"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Secondo “The Times” si sta preparando un “colpo di Stato della Troika”: La UE elabora un piano segreto per escludere la Grecia dalla zona euro

La UE sta elaborando un piano segreto per escludere la Grecia dalla zona euro, visto che si aspettano che la Grecia si dichiari tecnicamente in default il prossimo mese,  informa “The Times”, citando un un documento filtrato all’esterno. Secondo il giornale, questo si deve al fatto che la UE e la Commissione sono convinti che la Grecia si dovrà necessariamente dichiarare in default il prossimo mese.
Il documento filtrato è stato elaborato dal Ministero delle Finanze della Finlandia in risposta a vari pronostici, secondo i quali la Grecia si dichiarerà in bancarotta in Maggio se la UE non le andrà a facilitare la successiva tranche di aiuti nelle prossime tre settimane.

Il 9 di Aprile la Grecia ha saldato 448 milioni di euro, parte dei suoi debiti, al FMI in conformità alle scadenze di pagamento concordate. Tuttavia il prossimo 12 di Maggio Atene dovrà saldare un debito di 763 milioni di euro che deve restituire all’organismo internazionale. La Grecia ha già avvisato che non potrà fare fronte al pagamento se riceverà un sostegno finanziario dalla UE.

La Russia e la Grecia si accordano per la costruzione di un nuovo gasdotto

Con la visita di una delegazione del governo greco a Mosca si è data luce all’accordo per la costruzione di un gas dotto che trasferirà il gas russo all’Europa attraverso la Grecia.

La Russia e la Grecia si dispongono a firmare un memorandum per la costruzione del nuovo gasdotto che farà parte del sistema Turkish Stream, secondo quanto annunciato dal ministro greco delle riforme industriali, medioambiente ed energia, Panagiotis Lafazanis, ha informato l’agenzia Sputnik news.

“Il gasdotto passerà dalla frontiera turco-greca fino alla frontiera con la Macedonia e proseguirà verso l’Europa centrale”, ha spiegato Lafazanis. “Questo gasdotto avrà una grande importanza energetica per tutta l’Europa perch+ dovrà assicurare la somministrazione dell’energia e sicurezza in tutto il continente”, ha detto il ministro.

Si registra anche il commento fatto da di Ambrose Evans-Pritchard, circa la visita di Tsipras a Mosca, sul The Telegraph:
L’Unione Europea ha servito a Vladimir Putin un irresistibile premio strategico su un piatto d’argento”.

Pritchard spiega nel suo articolo che la UE “insistendo rigidamente sul fatto che il governo greco di sinistra radicale deve ripudiare le sue promesse elettorali e sottomettersi al rituale di fedeltà – anche su richieste di poco peso economico o su cose che potrebbero apparire inopportune alla specifica antropologia di una società post-ottomana – ha spinto il premier greco tra le braccia di un Cremlino revanscista”.

“La visita di Alexis Tsipras a Mosca è stata un festival della fratellanza e della solidarietà. Questo mercoledì Tsipras ha deposto una corona di fiori sulla tomba del Milite Ignoto, e ha parlato della lotta congiunta contro il Nazismo  e contro un nemico non meglio specificato”. Lo squallido tema del denaro, ovviamente, è stato evitato. “La Grecia non è un mendicante“, ha detto.
“La visita non avrebbe potuto avvenire in un momento migliore“, ha detto Putin, facendo le fusa come un gatto che ha mangiato il topo.

Le sanzioni dell’UE contro la Russia termineranno a giugno, a meno che tutti i 28 paesi non siano d’accordo a rinnovarle, ma Tsipras ha già segnalato qual’è la sua intenzione. “Dobbiamo lasciarci alle spalle questo circolo vizioso” ha detto.

E ha aggiunto, per togliere ogni dubbio: “La Grecia è un paese sovrano che ha l’indiscutibile diritto di mettere in campo una politica estera propria e di svolgere il proprio ruolo geopolitico“.
Secondo Pritchard, un veto greco alle sanzioni incoraggerebbe l’ungherese Viktor Orban ad unirsi alla rivolta, questa volta apertamente. Il suo paese si è già assicurato una linea di credito da 10 miliardi di euro dalla Russia, finalizzata ad ampliare le sue centrali nucleari, con un accordo che è stato descritto come un “acquisto di influenza politica” da un importante commentatore.

La Slovacchia si sta silenziosamente allontanando da quello che una volta era un fronte unito (pur con qualche insofferenza) della UE, che faceva da deterrente per un intervento del Cremlino in Ucraina. I numeri sono importanti in questa costellazione che si sta evolvendo, che gli avversari di Putin chiamerebbero la “quinta colonna” interna all’UE. Bruxelles può metterne in ginocchio uno, ma non un intero manipolo di ribelli. Bruxelle sta perdendo potere.
Non c’è bisogno di dire che un mancato rinnovo delle sanzioni, in un momento in cui il Donbass è ancora sotto il controllo delle forze legate a Putin, aprirebbe una spaccatura tra gli USA e l’Europa, che toglierebbe ulteriore linfa vitale all’Alleanza Atlantica e a ciò che rimane della struttura di sicurezza occidentale. Ma non è finita qui.
Il progetto della UE si sta indebolendo ad est ed inizia a perdere i suoi primi pezzi.    (……………………..)

Fonti:    El Espia Digital          Voci dall’Estero

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