"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sempre più evidente il fallimento della politica USA e NATO in Medio Oriente, nonostante la falsa propaganda dei media occidentali

di Luciano Lago

L’intervento russo in Siria ha smascherato il doppio gioco e l’ambiguità degli USA e dei loro alleati in Siria ed in Medio Oriente ed ha anche avuto l’effetto di provocare una crisi di fiducia nella capacità di leadership degli Stati Uniti e nella efficacia della loro proclamata “guerra al terrorismo”.
Questo effetto si manifesta nonostante la “cortina di fumo” lanciata dalla propaganda dei media occidentali contro l’intervento russo, nel tentativo di screditare tale intervento presentando notizie, quasi sempre false, di presunte vittime civili per effetto dei bombardamenti.

Il fatto incontrovertibile è quello che i duri attacchi aerei russi sulle posizioni dei gruppi dei terroristi islamici stanno distruggendo i centri di comando, i depositi ed i rifornimenti dello Stato Islamico e che stanno determinando una fuga di molti miliziani che riparano verso la Giordania e la Turchia per sfuggire alla morte ed altri, circa un migliaio in questi giorni, che depongono le armi e si arrendono alle forze dell’Esercito siriano e di Hezbollah in cambio di una amnistia.

L’impressione di molti osservatori è che l’intervento russo stia facendo sciogliere come neve al sole la consistenza dell’esercito terrorista dello Stato Islamico e che in poche settimane, grazie all’azione combinata delle forze russe, siriane ed iraniane, si debba arrivare ad una completa ripulitura dai terroristi nelle zone in cui questi avevano preso il controllo.

Questo fatto mette in questione quale sia stata invece l’efficacia dell’intervento degli USA e della loro coalizione, che perdura da oltre un anno, in Siria ed in Iraq, considerando che anche quest’ultimo paese ha voltato le spalle agli USA ed ha richiesto l’intervento dell’aviazione russa. Non era efficace quindi l’intervento USA o non c’era la volontà politica di sconfiggere il terorismo? La seconda risposta è quella considerata giusta da tutti gli osservatori, viste anche le patetiche grida di sdegno del sentatore USA McCain il quale, una volta iniziati i raid russi, si è lamentato pubblicamente che i gruppi dei miliziani addestrati dalla CIA in Siria venivano bombardati dai russi, scoprendo quindi quale era la reale strategia del Pentagono: preparare e sotenere i gruppi miliziani jihadisti che dovevano combattere contro l’essercito siriano per rovesciare il governo ed utilizzare l’ISIS per indebolire le forze siriane, come testimoniato da molti episodi. Vedi: Raid russi in Siria, accuse dagli Usa: colpiti ribelli addestrati dalla Cia

Le accuse contro i russi di provocare vittime con i loro bombardamenti in Siria sono state imediatamente coontrobilanciate dall’avvenuta strage presso l’Ospedale civile in Afghanistan, provocato dalla NATO. L’opinione pubblica ha percepito l’ipocrisia e la falsità della propaganda dei media atlantisti che che vuole screditare l’avversario attribuendogli tutti i misfatti e coprire i propri crimini. La solita vecchia propaganda di guerra in cui Washington è più che navigata non basta più a coprire le contraddizioni e le finalità di egemonia che gli USA dimostrano in Medio Oriente con la loro cinica politica di seminare il caos nei paesi dove sono intervenuti.

La propaganda USA viene poi smentita dai fatti: il Guardian, quotidiano britannico, per mezzo di un suo inviato nel paese, Lindsey Hilsum, ha svolto una inchiesta in Siria nelle zone di Tartous e di Latiakia ed ha potuto sincerarsi del fatto che la stragrande maggiornaza dei siriani sono sostenitori del loro presidente, Basahar al-Assad, criminalizzato dagli occidentali e considerato un tiranno, il giornalista ha documentato come questa popolazione consideri come “salvatori” i russi che vengono considerati gli unici a poter mettere fine al terrorismo nel paese ed a far terminare il duro conflitto. I militari russi sono visti dalla popolazione come degli eroi che sono venuti a salvarli e mostrano il loro gradimento verso il presidente Assad.

Nello stesso tempo la maggior parte della popolazione siriana è convinta che l’Occidente appoggia i terroristi islamici. Difficile dargli torto visto che hanno visto i russi determinati a sconfiggere l’ISIS mentre gli americani, con la loro coalizione, prendevano tempo e lo Stato Islamico si rafforzava.

Ogni tanto uno sprazzo di verità in mezzo a tanta falsa propaganda balena anche nella stampa occidentale.
Vedi: The Guardian.com

Le conseguenze di questa situazione si manifesteranno presto: i paesi arabi (e non solo quelli) hanno capito che degli USA e dell’Occidente non ci si può fidare, questo non è stato soltanto il caso della Siria e dell’Iraq ma anche del Libano, dove perfino la popolazione cristiana ha preferito affidare la propria difesa dai miliziani jihadisti al movimento sciita Hezbollah, piuttosto che alle potenze occidentali che hanno armato i gruppi jihadisti.
La stessa cosa ha fatto l’Egitto, il più popoloso paese arabo, colpito dal terrorismo islamico, che ultimamente ha manifestato la sua vicinanza al governo siriano di Bashar -Assad e ha stretto un patto di cooperazione militare con la Russia.
Gli esempi potrebbero continuare ma di fatto l’egemonia USA in Medio Oriente rimane appesa ai peggiori regimi feudali, assolutisti e violatori dei diritti umani, come l’Arabia Saudita, il Qatar, il Bahrain e le altre monarchie dinastiche del Golfo Persico. Questo dovrebbe far riflettere coloro che indicano Assad come il “dittatore totalitario” che l’Occidente vuole abbattere.

Gli USA e l’Occidente, con quanto avvenuto in Siria, in Iraq ed in Libia, hanno dimostrato che, per perseguire i propri interessi,  si sono  schierato sempre con le fazioni  peggiori, il loro intervento si è inoltre dimostrato imbelle, ambiguo e intento a perseguire una forma di dominio ed a seminare il caos,  un Occidente che non ha più nulla da insegnare e che ha perso ogni prestigio presso le popolazioni della regione che oggi vedono in buona parte la Russia come potenza risolutrice nella lotta contro l’integralismo e l’intolleranza.

Nella foto sopra: Cittadini siriani festeggiano l’arrivo dei russi

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