"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sauditi ed anglo-americani disposti a tutto per salvare i gruppi terroristi in Siria. Avviso Russo- Iraniano: intervento terrestre significa guerra

L’Arabia Saudita, nonostante che si trovi già fortemente  impantanata in un conflitto con lo Yemen, ha espresso lo scorso Giovedì  la sua intenzione di partecipare ad una operazione terrestre in Siria in appoggio ai gruppi terroristi che rischiano ormai di essere sbaragliati dalle forze dell’Esercito Siriano.

A tale dichiarazione è seguito l’immediato assenso manifestato dal Dipartimento di Stato USA, per opera del portavoce John Kirby, al piano di intervento saudita, risultando così evidente chi stia spingendo sauditi e turchi ad un intervento militare in Siria per contrastare la liberazione del territorio del paese arabo dal flagello del terrorismo jihadista- salafita che affligge la popolazione siriana da ben cinque anni.

L’Amministrazione USA  non smentisce quindi il suo ruolo di mandante principale della destabilizzazione e della guerra per procura contro la Nazione siriana, mascherata come una “guerra civile” dalla propaganda dell’apparato dei media occidentali. Il tutto per coprire i colossali interessi USA sulla regione (petrolio e gasdotti) e la finalità principale di sottrarre la Siria all’influenza iraniana e russa.

L’Arabia Saudita fa parte (da un anno e mezzo) della coalizione diretta dagli USA che presumibilmente dovrebbe lanciare attacchi aerei contro l’ISIS, anche se in realtà  l’Arabia S. è  notoriamente il paese che più ha sostenuto, finanziato ed armato i gruppi terroristi salafiti che hanno seminato morte e distruzione all’interno della Siria.
A questa intenzione dell’Arabia Saudita è seguita una risposta molto precisa da parte di un esponente politico russo, Pavel Krasheninnikov, presidente del Comitato Statale della Duma (Parlamento russo), tramite una dichiarazione rilasciata ad Intefax lo scorso venerdì: Krasheninnikov ha avvisato il Governo Saudita che qualsiasi operazione militare terrestre in Siria, sensa il consenso del Governo di Damasco, equivarrebbe ad una dichiarazione di guerra.
“La Siria deve dare il suo consenso ufficiale alla presenza militare straniera. In altro modo questa sarebbe una guerra. Così viene calpestato il diritto internazionale”, ha segnalato l’esponente russo.
Krasheninnikov ha dichiarato che, “con il promettere una operazione terrestre in Siria, Rijad tenta di inviare truppe sul territorio di uno stato sovrano senza dichiarare una guerra”.

La dichiarazione dell’esponente russo viene vista dai media di Mosca come un chiaro avvertimento diretto alla Monarchia Saudita circa le conseguenze che avrebbe una azione di questo tipo.
Dall’altra parte, secondo il giornale libanese “Ad Diyar”, un diplomatico russo ha criticato epressamente le minacce di Erdogan di intervenire in Siria contro i curdi e contro l’Esercito siriano se questo prosegue la sua avanzata nella province di Hasaka e di Aleppo rispettivamente.
“Erdogan ha già lanciato le sue minacce quando le forze siriane hanno lanciato la loro offensiva sulla montagna dei curdi, a Latiaka. Tuttavia l’Esercito siriano è entrato a Selma e Rabiya, e il turco non ha potuto fare nulla. Adesso continua a minacciare di nuovo di intervenire se il governo siriano riprende il controllo di Aleppo”, ha dichiarato il diplomatico.

“Noi (russi) non vogliamo neanche parlare di queste minacce. Lui conosce il potere dei nostri missili intercontinentali. Vogliamo inviare i nostri migliori saluti agli amici che si sono liberati da questo pagliaccio che sta cavalcando un cavallo di legno mentre crede di essere salito sul cavallo del Sultano Soleiman”.
“Erdogan deve essre cosciente di quale sia la nostra strategia in Siria e quali siano le nostre capacità. Non credo che voglia condurre il gioco oltre, se vuole conservare la sua testa sulle spalle”, questo il messaggio ad Erdogan lanciato dal diplomatico russo.
Stessi avvertimenti sono stati lanciati ai sauditi anche da parte dell’Iran che partecipa con proprie forze alle operazioni in Siria.
“Un intervento terrestre dell’Arabia Saudita farebbe scatenare un conflitto generale e l’Iran non rimarrebbe a guardare”, è questo il messaggio trasmesso da un alto rappresentante iraniano.

Soldati sauditi in addestramento
Soldati sauditi in addestramento

Nel frattempo è giunta notizia che l’Arabia Saudita sta procedendo all’addestramento di un corpo militare integrato costituito da ben 150.000 soldati, mercenari, di provenienza sauditi, egiziani, sudanesi e giordani per realizzare un eventuale intervento militare sul territorio Siriano.

Secondo fonti apprese dalla rete CNN, questo contingente militare sta ricevendo il primo addestramento militare nelle basi saudite. Sulla base di queste informazioni, questa forza d’invasione sarebbe sottoposta ad un comando congiunto saudita-turco e le truppe dovrebbero penetrare in Siria attraverso il confine dalla Turchia. Questa forza riceverebbe appoggio anche dal Kuwait, dal Bahrein e dagli Emirati Arabi.

Fonti: Al Manar

Hispan TV

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Nicola 12 mesi fa

    Purtroppo temo che i maledetti “ultraricchi” pur di conservare il loro potere scateneranno una 3WW : sembra che in Siria stia avvenendo il “raduno degli eserciti” descritto nell’Apocalisse! Tuttavia voglio ricordare ai più pessimisti che nel libro dell’Apocalisse è descritto chiaramente anche un lieto fine!

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    1. nessuno 12 mesi fa

      bah,non vedo cosa centra quello che qualcuno tempo fa scriveva in un libro che
      nessuno sa con precisione chi lo scrisse, e il lieto fine sarebbe: vissero tutti
      felici e contenti? Restiamo con i piedi per terra e nel nostro piccolo cerchiamo
      di impedire che la situazione peggiori…..

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