"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Scopriamo quale è il vero muro di difesa israeliano: il Congresso USA

di Jeffrey St. Clair

Gli ingranaggi della macchina di Israele continuano a funzionare in totale impunità. Tutto è iniziato in un pomeriggio molto triste in Cisgiordania. Niente fuori del comune. Una volta di più si seppellisce un giovane pieno di avvenire e morto troppo presto. Sotto l’ombra schiacciante del muro e sotto lo sguardo dei soldati israeliani, più di 200 persone in lutto marciano per la strada pavimentata che scende fino al vecchio cimitero nel paese di Beit Ummar. Si odono grida irate che accusano i soldati di una ennesima morte inutile.

Le esequie si realizzano in onore di Jafaar Awad, uno studente. Appena due mesi dopo essere stato liberato da un carcere israeliano, in cui si era aggravata la sua malattia per mancanza di assistenza medica, è caduto in coma. Non aveva più di 22 anni al momento della morte, con cui si è trasformato nell’ultimo di una lunga lista di prigionieri palestinesi morti per le negligenti mani dei carcerieri israeliani.

 

Mentre la sua famiglia si riuniva attorno alla sua tomba, le Forze di Difesa israeliane (FDI) lanciavano varie bombe lacrimogene sul corteo funebre e disperdevano gli stupefatti presenti. Si ascoltavano colpi di armi automatiche, la folla che partecipava al lutto viene mitragliata dai militari. Varie persone risultano ferite, tra quelle il cugino di Jafaar, Ziad Awad. Lui viene ferito alla schiena, la pallottola lo colpisce alla colonna vertebrale. Lo portano all’ospedale Al Ahli de Hebron dove muore a causa delle ferite. Aveva 28 anni.

Alcune ore dopo dell’assassinio di Ziad per opera dei cecchini israeliani, le FDI emettono una dichiarazione appena dettagliata in cui spiegano che i soldati israeliani hanno attaccato il gruppo come risposta alle pietre che gli erano state tirate.
Sono sorpreso nel vedere che le FDI si prendano ancora il lavoro di giustificare un assassinio che è divenuto ormai un fatto comune: di fronte a ragazzini che lanciano pietre, giocano con i ciottoli, saltano la corda, soffiano bolle o coprono di terra una tomba a cielo aperto, non hanno altra scelta che aprire il fuoco.
I palestinesi non dispongono di alcuna risorsa davanti a questi massacri: non esiste alcun tribunale che discuta la legittimità di queste fucilazioni, non esiste alcun modo per ottenere qualsiasi tipo di compensazione per le spese mediche, per il dolore, la sofferenza o i giorni di lavoro persi; nessun modo per ottenere giustizia per i morti. Quante perdite miseria ed umiliazioni dovrà continuare a subire ancora la popolazione palestinese?

Palestinese morto in prigionia

Lo Stato di Israele non era mai stato tanto violento, il prezzo di sangue pagato dai palestinesi non era mai stato tanto elevato. Nel 2014 le forze israeliane hanno ucciso più di 2.300 palestinesi ed hanno ferito più di 17.000. Queste cifre costituiscono il peggior bilancio dalla intensificazione della presenza di Israele in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza dopo la prima guerra dei Sei Giorni del 1967. Nel peggiore momento della uccisione di massa attuata da Israele nella Striscia di Gaza la scorsa estate, si sono obbligati 500.000 palestinesi ad una deportazione forzata. Peggio ancora, secondo l’informativa dell’ONU denominata “Vite strappate”, di queste persone deportate più di 100.000 continuano ad essere senza alloggio.

La quantità dei palestinesi prigionieri nelle carceri israeliane si trova in forte aumento. Alla fine di Febbraio del 2015 vi erano più di 6.600 palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e nei centri di detenzione delle FDI, tutto un record raggiunto da circa 5 anni. I meccanismi della macchina assassina continuano a funzionare in totale impunità, ogni massacro imbaldanzisce e spinge ogni volta i colpevoli a commetterne altri.
Chi potrà fermarli? Non lo farà di certo il principale investitore dello Stato israeliano- Questo perchè i militanti delle FDI più accesi, sempre in allerta, irrinunciabilmente fedeli, si trovano nel Congresso degli Stati Uniti d’America. Esiste una selvaggia sincronizzazione nell’alleanza tra un paese che ordina di bombardare i cortei di nozze con i droni ed un altro che mitraglia i cortei funebri.

Ninos palestinos presos

L’aiuto annuale fornito dal Congresso egli USA ad Israele arriva a 3.000 milioni di dollari. Il vero dibattito che si propone, incluso nei governi ancora più austeri, è quello di sapere se questa generosa contribuzione, che equivale a più della metà dell’aiuto militare degli USA al mondo, sarà sufficiente per saziare la sete israeliana di nuove armi. In effetti, per quanto lo stesso Israele saboti regolarmente la politica degli USA in Medio Oriente, il presidente Obama qualifica questo aiuto come “sacrosanto”.
Da questo punto di vista, il finanziamento annuale degli USA ad Israele, che costituisce un terzo del budget militare israeliano, sembra più un contributo in denaro ad una organizzazione di gangsters che non una sovvenzione ad un paese cliente.

Nessuno si sorprenderà nel sapere che Tom Cruz e Tom Cotton, due dei più ferventi difensori di Israele, sono entrambi diplomati in legge ad Harvard, dove sono stati alunni del nido sionista di Alan Dershowitz. Tuttavia nemmeno sono questi casi isolati. Le posizioni difese da Ted Cruz differiscono poco da quelle di Elizabeth Warren, la voce della saggezza progressista (più di quella della “Medea di Human Rights Campaing”, suppongo) quando si tratta di difendere gli scandalosi comportamenti di Israele. In effetti, Warren non dubita, come la maggior parte dei suoi pari, a lavorare ore extra per dimostrare la sua fedeltà a tutta prova per lo Stato di Israele.

La famosa lobby sionista già non necessita più di lobbisti. Oggigiorno i componenti del Congresso arrivano pre orientati per mostrare il loro grado di devozione alla causa di Israele. Non necessitano di essere corrotti con il denaro dei Comitati di Azione Politica, e neppure di essere comprati con prostitute e sottomessi al ricatto con l’aiuto di foto compromettenti. Quando Israele fa assassinare uno scienziato iraniano, quando utilizza armi chimiche a Gaza, tortura i prigionieri, uccide un giovane attivista americano per la pace, apre il fuoco varie volte su un corteo funebre o viene sorpreso in flagrante nel delitto di spionaggio del presidente degli USA, il Congresso esplode in grida difendendo lo stato di Israele, senza che si metta in questione nulla ed invia un altro assegno a Tel Aviv.
Di fronte al più prolungato e vecchio dei crimini di guerra che il mondo abbia conosciuto, la capitale, Washington, rimane inerte, senza la minore etica, senza corridoi ripieni dell’equivalente politico degli organismi geneticamente modificati. “Passami il Round UP (l’insetticida della Monsanto).

Fonte: Counter Punch.org

Tratto da Rebelion 

Traduzione:  Luciano Lago

Nella foto in alto: Il corteo funebre che accompagna il palestinese trucidato dai soldati israeliani

Mella foto al centro: il palestinese Ziad Awad ferito a morte da un cecchino israeliano

Nella foto in basso: uno dei tanti bambini palestinesi sequestrati e incarcerati dalla polizia israeliana

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