"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sempre più paesi importanti sono interessati ad aggregarsi al gruppo dei BRICS

BRICS reunion

di Luciano Lago

L’amministrazione di Washington sostiene che la Russia si trovi sempre più in difficoltà per le sanzioni e rischia l’isolamento internazionale. Stessa versione offrono i governi di Londra e di Parigi, benchè lo stesso Francois Hollande si sia recato di recente con la Angela Merkel a Mosca per chiedere a Putin di risolvere la crisi Ucraina, dopo l’umiliante sconfitta subita sul campo delle forze pro atlantiste nell’Ucraina orientale.

Persino l’alta rappresentante della UE, Federica Mogherini, ha dichiarato ultimamente che “le sanzioni occidentali contro Mosca stanno avendo effetto”.

Sarà come dicono ma le notizie che arrivano da altre capitali internazionali, da Pekino a Buenos Aires, da New Delhi a Rio de Janeiro, dal Cairo a Teheran, ad Istambul, ecc.. ci raccontano un’altra storia.

Le fonti informative  ci dicono che, oltre ai paesi che già fanno parte del gruppo dei BRICS (Cina, Brasile, Russia, India, Sud Africa), altri paesi hanno manifestato interesse ad aggregarsi a questo gruppo e formare parte degli accordi di cooperazione che regolano tale alleanza.

L’ ambasciatore con missione speciale della cancelleria della Federazione Russa, Vadim Lukov, che rappresenta la Russia nel G20 e nei BRICS, ha dichiarato che già esiste una lista di paesi che vogliono aderire al blocco dei BRICS.
“A giudicare dal numero e dalla tipologia degli eventi previsti, la presidenza della Russia condurrà la collaborazione fra i membri dei BRICS ad un nuovo livello”, ha affermato Lukov nell’ambito della conferenza dei BRICS: “prospettive della collaborazione e sviluppo”. Il funzionario ha ricordato che la Russia in Aprile assumerà la presidenza del gruppo che raggruppa i vari paesi.

Nell’ambito politico internazionale, gli obiettivi principali di Mosca si centrano nell’approfittare del potenziale dei BRICS per rafforzare la stabilità strategica della Russia e del blocco, “nel fortificare la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, nella lotta contro il terrorismo internazionale e nell’aumento della sicurezza delle informazioni internazionali”, ha dichiarato Lukov.

Speciale attenzione viene dedicata all’incremento della cooperazione per dare soluzione ai conflitti regionali, in particolare in Medio Oriente e in Africa del Nord. Inoltre si creeranno grupi di lavoro per la cooperazione nella lotta contro le droghe e per la risoluzione dei problemi sociali della povertà.

Nel corso della conferenza Lukov ha asserito che, per effetto del potenziale di BRICS, vari paesi hanno mostrato interesse nell’unirsi al gruppo. “Per ovvie ragioni non posso rivelare quali siano, tuttavia credetemi, nella lista ci sono una serie di importati Stati paesi in sviluppo”, ha concluso.

Non c’è male per un paese, la Federazione Russa, che secondo i calcoli di Obama e la narrazione delle autortà dell’Unione Europea, dovrebbe trovarsi “isolato” al livello  internazionale per effetto delle sanzioni attuate dal blocco occidentale.

Molti osservatori oggi si chiedono a quale visione del mondo siano rimasti i responsabili dell’Unione Europea, visto che i più importanti e popolosi paesi del globo, dalla Cina, all’India ed al Brasile, stanno sempre più stringendo i rapporti di collaborazione con Mosca.

Fonti:                    El Espia Digital             Sputinik News

 

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  1. Alice 2 anni fa

    Ma quali sarebbero questi paesi non lo potete dire??
    Magari non ci sono neanche chi lo sa?

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  2. Luciano Lago 2 anni fa

    Chi segue gli avvenimenti internazionali sa che importanti. Paesi, dall’ Egitto alla Turchia, dall’Argentina al Venezuela, dall’Iran all’Indonesia, al Vietnam, hanno stretto accordi di cooperazione con. la Russia e probabilmente fra questi ci sono quei paesi a cui Lavrov si riferisce. Teniamo conto che il gruppo dei BRICS, gia’ da solo, comprende 3 dei paesi più’ estesi e popolosi del mondo: Cina, India e Brasile.

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  3. Alice 2 anni fa

    Mi sembra molto strano che paesi come Vietnam e Indonesia si stiano avvicinando alle influenze di Russia e Cina.. ve lo posso garantire perché nel mio lavoro abbiamo clienti e corrispondenti in tutto il mondo e anche in Estremo Oriente e proprio a inizio anno ero in quelle regioni per lavoro (fotunatamente avendo un lavoro che permette di viaggiare, posso vivere in prima persona le cose che accadono e lo stile di vita delle varie popolazioni)..nella capitale vietnamita è possibile leggere quasi ovunque scritte e murales “God Bless America” “Thanks USA!” “Save US” “Happy B-Day USA” “China is THE END”…a metà gennaio sono stati interamente distrutte in un inciendio 3 aziende cinesi poco fuori dalla capitale, segno che le insofferenze verso la Cina non sono certo finite, anzi..riguardo al mio lavoro di import-export, i settori di esportazione verso questi paesi di alimentari, abbigliamento, meccanico e siderurgico e attrezzature aeree e navali tutti provenienti da Europa e Americhe è incrementato del 15% nel 2014 e si prevede che nel 2015 si avrà un ulteriore incremento del 19%, arrivando a un incremento totale delle esportazioni del 34% nell’ intero anno 2015.

    Per quanto riguarda l’Indonesia esistono aree in cui il mondo occidentale non è ben visto, specie nelle zone più rudimentali e periferiche del paese con grande maggioranza religiosa araba..ma nella capitale Jakarta lo stile di vita è prettamente occidentale e il centro affari con i suoi imponenti grattacieli è gestito per lo più da americani, europei, giapponesi, canadesi e uomini d’affari indonesiani..
    La moneta che circola per le strade è il dollaro americano.
    Le esportazioni di merci dei più differenti settori di produzione sono cresciute del 26% nel passato 2014 e per il 2015 ci si aspetta un ulteriore incremento del 19%.

    Difficile pensare che questi grandi traffici e accordi commerciali possano essere sostituiti con un sistema alternativo come i paesi Brics, chi detiene gli affari e i capitali dei due paesi (Vietnam e Indonesia), non credo proprio che siano disposti a dare in pasto i loro investimenti decennali a un sistema del tutto sconosciuto e quindi inaffidabile dato che entrambi i paesi non vogliono essere soggetti a un influenza cinese (e quindi anche russa) nell’ area dell’ Estremo Oriente controllate ancora oggi da USA-Giappone-Singapore e Australia.

    Vietnam e Indonesia hanno sposato il mondo occidentale e sono decenni che hanno affidabilità e fiducia nelle aziende europee e americane.
    Questi paesi che dite di avvicinarsi al sistema Brics con assoluta certezza non comprendono Vietnam e Indonesia.

    Saluti
    Alice

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Attenzione non ho mai sostenuto che il Vietnam o l’Indonesia siano paesi che “con assoluta certezza” si vogliono avvicinare al gruppo dei Brics. Ho scritto in proposito quanto riferito dal delegato russo: “…. vari paesi hanno mostrato interesse nell’unirsi al gruppo. “Per ovvie ragioni non posso rivelare quali siano, tuttavia credetemi, nella lista ci sono una serie di importati Stati paesi in sviluppo”. Queste le parole del delegato russo. Di conseguenza non sono in grado di dirle quali siano con certezza questi paesi (con l’eccezione dell’Argentina che lo ha dichiarato pubblicamente attraverso la Cristina Kirchner, nel corso dell’ultima visita di Putin). Per quanto riguarda il Vietnam, posso indicare con certezza che questo paese ha concluso un contratto di cooperazione con la Federazione Russa e che nel contesto di questo accordo ha concesso alla Russia l’utilizzo della base aereo navale di Kamram, nel Mar della Cina. In ogni caso sono significativi gli accordi di cooperazione che la Russia ha concluso con Egitto, la Turchia (dove passera il nuovo gasdotto), oltre a quelli già in essere con l’India (costruzione di 3 centrali atomiche), la Cina, l’Iran ed il Sud Africa (tralasciando altri paesi). Mi sembra sufficiente per affermare che la strategia di isolamento della Russia, perseguita da Washington è totalmente fallita.

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      1. Alice 2 anni fa

        Si certamente, viviamo in un mondo fatto di accordi commerciali economici, un mondo dove regna la globalizzazione, per questo la Russia come tutti gli altri Paesi del mondo vivono di Globalizzazione! (compresi i Peasi occidentali come i più importati USA-Canada-Europa-Giappone-Australia).

        Però vorrei ricordarvi che gli Stati del mondo sono 204 (considerati solo gli Stati indipendenti e non quelli membri di federazioni), direi che la politica di Washington non sia così totalmente fallita!

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        1. Luciano Lago 2 anni fa

          Il fallimento della politica delle sanzioni attuata da Washington contro la Russia è stato attestato da vari analisti indipendenti. Ad es. http://www.presstv.ir/Detail/2015/01/01/391106/US-policy-of-sanctions-has-failed

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          1. Alice 2 anni fa

            Beh..se conosce l’ inglese l’articolo non riguarda la politica intrapresa con la Russia!!
            L’articolo che ha postato non riguarda le sanzioni alla Russia ma quelle all’ Iran!
            Il postare articoli fuorvianti per non accettare la realtà dei fatti..le sanzioni che parla l’articolo sono per il programma nucelare dell’ Iran.

            Questo non rientra nelle sanzioni alla Russia.

            Ribadisco comunque il concetto che i Paesi del mondo sono 204!
            e che la politica delle sanzioni russe non è stata un fallimento totale!

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          2. Luciano Lago 2 anni fa

            La politica delle sanzioni ha sempre fallito i suoi obiettivi: così’ e’Stato con Cuba, così accade con l’Iran e lo stesso succede con la Russia che è’ comunque un paese esteso che dispone di enormi risorse naturali. Ciascuno poi la vede come vuole.

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