"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Sanders e i bari del globalismo-canaglia, da Hillary a Renzi

di   Carlo Formenti

“A chi giova la globalizzazione? Il dibattito alle primarie Usa”,

Gli avvocati del Free Trade cominciano a preoccuparsi per le critiche che piovono sulla globalizzazione selvaggia da tutti i maggiori candidati in corsa per la Casa Bianca, dal repubblicano Trump al democratico-socialista Sanders, senza escludere la democratica moderata Hillary Clinton che, dimentica di quanto sostenuto in passato assieme al marito ultraliberista, oggi corteggia gli elettori radicali di Sanders con dichiarazioni contro il TTIP, temendo che le neghino l’appoggio nel caso quasi certo che sia lei correre per le presidenziali di novembre.

Dopo Zuckerberg, che giorni fa ha tuonato contro gli anacronistici costruttori di muri che vorrebbero farci regredire al medioevo, è intervenuta la segaligna managing director del Fmi, Christine Lagarde: «Non entro nelle campagne politiche, ma dico che chi mette in discussione il free trade sbaglia», ha detto, per poi aggiungere: «I commerci internazionali portano benessere per tutti e la loro contrazione costa cara soprattutto ai paesi più poveri». Quindi è stata la volta del boss dei boss Bill Gates, il quale ha dichiarato al “Financial Times”: «Qualcuno dovrà pure ricordare alla gente che gli Stati Uniti sono stati di gran lunga il maggiore beneficiario della globalizzazione».

Insomma chi beneficia della globalizzazione: i paesi più poveri? Gli Stati Uniti? Tutti? La risposta sta nel fatto che queste indignate reazioni bersaglino soprattutto il repubblicano Trump e i populismi europei di destra. Questo perché sono bersagli Bernie Sanders“facili”, a causa del loro sgangherato razzismo contro i migranti. Più difficile misurarsi con Sanders che, nei suoi discorsi, smaschera sia le menzogne dei guru americani della New Economy, dimostrando cifre alla mano che a beneficiare del free trade non è stato il popolo americano (che al contrario ha perso milioni di posti di lavoro, oltre a subire tagli ai salari e al welfare) ma la casta dei super ricchi, sia quella della Lagarde, dimostrando che i presunti “benefici” per i paesi poveri consistono nella schiavizzazione di milioni di lavoratori in fabbriche lager come le maquilladoras messicane e la cinese Foxconn.

E la battaglia di Sanders serve a smascherare anche le menzogne degli ex socialdemocratici convertiti al neoliberismo, i quali, da Blair a Renzi, celebrano a loro volta le magnifiche sorti e progressive di un mondo sempre più interconnesso, “libero” e “felice”.

Inoltre, nella misura in cui dimostra che si può essere contro la globalizzazione dei flussi finanziari senza demonizzare i flussi migratori, può forse instillare un po’ di saggezza nei cervelli assopiti di quegli intellettuali della “sinistra radicale” che credono che la globalizzazione, ad onta dei “danni collaterali” che provoca, sia cosa buona perché favorisce la modernizzazione, l’innovazione, lo sviluppo delle forze produttive, ecc., alimentando l’equivoco che il cosmopolitismo borghese dei Gates e dei Zuckerberg possa avere qualcosa da spartire con l’alter mondialismo progressista.

Fonte: Micromega

*

code

  1. the Roman 1 anno fa

    Banalita’ , le solite dell’opposizione politicamente corretta , leggera fronda all’ideologia imperante e ai suoi falsi ideali.
    Bernie Sanders non e’ il Che Guevara in doppiopetto che si vuol far credere il paladino degli oppressi si schiera deciso a fianco dei suoi correligionari quando si parla di opressi palestinesi. Naturalmente e’ molto facile blaterare contro Wall Street, lo faceva Obama , lo fa anche Rodham Clinton e sappiamo di cosa sono capaci. I “populisti” europei e il loro “sgangherato razzismo” sono un bersaglio facile non perche’ i loro programmi siano confutabili mediante un giusto confronto, ma perche’ qualsiasi tentativo di opporsi ad una immigrazione irregolare massiva ed incontrollata viene etichettato come manifestazione di razzismo , e condannato da tutti i poteri ,in ossequio ai dettami del pensiero unico alla base del globalismo.Le menzogne non le smschera Sanders, ma coloro che facendo vera informazione,a rischio della carriera e a volte della vita,onorano la verita’ con il loro coraggio. Attribuire a Renzi un a convinzione filosofica o un credo politico e’ ingenuo e a rimproverargli eventuali conversioni si cade nel ridicolo. A cosa puo’ convertirsi una simile nullita’ , cosa ha da dire un Tony Blair ? Prendere sul serio questi personaggi ,significa legittimare questo grottesco spettacolo messo in piedi ad uso e consumo dei gonzi che ancora ci cascano. La globalizzazione non si combatte ricorrendo a proclami ideologici o a nuove teorie filosofico- politiche, ma semplicemente si evita. Ritornando ai principi alla base delle costituzioni nazionali, affermando la sovranita’ dei popoli e accettando le espressioni della volonta’ popolare come legittime ed insindacabili. La nazione e’ tale in quanto e’ costituita da un popolo unito da una precisa identita’ che rappresenta l’eredita’ storica e culturale che i poteri che impongono il globalismo vogliono distruggere,mediante l’immigrazione forzata. Essere contro massucci flussi di immigrazione,in nazioni dove la presenza di stranieri e’ gia’ altissima,dove la disoccupazione e’ terribile e i poveri ed i suicidi per disperazione sono in costante aumento, e’non solo sensato, ma doveroso di ogni forza politica responsabile . Una immigrazione regolata e funzionale,potrebbe portare beneficio sia a chi la riceve sia ai paesi da dove ha origine. Cittadini di paesi sottosviluppati potrebbero ricevere manodopera di ritorno debitamente formata, e lavoratori che rientrano nei loro paesi con piccoli capitali che permetterebbero l’avvio di attivita imprenditoriali. Se si volesse realmente aiutare l’Africa, si impedirebbe che quelle nazioni, alcune ricche di materie prime, venissero saccheggiate dalla finanza internazionale e dalle multinazionali, e si incoraggerebbe uno sviluppo adeguato a quelle popolazioni. Si porterebbe un aiuto concreto in Africa e non milioni di africani in Europa.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. giannetto 1 anno fa

      Purtroppo i “gonzi che ancora ci cascano” sono l’immensa maggioranza (la base su cui si regge la piramide). Non da essa verrà il sovvertimento del sistema. Verrà da un suo crac endogeno… o da una guerra planetaria.
      Le Sue ricette in chiusa di commento sono purtroppo pii desideri (wishful thinking) perché cozzano contro la più inesorabile delle realtà effettuali: il profitto capitalistico, l’unico dio ancor vivo e vegeto.
      Sottolineerei ancora il famoso detto di Marx: la storia si ripete due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa. Penso ai secoli della decadenza dell’Impero Romano: i barbari a frotte già dentro i confini, ma l’amministrazione dello stato sempre più esigente, oppressiva, poliziesca e ladra nei confronti dei suoi cittadini. Oggi è l’identica cosa. E perché tale tragedia si ripete come farsa?… Ma perché la storia non è affatto maestra di vita! I gonzi son tuttora l’immensa maggioranza. Non illudetevi. La “coscienza di classe”, quando mai compare, altro non è che un prurito di pelle provocato dalla fame più nera.

      Rispondi Mi piace Non mi piace