché c’è il famigerato patto di stabilità da rispettare alla lettera e, per ora, non c’è nessun nuovo impegno scritto. Pesa come un macigno la soglia massima del 2,6% nel rapporto deficit/pil, il cui sforamento sarà sicuramente imputato a mancate riforme (leggi tagli di spesa insufficienti e privatizzazioni solo parziali). Inoltre, è sempre valida a livello programmatico, per l’Italia, la letterina-diktat bce del 5 agosto 2011. La “via di fuga renziana” della maggiore flessibilità dentro le regole e delle fantomatiche politiche di “crescita”, è solo di natura propagandistica.

3) Il commissario europeo per gli affari economici e monetari, il finlandese “rigorista” Jyrki Katainen, ancora in carica con Barroso (seguiranno Juncker e Moscovici), sostiene che loro vogliono “collaborare molto strettamente con l’Italia” e che la pagella non è stata ancora data. Un abbraccio mortale, sempre più stretto, che annuncia il futuro governo-troika, ossia commissariamento ferreo e definitivo, fino a estinzione del paese e della sua economia.

Padoan, con le sue dichiarazioni, prepara il terreno all’interno e indora la pillola, Dijsselbloem e Katainen, da fuori, lanciano moniti, diffondono la “voce del padrone” e sostanzialmente annunciano il futuro commissariamento dell’Italia. Ciò risulta chiaro, se s’interpretano con un po’ d’acume le loro parole e i loro moniti, rivolti soprattutto al nostro paese e non certo al Lussemburgo! L’Italia è il boccone più grosso e quello che ci accadrà farà impallidire anche i greci, per quanto ridotti in miseria.

Monti, Letta e in ultimo, ma non ultimo per i danni che sta facendo, Matteo Renzi hanno piegato il paese ai voleri dei mercati&investitori, l’hanno sacrificato come un agnello, con la sua popolazione, per alimentare la mostruosità dell’euro e l’impianto di potere europide. L’hanno incamminato sulla via senza ritorno del rigore contabile, della liquidazione dello stato sociale, della depressione economica e della deflazione monetaria. Tutti e tre solo di passaggio, se Monti è durato, nei fatti, un annetto abbondante, Letta una decina di mesi e Renzi presumibilmente non andrà oltre. Il semestre italiano di presidenza europea scade il 31 dicembre del presente anno, ed è probabile che il clown ultraliberista fiorentino molli la poltrona di “premier” entro i primi due o tre mesi del 2015. Fra poco i tempi saranno maturi per un governo dichiaratamente commissariale e sopranazionale, e i piccoli Quisling saranno archiviati, anche nel ricordo, per quanto di sanguinoso accadrà alla popolazione. Fateci caso: l’ondata finale di privatizzazioni delle aziende pubbliche, annunciata da tempo e richiesta a gran voce dal commissario per la revisione della spesa pubblica Cottarelli (vendere o chiudere le municipalizzate!), non c’è ancora. Un governo-troika, da bravo automa senza problemi di consenso e quozienti elettorali, gestirebbe la cosa in modo asettico (senza dover badare, o fingere di badare, alle sofferenze della popolazione) e sicuramente “efficiente”.

Che fine farà il disgustoso clown liberal fiorentino? Che fine faranno l’infamissimo pd e le sue camarille subpolitico-burocratiche euroserve? Non preoccupatevi troppo della loro sorte … E’ possibile che almeno inizialmente cadranno in piedi, perché il padrone avrà ancora bisogno di loro per “consolidare” la presa del nuovo governo-troika (tecnico-tagliagole, ossia molto tecnico nel tagliarci la gola) e avere un decisivo supporto parlamentare. Renzi potrà passare “ad altri importanti incarichi”, come premio per la sua dedizione e devozione neoliberista (Blair insegna!), mentre i burocrati piddini appoggeranno con nuove menzogne e funambolismi il governo definitivo, mantenendo comunque un certo sotto-potere. Fin tanto che serviranno, poi finiranno anche loro in “discarica” con il resto del paese.

Chi la prenderà direttamente nel culo, senza possibilità di scamparla, saremo tutti noi e noi soltanto.

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UN PENSIERO SU “SI AVVICINA IL MOMENTO DI LASCIARE PER RENZI IL CLOWN DI EUGENIO ORSO”
derosse – Blog pauperclass
il 14 settembre 2014 alle 11:19 scrive:
La “popolarità” chiaramente drogata di Renzi non basterà più ed anche i sondaggi mistificatori non basteranno davanti alle questioni concrete. Se Renzi va in visita da qualche parte, già ora lo accolgono al grido di “buffone, buffone!”, come accaduto a Taranto, area di crisi e dell’Ilva attraversata da problemi sanitari, ambientali e di lavoro, in cui non sono mancate le proteste degli operai. Chi vive per intero la “crisi” sulla propria pelle riesce meglio di tutti gli altri a riconoscere i responsabili. Renzi non riceve gli operai, naturalmente, perché sa bene, essendo in totale malafede, che il suo governo in perfetta linea con i due precedenti (Monti, Letta) continuerà a massacrarli fino alla fine.

E’ solo una dichiarazione di rito quella del burocrate europoide Katainen, neo commissario agli affari economici, il quale dice che con Renzi ha un buon rapporto di collaborazione, nonostante qualche polemica recente (ad uso e conusmo propagandistico interno?). Tutti i censori e burocrati europoidi, siamo essi finalandesi o olandesi, vogliono l’austerity infinita per l’Italia, e premerenno con decisione, fra un po’, per l’avvento definitivo del governo-troika. Ribadisco che questo Renzi lo sa bene, ma deve continuare a recitare come se potesse restare in carica fino al 2018. Il gioco, in ambienti sopranazionali unionisti, è quello del poliziotto buono (Renzi) che chiede a gran voce crescita e allentamento del rigore contabile, con il poliziotto cattivo (ue, germania, nanetti del nord che circondano la germania) che severamente richiama all’austerity, perché la crescita arriverà dopo aver sistemato i conti. Intanto, la mattanza continua indisturbata, anche “per merito” di Renzi.

Sul fornte della politica estera, con le guerre globaliste di grande portata che sono in cantiere, il comportamento renziano è improntato al più bieco servilismo e va smaccatamente contro gli interessi del popolo italiano. Così il clown afferma che la “difficoltà” con la Russia non è un problema di energia e di gas(!) e non può essere ridotta a questo, nonostante la storica dipendenza italiana dalle materie energetiche esterne. Il danno arrecato dal servilismo prousa, pronato e prounionista da Renzi e il pd sarà evidente fra poco, quando arriverà la stagione fredda. Per non parlare della sorte delle esportazioni italiane, falcidiate dalle contromisure che una Russia aggredita giustamente adotta.

Quando Renzi se andrà per nuovi, importanti incarichi-premio che i suoi padroni gli concederanno, si lascerà alle spalle un paese raso al suolo, commissariato nel modo peggiore. Solo allora nel cervellino colonizzato degli idioti che lo hanno creduto “il nuovo” e “il salvatore” potrà nascere qualche sospetto … ma anche allora non è detto che ciò accada!

E’ possibile, anzi, molto probabile, che “buffone, buffone!” non paghi per i crimini commessi contro il popolo italiano, ma segua la stessa sorte del suo modello lib-lab molto liberal, Tony Blair, e che continui fra gli agi e i lussi a ridersela di noi.

Eugenio Orso

Fonte: Pauperclass

Nella foto in alto: Renzi con Barroso e Van Rompuy

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  1. gino 2 anni fa

    sapete che vi dico? gli hanno dato il 40,8%? che se lo tengano. cazzi loro. se lo meritano. finalmente, pur nella sciagura, godrò anch’io e riderò in faccia ai grandi sostenitori di questa feccia

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