"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Scenari post 4 Dicembre: Renzi-bis o governo tecnico/di scopo

Renzi inebetito

di G. Cirillo

Il 4 Dicembre si avvicina e finalmente ci libereremo di tutte queste polemiche su questa pasticciata e inutile riforma costituzionale e probabilmente anche del nostro amato premier. Premesso che voterò NO per due motivi principali: primo, Renzi ha personalizzato il voto in maniera irresponsabile e da semplice elettore non devo essere io a responsabilizzarmi e quindi a depersonalizzare il referendum, perciò dato che Renzi ha posto il referendum come un quesito su se stesso, a me lui e quello che rappresenta non piace e quindi primo motivo per il NO; secondo io da elettore e cittadino con questa riforma perdo potere, dato che viene istituito un Senato che anche se ridotto nelle sue funzioni, detiene comunque un residuo potere legislativo quindi un potere anche su di me. Potere nei miei confronti che io eleggerò in maniera molto indiretta diluendo di conseguenza il mio potere effettivo di elettore e cittadino e penso che se non si hanno tendenze masochiste, nessuno, di sua spontanea volontà, si autoriduce il proprio potere, quindi secondo e chiaro motivo per votare NO, non voglio perdere ulteriormente potere. Se questa riforma aboliva il Senato, sarebbe stato un altro discorso.

Detto questo, non facciamoci illusioni, questo referendum, come la vittoria di Trump negli USA, non è una rivincita del popolo nei confronti delle élite e dei poteri forti, è soltanto l’affermassi di una tendenza al posto di un’altra ma in sostanza cambia poco. Comunque la vittoria del NO dovrebbe essere in teoria scontata, se si sommano le percentuali di voto dei i partiti che parteggiano per il NO cioè M5S, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Sinistra Italiana e almeno un quarto del PD si arriva al 64-65%. Quindi possiamo tranquillamente affermare che la vittoria del fronte del NO è molto probabile. Detto questo vediamo alcuni scenari.

1) VITTORIA DEL SI: questo scenario che riteniamo al limite del fantasy, nel caso dovesse verificarsi farebbe subito pensare a forti brogli soprattutto nel voto degli italiani all’estero e quindi sono molto probabili ricorsi, manifestazioni e magari un referendum bis come successo in Austria per le elezioni presidenziali. Se invece l’esito superasse eventuali verifiche, il renzismo avrebbe la strada spianata fino al 2018 e tornerebbe ad essere il carro del vincitore. La vecchia guardia PD verrebbe spazzata via e anche i partiti di opposizione avrebbero seri problemi interni.

2) VITTORIA DEL NO SOTTO IL 55%, RENZI-BIS?: questo scenario secondo la medie dei sondaggi sembra essere il più probabile. Considerando il peso dei partiti e dei personaggi che si sono espressi contro la riforma, non sarebbe a mio avviso una grandissima sconfitta per Renzi, abbiamo visto che i partiti per il NO arrivano al 64-65% quindi vuol dire comunque che il fronte del SI avrà tolto elettori a quei partiti. Nel caso si verificasse questo scenario, Renzi ne uscirebbe sicuramente indebolito ma non distrutto, dimostrebbe anzi di avere una certa forza residua. Questo potrebbe portare ad un Renzi-bis, che dovrà ovviamente aprire a Forza Italia, magari con un rimpasto che faccia entrare qualche altro uomo di Berlusconi nel governo, così da creare un governo di scopo guidato dallo stesso Renzi che si impegna assieme a Forza Italia a trovare un accordo per una legge elettorale diversa che soprattutto non porti ad una facile affermazione del M5S nel 2018. Quindi Renzi-Bis a guida di un governo di scopo anti-M5S.

3) VITTORIA DEL NO SOPRA IL 55%, GOVERNO TECNICO O DI SCOPO: questo scenario è meno probabile del secondo, ma potrebbe alla fine verificarsi considerando come abbiamo visto prima il peso politico-elettorale del fronte del NO. Una sconfitta ampia del fronte del SI, porterebbe probabilmente alle rapide dimissioni di Matteo Renzi se non addirittura alla suo ridimensionamento/scomparsa politica. Molto probabilmente parte del PD, alleati di governo, Forza Italia e magari anche Sinistra Italiana, dovranno mettersi d’accordo per un nuovo premier che possa guidare un governo di transizione fino al 2018 gestendo sia le ripercussioni finanziarie della caduta del governo in un momento delicato per i nostri bilanci pubblici sia la formazione di nuova legge elettorale anti-M5S. A nostro avviso possiamo individuare cinque sotto scenari: a) GOVERNO TECNICO-DIPLOMATICO: data la difficile congiuntura geopolitica non è da escludere un governo tecnico con un forte orientamento verso la politica estera, tra i papabili Gentiloni, Mogherini o Pinotti.

Mattarella potrebbe spingere verso un nome del genere date le preoccupanti dinamiche a livello internazionale che necessitano sicuramente di un volto conosciuto. Un governo del genere porterebbe probabilmente ad un maggiore impegno italiano in funzione anti-russa e anche negli attuali scenari di guerra; b) GOVERNO TECNICO-FINANZIARIO: dato il grave stato dei conti pubblici e il forte rallentamento degli ultimi mesi, la politica potrebbe lasciare l’onere di nuove tasse e nuova austerità nel 2017 ad un tecnico, tra i papabili Padoan, Boeri, Cottarelli o un altro tecnico del settore meno probabili Monti o Draghi; c) GOVERNO POLITICO DI SCOPO: come abbiamo visto sopra, un governo con lo scopo principale di formare una nuova legge elettorale anti-M5S potrebbe avere anche una caratura più politica tra i papabili oltre al Renzi-bis, Franceschini, Gentiloni, Grasso, Alfano meno probabile; d) NESSUN ACCORDO, NESSUN GOVERNO: potrebbe non trovarsi nessuna maggioranza per un nuovo premier e al tempo stesso Mattarella potrebbe non indire nuove elezioni. Un remake delle passate situazioni spagnola o belga che potrebbe portarci anche fino al 2018, con forti ripercussioni a livello di spread e di conti pubblici; e) ELEZIONI ANTICIPATE: molto difficile che Mattarella indica elezioni anticipate con una legge elettorale modificata dalla Consulta e che alla Camera darebbe sicura vittoria ai Cinque Stelle, riteniamo molto improbabile questo scenario.

Queste a nostro avviso le principali tendenze post 4 Dicembre, il tutto probabilmente condito dallo spauracchio dello spread e da un’ennesima ed artificiale crisi di credibilità verso il nostro paese. In qualsiasi caso la sconfitta di Renzi non cambia l’ordine del giorno che chi ci segue conosce bene, cioè la graduale cessione di sovranità del nostro paese verso il Superstato Europeo. Con Renzi se ne va un tentativo forse un po’ troppo evidente di conquistare l’Italia, ma il discorso non cambia, attraverso il sicuro successivo attacco dei mercati e con la minaccia russa alle porte (?) ci saranno ulteriori occasioni per toglierci la sovranità. A nostro avviso tentare di resistere a questa tendenza con anacronistici nazionalismi non porterà da nessuna parte, l’unica cosa che manca e che potrebbe veramente cambiare le sorti dei popoli europei, è una reazione unita degli stessi nei confronti delle élite tecno-finanziarie. Le reazioni esclusivamente nazionali,regionali o settoriali non porteranno a nessun risultato.

Fonte: Fenir

 

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  1. Tania 1 settimana fa

    Il solo vedere questa facciotta mussoliniana assai mi provoca un attacco di ulcera tremendo, eppure basterebbe che la gente si chiedesse come può un tipo simile essere di sinistra quando di sinistra è Che Guevara? Ma che ha da spartire uno con questa faccia con la sinistra?
    E infatti la seconda domanda che ogni persona con il cervello funzionante e libero da tifoserie dovrebbe chiedersi é : può una PLUTOCRAZIA OLIGARCHICA FASCISTA detta CASTA mettere a capo del governo Che Guevara? Chiaro che no, eleggerà un uomo fidatissimo e manipolatore, che altro? 2+2=4

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  2. giannetto 6 giorni fa

    La vittoria del sì o del no è ininfluente sulla deforma costituzionale, perché la Gosdiduzzzione è già stata, e sarà, deformata a piacere per mero arbitrio del Potere.
    La vittoria del “no” sarebbe piuttosto un modo di battere sulla sella per (non) battere sul cavallo: ossia un chiaro ultimatum al guitto di Rignano di mollare la stanza dei bottoni. Ma si porrebbe lo stesso qualche problemino:
    1. Mollerà davvero? Son qui ancora tutti a chiedersi se se ne andrebbe o no. Che possa andarsene ognun lo dice, ma se poi ci andrà nessun lo sa.
    2. Occorrerebbe “nominare” il sostituto. Chi sarebbe? Son qui ancora a chiederselo tutti, dagli analisti “specializzati” ai commentaristi “da strada”. Sembra il Fantacalcio.
    3. Sarebbe credibile da parte dei politicanti la faccia tosta di un’altra “nomination”, dando per scontato che oramai in sto paese di cacca le elezioni possono non esistere? Di sicuro, avere una faccia tosta del genere non è un handicap per i politicanti. L’articolista non ne parla. Sembra perciò darlo per scontato.
    4. Sarebbe accettata una ulteriore “nomination” del loro “premier” , senza elezioni, da parte di sto pòppolo ? L’articolista non ne parla. Sembra perciò darlo per scontato. – Sarebbe solo il quarto! Allegria!!! – Nel qual caso sto pòppolo confesserebbe irrevocabilmente di essere “un volgo disperso che nome non ha”.
    – Forse, parafrasando un altro verso del Manzoni, sarebbe meglio consigliare al nostro volgo disperso, invece di tornare “all’opere imbelli dell’arse officine”, di tornare “all’opere pie di sante sagrestie”, a lui ereditariamente congeniali lungo tutta la longitudine dello Stivaluccio. – Della politica, che si dimentichi anche del nome, non solo del fatto!

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