"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

SE NON CI STERMINERA’ LA GUERRA NUCLEARE, FORSE LO FARA’ IL VIRUS DI EBOLA

end-of-the-world-is-about-to-arrive-now-what

Pubblichiamo una “ottimistica” previsione del noto analista Paul Craig Roberts

Ho appena sentito alla National Public Radio due cose che hanno totalmente distrutto quel minuscolo briciolo di fiducia che ancora avevo nella leadership americana. Ho concluso che il termine “americano intelligente” è un ossimoro.

Le nostre elite hanno deciso che gli americani non sono abbastanza minacciati dalla guerra e dal caos economico, così stanno portando l’ebola virus in America. La Public Radio ha riportato che due persone infettate dal virus, che non ha cura ed è di solito mortale, stanno venendo trasportate all’Emory University Hospital di Atlanta, Georgia.

Basta un colpo di tosse, uno starnuto, una goccia di saliva, e il virus è libero, in uno dei principali nodi di trasporto degli USA. Qualcuno vuole la pandemia? C’è poco dubbio che gran parte del mondo farebbe un gran respiro di sollievo se si sbarazzasse di Washington.

I portatori di ebola verranno apparentemente messi in quarantena in camere speciali. Ma sappiamo già che gli ospedali americani non riescono a contenere nemmeno le infezioni da stafilococco (http://rt.com/usa/177408-nightmare-bacteria-antibiotic-southeast/). Che ne sarà degli utensili, i piatti, le tazze, i bicchieri con cui le persone infette da ebola mangiano e bevono? E chi pulirà i vasi da notte? Un solo errore di una persona, una lacrima in un guanto di gomma, e il virus è rilasciato.

Se non moriremo di ebola, dovremo comunque scansare la guerra nucleare. Ho ascoltato parte della conferenza stampa di Obama: ha accusato Putin di tutte le cose che solo Obama sta facendo. Se crede davvero in quello che ha dichiarato alla stampa, è completamente disinformato dai suoi consiglieri. Se non crede alla rozza propaganda che fa, sta consapevolmente spingendo alla guerra contro la Russia, che probabilmente significa anche contro la Cina e la fine di noi tutti.

Teniamo presente che, dopo 8 anni, l’esercito statunitense non è riuscito ad occupare con successo l’Iraq, e che, dopo 13 anni, non riesce a sconfiggere poche migliaia di talebani poco armati in Afghanistan.

Russia e Cina non sono l’Iraq, la Libia o l’Afghanistan. La guerra con la Russia sarà nucleare. Washington si è preparata per questo: ha abbandonato il trattato ABM, creato quello che crede essere uno scudo ABM, e cambiato la sua dottrina per permettere il primo attacco nucleare statunitense. Tutto ciò è ovviamente diretto alla Russia, e il governo russo lo sa. Per quanto ancora la Russia starà ferma ad aspettare il primo attacco di Washington?

La Russia non ha fatto nulla tranne che contrastare, tardivamente, le bugie che Washington usa per cominciare le guerre. La Russia (e la Cina) avevano seguito le menzogne di Washington circa le armi di distruzione di massa dell’Iraq. Avevano seguito la favola per cui il tentativo di conquista e occupazione dell’Afghanistan da parte di Washington, durato 13 anni, serviva a trovare Osama bin Laden.

Erano cadute nell’inganno di Washington secondo cui la risoluzione dell’ONU che istituiva una no-fly zone sulla Libia aveva lo scopo di impedire all’aviazione di Gheddafi di bombardare il suo popolo, solo per scoprire che Washington abusò della risoluzione per inviare aerei NATO a rovesciare il governo libico.

Quando Washington tracciò una “linea rossa” nella sabbia riguardo all’uso, da parte del governo siriano, di armi chimiche contro le forze esterne organizzate da Washington e spedite in Siria per rovesciare il governo, facendo finta che questi mercenari islamisti fossero i veri sostenitori della democrazia in Siria, la gran parte del mondo sapeva che Washington stava per organizzare un attacco chimico per poi addossarne la colpa ad Assad.

Quando l’attacco orchestrato puntualmente avvenne, questa volta Russia e Cina non ci cascarono. E nemmeno il parlamento britannico.

Washington non riuscì a produrre alcuna prova a sostegno delle accuse che aveva lanciato nella speranza di ottenere almeno l’appoggio britannico per un assalto militare alla Siria. La Russia, tuttavia, riuscì a produrre delle prove, e le prove sventarono il complotto di Washington contro la Siria.

L’intervento russo fece arrabbiare Washington, così come l’intervento russo che bloccò il complotto per attaccare l’Iran. Washington, priva di qualsiasi prova e in contraddizione con i resoconti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, per i cui ispettori sul terreno in Iran non vi era dirottamento di uranio dal legittimo programma energetico verso un programma bellico, si preparò comunque ad attaccare l’Iran. L’Iran venne circondato da circa 40 basi militari statunitensi e due flotte di Washington al largo delle sue coste.

Ma intervenne la Russia ed elaborò un accordo, che Washington doveva accettare, per cui l’arricchimento iraniano dell’uranio sarebbe stato mantenuto al livello basso usato per produrre energia, molto al di sotto di quello richiesto per gli armamenti.
Due note negative per la Russia, il cui governo aveva prevenuto le guerre volute da Washington. Dalla Russia (e dalla Cina) ci si aspettava che appoggiassero le bugie di Washington come gli stati fantoccio di Europa, Canada, Australia e Giappone, paesi che da molto tempo avevano consegnato la loro sovranità a Washington.

Sfortunatamente per la Russia, ha dimostrato di aver raggiunto abbastanza potere e influenza per bloccare i piani di guerra di Washington, e ha di conseguenza fatto scattare la dottrina Wolfowitz contro di essa. Ho citato questa dottrina in articoli recenti, ma la potete cercare su google e leggerla voi stessi.

La dottrina è la base della politica estera di Washington, e dichiara che il principale obiettivo di tale politica è di prevenire l’ascesa di qualsiasi paese possa bilanciare l’egemonia statunitense sul mondo (la dottrina fa menzione esplicita della Russia, ma vale anche per la Cina).
Washington è disturbata dal fatto che la Russia abbia per due volte sventato le sue intenzioni belliche, e che il parlamento dello stato fantoccio di Gran Bretagna abbia votato con i russi. Washington è anche preoccupata dai crescenti rapporti economici e politici tra i suoi stati fantoccio europei e la Russia. I paesi europei, specialmente la Germania, hanno numerose connessioni redditizie con la Russia, da cui tutta l’Europa dipende per gli approvvigionamenti di energia.

Washington ha concluso che rischia di perdere il suo controllo sull’Europa. Mentre il governo russo stava dormendo godendosi le Olimpiadi, Washington fece scattare il colpo di stato a Kiev. La neo-con Victoria Nuland, nominata da Obama assistente segretario di stato, lo scorso dicembre annunciò in una conferenza stampa che Washington aveva speso 5 miliardi di dollari per comprare le ONG ucraine (che, come quinte colonne, potevano essere usate per dimostrazioni di piazza e per destabilizzare il governo) e per coltivare e comprare politici ucraini che avrebbero fatto da spalla a Washington. Naturalmente la Nuland descrisse l’acquisto dell’Ucraina da parte di Washington come un “far avanzare la democrazia”.
Il golpe contro il governo democraticamente eletto portò al potere elementi estremisti che proclamavano il loro odio verso gli ebrei e i russi. Questi elementi misero fuori legge il russo quale lingua ufficiale e perpetrarono violenze fisiche contro la popolazione russofona.

L’Ucraina è sempre stata una terra dai confini mobili. Come disse qualcuno, “l’Ucraina è un paese in cerca di confini.” Quando era una provincia sovietica, i leader sovietici vi annetterono, per varie ragioni, province tradizionalmente russe. Quando l’Unione Sovietica nel 1991 collassò, le pressioni di Washington su di una Russia debole risultarono nella separazione dell’Ucraina dalla Russia, compresa la Crimea, che era stata russa dal ‘700 e costituiva l’unico porto russo in acque temperate.

Le popolazioni russe nei territori che i leader sovietici avevano stupidamente annesso all’Ucraina vennero messe in allarme dall’estrema russofobia del governo che Washington aveva installato a Kiev. Tali territori votarono per ricongiungersi alla patria e staccarsi dal russofobico stato fantoccio degli USA. Il governo russo accettò la richiesta della Crimea, ma non delle altre ex province russe, per dimostrare all’Europa che la Russia non era provocatoria, né la causa della crisi. Putin fece perfino ritirare dalla duma l’autorizzazione ad intervenire militarmente in Ucraina per proteggere le province secessioniste. Questo auto-controllo ha danneggiato, più che aiutare, la posizione del governo russo. Washington ha usato la sua macchina propagandistica per etichettare l’autodeterminazione della Crimea come “invasione e annessione da parte della Russia”.

L’auto-controllo russo riguardo alle richieste di ricongiungimento delle altre province ex russe ha finito con l’incoraggiare Washington ad attaccarle militarmente per mano del governo di Kiev. La propaganda è poi riuscita ad incolpare la Russia per la guerra lanciata da Washington contro le province separatiste.

A Washington non interessa la verità, e la Russia non può vincere una guerra di propaganda con Washington, che controlla il linguaggio del mondo, l’inglese. I media occidentali sono fatti da idioti che permettono a Washington di spingere verso la guerra e lo sterminio della vita sulla Terra.

Se la Russia avesse accettato le richieste delle province separatiste, non ci sarebbe guerra. Il governo ucraino è demente e controllato da Washington, ma non avrebbe attaccato territori riconosciuti dalla Russia come propri. Washington interpreta l’auto-controllo russo come debolezza, e ha quindi aumentato la pressione. La Russia ha anche convinto l’Europa che aderire alle sanzioni di Washington non comporta costi da parte russa. Contando sulla buona volontà, la ragionevolezza, la verità e l’evidenza, la Russia ha misinterpretato Washington e i suoi vili burattini europei.

Ciò che Obama oggi (1°agosto) intendeva nella sua conferenza stampa alla Casa Bianca, quando ha detto che Putin dovrebbe usare la diplomazia -cosa che Putin ha fatto senza risultato- è che Putin dovrebbe consegnare la Crimea, a dispetto del volere dei popoli di Crimea e Russia, al governo fantoccio di Kiev, cosicché Washington possa sloggiare la Russia dal suo porto temperato e dall’accesso al Mare Mediterraneo, rendendo in tal modo inutile la base navale russa a Tartus, in Siria. Obama vuole anche che Putin invii nei territori separatisti dell’Ucraina forze militari per farli sottomettere al governo fantoccio di Kiev. Questa è la posizione “diplomatica” di Washington. Solo una persona totalmente demente potrebbe considerare la posizione di Obama realista.

Come persona considerata imparziale dai media mondiali e che arriva a conclusioni ragionevoli indipendentemente dalla propaganda di Washington, vengo spesso intervistato da media indipendenti, sia stranieri che statunitensi. Recentemente i media russi si sono rivolti a me in numerose occasioni. Quello che ho imparato è che i media russi sono perplessi dall’ostilità di Washington verso la Russia.
La Russia non sta operando nel vecchio Sud Confederato per cercare di aizzarlo contro Washington perché questa ha rapinato, assassinato, e distrutto la cultura del Sud, ma Washington al contrario sta operando nel sud russo per cercare di aizzare l’Ucraina, a lungo parte della Russia, contro la Russia.

Poiché i russi, tranne forse il governo, non conoscono la dottrina Wolfowitz, non sanno che l’obiettivo principale di Washington è di prevenire l’ascesa di altre potenze che potrebbero limitare il suo ruolo di sola “unipotenza”, egemone sulla Terra.
Anziché rendersi conto della vera minaccia, i media russi mi chiedono se il bilancio russo possa reggere il taglio delle forniture energetiche all’Europa in risposta alle sanzioni di Washington. Ogni volta che sento questa domanda sono sorpreso. La Russia può far chiudere gran parte dell’industria europea e lasciare gli europei al freddo, e i media russi mi chiedono se la Russia se lo può permettere? Si può permettere di venire demonizzata dalle menzogne, di venire colpita da sanzioni propagandistiche che danneggeranno l’Europa e alcune aziende statunitensi, di apparire così debole da essere inerme di fronte alle sanzioni occidentali e da accettarle senza dimostrarne il costo all’Europa e agli USA? Ma Washington ha fatto il lavaggio del cervello perfino ai russi?

Sono preoccupato dalla crisi orchestrata da Washington, perché credo che stia portando alla guerra, che sarà nucleare. Siete pronti a venire distrutti per le bugie di Washington sull’aereo malese? Sono convinto che dietro l’abbattimento del MH-17 ci sia Washington, perchè la sua propaganda era evidentemente già pronta e aspettava solo di essere messa in atto. Che Washington sia responsabile è il motivo per cui non fornirà le foto satellitari dell’area al momento della distruzione dell’aereo. E’ il motivo per cui Washington risponde alle prove fattuali russe con menzogne e propaganda. E’ Obama e i sono tirapiedi di Obama a Kiev che rifiutano di negoziare, non la Russia.

La Russia ha altrettante testate nucleari di Washington, e lo “scudo ABM” è una farsa. Se il folle governo americano condurrà una crisi, da esso stesso creata, alla guerra, moriremo tutti, e per cosa? La risposta è: per una BUGIA di Washington.
Volete morire per una bugia? Un’altra bugia di Washington? Se non volete, è meglio che lo facciate sapere a Washington.

La Russia non può mettere fine a questa crisi a meno che non prenda una posizione diversa. Ho precedentemente argomentato che la Russia dovrebbe portare il caso all’ONU. In alternativa, dovrebbe coinvolgere l’Europa in due questioni. Una è: l’Europa vuole che la Russia le tagli le forniture energetiche, forniture che Washington, nonostante le sue bugie, non potrà rimpiazzare se non forse fra 3 anni o più? L’altra è: l’Europa vuole una guerra contro la Russia, e pensa che quei paesi idioti che ospitano i missili di Washington non verranno bombardati con armi nucleari e sterminati?

La crisi in Ucraina continuerà a spese della Russia e di tutta l’umanità, finché la Russia spiegherà allo stupido, arrogante, supponente Occidente che le sue azioni criminali e aggressive contro di essa hanno un costo reale, e che la Russia è pronta a farlo pagare.

I popoli dell’Occidente, vittima della propaganda, non hanno idea del destino verso cui i loro governi dementi li stanno portando. La Russia deve mettere in chiaro ai popoli disinformati dell’Occidente che non ha intenzione di diventare uno stato fantoccio o di accettare le aggressioni gratuite dello stupido alla Casa Bianca.
Aiuterebbe a salvare la vita sulla Terra se anche la Cina lo mettesse in chiaro. Prima è, meglio è.
A meno che il mondo non tenga a freno i criminali dementi a Washington, ha firmato la propria condanna a morte.

Fonte: Paul Craig Roberts

Traduzione: Anacronista

*

code

  1. giovanni 2 anni fa

    Certo che messo in questa maniera il futuro fa paura, ma al punto in cui siamo arrivati non mi stupisco + di niente, poveri noi……

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. Alessandro 2 anni fa

    La guerra nucleare è un po’ il concetto tornasole di Paul Craig Roberts. Non riesco proprio a capire perché è tanto ossessionato da un attacco preventivo di natura nucleare degli USA alla Russia e/o Cina che, pur ammettendo la neutralizzazione della risposta, si presume anch’essa nucleare, degli avversari, poi distruggerebbe gli stessi USA nel giro di pochi mesi/anni a causa di devastazione del clima e dell’agricoltura provocata dai fumi delle conflagrazioni che verrebbero diffusi dai venti una volta raggiunte le parti alte della troposfera.
    Concordo con tutto ciò che dice sugli USA ma mi lascia perplesso questa loro volontà di “nuclearizzare” i due principali avversari politico-strategici. È molto probabile un terzo conflitto mondiale, ma molto meno un conflitto nucleare, almeno tra superpotenze, poi si sa, l’uomo è intelligente e stupido allo stesso tempo e potrebbe commettere la qualsiasi

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Anacronista 2 anni fa

      Roberts ha scritto spesso che ciò che rende pensabile la guerra nucleare è che l’elite americana crede di poterla vincere, in barba all’evidenza scientifica. Non è il solo a constatarlo.
      Inoltre, ipotizzare una guerra convenzionale tra superpotenze che non diventi poi nucleare è per molte ragioni irrealistico.
      Ci auguriamo tutti che il buon senso prevalga, resta però che l’evoluzione è inquietante, e così pure molte domande: perché è stato costruito un deposito delle sementi alle Isole Svalbard, a prova proprio di armi atomiche? Perché i cittadini elvetici sono obbligati ad avere un posto nei rifugi anti-atomici? Il piano globalista per il depopolamento quali mezzi userà, oltre alla promozione di divorzio e omosessualità? E tante altre.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Alessandro 2 anni fa

        Bè, mi lascia perplesso che si voglia scatenare una guerra nucleare mondiale perché anche un bimbo capirebbe che potrebbe essere la fine della vita su questo pianeta. Lor signori banchieri, illuminati, massoni, chiamiamoli come vogliamo, non lo sanno che sarebbe la fine anche per loro? Scusa, ma per quali ragioni un conflitto convenzionale tra superpotenze debba poi sfociare in guerra nucleare? Io penso che le superpotenze sono consapevoli dei pericoli di una mutua distruzione assicurata, quindi nessuno attaccherebbe per prima con arma nucleare o addirittura termonucleare, e a sconfitta imminente chiederebbe la resa, a meno che il capo di Stato non sia uno squilibrato, un nuovo Hitler o Stalin. Mentre il pericolo di una guerra nucleare proverrebbe da quei paesi in cui è radicato l’estremismo, il fanatismo religioso oppure anche solo politico, non mi riferisco quindi ai soli paesi islamici fondamentalisti (Iran, Iraq), ma anche ad una Corea del Nord, per esempio. Quelli sì che sarebbero capaci di un olocausto atomico. Mi lascia di stucco la notizia di quei bunker segreti che hai menzionato tu nelle Svalbard. Sapevo già, e se non sbaglio, i finanziatori del progetto sono Bill Gates e guarda guarda un vero pezzo grosso, Rockefeller, che fa parte della cabala globalista. Chissà cosa sanno che noi non sappiamo.
        Ripeto che poi sono d’accordo con tutto ciò che dico Roberts, questa della guerra nucleare scatenata dagli USA però non riesco ad accettarla facilmente, forse perché ho fiducia nel buonsenso di lor signori.
        Comunque è bello sapere che esistono politici come Roberts che lottano per la consapevolezza che tutti dobbiamo avere, non tutti i governanti sono marci, questo è un buon punto di partenza

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. fabio 2 anni fa

          se i massoni banchieri rockefeller o rothschild si sono costruiti superbunker sotto terra, se ne potrebbero fregare della guerra atomica..

          Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. Werner 2 anni fa

    Roberts dice una cosa vera e sacrosanta, e cioè che le popolazioni occidentali sono in massima parte formate da idioti, totalmente narcotizzati da oltre 70 anni di propaganda e di sottomissione politica, economica e socio-culturale agli USA.

    Essere favorevoli ad un possibile scontro diplomatico e militare con la Russia é da folli, da imbecilli, e gli europei stanno dimostrando questo. Spero che questa situazione determini una semplice II guerra fredda e tale rimanga, perché se questa invece sfocia in una III guerra mondiale, sono cazzi amari, soprattutto per noi europei, che, come giustamente ha sottolineato Roberts nell’articolo, con tutte le basi militari USA, in caso di guerra nucleare con la Russia, saremo i primi venir cancellati dalla faccia della terra, visto che i russi dispongono di numerose testate nucleari.

    Gli Stati Uniti osano dettare legge in Europa dal 1918, ossia dalla fine della prima guerra mondiale, ma la vera e propria sottomissione del Vecchio Continente agli Yankees é iniziata nel 1945, soprattutto da parte di Germania e Italia, le due nazioni uscite sconfitte dal secondo conflitto mondiale, dove é concentrato il maggior numero di basi militari USA, vero e proprio emblema del fatto che siamo sotto occupazione americana da allora. Ebbene, mi dispiace dirlo, ma noi italiani e gli altri europei, per il fatto di accettare passivamente questa colonizzazione da parte degli USA, che ha distrutto i valori e le tradizioni su cui erano fondate le nostre nazioni, meriteremmo di scomparire dalla faccia della terra ad opera dei russi.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. Anacronista 2 anni fa

    Rispondo volentieri ad Alessandro perché l’argomento è di vitale importanza.
    La questione non si riduce ad una semplice alternativa tra guerra convenzionale e nucleare. Un conflitto tra USA e Russia comporterebbe necessariamente l’uso di armi nucleari, per varie ragioni, tra cui:
    -Gli USA sanno di non avere alcuna possibilità di vincere con armi convenzionali contro un esercito russo (e cinese) motivato e che gioca in casa in un territorio immenso.
    -Esistono molti tipi di armi nucleari, con potenza ed effetti diversi: bombe A a fissione, bombe H termonucleari, bombe N a neutroni, con diverse varianti. Le bombe H sono le più devastanti, arrivando a potenze anche migliaia di volte superiori a quella di Hiroshima. Ma quelle N, ad esempio, sono efficaci contro navi e mezzi corazzati, non rilasciano fallout, ed è impensabile che non verrebbero usate in campo di battaglia.
    -Il passo dalle armi nucleari tattiche, senza dubbio usate, e quelle strategiche, ovvero la famosa “escalation”, risulta estremamente probabile in tutti i modelli di guerra simulata, mentre la “de-escalation” risulta oltremodo irrealistica. In altre parole, sarebbe una pericolosissima spirale sempre in crescendo.
    -La recente modifica della dottrina militare USA, che porta le armi nucleari dal contrattacco all’attacco, e gli investimenti di Obama per prolungare la vita degli ordigni devono avere una ragione.
    D’altra parte, anche nell’eventualità che le armi nucleari strategiche non venissero adoperate, teniamo presente che le armi convenzionali odierne, come le bombe termobariche, sono comunque devastanti e provocherebbero una distruzione mai vista. Senza contare le armi chimiche e batteriologiche. La guerra va evitata a tutti i costi.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Alessandro 2 anni fa

      Grazie per aver risposto, Anacronista.
      In effetti non avevo pensato alla molteplicità di armi di distruzione che hai citato tu, è incredibile quanto si possa essere pazzeschi a questo mondo, ne esistono di tutti i tipi, bombe H o termonucleari, bombe A o atomiche o nucleari, quelle classiche, poi bombe N, che io considero come le più subdole, non provocano danni all’area limitrofa ma distruggono il tuo corpo senza che sia chiaro se è conflitto o malattia del tutto nuova.
      E io aggiungo armi chimiche, armi batteriologiche o biologiche, armi radiologiche.
      Mi hai illuminato. Rammentandomi dell’esistenza di questa varietà di armi, a cui non avevo pensato prima, ora trovo più agevole credere a questo alla plausibilità di questo tipo di conflitto.
      Pensi che sia probabile un intervento multilaterale della NATO in Europa Orientale contro la Russia se l’Ucraina dovesse attaccare la Crimea, ormai territorio russo, e la Federazione Russa reagisse entrando in conflitto?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Anacronista 2 anni fa

        Purtroppo, Alessandro, fermo restando che non si possono prevedere le decisioni umane, tutto fa pensare che la situazione in Ucraina sia destinata a peggiorare. L’analisi di Dugin è che la Russia prima o poi verrà coinvolta nel conflitto tra Kiev e la resistenza, e a quel punto l’intervento della NATO avrà il pretesto perfetto. I paesi baltici hanno perfino richiesto a Washington l’invio di truppe in loco, e questo mese sono previste grosse esercitazioni militari nell’area. Un paese intelligente uscirebbe dalla NATO, oltre che dall’UE, cosa che ovviamente non possiamo aspettarci.

        Rispondi Mi piace Non mi piace
        1. Alessandro 2 anni fa

          Sì, avevo sentito della notizia di uno spiegamento di truppe NATO in Europa Orientale ovviamente sullo sfondo della crisi Ucraina. Uscire dalla NATO? Impossibile, conviene restarci perché è l’alleanza militare più potente al mondo, l’unica veramente efficiente e permanente, quindi ottimo strumento di intimidazione e pressione. Nacque nel contesto della guerra fredda come alleanza difensiva in caso di assalto dell’Unione Sovietica o paesi satelliti ad uno dei paesi membri, quindi dopo lo smembramento di questa non avrebbe più ragione di esistere e invece abbiamo assistito al suo ampliamento. Ormai è uno strumento di dominio, formalmente si occupa di “esportare” la democrazia e combattere il terrorismo secondo un principio di multilateralità.
          Bè, riguardo l’Ucraina io la penso come te, la NATO avrebbe il casus belli perfetto per intervenire quando anche la Russia lo farà, il che per Dugin non è questione di se ma di quando.
          Però forse non tutto è perduto: la Germania starebbe trattando segretamente con la Russia, anche in ragione dei suoi interessi che sarebbero danneggiati a causa delle sanzioni imposte da USA e UE, per porre fine diplomaticamente al conflitto. Non so se è vero però sarebbe uno spiraglio di risoluzione pacifica. Tu ne sai qualcosa?

          Rispondi Mi piace Non mi piace
          1. Anacronista 2 anni fa

            Certo, tratteremo il tema nei prossimi articoli.

            Mi piace Non mi piace
    2. Alessandro 2 anni fa

      Ciao Anacronista, cosa fa adesso Paul Craig Roberts, svolge ancora attività politica?

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. cicci 2 anni fa

    Niente bicarbonato per combattere l’ebola?????

    Rispondi Mi piace Non mi piace