"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Si avverano tutte le predizioni fatte dal figlio di Gheddafi nel 2011 che gli opinionisti della sinistra definirono “farneticazioni”

Quando nell’anno 2011 in Libia scoppiò l’insurrezione (pilotata di servizi di intelligence USA e GB) contro il governo di Muammar Gheddafi, suo figlio, Seif Al Islam, rilasciò in quei giorni una intervista in cui espresse le sue previsioni dettagliate sul futuro politico, sociale ed economico del paese, indovinando quasi in tutto quello che sarebbe poi accaduto.

Nel Febbraio del 2011, nella parte orientale della Libia scoppiarono forti proteste contro Muammar Gheddafi, cinque giorni dopo comparve sulla TV statale Seif Al Islam Gheddafi, figlio ed erede favorito dell’allora leader del paese arabo, per spiegare alla nazione quello che stava accadendo, lo ricorda Al Monitor, portale informativo sulle notizie del Medio Oriente con sede a Washington.

Dopo quel famoso discorso, Seif Al Islam Gheddafi fu accusato da molti libici, da osservatori esterni ed anche dalla Corte Penale Internazionale di incitare alla violenza e di minacciare i suoi concittadini, che lui aveva avvertito delle conseguenze.
Poche persone prestarono attenzione alle predizioni che fece allora Seif Al Islam sul futuro della Libia. Tuttavia adesso, dopo cinque anni, la gran parte di quello che aveva predetto il giovane figlio di Gheddafi si è trasformata nella triste realtà odierna.

Tra le altre cose, l’erede di Gheddafi aveva predetto ai libici che avrebbero avuto grossi problemi di sicurezza, che si sarebbero estesi il caos ed il disordine nel paese e questo avrebbe causato la morte di molti cittadini libici. Altre sue previsioni sono state l’intervento degli Stati dell’Occidente nel paese e che si sarebbe interrotta l’estrazione del petrolio dai pozzi libici, la principale risorsa del paese.
Aveva anche avvertito i libici del rischio di una possibile divisione del paese e che varie organizzazioni islamiche fanatizzate avrebbero preso il controllo di una parte dei territori del paese, anche se non di tutto il territorio della nazione libica.

Il Petrolio

Seif Al Islam aveva parlato per quasi 40 minuti, prevedendo che i pozzi petroliferi sarebbero stati incendiati e che quelli rimasti sarebbero stati appena utilizzabili per le necessità del paese. Di fatto, nei primi nove mesi del 2015, la produzione di crudo in Libia è stata costituita da un promedio di 400.000 barili estratti al giorno, molto al di sotto del 1,65 milioni di barili giornalieri che venivano estratti nel paese nel corso del 2010.
I depositi di petrolio che riforniscono città come Tripoli furono incendiati nel Luglio del 2014, e circa una dozzina di stazioni di pompaggio nei terminali di petrolio di Ras Lanuf, dove si realizza la maggior quota di esportazioni, sono state incendiate dai gruppi dello Stato Islamico nel gennaio di quest’anno.
La scorsa estate, uno dei maggiori campi petroliferi al sud di Ras Lanuf è stato completamente distrutto da un’altra milizia locale ribelle.

Divisione del Paese

Seif Al Islam aveva anche predetto che il suo paese avrebbe potuto essere diviso nuovamente, come fu diviso prima di ottenere l’indipendenza nel 1951, Cinque anni dopo dell’insurrezione, la Libia si avvicina ogni volta di più a quella situazione, visto che manca di un governo centrale, di un esercito unificato e di organismi di sicurezza statale funzionanti.
Si potrebbe affermare con certezza che il giovane Gheddafi, senza avere doti di profeta, aveva fatto una previsione terribile per il suo popolo, e cinque anni dopo questa predizione si è del tutto avverata nell’attualità di questi giorni.
Gheddafi disse: “Potremmo ritornare ad una epoca di povertà“, e questo è accaduto. Nonostante la mancanza di statistiche ufficiali, gli osservatori dell’ONU rivelano che migliaia di famiglie appena riescono ad arrivare alla fine del mese. Secondo le Nazioni Unite , per lo meno mezzo milione di persone sono state sfollate dalle proprie case e costrette a trasferirsi all’interno del paese e molte di loro vivono in campi per rifugiati dipendendo la loro sopravvivenza dalle organizzazioni internazionali.
Senza dubbio per difendere il Governo di suo padre, ma partendo dal semplice senso comune, il figlio di Gheddafi non solo aveva predetto quanto sarebbe accaduto ma aveva anche segnalato che la Libia non è la stessa cosa della Tunisia e dell’Egitto: la Libia, disse, “è composta dalle tribù e dai clan, che rendono molto più difficile unificarle se la società collassa”.

Seif Al Islam Gheddafi in carcere
Seif Al Islam Gheddafi in carcere

Nota: Nessuno aveva preso in considerazione quelle previsioni fatte allora dal figlio di Gheddafi, non lo avevano fatto le autorità del Governo Italiano (governava Berlusconi) interessate a compiacere il Dipartimento di Stato e quanto disposto da Washington, nonostante che l’aggressione alla Libia rappresentasse un duro colpo agli interessi nazionali italiani.

I cittadini libici, che oggi piangono i loro morti e la distruzione del loro paese, possono “ringraziare” per l'”operazione umanitaria” fatta dall’Occidente, l’americana Hilary Clinton, ispiratrice dell’operazione,  l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e l’italiano Giorgio Napolitano, allora presidente della Repubblica, visto che fu lui a spingere l’Italia nella guerra facendoci aderire alla coalizione che doveva applicare la risoluzione Onu, ma di fatto abbattere il regime libico al grido: “non lasciamo calpestare il Risorgimento arabo”.
La stampa e la TV italiane misero il loro contributo a diffondere menzogne grossolane sulla presunta rivolta dei libici ed i principali commentatori scrissero della necessità di un intervento “umanitario” per “ristabilire la democrazia” nel paese che si trova di fronte alle coste italiane.

Attualmente, mentre si aspetta di rimpatriare le prime salme delle vittime italiane, operai che lavoravano presso gli impianti in Libia, e si attende di conoscere l’ora X per il nuovo intervento militare degli stessi paesi che hanno prodotto il disastro, in Sicilia gli uomini della Marina Militare e dei guardiacoste scrutano il mare per avvistare per tempo la nuova ondata delle migliaia di profughi e migranti che sbarcheranno sulle coste italiane con l’arrivo della buona stagione e del mare calmo.

Tutto come aveva previsto allora Seif Al Islam in quelle che gli opinionisti del Corriere della Sera, della RAI, di Repubblica e della Stampa, allora definirono: “farneticazioni del figlio di un dittatore”.

P.S. Seif Al Islam Gheddafi è stato condannato a morte nel Luglio del 2015  da una corte improvvisata, nel corso di un procedimento segnato da gravi violazioni, come segnalato anche dall’organizzazione  Human Rights Watch. SI trova attualmente incarcerato in un luogo segreto, in attesa di esecuzione della condanna. Vedi: Sponda Sud

Fonte: RT Actualidad

Traduzione e nota: Luciano Lago

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  1. Anonimo 8 mesi fa

    Rimpiangere i dittatori?!!

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