"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sarà la Crisi dell’Immigrazione a determinare il collasso dell’Unione Europea ?

di Martin Berger

Il flusso dei rifugiati che fuggono dal caos creato in Medio Oriente dagli istigatori delle guerre causate dagli Stati Uniti e dall’Europa occidentale, sta sprofondando l’Unione Europea nella malinconia e nella depressione: come le minacce terroristiche si fanno più tangibili di giorno in giorno e, con queste, le tensioni sociali, gli europei di sentono più insicuri di come lo sono stati per molto tempo.

Nell’anno 2015, soltanto la Germania ha dovuto assistere 1,1 milione di rifugiati, secondo i dati forniti dal ministro degli Interni tedesco, cosa che fatto sorgere molte critiche sull’operato di Angela Merkel in numerose occasioni. Mentre i politici europei si stanno lanciando attacchi polemici gli uni con gli altri, alcuni analisti politici stanno iniziando ad osservare che questa volta la UE ha avuto troppi problemi da gestire assieme.

In ogni caso il giornale francese on line “La Croix” segnala che non bisogna dimenticare il fatto che  i rifugiati non stanno cercando rifugio soltanto in Europa, visto che esiste un numero di circa 9 milioni di rifugiati che risiedono attualmente nei paesi che hanno la frontiera in comune con la Siria. Nel solo Libano, i rifugiati rappresentano circa un 20% della popolazione del paese. In paragone, nel 2014, un totale di 600.000 persone hanno richiesto asilo in Europa, numero che rappresenta per approssimazione  un 0,1% della sua popolazione. Si tratta di una goccia nell’oceano di una forza come l’Unione Europea, che ancora viene scelta per realizzare una indegna (anche penalmente) politica di migrazione.

Si cerca di trovare un consenso generale sul fatto che quest’anno la UE possa sviluppare una politica migratoria efficace, tuttavia gli esperti tendono a credere che sia questa solo una illusione nel migliore dei casi.

Gli analisti del portale “Latvian news” hanno commentato apertamente che nessuno potrebbe dubitare che la migrazione vada di pari passo con il terrore. Pertanto l’Europa sta cercando disperatamente di rispondere alle nuove sfide alla sua  sicurezza interna portate dai flussi migratori. Di conseguenza gli esperti di Latvian dicono  che i valori europei, tali come la “democrazia”, la libertà di espressione, il “rispetto dei diritti umani”, non saranno più i principi base nella nuova strategia europea in tema di sicurezza. Tutto sarà determinato piuttosto da interessi comuni, mentre che i giornalisti in carcere (per reati d’opinione), la repressione dei dissidenti, le aggressioni contro le donne, saranno una preoccupazione di minore importanza.
Le guerre non finiranno nel Medio Oriente, così come non finirà il business dei trafficanti che si approfittano delle persone che fuggono dai loro paesi di origine con la speranza di una vita migliore in Europa.

Se si può dare per ben sicuro che l’esodo dei migranti continuerà al suo livello attuale, le conseguenze politiche saranno gravi per l’Unione Europea, in particolare nel caso della cancelliera Angela Merkel e per la Germania in generale, che sarà testimone di una distanza tra la questa ed i suoi associati europei che andrà a crescere più profondamente.

Il “Washington Post” predice che il collasso dell’Unione Europea potrà iniziare nell’anno 2016: ‘L’Europa è stata sospinta dalle crisi dall’inizio alla fine nel 2015, con gli attacchi terroristici, il fallimento politica del rischio calcolato e un afflusso di rifugiati senza precedenti che finirà con  lasciare l’unità continentale a brandelli entro la fine dell’anno. Questo significa che, invece di portare sollievo, il 2016 potrebbe portare ad una disfatta”.

Germania preselezione migranti
Germania preselezione migranti

Secondo il “Financial Times”, oggi,  l’idea generale dell’Unione Europea si è resa davvero impopolare in Europa, dal momento che è stata tempestata di difficoltà economiche e di divisioni politiche, tali  che si non si trova nella migliore forma per articolare una politica comune che permetta di risolvere la crisi dei rifugiati.

Il 4 di Gennaio, la Germania ha annunciato che la politica comune sulla questione dei controlli dello spazio di Schengen si è vista seriamente minacciata dalle nuove misure per il controllo delle frontiere instaurate da Svezia e Danimarca in un tentativo di contenere l’ondata dei migranti.
Così, la Svezia era diventata l’ultimo di una serie di paesi dell’Unione Europea che aveva annunciato l’introduzione dei controlli di frontiera (a cui si è aggiunta poi anche l’Austria e la Croazia), provvedimenti questi che contraddicono la vecchia idea di una ‘Europa senza frontiere’, in cui un viaggiatore può muoversi liberamente da un paese all’altro senza alcuna restrizione.

Bisogna ricordare che il Ministero degli Esteri tedesco, tramite il portavoce Martin Schaefer, ha sottolineato che la libertà di circolazione all’interno della UE è “un importante principio” ed uno dei maggiori obiettivi della UE.  Numerosi esperti europei ritengono che l’esodo di oggi dal Medio Oriente, Nord Africa e in altre regioni dilaniate dalla guerra è stato gestito in loco per un lungo periodo di tempo, quindi era perfettamente prevedibile ed avrebbe potuto essere affrontato in modo idoneo. Tuttavia la definizione dei principi dell’Unione Europea è stata deliberatamente ignorata dai gruppi nazionalisti, per i quali questa ondata migratoria può portare ad una disintegrazione dell’Unione Europea.

Secondo i media francesi e quelli del portale “Atlantico”, il crollo dell’Unione Europea è imminente visto che sono stati snaturati tutti i principi fondanti che erano stati concordati fra tutti gli stati membri. In particolare il preambolo del Trattato dell’Unione rispetto ai principi di libertà, diritti umani e vigenza delle leggi, quelli che si definivano i principi ispiratori della UE. Tuttavia nel secondo semestre dell’anno 2015 tutti questi “bei principi” sono stati violati ripetutamente dalle autorità della UE. Ad esempio nella norma votata dalla Commissione Europea per il ricollocamento di 160.000 rifugiati, cosa che viola  il diritto umano basilare di questi “poveracci”, che non possono scegliere un paese di futura residenza. Di fatto quando i politici iniziano a trattare i rifugiati come beni che debbano essere trasportati, posssiamo essere convinti che l’Unione Europea con questo  è morta e sparisce.

Dopo tutto, le persone in fuga da guerre e della amara  povertà  in Medio Oriente hanno cercato modi per riunirsi con i loro parenti, amici o conoscenti che vivono in alcuni stati europei. Per questo, quindi, non sorprende che rifugiati stessi siano refrattari a firmare per recarsi in altro luogo. A metà di dicembre, un totale di 184 rifugiati ha accettato di essere trasferito ad altro paese europeo, dei 160.000 perevisti dal Consiglio Europeo.
Un altro attacco alla libertà e la dignità umana è stato l’accordo adottato il 29 novembre 2015 da parte dell’UE e della Turchia. Dopo tutto, la stessa composizione delle discussioni che hanno preceduto l’accordo sollevano questioni, dal momento che le autorità dell’UE non sono riuscite a invitare i rappresentanti di Giordania e del Libano, gli stati più fortemente coinvolti nell’esodo dei rifugiati che provengono dall’Iraq e dalla Siria. La UE ha solo promesso alla Turchia la cifra di 3 miliardi di bonifico nel caso in cui questa ottenga di ridurre il flusso dei migranti verso l’Europa, mentre non tiene in nessun conto la Giordania ed il Libano che hanno gestito la crisi dei rifugiati per proprio conto.

Inoltre, come hanno notato gli esperti francesi, dopo aver firmato l’accordo con la Turchia, l’Unione europea ha formalmente ripreso il processo della sua (della Turchia) adesione all’Unione. Tuttavia, questa decisione appare almeno discutibile, soprattutto alla luce del fatto che la stessa Turchia si muove di recente   in un contesto di  assalto   alla libertà di parola e dei diritti umani. Le repressioni brutali contro la minoranza curda sono  praticamente oscurate  dai media internazionali. E’ un fatto ben noto che la Turchia permette ai trafficanti mafiosi di speculare  sui disagi di persone in fuga da  guerre e dalla povertà . Ankara non ha fatto nulla per impedire questi criminali, alcuni dei quali stanno godendo dei collegamenti con la mafia turca, di guadagnare 8 miliardi di euro solo lo scorso anno, dal momento che un milione di migranti, trasportati al salario medio di 8.000 euro a persona, sicuramente gli forniscono questi tipo di ingressi di denaro. Pertanto le misure adottate da Bruxelles dimostrano l’ovvio: che l’unica cosa che interessa l’oligarchia di Bruxelles sono gli interessi dei circoli militari (NATO) e non quelli delle persone.

Di conseguenza il collasso dell’Europa sarà inevitabile. Sarà solo questione di tempo quello che andrà ad accadere ma è chiaro che non ci sarà da aspettare per molto. A chi questo potrà giovare? Sarà Washington a trane beneficio, come segnalato in molte occasioni da numerosi esperti occidentali ed analisti.

Fonte: New Eastern Outlook

Traduzione: Luciano Lago

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