"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Russia e Cina aspetteranno finché la guerra sarà l’unica alternativa?

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Di Paul Craig Roberts

Il discorso che Obama ha tenuto all’ONU il 24 settembre  è la cosa più assurda che abbia mai sentito in vita mia. E’ assolutamente incredibile che il presidente degli Stati Uniti racconti al mondo intero quelle che tutti sanno essere lampanti menzogne, al contempo dimostrando il doppio-pesismo di Washington e la convinzione che essa soltanto, in quanto gli USA sono eccezionali e indispensabili, ha il diritto di violare ogni legge.

E’ perfino più incredibile che ogni persona presente non si sia alzata per andarsene. I diplomatici del mondo invece se ne stavano seduti ad ascoltare le lampanti bugie del peggiore terrorista mondiale. Hanno perfino applaudito in approvazione.

Il resto del discorso è stato una cavolata totale: “Siamo a un bivio… segnali di progresso… ridotta probabilità di guerra tra le grandi potenze… centinaia di milioni di persone sollevate dalla povertà” e, mentre l’ebola devasta l’Africa, “abbiamo imparato come curare le malattie e imbrigliare la potenza del vento e del sole.” Ora noi siamo diventati Dio. Con “noi” si intende ovviamente il “popolo eccezionale”, gli americani. Nessun altro conta.

E’ impossibile scegliere la frase più assurda o la menzogna più scandalosa nel discorso di Obama. Che sia questa? “L’aggressione russa in Europa ricorda i giorni in cui le grandi nazioni calpestavano le piccole per perseguire ambizioni territoriali.” Oppure questa? “Dopo che il popolo dell’Ucraina si è mobilitato in protesta chiedendo le riforme, il loro corrotto presidente è fuggito. Contro la volontà del governo di Kiev è stata annessa la Crimea. La Russia ha riversato armi in Ucraina orientale, foraggiando i violenti separatisti e un conflitto che ha ucciso migliaia di persone. Quando un aereo civile è stato abbattuto da un’area controllata dai separatisti, hanno rifiutato l’accesso al sito per giorni. Quando l’Ucraina ha cominciato a riaffermare il controllo sul suo territorio, la Russia non ha più finto di dare solo supporto ai separatisti, e ha spostato truppe attraverso il confine.”

Il mondo intero sa che Washington ha rovesciato il governo ucraino democraticamente eletto, che Washington rifiuta di rendere pubbliche le sue foto satellitari della distruzione dell’aereo malese, che l’Ucraina rifiuta di rendere pubbliche le istruzioni delle sue torri di controllo all’aereo, che Washington ha impedito una vera indagine sull’abbattimento, che gli esperti europei sul luogo hanno certificato che entrambi i lati della fusoliera mostrano danni da mitragliatrice, dimostrando che l’aereo è stato abbattuto dai jet ucraini che lo stavano seguendo. Di fatto non è stata fornita alcuna spiegazione sul perché jet ucraini stessero alle costole di un aereo diretto dalle torri di controllo ucraine.

Il mondo intero sa che, se la Russia avesse ambizioni territoriali, quando il suo esercito sconfisse le truppe georgiane addestrate e rifornite dagli americani mentre attaccavano l’Ossezia del Sud, la Russia si sarebbe tenuta la Georgia e l’avrebbe ri-annessa al suo territorio, dov’era stata per secoli.

Da notare che non è aggressione quando Washington bombarda e invade 7 paesi in 13 anni senza alcuna dichiarazione di guerra. L’aggressione succede quando la Russia accetta la petizione dei crimeani che al 97% hanno votato per riunificarsi alla Russia, della quale la Crimea aveva fatto parte per secoli, prima che Khrushchev la annettesse alla Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina nel 1954, quando Ucraina e Russia erano territori dello stesso paese.

E il mondo intero sa che, come ha affermato il leader della Repubblica di Donetsk, “Se unità militari russe stessero davvero combattendo con noi, non si parlerebbe di prendere Mariupol, ma di prendere Kiev e Lviv.”
Qual è “il cancro dell’estremismo violento”: l’ISIS, che ha decapitato 4 giornalisti, o Washington, che nel 21° secolo ha bombardato 7 paesi assassinando centinaia di migliaia di civili e provocando milioni di rifugiati?
Chi è il peggiore terrorista: l’ISIS, un gruppo che sta ridisegnando i confini artificiali creati dai colonialisti britannici e francesi, o Washington con la sua dottrina Wolfowitz, base della politica estera statunitense, che pone come obiettivo dominante di Washington l’egemonia degli USA sul mondo?
L’ISIS è una creatura di Washington. Esso consiste negli jihadisti che Washington ha usato per rovesciare Gheddafi in Libia e che ha poi spedito in Siria per rovesciare Assad. Se l’ISIS è davvero una “rete di morte”, un “marchio del male” con cui negoziare è impossibile, come dichiara Obama, è una rete di morte creata dallo stesso regime di Obama. Se l’ISIS davvero rappresenta la minaccia che Obama afferma, come può il regime che l’ha creato essere credibile nel guidare la lotta contro di esso?

Nel suo discorso Obama non ha mai menzionato il problema centrale che il mondo si trova a fronteggiare. Quel problema è l’incapacità di Washington di accettare l’esistenza di paesi forti e indipendenti come la Russia e la Cina. La neoconservatrice dottrina Wolfowitz impegna gli Stati Uniti a mantenere lo status di sola “Unipotenza“.

Questo obiettivo richiede che Washington “impedisca ad ogni potenza ostile di dominare una regione le cui risorse potrebbero, sotto un controllo consolidato, essere sufficienti a generare un potere globale.” Una “potenza ostile” è qualsiasi paese abbia abbastanza potere o influenza da limitare l’esercizio del potere di Washington. La dottrina Wolfowitz mette esplicitamente nel mirino la Russia: “Il nostro primo obiettivo è di prevenire il riemergere di un nuovo rivale, che sia nel territorio dell’ex Unione Sovietica o altrove”. Per “rivale” si intende qualsiasi paese capace di difendere i propri interessi o quelli dei suoi alleati contro l’egemonia di Washington.

US AIR FORCES

Nel suo discorso Obama ha detto a Russia e Cina che possono far parte dell’ordine mondiale di Washington, a condizione che accettino l’egemonia di questa e non interferiscano in alcun modo con il suo controllo. Quando Obama dice alla Russia che gli USA collaboreranno con la Russia “se la Russia cambia strada”, intende dire che Mosca deve accettare il primato degli interessi di Washington sui propri.
Chiaramente, questa è una posizione inflessibile e irrealistica. Se Washington vi si atterrà, la conseguenza sarà la guerra con Russia e Cina.

Obama ha detto alla Cina che Washington intende continuare ad essere una potenza nel Pacifico, nella sfera di influenza cinese, “promuovendo pace, stabilità e il libero scambio commerciale tra le nazioni” per mezzo di nuove basi aeree e navali dalle Filippine al Vietnam, così che Washington possa controllare il flusso di risorse nel Mar Cinese Meridionale e tagliare fuori la Cina in qualsiasi momento.

Per quanto posso comprendere, né il governo russo né quello cinese capiscono la gravità della minaccia rappresentata da Washington. Alla Russia e alla Cina la spinta di Washington per l’egemonia sul mondo sembra troppo inverosimibile per essere reale. Ma è estremamente reale. Rifiutandosi di prendere la minaccia seriamente, Russia e Cina non hanno adottato quelle misure che porrebbero fine alla minaccia senza rendere necessaria la guerra. Per esempio, il governo russo potrebbe molto probabilmente distruggere la NATO rispondendo alla sanzioni imposte da Washington e dall’UE informando i governi europei che la Russia non vende gas ai membri NATO. Invece di usare questo potere, la Russia ha scioccamente permesso all’UE di stoccare quantitativi record di gas naturale per far passare l’inverno ad abitazioni e industrie. Che la Russia abbia venduto i propri interessi nazionali per denaro?

La maggior parte del potere e dell’egemonia finanziaria di Washington si basa sul ruolo del dollaro USA come valuta di riserva mondiale. Russia e Cina sono state lente, perfino negligenti dal punto di vista della difesa della loro sovranità, nel cogliere le opportunità di indebolire questo pilastro del potere di Washington. Per esempio, i discorsi dei BRICS sull’abbandonare il sistema di pagamento in dollari sono rimasti più discorsi che azioni concrete. La Russia non richiede nemmeno agli stati europei burattini di Washington di pagare il gas naturale russo in rubli.
Si potrebbe pensare che un paese come la Russia, che sta vivendo una così estrema ostilità e demonizzazione da parte dell’Occidente, usasse almeno le vendite del gas per supportare la propria valuta, invece del dollaro di Washington. Se il governo russo ha intenzione di continuare a supportare le economie dei paesi europei ostili alla Russia e di impedire ai popoli europei di ghiacciare durante il prossimo inverno, la Russia non dovrebbe, in cambio di tale straordinario sussidio ai suoi nemici, almeno fare in modo di supportare la propria valuta pretendendo il pagamento in rubli?

Purtroppo per la Russia, essa è infestata da economisti neoliberisti istruiti in Occidente, che portano avanti gli interessi occidentali invece di quelli russi.
Quando l’Occidente vede tale straordinaria debolezza da parte del governo russo, Obama sa di poter andare all’ONU a raccontare le menzogne più plateali riguardo alla Russia senza che ciò comporti alcun costo per gli USA o l’Europa. La mancanza di azione da parte della Russia incoraggia la sua demonizzazione.
Da parte sua, la Cina non è stata più abile nello sfruttare le opportunità per destabilizzare Washington. Per esempio, è un fatto noto che, come dimostrato più volte da me e da Dave Kranzler, la Federal Reserve usa i suoi agenti nelle banche di metalli preziosi per abbattere il prezzo dell’oro e proteggere così il valore del dollaro dalle politiche della Federal Reserve. Il metodo usato è quello di far scendere il prezzo dell’oro con enormi quantità di vendite allo scoperto durante i periodi di volume di scambi basso o inesistente. Sia la Cina che la Russia potrebbero sfruttare questa tattica per acquistare tutti gli scoperti più tutti i coperti, pretendendo la consegna anziché accettare i contratti in contanti. Né il Comex di New York né il mercato di Londra potrebbero effettuare le consegne, e il sistema imploderebbe. La conseguenza della mancata consegna potrebbe forse essere catastrofica per il sistema finanziario occidentale, ma come minimo dimostrebbe la natura corrotta delle istituzioni finanziarie occidentali.

Oppure la Cina potrebbe sferrare un colpo più letale. Scegliendo un momento di accentuata preoccupazione o disordine nei mercati finanziari statunitensi, potrebbe scaricare sul mercato i suoi mille e più miliardi di dollari in titoli americani, oppure tutte le sue riserve di strumenti finanziari statunitensi. La Federal Reserve e il Tesoro potrebbero cercare di stabilizzare i prezzi degli strumenti finanziari statunitensi creando denaro con cui acquistare i titoli gli altri strumenti. Tale creazione di denaro farebbe aumentare le preoccupazioni sul valore del dollaro, e a quel punto la Cina potrebbe scaricare sul mercato dei cambi gli oltre mille miliardi di dollari ricavati dalla vendita dei titoli. La Federal Reserve non può stampare valuta estera con cui comprare i dollari. Il valore di scambio del dollaro collasserebbe, e con esso l’uso del dollaro come valuta di riserva mondiale. Gli USA diventerebbero un paese fallito come un altro, incapaci di pagare le proprie importazioni.

Forse Washington potrebbe indurre il Giappone e la BCE a stampare abbastanza yen ed euro per comprare i dollari scaricati. Tuttavia, ciò probabilmente farebbe crollare lo yen e l’euro insieme al dollaro. Ci sarebbe uno spostamento verso le valute cinese e russa, e l’Occidente perderebbe l’egemonia finanziaria.
Con il loro auto-controllo, Russia e Cina permettono a Washington di attaccarle. La settimana scorsa Washington ha fatto scendere nelle strade di Mosca migliaia di operatori delle sue ONG, a protestare per “la guerra di Putin contro l’Ucraina”. Stupidamente, la Russia ha permesso agli interessi stranieri di comprare i suoi giornali, e questi interessi denunciano continuamente Putin e il governo russo ai loro lettori. Che la Russia abbia venduto la sua anima e il suo sistema di comunicazioni in cambio di dollari? Forse un po’ di oligarchi hanno svenduto la Russia in cambio di conti bancari svizzeri e londinesi?
Sia la Russia che la Cina hanno popolazioni mussulmane tra le quali opera la CIA, incoraggiando il contrasto, la ribellione e la violenza. Washington vuole spezzare la Federazione Russa in paesi più piccoli e deboli che non possano ostacolare la sua egemonia. La paura di russi e cinesi di creare discordia tra le loro popolazioni mussulmane ha fatto sì che entrambi i governi commettessero l’estremamente grave errore strategico di allinearsi con Washington contro l’ISIS e con la politica di Washington di proteggere il suo status quo nel mondo islamico.
Se Russia e Cina capissero la minaccia mortale che Washington rappresenta, entrambi i governi agirebbero conformemente al comprovato principio che “il nemico del mio nemico è mio amico”. Russia e Cina armerebbero l’ISIS con missili terra-aria per abbattere gli aerei americani, e con intelligence militare per ottenere una sconfitta americana. (ma l’ISIS non è una creatura degli USA? -ndt) Tale sconfitta provocherebbe il rovesciamento dell’Arabia Saudita, di Bahrain, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto e tutti i governanti fantoccio americani della regione. Washington perderebbe il controllo del petrolio e il petrodollaro sarebbe finito. E’ incredibile che al contrario Russia e Cina stiano lavorando per proteggere il controllo di Washington sul Medio Oriente e il petrodollaro.
La Cina è soggetta a una varietà di attacchi. La Fondazione Rockefeller crea agenti americani nelle università cinesi, o almeno così mi informano gli accademici cinesi. Le aziende americane localizzate in Cina creano consigli cinesi nei quali piazzano i parenti di ufficiali locali e regionali del partito. Ciò sposta la lealtà dal governo centrale al soldo americano. Inoltre la Cina ha molti economisti che hanno studiato negli USA e che sono imbevuti di dottrine neoliberiste che fanno gli interessi di Washington.

Sia la Russia che la Cina hanno percentuali significative di popolazione che desidera essere occidentale. Il fallimento del comunismo in entrambi i paesi e il successo della propaganda americana durante la guerra fredda hanno creato lealtà verso l’America anziché verso i loro governi. In Russia vengono definiti “integrazionisti atlantici”. Sono russi che desiderano venire integrati nell’Occidente. Conosco di meno i corrispettivi cinesi, ma i giovani vengono attratti dal materialismo occidentale e dalla mancanza di controllo sessuale.
L’incapacità dei governi russo e cinese di riconoscere la minaccia alla loro esistenza come paesi sovrani, rappresentata dall’insistenza dei neoconservatori sull’egemonia mondiale americana, rende la guerra nucleare più probabile. Se Russia e Cina si accorgeranno troppo tardi del gioco, la loro sola alternativa sarà: o la guerra, o la sottomissione all’egemonia di Washington. Poiché non esiste alcuna possibilità che gli USA e la NATO invadano e occupino la Russia e la Cina, la guerra sarebbe nucleare.
Per evitare questa guerra che, come molti esperti hanno mostrato, sterminerebbe la vita sulla Terra, i governi russo e cinese dovranno presto diventare molto più realisti nel valutare il male che risiede in quelli che Washington ha trasformato nello stato terrorista peggiore al mondo: gli USA.

E’ possibile che la Russia, la Cina e il resto del mondo verranno salvati dal collasso economico americano. L’economia statunitense è un castello di carte. I redditi reali medi delle famiglie sono in declino di lungo termine. Le università producono laureati con titoli e debiti pesanti, ma senza lavoro. Il mercato dei titoli è truccato dalla Federal Reserve, che ha bisogno di truccare il mercato dei metalli preziosi per proteggere il dollaro. Il mercato azionario è truccato dalle emissioni monetarie della Federal Reserve, dalla Squadra anti-Crolli e dalle aziende che ricomprano le loro stesse azioni. Il dollaro è supportato dalla tradizione, l’abitudine, gli scambi valutari.
Il castello di carte americano resta in piedi solo perché il mondo tollera la vasta corruzione, per disinformazione, e perché il denaro fatto con un sistema truccato soddisfa l’avidità. La Russia e/o la Cina potrebbero buttare giù questo castello di carte in qualsiasi momento, se avessero leader capaci di farlo.

Fonte: Paul Craig Roberts

Traduzione: Anacronista

Nella foto in alto: Putin alla manovre dell’armata Russa

Nella foto al centro: truppe statunitensi aviotrasportate

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  1. Alessandro 2 anni fa

    Sempre interessanti gli articoli di Roberts. Questo lo è anche di più rispetto ai precedenti in quanto qui lui analizza, mi pare di capire per la prima volta, le interdipendenze finanziarie e culturali tra Occidente (USA) e Russia-Cina. Non solo: illustra pure le modalità con cui entrambe potrebbero, se volessero, provocare il collasso del sistema occidentale, la Russia col gas e la Cina col possesso del debito e titoli USA.
    Ora mi chiedo e chiedo a Roberts: perché non lo fanno? Possibile che Russia e Cina non riescano a comprendere il pericolo rappresentato dalla superpotenza per eccellenza quando annuncia il trasferimento del 60% dell’intera flotta USA entro pochi anni nel Mar Cinese Meridionale o quando fomenta un golpe e una guerra civile alle porte del Cremlino? Forse perché si tratta di una pantomima come prospettato da lungimiranti autori?
    La conclusione a cui probabilmente dovremmo giungere è proprio la risposta affermativa all’ultima domanda: la contrapposizione Occidente-Oriente è stata costruita apposta e si tratta in fondo di una farsa. Se così non fosse, è impensabile che la Russia non ricatti col gas l’Europa, che la Cina non lo faccia col debito americano, così come è inammissibile che, se la minaccia rappresentata da Washington fosse reale e concreta, Russia e Cina non prendessero le giuste contromisure energetiche, economiche o militari che siano. La verità è che queste due nazioni sono ormai permeate dal capitalismo, lo stesso capitalismo nato e sviluppatosi proprio in Occidente, quindi perché dovrebbero provocare il collasso del sistema finanziario di cui fanno parte con uno dei metodi annunciati da Roberts, gas o titoli USA che siano?
    Forse dovremmo comprendere che Russia, Cina e Occidente sono un tutt’uno, che non esiste alcuna contrapposizione ai piani alti o per i piani alti del sistema mentre la prospettiva di uno scontro reale è favola da raccontare alle masse, quindi in definitiva forse è già stato tutto programmato e ci troviamo come ad assistere ad un film ove tutte le scene sono già state decise e, nonostante appaiano reali per noi che non siamo esperti del mestiere, sono solo un film.
    Russia e Cina non si contrapporrebbero realmente agli USA, sarebbe tutta una manovra diversiva per celare insomma che a comandare le due nazioni sono le stesse persone che comandano gli USA stessi. Assicuratemi che i Rothschild e i Rockefeller non abbiano investimenti in Cina o Russia, che l’avvio alla dedollarizzazione del mondo avviata dalle due potenze non sia anch’essa voluta e programmata dalle stesse èlite finanziarie occidentali, che l’ascesa di Russia e Cina non sia un’ennesima macchinazione premeditata dalle stesse a Wall Street e nella City per determinare una gigantesca guerra finanziaria o vera e propria guerra militare o entrambe le cose per poi erigere un nuovo ordine mondiale tecnocratico-bancario, e mi dimostrerete che il dualismo Occidente-Oriente potrebbe essere vero. Come suggerisce Anacronista al termine del suo articolo presente nel secondo tra i seguenti link, anch’io preferisco riflettere molto su cosa sta accadendo prima di fidarmi di Russia e Cina o qualsiasi alternativa all’attuale modello di sistema in vigore.
    http://www.controinformazione.info/putin-sta-facendo-il-gioco-dei-banchieri/
    http://www.controinformazione.info/russia-e-brics-contro-il-nwo-o-forse-no/
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=8054

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    1. Anacronista 2 anni fa

      Buongiorno, Alessandro. Sicuramente pubblicheremo altri pezzi proprio sui rapporti tra l’elite finanziaria e la Cina. Se si tiene presente che Kim Jong-un, il presidente della Corea del Nord, ha studiato in Svizzera, come tutti i suoi fratelli, risulta chiaro che nulla è come sembra.

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  2. Ares 2 anni fa

    D’accordo con Alessandro (molto arguto)

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  3. Alessandro 2 anni fa

    Grazie ad Ares ed Anacronista per aver commentato il mio pensiero

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  4. anonimo 2 anni fa

    il discorso di cui parla Paul Craig Roberts nel suo articolo è stato tenuto da Obama il 24 settembre e non il 24 marzo!
    “Obama’s September 24 speech at the UN is the most absurd thing I have heard in my entire life.”

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    1. Anacronista 2 anni fa

      Uh, che svista! Vorrei proprio sapere come ha fatto a scivolarmi marzo al posto di settembre. Grazie per la segnalazione!

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  5. cq 2 anni fa

    E’ come nel gioco degli scacchi: c’è una strategia di primo livello che ha l’obiettivo di mantenere e accrescere il controllo e molte altre strategie di livello più basso manovrate dalla prima. Anche l’organizzazione dei giocatori è strutturata in livelli e ciascuna ha la sua mission pilotata dall’alto. Le organizzazioni del primo livello sono rappresentate dall’elite dei due mondi: l’occidente e l’oriente. Non sono nemici fra loro, ma amano giocare a scacchi. Quello di cui stiamo oggi assistendo non è l’inizio di un conflitto, ma una prova di forza fra le due elite, il quale voglio dimostrare all’altro di quanto riescono a controllare il proprio mondo. Gli occidentali in questo sono in deficit per la troppa generosità democratica con cui l’elite si è adagiata verso il suo popolo, ma ha fiducia di poter sfruttare gli strumenti di condizionamento per poter dimostrare di essere all’altezza del confronto. L’ISIS e la vicenda Ucraina sono solo battaglie cruente per un test: misurare la capacità di controllo del proprio mondo. La sfida per il potere economico non è la sfida principale, la vera sfida è quella intellettuale, quella del più furbo o del più astuto e noi tutti siamo solo le pedine di questo gioco.

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